visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

La professoressa Milani

La professoressa Milani
La professoressa Milani. Ritratto di Moise.

QUESTO BLOG NON E' UN FORUM.

QUI NON SI FA POLEMICA E NON SI LITIGA.

Chi lo desidera può intervenire ma solo con educazione.

I COMMENTI ANONIMI E QUELLI POLEMICI NON VERRANNO PRESI IN CONSIDERAZIONE.

Il mio blog non è fatto per scambiare le opinioni, ma per esprimere le mie, per condividere le mie esperienze e per dare dei consigli, sperando di essere di aiuto a qualcuno. Quella di non volere il dibattito nel blog è una scelta obbligata, se voglio continuare ad avere il tempo di scrivere (sul blog, su facebook e privatamente).

Tutti possono leggere i consigli che do, e accettarli, se li ritengono validi. Lascio a tutti la libertà di pensarla diversamente, ma non quella di pretendere che io controbatta. E non lascio neanche la libertà di controbattere sul blog quello che scrivo, perché questo mi obbligherebbe a rispondere. Per questo ci sono i forum, appunto.

Metto continuamente in discussione e valuto le mie idee discutendo con le mie colleghe (e con i miei colleghi) e leggendo quello che scrivono sul web gli insegnanti, i giornalisti, gli psicologi, gli psichiatri, i pedagogisti, ecc..

Le mie idee sono spesso il risultato del contrasto fra visioni diverse della scuola.

giovedì 31 marzo 2011

“Può un insegnante mandare fuori dalla classe un alunno?”. Prima Parte. 179°

Gianluca mi scrive:
“Gentile professoressa, sono genitore di un ragazzo che frequenta la seconda media. Premetto che mio figlio e' un ragazzo tranquillo e a modo e nel primo quadrimestre ha avuto 10 in condotta. Oggi e' tornato da scuola e ha riferito di essere stato cacciato fuori dall'aula dal prof di educazione fisica. Volevo sapere se e' legale cacciare durante la lezione un alunno. Cordiali saluti e grazie.”

La risposta è “decisamente no”.

Un tempo era pratica comune, oggi ci sono ancora insegnanti che lo fanno, specialmente alle superiori. Ma fanno male.
Ci sono due motivi: uno legale e l’altro didattico/educativo.
Il primo: all’insegnante viene affidato un bambino (o ragazzino, o ragazzo, cambia poco). L’insegnante ha il dovere di prendersi cura della sua educazione, della sua preparazione e della sua sicurezza.
Se mando fuori un alunno dalla classe, durante tutto il periodo della forzata assenza dalla classe non gli insegno niente (e ledo il suo diritto di imparare) e, soprattutto, non posso sorvegliarlo.
In altre parole. Quando è fuori dalla classe, chi vigila su di lui? Nessuno. La vigilanza di un alunno non può certo essere affidata dal docente a chi passa per i corridoi. L’obbligo di vigilanza è fra i principali doveri del docente, che non deve mai lasciare soli gli alunni, per non incorrere nella “culpa in vigilando”. Se un alunno si fa male, il docente che avrebbe dovuto vigilare ha responsabilità penali, civili, amministrativo-patrimoniali e disciplinari, e deve dimostrare che aveva messo in atto tutto quello che era necessario per evitare l’incidente, ma che non aveva potuto impedirlo.
Se deve assentarsi (per validi motivi, come quello di andare in bagno) ha l'obbligo di affidare la classe a un collaboratore scolastico o ad un collega.
Nel caso in cui un alunno si facesse male, o scappasse dalla scuola, nel periodo in cui si trova fuori dalla classe perché “buttato fuori”, certo il docente non potrebbe affermare di aver fatto tutto il possibile per la sicurezza del ragazzo. Anzi.
Dal punto di vista educativo, poi, l’insegnante che “butta fuori” l’alunno dichiara la sua incapacità di gestirlo, e gli insegna che i problemi non si risolvono, ma si evitano e che chi disturba non deve essere educato, ma emarginato. L’alunno “buttato fuori”, inoltre, soprattutto uno che ha dieci in condotta, si sente sicuramente umiliato e può anche essere deriso dai compagni che passano. Mi sembra assolutamente da evitare.
Se fossi in te, Gianluca, chiederei a mio figlio che cosa ha fatto per essere allontanato dalla palestra (qualcosa, comunque, avrà fatto) e poi andrei dal docente a dirgli che se tuo figlio si comporta tanto male da essere mandato via, preferisci che ti mandi a chiamare e non che lo “butti fuori”, perché ci tieni a saperlo sempre al sicuro, e ti sembra che in corridoio non lo sia.
Spero di esserti stata utile. Fammi sapere!

Seconda Parte qui.

