La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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venerdì 24 giugno 2011

Giovani, non diventate insegnanti! 221°

Lancio un appello accorato ai giovani: non mettetevi in mente di diventare insegnanti!
Scartate subito l’idea. Via! Cancellata! Per carità! Non ne vale la pena: vi aspetta molta fatica, parecchio stress, nessuna gratificazione sociale, uno stipendio scarso e, quel che è peggio, giudicato “anche troppo” e “rubato” dai più, da quelli che non sanno in che cosa consiste passare le notti sui libri, laurearsi, mettersi in coda per entrare nella Scuola, sognare di sedersi in cattedra per insegnare a bambini e ragazzi, piangere ad ogni sorpresa dei ministri della Pubblica Istruzione che allontana la fine del precariato; significa, dopo anni di precariato finalmente essere ammessi nell’Olimpo dei professori e scoprire che è un lavoro difficilissimo, da affrontare in mezzo alle difficoltà. Per che cosa? Per essere considerati degli sfigati mangiapaneatradimento, gente frustrata sempre sull’orlo di una crisi di nervi (e poi, perché, visto che non fatica?), incompetenti, fannulloni, persone vendicative che sfogano sui bambini e i ragazzi i loro problemi. In una parolaccia: dei poveri stronzi.
Ma, soprattutto, se farete gli insegnanti, sarete persone che, dato che non fanno praticamente nulla, possono benissimo andare in pensione a sessantacinque anni, e poi a settanta.
Voi, cari giovani che ancora state pensando alla facoltà universitaria da scegliere, ci andrete a settanta di sicuro. E non vi hanno neanche assicurato che una pensione ce l’avrete! Anzi, vi siete già abituati a dire, sconsolati, “A noi la pensione non la daranno mai!”. Ma, in realtà, data la vostra giovane età, non vi rendete conto di quanto terribile sia questa frase, se non riuscirete a mettervi da parte dei soldi (e come ci riuscirete con uno stipendio da insegnanti?).
Hanno fatto sapere, comunque, che, se l’avrete, sarà piccola piccola, e dovete pensarci per tempo, perché, altrimenti, come farete, quando arriverà la vecchiaia? Magari non avrete neppure potuto avere dei figli, perché non avrete potuto permettervelo, disoccupati come eravate per tanti anni. Loro vi avvertono e vi offrono anche polizze assicurative (delle loro compagnie di assicurazione, magari).
“Loro” chi? Quelli che si siedono in Parlamento, nel nostro Parlamento italiano. Loro, anche solo per essersi seduti sulla poltrona giusta per qualche giorno, da quando smettono di sedersi là e fino a quando non chiudono gli occhi stanchi, hanno diritto a un vitalizio mensile (pare equivalente a circa tre vostri stipendi.). Senza contare quello che hanno messo da parte prima: l’indennità parlamentare, le diarie, il rimborso spese di trasporto e di viaggio, di tutte le spese che possano essere ricondotte al loro “lavoro” di parlamentari, biglietti per entrare dappertutto e per mangiare dappertutto , e non aggiungo altro. “Loro” sono quelli che danno dei fannulloni agli insegnanti e insegnano agli italiani come devono trattarci.
Perciò, cari giovani, a voi che state pensando di diventare insegnanti, dico “non lo fate, per carità!”. Cambiate subito idea: questo non è il momento di scegliere questo lavoro faticosissimo e per nulla considerato. E a voi che insegnate da poco, precari: cercate di cambiare lavoro, finché siete in tempo! Sì, lo so, adorate insegnare e non si trova lavoro. Ma bisogna guardare in faccia la realtà. L’Italia non è lo Stato dove si possa pensare di fare l’insegnante senza essere maltrattati. Lo vedete anche voi che non fanno che tagliare le risorse per la Scuola: non assumono, non sostituiscono chi va in pensione, non aggiustano le scuole, contraggono sempre di più il numero di insegnanti di sostegno, le ore, le classi, le materie.
Che ci vadano loro ad insegnare, insieme a tutti quelli che considerano l’insegnamento un lavoro di tutto riposo!
Voi dovete scegliere un lavoro che si possa fare anche a settant’anni. Che vi permetta di lavorare subito e di mettere da parte i soldi per la vecchiaia. Queste sono cose che solo chi ha già vissuto può capire. Fidatevi! Studiate tanto, tantissimo; fate tutti i sacrifici necessari, ma fate in modo che ne valga la pena.
Oppure, datevi alla politica e fate i parlamentari.

