La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

SCRIVIMI

all'indirizzo

professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

INFORMAZIONI PERSONALI

La mia foto
La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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martedì 30 luglio 2013

VI PRESENTO IL MIO NUOVO LIBRO !! 390° post

Cari amici e lettori, vi presento finalmente il mio nuovo libro, quello che prossimamente potrete trovare in tutte le librerie!
Ora sarà molto più facile trovarlo!
Conto su di voi, come sempre, per presentarlo (e consigliarlo) a colleghi, amici e parenti :-)
Spero che vi piaccia!
Cominciate a chiedere al vostro libraio se l'ha prenotato, per averlo già appena esce, la seconda settimana di settembre!
RICORDATE CHE QUESTO LIBRO CONTIENE ANCHE IL PRECEDENTE LIBRO e CAPITOLI NUOVI. 

Dal 12 settembre è disponibile la versione eBook!





DESCRIZIONE /
Il ruolo della Scuola oggi è più importante che mai. In un mondo altamente diseducativo, improntato alla superficialità e al disimpegno, che esalta l'immagine a scapito dei contenuti, occorre che l'insegnamento si evolva ispirandosi anche alle più moderne tecniche di comunicazione, di problem solving, di elaborazione creativa...
In questo manuale troverete suggerimenti, riflessioni, strategie e consigli pratici, che spiegano con esempi reali e puntuali tutto ciò che un insegnante oggi deve sapere per sviluppare una nuova didattica, che non miri all'insegnamento di pure nozioni, ma all'educazione nel suo più alto significato (da ex ducere: «tirare fuori» il meglio dall'allievo).
Tra gli argomenti trattati: come affrontare e gestire le classi; come impostare il rapporto insegnante-alunno: leggere il linguaggio del corpo; strategie per acquisire autorevolezza; come motivare gli alunni e catturarne l'attenzione; affrontare i problemi di disciplina per recuperare i ragazzi e le classi difficili.

AUTORI / Isabella Milani
Isabella Milani è lo pseudonimo di un'insegnante e blogger che ha trascorso la vita nella Scuola: dalla sua trentennale esperienza in cattedra nascono questi preziosi consigli pratici da insegnante a insegnante.


domenica 28 luglio 2013

Ripropongo "Viaggi low cost."

Viaggi low cost. 50°
Il turismo di massa e i viaggi low cost hanno portato con sé il trionfo del dozzinale e spesso anche del cattivo gusto. Prendiamo una nave traghetto, di quelle che fanno la spola fra Genova, Civitavecchia, Livorno, Sicilia, Sardegna, per esempio.
La sigla della compagnia a volte è scritta con il pennarello sulle tute degli sgarbati giovani che ci indicano con gesti imperiosi e seccati da che parte dirigerci con l’auto stracarica di noi turisti low cost
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giovedì 25 luglio 2013

Gli insegnanti interessanti. 389°post

Spesso mi viene chiesto qualche consiglio su come essere interessanti in classe.
Ci sono tante strategie utili per diventarlo, ma tutte partono da un semplice concetto: per essere interessante devi saper provare tu per primo l'interesse, e, soprattutto, devi saperti entusiasmare. 
Gli insegnanti che riescono ad essere  interessanti (o almeno poco noiosi :-))) sono quelli che pensano agli alunni ogni volta che leggono, vedono, ascoltano qualcosa di bello, di interessante. Anche quando sono fuori servizio, in ferie o, in tempo di Scuola, nel tempo libero.
Quando dico che tutto può diventare una lezione interessante intendo questo. Faccio un esempio: in questi giorni mi trovo in vacanza e l'altra sera ho assistito a uno spettacolo di danza acrobatica molto bello. In quel momento, mentre provavo entusiasmo, ammirazione, stupore, il miei primi pensieri sono stati  "E' stupendo! Come potrei farlo vedere ai miei alunni?" "Sarebbe bellissimo che lo vedessero anche loro!" "Potrei fare una lezione sul bello, sulla professionalità e sul fatto che per ottenere tutto questo ci vuole un grandissimo impegno. Potrei discutere con loro della fatica e dell'impegno che sono necessari per fare qualcosa che possa essere ammirato;  del fatto che senza fatica, senza dedicare all'allenamento molto tempo non si può ottenere nulla di eccezionale, che si tratti di calcio o di danza. Potrei, soprattutto, far provare loro l'entusiasmo procurato dal bello."
Perché per insegnare ad amare le cose belle bisogna far provare ai bambini e ai ragazzi l'entusiasmo che ci procura il vederle, l'ascoltarle, il leggerle.
Poi, quando hai fatto loro provare personalmente l'entusiasmo, solo allora riuscirai a fare in modo che si entusiasmino leggendo Dante, Tasso, Montale.
Chi pensa che far vedere questo sarebbe "una perdita di tempo" crede che lo studio sia fatica e basta. No, lo studio è il mezzo per apprezzare la vita.