181 commenti:

  1. Cara professoressa, la colpa vi è anche quando un alunno si trova in altra classe?

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    1. Gentile professoressa,
      ai miei tempi (anni 80/90) il mio professore di lettere ci prendeva letteralmente a calci nel sedere se lo facevamo arrabbiare! E le maestre delle elementari ci prendevano a ceffoni se urlavamo in classe. La legge di oggi è esattamente uguale a quella di allora ma una volta si dava più importanza all’educazione piuttosto che al “diritto”. Io penso che le punizioni, quando ci vogliono, siano molto educative. Gli insegnanti sono figure professionali importanti da rispettare. Io penso che i genitori di oggi invece di chiedersi se ha fatto bene o meno l'insegnante a buttare fuori dall'aula un alunno debbano invece chiedersi cosa ha fatto loro figlio per meritarsi questa punizione. Roba da pazzi! Ai miei tempi se venivo punito/picchiato da un insegnante i miei genitori a casa mi davano il resto e mi dicevano pure che l'insegnante aveva fatto bene! Oggi invece i genitori se la prendono con l'insegnante perché ha punito il figlio. Come credete che crescano i giovani in questo modo?
      Cresceranno con l'idea che possono fare tutto quello che vogliono senza subire conseguenze.
      La scuola è un’istituzione che deve curare (assieme ai genitori) l’educazione dei ragazzi. Quindi è indispensabile per gli insegnanti poter ricorrere a strumenti di punizione come questo. Se glielo togliessimo faremo un danno incredibile ai bambini che non impareranno mai e cresceranno irrispettosi del prossimo. Inoltre cosa potrà mai succedere ad un bambino in corridoio che è stato buttato fuori dall’aula? Rimane sempre all’interno della struttura scolastica, che è un ambiente protetto. Grazie.

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    2. Caro Faby, ti do del tu perché sei giovane :-).
      Se i genitori sono diventati permissivi, e la società diseducativa, questo non significa che noi insegnanti dobbiamo risolvere i problemi con calci e schiaffi. Fortunatamente non si può più. Il fatto che tu non sia un insegnante spiega perché trovi giusto ed "educativo" passare ai calci. Chi educa non deve farlo, perché non deve insegnare né il rifiuto, né la rabbia, né la violenza, né l'umiliazione.
      Quanto poi al mandarli fuori, prima di tutto è umiliante. La scuola, caro Faby, non è un ambiente protetto solo perché si chiama "scuola". Sono le persone quelle che devono proteggere. Spesso, nel corridoio, non c'è nessun adulto, perché siamo tutti nelle classi.
      Suppongo (e spero) che tu abbia letto il mio post n° 179. Non è strano che tu dia per scontato di conoscere meglio l'argomento, riferendoti solo alla tua esperienza personale, quella dei tuoi tempi?

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    3. Salve Professoressa Milani mi chiamo Alessio e riguardo alla frase scritta da lei "La risposta è “decisamente no”.
      Un tempo era pratica comune, oggi ci sono ancora insegnanti che lo fanno, specialmente alle superiori. Ma fanno male.
      Ci sono due motivi: uno legale e l’altro didattico/educativo."
      Potrebbe dirmi per gentilezza se esiste un articolo di legge a riguardo visto che ultimamente il problema è presente nella scuola primaria di mio figlio?
      Grazie e distinti saluti.

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    4. Come si può evitare di mandare fuori un bambino, tenendo comunque la porta aperta, quando questo afferra oggetti anche pesanti, come una sedia, per tirarla addosso ai compagni o agli insegnanti? Noi abbiamo il dovere di proteggere gli allievi, di garantire loro la sicurezza e anche a noi stessi. Se una volta presa la sedia e risposta, questo la riprende o prende altre cose e le tira in testa ai compagni e fa questo in modo ripetitivo, quasi illimitato, ma risulta più tranquillo e gestibile stando seduto fuori, come si può evitare di mandarlo?
      Bisogna andare all'origine di perché si manda qualcuno fuori e di tutto quello che è stato fatto in precedenza per evitare di farlo.
      Grazie dello spazio

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    5. Caro insegnante (non hai messo il nome!), si deve evitare. So quanto è difficile gestire questo tipo di situazione, e quanto stress causa la paura che succeda qualcosa, ma non possiamo risolvere la cosa allontanando il bambino difficile. E come buttare la povere sotto il tappeto.
      Abbiamo il dovere di proteggere e aiutare tutti gli allievi e, come ho già scritto molte volte, dobbiamo combattere perché la Scuola pretenda da Asl e Comune che mandi degli assistenti. Il bambino deve essere contenuto, ma non mandandolo fuori dalla classe. Se il bambino ha diritto a un insegnante di sostegno si deve convincere la famiglia a richiederlo. Se non ne ha diritto si deve ricordare alla famiglia che ha il dovere di insegnare al figlio a comportarsi correttamente e che è responsabile di eventuali danni causati ad altri. Ci sono varie sentenze al riguardo. Saluti!