P.S. Preciso, per quelli che non hanno afferrato la vena polemica di questo post: io penso che "insegnare" sia uno dei verbi più nobili di tutto il vocabolari. Credo che essere insegnanti sarebbe magnifico, se la Scuola e gli insegnanti non venissero così bistrattati dalla società e dai governi.

15 commenti:

  1. Concordo, da ex collega pensionata

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  2. Era proprio quello che pensavo di fare, non la prof, perché la faccio già, ma la parlamentare, sì, mi metterò a studiare per far parte dei "loro", amnche se non ho più l'età per fare l'olgettina...

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  3. potresti procurare le olgettine ahahahahah!!!

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  4. Ho calcolato che un insegnante dovrebbe percepire 2540 euro/mese netti assumendo ancora uno status di lavoratore sfruttato. Niente male eh? ...

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  5. chi ha scritto questo articolo ha omesso di parlare del rapporto tra alunno e insegnante che credo che alla fine sia la cosa più importante per chi vuole diventare docente. nel corso della mia vita di studente ho trovanti docenti, sottopagati, che reagivano investendo tutte le loro fatiche in noi, e noi rispondevamo positivamente. ma questi ultimi sono rarissimi. la maggior parte delle volte non siamo stati così fortunati. trovandoci già in uno degli istituti più difficili della scuola abbiamo avuto a che fare con delle bestie di professori, che riversavano tutto il loro stress su di noi ammazzandoci di lavoro, trattandoci come spugne. erano pieni di pregiudizi e ci vedano come voti seduti nei banchi. ora ditemi voi se è bello generalizzare senza fare distinzioni caso per caso. l'insegnante non deve essere solo un laureato ma una persona capace di rapportarsi con i ragazzi e credo che l' 80% degli insegnanti sia una capra in questo.

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  6. Caro Ragazzo anonimo, chi ha scritto questo articolo ha parlato moltissime altre volte del rapporto fra insegnanti e studenti. Sono d'accordo con te sul fatto che l'insegnante deve sapersi rapportare con gli alunni. Non sono d'accordo sulle cifre che sciorini in base, semplicemente, alla tua esperienza e al tuo personale giudizio. Si può dire che esistono insegnanti che sono incapaci, ma non che i professori sono bestie. Altrimenti, anche tu stai generalizzando, senza tener conto che delle tue impressioni.
    Ti invito a leggere tutti i post del blog, e a rifletterci un po' su. Il post che hai letto è una provocazione: l'insegnamento può essere un lavoro magnifico, ma è davvero difficilissimo.
    Alla prossima.

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  7. Ho cancellato un messaggio, naturalmente anonimo, pieno di insulti verso la categoria degli insegnanti. Uno povero ragazzo evidentemente frustrato da chissà quali esperienze negative, che se la prende con tutti. Ecco: è un esempio così calzante di quello che intendo quando dico "ragazzi maleducati che non ne hanno colpa", che credo che ne farò un post.
    Se un ragazzo si permette di parlare così ad un insegnante (certo, perché non ce l'ha davanti) qualche grosso problema ce l'ha.

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  8. Sono una neo-precaria, al secondo anno di graduatoria, ed ho già avuto la fortuna di lavorare, quest'anno, ininterrottamente dall'inizio di novembre.
    Ho iniziato con mille paure, perché so quanto questo lavoro possa essere sfibrante, ma giorno dopo giorno capisco che è quello il mio posto. E non mi importa quanto sarà dura, ma quando vedo davanti a me quei ragazzi, capisco che il mio compito è quello di guidarli giorno dopo giorno a capire quale irripetibile occasione sia la scuola. Ho fatto errori e ne farò ancora, ma non dimenticherò mai perché sono lì dietro a quella cattedra.
    Spero di essere in grado di soddisfare le loro aspettative...
    Cristina

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    1. Cara Cristina, come avrai letto sopra, ho scritto questo post per polemizzare con chi pensa che fare l'insegnante sia un lavoro di tutto riposo.
      Insegnare è molto bello, anche se davvero faticoso. E' un lavoro che scoprirai giorno per giorno, come stai già facendo. In bocca al lupo, Cristina!