Per far capire meglio quello che ho scritto, guardate questi video (spero che si vedano abbastanza bene). Sono I MOMIX. Non è lo spettacolo che ho visto, e vederli in video non è la stessa cosa, ma rende bene l'idea. 

(se qualcuno di voi mi spiega come si ingrandiscono i video mi fa un piacere :-))

lunedì 22 luglio 2013

Ripropongo "Un porco è un porco". 116° post

C’era un tempo in cui un “porco” era un uomo che si comportava in modo osceno, lascivo, libidinoso. La parola non era fine, ma rendeva l’idea. Un ragazzo che guardava una ragazza pensando al sesso non era, e non è, un porco. Un uomo anziano che guardava sua moglie pensando al sesso era un uomo ancora in gamba.
Un uomo anziano - diciamo, per fare un esempio, un ultrasettantenne - che guardava una ragazza minorenne - per esempio nostra figlia - pensando anche lontanamente a qualcosa di sessuale, era sicuramente un porco.........


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sabato 20 luglio 2013

Ripropongo "Condannate ad essere magre" n° 136

“La Fata Confetto? Deve aver mangiato qualche confetto di troppo.” Che cosa dire di un critico del New York Times che commenta così qualche chilo di troppo (chili, peraltro, che vede solo chi fa parte di quell'ambiente  di una ballerina di danza classica impegnata ne “Lo schiaccianoci”? E che cosa aggiungere sapendo che la ballerina in passato ha affrontato e superato problemi di disordine alimentare? La ballerina non ha gradito, ma ha detto che capisce che il corpo nella danza è una forma d’arte.
Ecco. Questo è il mondo in cui viviamo. 
continua qui...

giovedì 18 luglio 2013

Ripropongo "Penso alle cose che ci fanno sentire vivi"

Qualche sera fa una cena con amici si è trasformata in una tavola rotonda tutt'altro che allegra sul tema dell’eutanasia. Capita, quando vieni a sapere di qualcuno che ha anche solo la possibilità di trovarsi in coma, o in balia di qualche malattia senza speranza che renda impossibili tutti i movimenti, la parola, la comunicazione con il mondo esterno. Alla fine della serata, però, ognuno torna a casa con la sua idea, la stessa che aveva a pranzo. Ma serve, parlarne, ogni tanto.....