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    6. Cara professoressa,sono Giorgia e ho 16 anni.Io sono stata mandata fuori da una prof per non aver messo sul banco,appena arrivata,un quaderno.A me non sembra giusto.Per me lo fa apposta,con tutti!Sai,il venerdì abbiamo la prima ora con lei(di matematica),la seconda di antologia e la terza,dopo l'intervallo,di matematica(ancora).Dopo la ricreazione dovevo pulire tutto,dato che la mia compagna di banco,come se non bastasse,è celiaca e se tocca qualcosa a cui è allergica sono nei guai.Quindi non avevo tempo!Ha pure visto alla prima ora che il quaderno ce l'avevo,quindi...Con tutti,tutti i giorni!Cosa posso fare?Io non ce la faccio più!Ho provato con genitori,ma non ascolta.Io non ce la faccio,non ci insegna niente,si arrabbia sempre,ci insulta,ci dice che non sappiamo fare niente!Ma non è così!Dovrei arrivare al dire,con i miei amici,al preside,di prendere provvedimenti?La mia amica,che già è un po' "in carne"quindi viene presa in giro,in più si infila la prof nella sua vita e la fa piangere in bagno per tanto tempo.Sono disperata!Grazie per l'eventuale risposta che darai.

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    7. Cara Giorgia, prova a parlare con un'altra insegnante (di solito le ragazze parlano più volentieri con le insegnanti). Rivolgiti (non in classe!) a quella che ti sembra più attenta ai problemi. Chiedile un consiglio.
      Fammi sapere!

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  2. @ISABELLA MILANI ha detto... Spiegati meglio...
    martedì, 22 novembre, 2011
    Insegno in una scuola primaria del sud, è nuova per me,alcuni alunni sono stati abituati a fare ricreazione nella classe a fianco, mentre io mi trovo nella mia con altri alunni; che fare? Penso di essere responsabile per eventuali infortuni.

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  3. Chiariscilo nel prossimo collegio docenti. Oppure fai una domanda scritta e da protocollare al dirigente. Chiedi se i bambini durante l'intervallo devono stare in classe o sono liberi di girare. e chiedi dove deve stare l'insegnante. Dovrebbe già esserci, però, qualcosa nel regolamento della scuola. Prima di tutto chiedi quello. Ciao!

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  4. Salve,nel caso di un bambino dell'elementare classe seconda, vorrei sapere se l'insegnante può mettere l'alunno in un altra classe per motivi disciplinari. Grazie

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    1. No, l'insegnante non deve mandare un alunno in un'altra classe per punirlo di essersi comportato male. Un alunno deve essere accettato com'è e gli si deve insegnare a comportarsi bene, altrimenti gli si insegna l'emarginazione.
      Prego :-)

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    2. ...leggo questi post e mi affiora un ricordo, ancora vivido, di quando facevo la quarta o la quinta elementare, alla fine degli anni 80. Una mattina è entrata furiosa nella nostra aula un'altra maestra (una che aveva già la fama di essere molto severa), tenendo per mano un bambino in lacrime, singhiozzante, con un quadernone a penzoloni in mano. Questa "insegnante" si è messa a urlare, sgridando il bambino e mettendolo in uno dei nostri banchi vuoti, in fondo all'aula, farneticando sui suoi errori e sul fatto che strappava le pagine del quaderno per nasconderli. Sbraitava. La mia maestra è rimasta un po' stupita di questa intrusione, ma poi, invece di cercare di calmare la collega, le ha dato ragione, con le solite frasi "eh, già", di chi la sa lunga. Io ero pietrificata, avevo sì e no 10 anni e capivo meglio di loro che quello non poteva essere il metodo giusto per insegnare, non sopportavo l'umiliazione che questa maestra aveva voluto infliggere al bambino e la violenza inflitta a noi con quell'intrusione davvero forte. Poi se ne è andata, lasciandocelo lì. Poi il ricordo si sfuma, nell'immagine di noi che continuiamo la nostra lezione mentre lui fa il suo compito ancora singhiozzando.
      Io quel bambino lo conoscevo: era un nostro compagno di classe in prima elementare. Poi è stato bocciato. In prima elementare. Forse era dislessico? Che problemi avrà avuto per essere fermato subito in prima ?
      In ogni caso, ci ripenso ancora, a quella sfuriata. E non capisco ancora che necessità ci sia stata di "scaricarlo" nella nostra classe.
      Ancora mi viene paura, se ci ripenso!

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    3. Quanti errori si compiono nelle scuole!

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  5. Buona sera,
    desidero sapere come deve comportarsi un docente neo immesso in ruolo se un alunno del I anno Scuola secondaria I grado ha dei comportamenti violenti nei confronti dei compagni e del tutto imprevedibili.
    Il Dirigente Scolastico gli ha consigliato di mandarlo fuori dalla classe presso un altro docente, altrimente sarà costretto a prendere provvedimenti su di lui, poichè si sono verificati degli episodi in classe ed i genitori si sono lamentati.

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  6. Sei tu il neo docente? Potresti mettere un nome?

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  7. Caro Anonimo, se fossi il tuo dirigente ti rimprovererei anch'io: mi chiedi un consiglio, io ti chiedo di mettere un nome e tu mi rispondi con "Sì", senza nome? Riguarda bene quello che hai scritto e poi metti un nome, perché io possa almeno rivolgermi a te senza doverti chiamare "Anonimo". Senza parlare dell'assenza del "grazie" e di un eventuale saluto....Che cosa ne pensi?