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  9. Carissima Prof.ssa Milani,
    innanzitutto grazie di esistere! Per fortuna o purtroppo, sono entrata in ruolo lo scorso anno, insegnante lo sono dunque già e non ho nessuna intenzione di smettere. Detto questo, le scrivo per un consiglio.Nella scuola dove sono stata trasferita quest'anno, dove parecchi già mi conoscevano avendo io lavorato lì da incaricata per due anni, sono stata assegnata ad una classe "impegnativa". Si tratta di una terza in cui devo fare italiano, storia e geografia, composta da 26 elementi tutti figli di insegnanti (alcuni della stessa scuola), avvocati, professionisti, e gente molto "in vista" che aveva iscritto i figli in quella determinata sezione per la presenza di una collega che era ritenuta bravissima. Quando l'anno scorso la suddetta collega è stata trasferita al liceo, la cattedra è andata a incarico...beh, ben due incaricate non sono state ritenute all'altezza dai genitori che hanno chiesto e ottenuto (grazie anche al pessimo comportamento del DS, che li ha accontentati, per fortuna trasferito anche lui quest'anno)che la prima passasse su un'altra sezione e la seconda abbandonasse addirittura l'incarico!!!Ora mi tocca questa patata bollente, i ragazzi (mi dicono i colleghi)sono presuntuosi e arroganti perché sanno di essere protetti e vanno fieri degli eventi dell'anno scorso, i genitori già mi tengono gli occhi addosso, tanto che una collega-madre mi ha già molto maleducatamente, a mio avviso, invitato a prendere contatti con l'incaricata dello scorso anno, la terza, quella ritenuta finalmente all'altezza,... solo per "conoscere la classe"...Io le ho risposto che non ne avevo bisogno, mi sarebbe bastato leggere i verbali...Mi può aiutare a gestire questa spinosa situazione? Sono molto preoccupata...
    grazie mille,
    buona serata,
    Manuela

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    1. Cara Manuela, il modo migliore per gestire la situazione è quella di non permettere a nessuno ingerenze sul tuo lavoro. Per fare questo devi essere sicura di te (e quindi molto preparata). Chiedi ai genitori di venire a parlare con te perché ti fa piacere conoscerli e sapere qualcosa di più sui loro figli. Fallo scrivere sul diario "Ricordo ai genitori l'importanza dei colloqui. Spero di conoscere tutti i genitori perché desidero conoscere meglio i ragazzi".
      Parlare con l'insegnante dell'anno scorso non è una brutta idea, però.
      Fammi sapere!

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  10. Per fortuna non ho piu' l'eta' per insegnare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ringrazzzzzzzzzzzzzzzzzzioooo IDDIO che ho fatto altro,nella mia,non piu' giovanissima vita. I giovani di oggi,come diceva mio padre,sono COSTUDIMENTE SVAGHI''o come avrebbe detto, il salace Giuseppe Giusti,:<>.Per quello che ho potuto vedere,su cio' che si riferisce al ramo tecnologico::NON SANNO NIENTE.Se gli spighi alcune cose,frappongono noia,superficialita'e indifferenza.A me che scrivano in italiano roboante, non e' di mio interesse,ma esigo la preparazione tecnologica che non hanno e nemmeno sono interessati ad avere.Forse il vostro errore e' stato quello di preparare dei solerti e demagoghi oratori,culturamente preparati, ma privi di ogni riferimento alla praticita' di ogni giorno,La societa', dove lavoro,si guarda bene di assumere personale italiano,che continuamente crea problemi,e'maleducato,non ha il rispetto per il lavoro che fa'perche' lo fa molto male.E' passato molto tempo da quando frequentavo le medie superiori.Quando entrava l'insegnante ,la classe l'accoglieva sempre in piedi e in rispettoso silenzio.

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  11. Dopo aver letto questo articolo , posso ufficialmente dire di essere totalmente demoralizzata. Mi piacerebbe davvero tanto insegnare ,ma non so più se vale la pena dedicare la vita ad infiniti studi , sacrifici , ma soprattutto investire dei soldi per un futuro lavoro che forse non ci sarà. Ho realmente bisogno di qualche consiglio!

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    Risposte
    1. Cara giovane aspirante insegnante (ma perché tanta gente non si preoccupa di mettere un nome?) il post che ho scritto è una provocazione. Ma non del tutto. Le cose sono così, ma c'è anche un aspetto meraviglioso, che consiste nella possibilità che hanno i buoni insegnanti (quindi non tutti, per la verità) di lasciare un'impronta nella vita dei bambini e dei ragazzi. Un buon insegnante può fare la differenza.
      Il mio consiglio è questo: metti sul piatto gli aspetti negativi e l'unico grande aspetto positivo. E poi decidi.

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  12. Anche a me piacerebbe fare l'insegnante, vorrei tanto insegnare alla scuola primaria, ma con la situazione presente oggi in Italia nel mondo della scuola, le incertezze, la paura di rimanere precari per anni e di non riuscire a comprare casa o di mettere su famiglia. Vale ancora la pensa intraprendere questa strada??

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