mercoledì 17 luglio 2013

“Sono incazzata nera con i professori”. 388° post

Una mamma anonima mi scrive:
“Buongiorno sono la mamma di una ragazzina che ha sostenuto l’esame di terza media a giugno del 2013.
Mia figlia è stata ammessa con 10/10 all'esame di terza media e per il fatto di aver preso solo 7 nella prova INVALSI che io ho sempre chiamato il "maxirebus della settimana enigmistica", la commissione, pur avendo fatto mia figlia un eccellente esame, le ha abbassato il voto a 9/10.
Io sono “INCAZZATA NERA” con i professori ed in particolare con la coordinatrice della classe che ha detto l'ultima parola sul voto finale dopo avermi detto che mia figlia è una ragazza da 10 e che non deve temere nulla dall'esame!!
Avrei volevo far scrivere sul giornale un articolo su questa maledetta prova INVALSI che fra l’altro, da quello che ho capito, dovrebbe valutare l'operato dei professori e non quello degli alunni.
Si rende conto che la prova invalsi ha lo stesso peso della valutazione annuale del ragazzo che magari (come mia figlia) ha studiato diligentemente tutto l’anno con voti eccellenti?
Inoltre non sono state mai fatte delle prove serie durante l’anno per preparare i ragazzi.
Gli insegnanti si sono sempre attenuti al programma ministeriale da svolgere durante l’anno trascurando l’importanza di tale prova!
Cosa mi consiglia di fare per scatenare l'inferno senza nuocere a mia figlia che però è serena lo stesso?
Le ricordo che mia figlia in pagella quest’anno aveva tutti 10 tranne matematica e scienze dove aveva 9. La sua media di ogni anno è sempre stata oltre il 9,5.
La mia rabbia non riesce a placarsi.......
Vorrei tanto avere il suo parere e sapere come posso muovermi.”


Gentile signora, le rispondo.  Prima di tutto la invito a rileggere la sua lettera e a notare il tono che ha usato: un iniziale “buongiorno” che fa pensare più a un ordine che a una richiesta; nessuna firma (che, ho scritto dappertutto nel blog, chiedo) e, soprattutto, neanche un saluto.  Ci rifletta su.
Lei scrive “Io sono “INCAZZATA NERA” con i professori ed in particolare con la coordinatrice della classe che ha detto l'ultima parola sul voto finale dopo avermi detto che mia figlia è una ragazza da 10 e che non deve temere nulla dall'esame!!”: ma che cosa le fa credere che la coordinatrice abbia il potere di dire l’ultima parola? In questo caso lei dimostra quello che altre volte ho detto: i genitori a volte parlano e protestano perché non sanno (ma vogliono parlare). Lei si è posta il problema di chiedere come vengono dati i voti (per legge?) all'esame di Stato di terza media? Direi di no.
Ecco come:
“Il voto finale è costituito dalla media aritmetica dei voti in decimi ottenuti nelle singole prove e nel giudizio di idoneità arrotondata all’unità superiore per frazione pari o superiore a 0,5.”
In pratica: si sommano i voti di tutte le prove scritte (compresa l’Invalsi) al voto di ammissione (che tiene conto della media dei voti dei tre anni) al voto del colloquio interdisciplinare. Si fa la media aritmetica (proprio con la calcolatrice) e si ottiene il voto finale. Se sua figlia ha preso 7 nella prova Invalsi gli insegnanti hanno avuto le mani legate e, sicuramente con rammarico, sono stati obbligati a dare 9 invece di 10. (Tenga presente il fatto che a noi piace moltissimo dare dei 10: se non glielo hanno dato sicuramente non hanno potuto.) La frase dell’insegnante che le ha detto di stare tranquilla (e questo mi fa pensare che lei abbia in qualche modo lasciato percepire una certa ansia che dati i voti pare davvero esagerata) era giusta: se un alunno prende 9 invece di 10 per noi è solo un peccato, non una tragedia. Se lei legge quello che scrivo (probabilmente no, altrimenti avrebbe usato un tono diverso) sa che dico quello che penso, perché solo così posso essere di aiuto. Mi scrive “Si rende conto che la prova invalsi ha lo stesso peso della valutazione annuale del ragazzo che magari (come mia figlia) ha studiato diligentemente tutto l’anno con voti eccellenti?”. Cara signora, secondo lei non me ne rendo conto?

Lei scrive “Cosa mi consiglia di fare per scatenare l'inferno senza nuocere a mia figlia che però è serena lo stesso?”. Ma perché mai dovrebbe “scatenare l’inferno”? Che cosa è accaduto di così terribile? Sua figlia “è serena lo stesso” e lei invece è “incazzata nera”? E perché mai? Ha pensato che il suo atteggiamento può essere molto più dannoso  per sua figlia del 9 invece del 10? Quale effetto le fa il 9 di sua figlia e soprattutto, perché? Quale valore dà lei ai voti? E se alle superiori avesse qualche voto in caduta libera (guardi che può capitare anche ai più bravi) come la prenderebbe sua figlia? Sarebbe una tragedia di sicuro, visto quello che è successo quando ha preso 9 invece di 10.