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  8. Gentile professoressa, grazie per l'interesse.
    Buona sera e buon anno.
    Cordialmente
    Giovanni

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  9. Ecco, adesso ci siamo, Giovanni :-)

    Se un alunno ha dei comportamenti violenti nei confronti dei compagni e, ancora peggio, del tutto imprevedibili, sei obbligato a mettere per iscritto quello che fa. Devi informare il dirigente scrivendolo sul registro e portandoglielo a far vedere. Molto spesso i dirigenti non vogliono grane e preferiscono incolpare il docente.
    Il consiglio del Dirigente di mandarlo fuori dalla classe presso un altro docente è assurdo. La minaccia che prenderà provvedimenti contro di te è assurda. Quali provvedimenti? Che cosa può contestarti? Quello che devi fare è non lasciare MAI, neanche per un secondo, la classe incustodita.
    I genitori si sono lamentati? Si lamentano sempre. Che cosa dicono i tuoi colleghi? Parlane con loro. Possono aiutarti a capire.
    Leggi questo blog: ci sono molti consigli su come gestire la classe. E ho scritto anche un libro. Devi imparare a difenderti anche dai dirigenti (non tutti)e dai genitori (non tutti). Parla in privato (ma sotto gli occhi di tutti) con l'alunno. Mostrati sicuro e fagli vedere che vuoi aiutarlo. Fammi sapere. Ciao

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  10. Grazie professoressa,
    in effetti a lamentarsi non sono i genitori degli alunni che hanno subito in qualche modo violenza ma altri genitori che temono per l'incolumità dei loro figlioli.
    L'alunno in questione è avverso alla mia materia e quando perde la concentrazione scatta e va su tutte le furie e all'improvviso e la sua forza, a volte, è superiore rispetto alla mia per cui per trattenerlo rischio anch'io di farmi male. Pur essendo un neoassunto comunque sono dieci anni che insegno e di situazioni ne ho vissute tante, ma, onestamente una simile mai. Cosa mi consiglia allora di farmi mettere per iscritto il comando della preside (per giunta ha avuto numerosi richiami non so di che tipo e di che ordine e qui sto a difendere la mia onorabilità di docente e la mia competenza e non a parlare di terzi) di inviarlo ad un altro collega? Non ho nemmeno il registro personale con spazi appositi su cui annotare il comportamento dell'alunno che ha creato problemi ad un altro collega, ma, a volte, sento di essere stato preso di mira io e non focalizzare la questione: alunno con gravi problematiche comportamentali e relazionali.
    Grazie
    Giovanni

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  11. Dovresti spiegarmi meglio due cose. che cosa ti dicono i tuoi colleghi dell'alunno, e chi ha avuto i richiami da chi e per che cosa....

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  12. I miei colleghi dicono che con loro l'alunno si comporta bene, da premettere che io con la sua classe svolgo 10 ore di lezione di cui il martedì le ultime tre e il sabato le ultime due. I richiami a cui mi riferivo non hanno nulla a che vedere con i miei colleghi e con questo caso, è il Dirigente, a quanto riferitomi, ad averne avuti.
    Grazie
    Giovanni

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  13. Caro Giovanni, ti ho già detto che, soprattutto se il ragazzo si comporta male solo con te, devi chiamarlo in disparte e cercare di capirlo: chiedigli perché si comporta male. Chiedigli se per caso TU gli hai fatto qualcosa, senza volere. Ascoltalo. Convincilo del fatto che vuoi aiutarlo.
    Chiediti perché si comporta male solo con te. Tu sei l'insegnante: devi considerare la possibilità di aver sbagliato qualcosa nel tuo modo di porti con lui.
    Per il resto, fai quello che ti ho suggerito.
    Ciao!

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  14. Grazie Professoressa, provvederò ma lui già mi ha detto che odia le materie che insegno, ho cercato di dargli degli impegni per gratificarlo.
    A presto
    Giovanni

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  15. Gent.ma professoressa, anch'io volevo sapere se è legale mettere un alunno in un'altra classe, lo chiedo perchè a me è capitato e il dirigente mi ha preso a parole dandomi dell'incapace e dell'incopetente. Grazie Tiziana

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  16. Cara Tiziana, come ho già scritto, mandare nel corridoio un alunno è illegale, perché viene meno il dovere di sorveglianza. Mandarlo in un'altra classe è assurdo: perché ce lo mandi? vuoi ammettere di essere incapace di gestirlo? te lo impone il dirigente, dichiarando così la tua incapacità (l'altro collega, lui sì che è capace)? E se l'alunno si fa male mentre è di là, chi va nelle grane? Il collega che lo aveva in classe o tu che lo avevi ufficialmente in carico?
    Chiarisci la cosa per iscritto. E in consiglio di classe (metti a verbale). Non accettare che venga mandato di là solo nella tua ora. A meno che non venga fatto con un progetto vero e proprio, ufficialmente e non per il motivo "lo dobbiamo mandare di là perché la prof. Tiziana X non è capace di gestirlo.
    Spero che ti sia chiaro il problema :-)

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    1. Gent.ma prof.ssa intanto grazie per avermi risposto. Io però vorrei sapere se è illegale fare un gesto simile. Purtroppo sto attraversando un brutto momento, oserei parlare di Mobbing da parte della dirigente. Quindi non vorrei averle messo su un vassoio d'argento la possibilità di mettermi alla gogna.L'alunna in questione è di origini Rom e facendo gruppo con altre quattro, parlando anche nella loro lingua, disturbava la classe urlando, alzandosi in continuazione e andando anche dai compagni, alcuni dei quali emulavano il suo comportamento.
      Quindi ho pensato di distoglierla da quel contesto e di metterla nella classe accanto con la mia collega, non in una stanza di tortura. Molte volte mi è stato chiesto questo tipo di "favore". Il tempo di calmarsi e basta, questione di minuti, tutto quì. Per quanto riguarda la responsabilità, invece penso che l'abbia la collega, così come quando si dividono i bambini perchè manca l'insegnante. Sbaglio? Non vorrei mettere niente per iscritto proprio per il motivo di cui sopra. Mi ha già sputato sentenze, mi ha mortificata, adesso basta. Penso di aver il diritto di sbagliare anch'io. E penso che una brava Dirigente mi avrebbe chiamato in privato e chiarito tutto senza offese o lesioni psicologiche. Grazie e scusi il mio sfogo ma sono sull'orlo di una crisi di nervi.

      p.s. le assicuro però che non sto esagerando.Tiziana

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  17. Cara Tiziana, capisco la tua apprensione, perché so quanto è spiacevole sentirsi vittime di mobbing. Purtroppo capitano più spesso di quanto si creda questi atteggiamenti intimidatori e vendicativi da parte di dirigenti inadeguati. Mandare un alunno in un'altra classe non è illegale, ma lo diventa se ce lo mandi dicendo "Vattene, non voglio più vederti". Sono sicura che l'alunna di cui parli mette a dura prova la tua pazienza, ma esiste, si comporta così, e non puoi cancellarla (o nasconderla sotto il tappeto, in questo caso l'altra classe).
    Se ti è stato chiesto molte volte la stessa cosa dai colleghi, devi metterti d'accordo con loro e formalizzare il fatto che, nel caso in cui ci siano alunni che hanno atteggiamenti che creano difficoltà alla classe, si proverà a spostare l'alunno in un'altra classe PER QUALCHE MINUTO, per cercare di impedire atteggiamenti di emulazione da parte degli altri alunni. Deve essere, cioè, una prova, una strategia, che però NON DIA IN ALCUN MODO all'alunno allontanato l'idea di essere emarginato e rifiutato. Si deve spiegare a lui e agli altri che state provando delle strategie per insegnare come ci si comporta. Tanto per parare il colpo della dirigente. La responsabilità ce l'ha la tua collega, secondo me, se avete formalizzato lo spostamento. Cara Tiziana, mi sento di dirti, però, che sono strategie che funzionano ben poco e che, anzi, rischiano di avere l'effetto contrario.
    Non devi mai dare l'impressione ad un alunno (e, di riflesso, alla classe) che lo rifiuti. Non hai letto i miei post e il mio libro?
    Forza!

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    1. Grazie per la comprensione prof.ssa. Le assicuro che la bambina era tranquilla solo un po' contrariata,nel momento in cui l'ho lasciata con la collega altrimenti, mi creda, non l'avrei lasciata.Invece dopo la spiata della collega, si mise a piangere. quello che non sopporto è il fatto che non ho un buon approccio con i miei alunni (cosa non vera anche perchè quando entro in classe vengo accolta dai miei bambini con abbracci tanto da farmi cadere. Come posso fare per evitare che "questa" mi insulti in continuazione per ogni cosa? Ho un'arma a disposizione? il sindacato mi ha risposto di fare vertenza. Sto davvero male. Mi ha anche detto che ha intenzione di nominare un esperto esterno per fare inglese perchè i bambini con me non ne fanno e che mi controllerà facendo delle irruzioni in classe a sorpresa. Cosa devo fare? Queste sono solo le ultime cose che ha fatto, sono quasi 5 mesi che sopporto. Grazie sempre prof.ssa.

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  18. La vertenza, in questo caso, non serve a niente, perché, al momento, non potresti dimostrare niente (lei direbbe che ti stima tanto) e perché lei troverebbe le colleghe che direbbero che ha ragione (per paura di ritorsioni o per ingraziarsela).
    Domanda: in base a che cosa dice che non hai un buon approccio (credo che tu volessi scrivere così)? In base a che cosa lei dice che con te non fanno inglese?
    Si comporta così solo con te? Perché, secondo te?
    Le tue colleghe che cosa dicono?
    Sei tranquilla di essere ben preparata?
    Quando ti parla in modo offensivo c'è qualcuno presente? Durante i consigli di classe o le riunioni, viene fatto un verbale? Fai in modo di tirar fuori questi discorsi e riferisci in quella sede quello che ti dice, chiedendo spiegazioni. Metti tutto a verbale. Attenta a non fare accuse che non puoi provare. Non parlare male di lei con i tuoi colleghi perché glielo vanno a riferire e le dai in mano un bel poker d'assi.
    Leggi le leggi. Cerca su internet "dirigente condannato" e studia. Bisogna conoscere i propri diritti ed è bene che li cerchi tu, perché ti rimangano bene impressi.
    Nessuno può offendere. Hai un titolo di studio per insegnare: a che titolo lei dice che non sei preparata?Rifletti e preparati al combattimento. Se ti lasci annientare gliela dai vinta.
    Comunque, Tiziana, sappi che queste ci sono tanti altri insegnanti nella tua situazione. E tanti altri lavoratori.
    Cerca le leggi e poi fammi sapere.