A questo punto dovrebbe risultarle chiaro quanto è ingiusto il suo atteggiamento nei confronti degli insegnanti. E spero anche che lei colga anche quanto sia pericoloso avere reazioni come la sua per un 9 invece di un 10.
Non c'è nessun appunto che lei possa fare agli insegnanti che non hanno fatto serie prove perché non siamo obbligati a fare prove. Io stessa non faccio quasi nessuna lezione di "allenamento" alle prove Invalsi perché lo trovo perfettamente inutile. Li preparo e questo basta. Un paio di volte spiego loro come sono e dico che se vogliono possono provare i Test su internet.
Lei dice “questa maledetta prova INVALSI che fra l’altro, da quello che ho capito, dovrebbe valutare l'operato dei professori e non quello degli alunni”: non ha capito. Detta così, sembra che i ragazzi vengano penalizzati a causa di qualcosa che non li riguarda. No, vengono valutati i ragazzi e, solo di riflesso e solo in un certo senso, la scuola che frequentano.
Direi che non ha nessuna possibilità di muoversi (perché non ci sono motivi validi per farlo), se non scrivendo al Ministero e spiegando anche lei (come molti insegnanti fanno) che le prove Invalsi penalizzano i ragazzi, spesso proprio i più bravi.
“La mia rabbia non riesce a placarsi.......”: la plachi, invece, perché è decisamente sbagliata. Normalmente in casi come questi la mamma dice alla figlia "Non importa, tesoro, è andata così, ma non significa niente. Sei bravissima indipendentemente dal voto!" Faccia un bel viaggetto, una cena, un brindisi o qualsiasi altra cosa per festeggiare sua figlia. Dimentichi il 10 e dica a sua figlia che è felice e fiera di lei perché è bravissima. Rifletta sul perché un voto ha un effetto così disastroso per lei. Se vuole, legga altri post che ho scritto sui voti e anche sui genitori. Se par caso ha protestato con gli insegnanti vada a scusarsi, perché – mi creda- tutto quello che ha detto è sbagliato e, soprattutto, ingiusto nei loro confronti. Questi sono i consigli che mi ha chiesto. Spero che le siano di aiuto, anche se non era questa la risposta che si aspettava.
Fra qualche tempo, quando la rabbia le sarà passata, mi faccia sapere, se vuole.
Auguro a lei e sua figlia un’estate serena. E faccia i complimenti a sua figlia da parte mia: è stata bravissima.

lunedì 15 luglio 2013

ripropongo il post 148°

sabato 22 gennaio 2011

Non chiamatelo più “nano”. 148°

Se vi capita di riferirvi a qualche essere disonesto, ignobile, immorale, depravato, che è anche molto basso di statura, non lo chiamate più “nano” in senso dispregiativo.
E se fosse anche affetto da calvizie, non aggiungete “pelato” a “nano”.

"Quando vedo la Kyenge non posso non pensare a un orango” 387° post

Non riesco a capacitarmi del fatto chi ha pronunciato le parole citate nel titolo sia Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e che “La Kyenge” sia Cecile Kyenge, ministro dell'Integrazione della Repubblica italiana.

Sarebbero state gravissime comunque, ma così sono pazzesche.

Non è lo sproloquio al bar di un cittadino qualunque; non sono le stupide minacce all'ex ministro Carfagna di privati anonimi sedicenti militanti del movimento 5 stelle; non sono le esternazioni senili di un attore ottantenne come Paolo Villaggio (che già ebbe a dire

“Io la chiamo negra. Altrimenti come vuoi chiamarli? Non è un termine oltraggioso, è la solita ipocrisia” e  "Io tuttora li chiamo negri. Solo gli uomini di potere vogliono essere chiamati neri". "La Kyenge non ha nemmeno il passaporto italiano. E' superflua, una cosa teatrale, una specie di bandierina. Ha trentotto fratelli? E' colpa del padre e della sua attività sfrenata. Da quelle parti è l'unico divertimento, altrimenti sarebbe un pazzo, un maniaco sessuale. Per carità...")