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  19. Per esempio leggi questo, che mi risulta essere l'ultimo.
    http://www.dirittoscolastico.it/files/ccnl_area_v_2006_09.pdf
    Poi cerca "doveri del dirigente" e "codice disciplinare" per il dirigente. Ma cerca anche quello per il docente.
    Adesso hai tutto. Combatti. :-)

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  20. farò come dice, grazie prof

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  21. Cara professoressa le sottopongo un quesito. Avendo terminato la mia ultima ora di lezione, sono rimasta ad aspettare il collega per il cambio d'ora per circa 4/5 minuti. Avevo però urgenza di recarmi a casa ed ho affidato momentaneamente la classe ad un collaboratore scolastico. Un ragazzo disabile ha spinto una compagna procurandole una lieve ferita. Di chi è la responsabilità? Il Dirigente dice che è mia pur avendo concluso il mio orario di servizio.

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  22. Cara collega, purtroppo credo che non avresti dovuto andare via, perché non potevi sapere se il collega sarebbe effettivamente arrivato a darti il cambio. Avrebbe potuto essere assente, o essere presente e trovarsi per qualche motivo importante (che certo non comprende il prendere un caffè) impossibilitato a venire in classe. In quel caso avresti dovuto rimanere in classe finché non si risolveva la faccenda. Che fosse finito il tuo orario non importa, perché se per esempio il dirigente ti convoca quando hai finito ci devi andare. In realtà sei in servizio anche dopo le ore di lezione.
    Anche se avevi chiamato la bidella (meno male che lo hai fatto, perché altrimenti sarebbe stato decisamente peggio), avresti dovuto assicurarti che il collega stava arrivando di sicuro. L'unica cosa che puoi dire, quindi, se è vera, è che avevi visto il tuo collega e sapevi che stava arrivando. Se poi il collega stava prendendosi un caffè tu lo dici e sarà il dirigente che deciderà che cosa fare con lui. La tua posizione cambia di poco.
    Nella sorveglianza degli alunni, soprattutto se ci sono degli alunni disabili, bisogna stare molto attenti. Fammi sapere.

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  23. grazie professoressa per il momento non è successo niente perchè la mamma dell'alunna infortunata non ha (almeno così ha detto) intenzione di sporgere denuncia. Comunque ho preparato già una relazione che il DS ritiene di utilizzare solo in caso di necessità. Speriamo bene e grazie ancora

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  24. egr. professoressa sono un genitore di un bambino che frequenta la prima classe della scuola primaria ed è attualmente disabile con insegnante di sostegno. riprendendo precedenti domande al riguardo le chiedo se allontanare mio figlio in altra classe (da parte della maestra ordinaria) sia legale o meno. io credo proprio di no. la ringrazio e attendo una sua considerazione in merito. Alessandro.

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  25. Scusami Alessandro, ma non sono sicura di aver capito bene: il bambino viene allontanato dalla maestra della sua classe, insieme alla sua insegnante di sostegno, in un'altra classe?
    Aspetto, prima di risponderti.

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  26. vorrei sapere se una professoressa può far fare il compito di francese nel corridoio fuori dalla classe un compito di classe e metterlo in cattiva luce ai confronti di altri insegnanti di altre classi definendolo un animale quali provvedimenti posso prendere nei confronti di tale insegnante

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    1. aspetto consiglio di chi possa aiutarmi a che non succeda mai ad altri bimbi xchè amio figlio lo stò trasferendo di scuola aspetto risposta urgente la devo far pagare a questi professori

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  27. Dal suo breve messaggio non è chiaro che cosa è accaduto, come faccia lei a sapere quali parole ha detto l'insegnante al ragazzo. Se avesse detto che suo figlio è un animale, può rivolgersi al dirigente della scuola. Vorrei però che lei leggesse gli altri post del blog, dove questi argomenti sono già stati affrontati. Lei sembra essere sicura che suo figlio ha detto la verità, che ha un comportamento sempre corretto, che la professoressa è pazza e quindi lo insulta e lo perseguita senza motivo, lo chiama "animale" e lo mette in cattiva luce di fronte a tutti, senza alcuna ragione. Le sembra possibile?
    Una professoressa può far fare il compito di francese nel corridoio, se per esempio è un compito di recupero e lei o qualcun altro rimane lì. Per quanto riguarda il metterlo in cattiva luce: se sono i suoi insegnanti, non hanno bisogno del giudizio di altri per decidere che cosa pensano nel ragazzo; se sono insegnanti di altre classi, penso che non siano interessati a conoscere come sono gli altri alunni.
    Infine, mi sembra che l'idea di poter prendere dei provvedimenti (cosa che lei potrebbe fare solo se fosse il superiore dell'insegnante) e il desiderio di "farla pagare" a questi professori (tutti?) mi fa pensare che lei non abbia molta considerazione per gli insegnanti. E si vede anche dal fatto che chiede qui un consiglio, ma senza mettere né una firma né un saluto, né un ringraziamento. Mi sembra che sarebbe meglio per lei e per suo figlio, cercare di comprendere il perché del comportamento dei professori, parlando con loro. Molto importante sarebbe anche chiedere a suo figlio perché è stato messo a fare il compito fuori dall'aula e come si comporta, controllando se le sue parole sono vere, perché le posso assicurare che molto spesso i ragazzi accusano gli insegnanti per giustificare ai genitori le loro mancanze. Cordiali saluti

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    1. io voglio prendere dei provvedimenti xchè mio figlio da quando frequenta quest'istituto è diventato irrequieto anche avendo ottimi voti viene insultato dai professori e definito un animale davanti a tutti i compagnetti e x quanto riguarda il compito fattogli fare fuori della classe la professoressa a noi genitori alla presenza della dirigente che è stata la giusta decisione poi anche una professoressa di ed artistica all'arrivo di un nuovo compagnetto trasferitosi da una citta vicina alla presentazione dei nuovi compagni indica mio figlio come bambino da non darciisposta
      confidenza che è un animale e x finire gli strappa in tanti pezzi il foglio di rame x fare un compito scusi x prima se non avevo ringraziato aspetto una sua risposta p.s la dirigente scolastica è al corrente di tutto ciò e non ha mai preso provvedimenti nei confronti dei professori garzie x una sua r

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  28. Non c'è nessun motivo per cui un insegnante possa chiamare "animale" un alunno. Mi riesce ancora difficile immaginare il motivo per cui uno (o più) insegnanti possano avere atteggiamenti come quelli che lei descrive con un ragazzo che ha ottimi voti. Se però lei riesce a trovare dei testimoni che confermino quello che dice scriva al dirigente esponendo quello che accade e chiedendo che verifichi la situazione, e faccia protocollare la lettera.
    Il dirigente ha l'obbligo di rispondere entro trenta giorni.
    Mi faccia sapere.

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  29. buongiorno, sono la mamma di un bimbo di 8 anni a cui è stato impedito l'accesso alla prima ora di lezione per un ritardo di 5min. l'insegnante di religione lo ha lasciato fuori cn zaino in spalla e giubbotto, in un corridoio deserto. sono stata io stessa a trovarlo essendo ritornata a scuola per consegnarli del materiale occorrente x l'ora successiva. per giunta parlando con il preside dell'accaduto la colpa è ricaduta su di me a causa del ritardo. come devo comportarmi visto che questo è uno di una lunga serie di strani episodi accaduti con la stessa insegnante?

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    1. Scriva una lettera (da protocollare) nella quale descrive l'accaduto. Aggiunga "Chiedo a lei, come dirigente, se ha dato lei la disposizione di non ammettere in classe i bambini, in caso di ritardo, lasciandoli soli nel corridoio. Se è così, cosa che stento a credere, trovo la sua decisione incomprensibile. In caso contrario, le chiedo di intervenire perché non si verifichi mai più che mio figlio venga lasciato solo nel corridoio, perché "solo" significa senza sorveglianza. Nel momento in cui mio figlio entra a scuola la scuola ha l'obbligo di vegliare sulla sua incolumità, cosa che non è stata fatta, perché io stessa ho verificato che l'insegnante di religione gli ha impedito l'accesso in classe. Nel caso di un ritardo (trattandosi di un bambino di 8 anni la responsabilità del ritardo è del genitore), che si tratti di 5 minuti o di 20 il concetto non cambia, penso che sarebbe logico chiedere al genitore il motivo del ritardo, senza umiliare il bambino lasciandolo fuori dalla classe.
      In attesa di una sua risposta scritta, le porgo cordiali saluti."
      Come le sembra? Mi faccia sapere.