Quando il dibattito politico avviene a colpi di insulti razzisti, maschilisti o semplicemente beceri, come quando si attaccano caratteristiche fisiche come l’essere "nani", o l’essere neri, o l’essere “più bella che intelligente”, bisognerebbe che ci fosse una legge che obbliga alle dimissioni, o, meglio, che licenzia. Questa gente non può proprio, non deve, rappresentarci.Invece “vengono chieste le dimissioni”. E ovviamente non vengono date.
Espressioni di una violenza inaudita vengono definite dai giornalisti o dai politici come “parole che non sono piaciute”, o “parole infelici”.
Bisogna renderci conto del fatto che i bambini e i ragazzi ascoltano queste frasi razziste. E imparano. Se a scuola ci troviamo alunni che chiamano “sporco negro” un compagno di colore poi prendiamo dei provvedimenti disciplinari? E perché - prima, molto prima- non li prendiamo verso gli adulti razzisti seduti in Parlamento?
Perché dobbiamo ricordare che non sono frasi isolate.
In questo caso, le offese da parte di esponenti politici sono cominciate appena è stata nominata ministro la Kyenge, che, oltre ad essere straniera, aveva il terribile difetto di essere nera. Per quelle persone è stato un affronto da lavare con le offese.
Borghezio ha detto:"governo del bonga bonga; vogliono cambiare la legge sulla cittadinanza con lo ius soli e la Kyenge ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo. Lei è italiana? Il Paese è quello che è, le leggi sono fatte alla cazzo. [...] La parola 'negra' in Italia non si può dire ma solo pensare. Fra poco non si potrà neanche dire clandestino, si dirà sua eccellenza. [...] Mi sembra una brava casalinga, non un ministro del governo. [...] Gli africani sono africani, appartengono a un'etnia molto diversa dalla nostra. Non hanno prodotto grandi geni, basta consultare l'enciclopedia di Topolino. Diciamo che io ho un pregiudizio favorevole ai mitteleuropei. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una ASL che è stato tolto a qualche medico italiano".
Dolores Valandro, consigliera leghista di quartiere a Padova, ha scritto di lei in maiuscolo sulla sua pagina Facebook  “MA MAI NESSUNO CHE LA STUPRI, COSÌ TANTO PER CAPIRE COSA PUÒ  PROVARE LA VITTIMA DI QUESTO EFFERATO  REATO??????? VERGOGNA!”
Bisognerebbe che qualcuno spiegasse al vice presidente del Senato, signor Roberto Calderoli che dare dell’orango a un ministro della Repubblica italiana, non è affatto una "battuta simpatica", come sostiene. E’ razzismo puro. Possiamo (e vogliamo) avere un razzista come vice presidente del Senato?
E bisognerebbe rendersi conto del fatto che questi episodi  ci devono convincere di quanto sia necessario aprire un dibattito sullo “ius soli” che la Kyenge difende: il dibattito deve partire dalla Scuola, dove – prima di educare gli alunni, bisognerebbe educare certi genitori, magari proiettando nelle scuole il film “Sta per piovere”, che ho visto a Firenze pochi giorni fa, proprio sul tema dello “ius soli”; oppure organizzando eventi che permettano l’incontro di genitori di culture e religioni diverse, perché solo la cultura può salvare dal razzismo.

venerdì 12 luglio 2013

Adesso ho bisogno io del vostro aiuto! 386° post

Cari lettori e amici, adesso HO BISOGNO IO delle vostre idee, del vostro parere e del vostro aiuto.
Quando il mio nuovo libro uscirà vorrei presentarlo, ma non potrò essere presente, un po' perché, come credo sappiate tutti, scrivo sotto pseudonimo, e un po' perché a settembre ricomincia la scuola e non posso assentarmi per andare qua e là per l'Italia :-)
Allora ecco come potete aiutarmi: come si potrebbe fare la presentazione del libro senza di me? A qualcuno di voi (quelli che mi seguono da più tempo e che mi conoscono bene :-)) piacerebbe fare la presentazione nella sua città? Non so...vi piacerebbe, durante la presentazione, trovare qualche copia autografata? 
Vi viene in mente qualche idea un po' ganza, come si dice dalle mie parti? Questo è il momento di tirarle fuori! :-) Comunicatemi le idee in privato, usando la mia mail professoressamilani@alice.it, per non rovinare la sorpresa!
Dai! Pensate!
E intanto familiarizzate con il logo, così lo trovate subito ahahah!!
Grazie!


giovedì 11 luglio 2013

L'EDITORE CHE PUBBLICA IL MIO LIBRO è......

Cari lettori e amici, è arrivato il momento di SVELARE quale editore sta per pubblicare il mio libro!
E' A. VALLARDI!
Da anni sono una fan dei libri della Vallardi e perciò sono molto contenta!
Finalmente il mio libro si potrà trovare in tutte le librerie!



sabato 6 luglio 2013

Mi è venuta un'idea....




Cari lettori, rileggendo qualche mio vecchio post ho pensato che forse chi ha iniziato da poco a seguirmi non ha letto quelli vecchi. Mi è venuta l'idea di proporne qualcuno di quelli passati, ai quali sono più affezionata, tanto per non farvi sentire abbandonati :-)

Spero che l'idea vi piaccia!

mercoledì 3 luglio 2013

Per un po' vado e vengo! 385° post


Cari lettori, da oggi vado e vengo. 
Ho bisogno, come tutti voi, di un po' di riposo, un po' di sole, del rumore del mare, e di tante letture. Un po' di distacco dai problemi della Scuola fa bene a tutti! Però, voi giovani insegnanti, se volete prepararvi al rientro, leggete i post che non avete ancora letto (ce ne sono 384!) e, se lo avete, rileggete il libro.

Continuate a scrivermi, però, perché la posta la leggo tutti giorni!
Scriverò di nuovo fra un po', a meno che non accada qualche fatto davvero importante che mi spinga a scrivere:-)

Alla prossima!

“Come posso rendere le lezioni più stimolanti?" Prima parte. 384°

Emilia  mi scrive:
“Gentile professoressa Milani, è la prima volta che seguo un blog con tanta attenzione ed interesse ed è la prima volta che mi rivolgo ad una persona che conosco solo virtualmente per chiedere un consiglio. Sono una supplente di lettere non proprio giovanissima (ho 29 anni e tra poco ne compirò 30) ma alle primissime armi. Le racconto brevemente il mio breve percorso da insegnante. Dopo quasi 2 anni di iscrizione alle graduatorie finalmente a marzo sono stata chiamata per la mia prima supplenza che è durata inizialmente un mese ma che da pochi giorni è ricominciata. Sull'onda dell'entusiasmo, visto che l'insegnamento è sempre stato il lavoro dei miei sogni, ho lasciato un lavoro di ufficio "sicuro" per gettarmi in quest'avventura. Mi sono state assegnate una prima e una terza media e devo ammettere che i primi giorni sono stati durissimi (e purtroppo a marzo non conoscevo ancora il suo blog!). La prima media a detta di tutti i miei colleghi era un'ottima classe ma con me all'inizio si è rivelata completamente diversa e molto turbolenta. Ho cercato di non perdermi mai d'animo e di chiedere consiglio ai miei colleghi e alla fine anche grazie all'aiuto dell'insegnante di sostegno che si è rivelata un'ottima collaboratrice, sono riuscita a riportare la calma e a creare un clima sereno e abbastanza tranquillo. Con la terza media il discorso è stato completamente diverso. Mi avevano parlato di una classe molto turbolenta e difficilissima da tenere ma fin da subito ho riscontrato anche un'altra serie di problemi di difficile risoluzione. La prima cosa è la costante mancanza di attenzione e disinteresse verso qualsiasi cosa spieghi. Ho provato sia ad attenermi al libro che a spaziare ma il risultato è stato sempre lo stesso: disinteresse totale. Mai una domanda, un'osservazione niente di niente... in classe sono 22 e di questi più di un terzo è a rischio bocciatura. Imporre la disciplina è molto difficile; con me non hanno dei comportamenti "eccessivi" ma chiacchierano moltissimo e quando riesco a riportare il silenzio si limitano ad essere apatici e comunque continuano a non ascoltare. Mi hanno detto più volte che il programma scolastico a loro non interessa e quello che al momento mi sta mancando è un modo per renderlo interessante! Ricordo che anch'io a scuola ero spesso annoiata dalle spiegazioni dei professori ma ero una ragazza coscienziosa e studiavo lo stesso. Sono una ragazza molto calma e pacata, dall'aspetto rassicurante e mite e ho sempre paura che questo mi possa svantaggiare. Un mio "punto di forza" è sicuramente l'empatia ma di contro sono anche molto insicura e autocritica. Con la terza media ho instaurato un rapporto strano, ho dimostrato più volte di saperli comprendere e per questo mi sono guadagnata la loro stima sul piano umano ma non su quello professionale. Mi ripagano stando abbastanza tranquilli e confidandosi con me ma questo non appaga il mio senso di frustrazione perché giorno dopo giorno mi rendo sempre più conto che sul piano prettamente didattico non sto lasciando loro nulla... tra poco avranno gli esami e le loro mappe concettuali sono povere di idee e tristemente uguali, provo a lanciare degli input ma cadono tutti nel vuoto.. cosa mi consiglia per rendere le lezioni più stimolanti?
Il libro è arrivato! Lo sto leggendo con grande interesse e vorrei averlo ricevuto prima di iniziare ad insegnare! Userò l'estate per cercare di fare tesoro dei consigli presenti nel libro e nel blog! Un'altra cosa che le volevo chiedere è se ha da consigliarmi qualche testo con attività da far fare ai ragazzi durante le supplenze di uno o due giorni... quando mi è capitato li ho lasciati liberi di svolgere i compiti per le ore successive e ovviamente mi sono trovata precisamente nella situazione da lei descritta: "un bovaro di fronte ad una mandria imbizzarrita!!". La ringrazio ancora per il libro, per la passione che trasmette nel suo blog e per il tempo che dedica a noi colleghi! Io ogni giorno sono piena di dubbi e di paure ma anche di voglia di imparare! Un caro saluto, Emilia”

Cara Emilia,
hai solo trent’anni e mi sembra che tu sia sulla buona strada. Intendo dire che hai chiesto aiuto a colleghi più esperti. Vedo che hai già individuato qualche tuo errore. Sei a metà dell’opera. Ora leggerai il libro e vedrai che ti sembrerà tutto più chiaro.
 La prima media che con te si è rivelata turbolenta è l’esempio di quello che accade quando lasci cadere le redini: hai perso il controllo forse perché hai preso sottogamba la classe che ti era stata definita come “ottima”. Ma leggo che poi hai risolto il problema.
Per la terza: probabilmente l’insegnante che ti ha preceduto ha abituato i ragazzi a non intervenire. La classe diventa come viene educata: gli insegnanti che parlano molto con gli alunni, quelli che li sollecitano ad intervenire hanno classi attive. Gli insegnanti che intendono la lezione come qualcosa che va a senso unico, hanno classi noiose e poco collaborative. Sono sicura che quando avrai una classe per l’anno intero e per i tre anni, la farai diventare una classe interessante e interessata.
Vuoi sapere come rendere le lezioni più stimolanti? Studia! Leggi! Pensa! Prova! Tutto può diventare una lezione interessante. Basta che tu ti abitui a guardare tutto come una possibile lezione!

Leggi anche questo post "Tutto può diventare una lezione coinvolgente".
Quando avrai finito il libro, fammi sapere!

Buona estate!

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