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  30. Buonasera professoressa, sono un'insegnante di scuola primaria e non so come "tutelarmi" in una questione un po' controversa. Dovendo comunicare delle variazioni urgenti a proposito di un'uscita didattica ai genitori della mia classe - così come avevano fatto le colleghe delle altre classi partecipanti - (se fossero state respinte alcune autorizzazioni per la variazione di trasporto, avremmo dovuto tempestivamente comunicare una disdetta ed eravamo già fuori tempo massimo), ho lasciato la classe con una collaboratrice scolastica per adempiere a questo compito organizzativo, ma anche lei è stata distratta da un' alunna che la chiamava dall'esterno dell'aula. In quel momento, una bambina in classe è caduta a faccia avanti (procurandosi una contusione) per andare a prendere dei colori e fermandosi a dondolare a penzoloni tra due banchi, perdendo l'equilibrio..so che la responsabilità è mia perchè ho lasciato la classe, ma mi ero assicurata una sorveglianza...cosa posso fare?i genitori non vogliono sporgere denuncia, ma cos'altro posso fare?Ho scritto una relazione dell'accaduto e l'ho mandata al preside (con tanto di firma anche della collaboratrice scolastica)...
    Mi chiedo: dato che mi sono allontanata per espletare un servizio a fini didattici, non c'è niente che ci tuteli?
    La ringrazio, Lisetta

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  31. Cara Lisetta, dipende da quanto sei stata fuori. La collaboratrice ha, tra i compiti, quello di controllare la classe nel caso che l'insegnante abbia necessità di uscire (per andare in bagno, in sala professori a prendere un libro o altro che la bidella non può prendere, per andare a fare qualcosa per la scuola, che è importante fare in quel momento. Ma se ci stai tanto devi chiedere al dirigente se ti fa sostituire (visto che stai lavorando per la scuola, e per qualcosa che non può aspettare) con un docente. Non può starci la collaboratrice scolastica.
    Quando succede qualcosa, il docente deve dimostrare che non poteva impedire che accadesse. In questo caso, se ci sei stata poco, e per pochi minuti, non c'è da preoccuparsi (ancor più in considerazione del fatto che i genitori hanno capito e non hanno intenzione di sporgere denunce. In ogni caso, tu non hai lasciato la classe incustodita, cosa che non bisogna mai fare, neanche per due minuti.
    Infine: fatti una assicurazione per docenti che copra anche la colpa. Io ce l'ho :-)
    Fammi sapere!

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    1. buonasera Professoressa e grazie per la sua risposta...in realtà il telefono è dietro la porta dell'aula, e ogni tanto rientravo in classe anche per farmi dire dei numeri...non più di 5/6 minuti...il tempo di chiamare qualche genitore...non siamo nella sede centrale...quindi preside irreperibile...ma l'assicurazione la fa la scuola ogni anno?
      un'ultima cosa: ci sarebbero stati gli estremi per una denuncia penale?
      Insomma, io sono precaria....cosa si rischia in questi casi?
      Grazie mille...e vi farò sapere come prosegue...:-) Lisetta

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  32. Come ho già scritto, la responsabilità può risultare se, nel caso in cui un alunno si faccia male, l'insegnante non possa dimostrare di non averlo potuto impedire.
    Bisogna che tutti gli insegnanti siano informati. Per esempio, leggi questo:
    http://www.info-scuole.it/contributi/person/inserto_sett_2007_pais.pdf
    è del 2007,ma credo che non ci siano cambiamenti.
    Se trovo qualcosa di più recente te lo dico. Cerca anche tu.
    Per l'assicurazione, non la passa automaticamente la scuola e, in ogni caso, di solito è insufficiente.
    Ciao
    Isabella

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  33. Buonasera Professoressa,sono un Coll.Scolastico, chiedo in che modo un Coll.Scolastico si deve comportare nei confronti di un ragazzo disabile con determinati problemi pissicofisici che ad un certo punto della giornata si alza dal banco e si scaglia contro l'insegnante di sostegno e contro di noi, in poche parole contro tutti quelli che si trovano davanti a Lui dando pugni, testate , calci e vilento cosa bisogna fare. Grazie.

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    1. Gentile Collaboratore scolastico, se nella vostra c'è un referente per l'integrazione degli alunni disabili mi rivolgerei a lui. Poi scriverei, insieme agli insegnanti coinvolti(più persone ci sono e meglio è) al Dirigente, per segnalare il fatto che l'alunno disabile e violento non può essere gestito senza rischiare la vostra incolumità (e la sua). Chiedete che prenda provvedimenti (parlare con i genitori, chiedere che gli venga assegnato anche un assistente del Comune, o altro che non sta a voi decidere) in modo che non ci siano più rischi né per voi né per lui. (Il Dirigente è responsabile della salute degli alunni e di chi lavora nella scuola).
      Aggiungete inoltre, nella lettera, che vi sembra che, cercando di difendervi in qualche modo, rischiate di fargli del male e, precisate che, nel caso dovesse accadere, non vi sentirete in alcun modo responsabili.

      Spero di esserle stata d'aiuto. Mi faccia sapere.

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    2. Grazie Professoressa del chiarimento.

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  34. Egr. Professoressa, mi chiamo Marco e sono il genitore di un alunno che frequenta il quinto anno di una scuola superiore, il mio problema è il seguente:
    Nella riunione scolastica tenutasi nella giornata odierna, siamo stati rimproverati in quanto l'intera classe è accusata da un insegnante (che si è ritirata)per aver tenuto atteggiamento osceni sia verbali che di fatto nei suoi confronti, premetto che sono d'accordissimo che tali atteggiamenti vengano puniti con molta severità. In realtà chi commetteva quanto detto erano due/tre alunni, tantovero che sono stati riconosciuti fisicamente dall'insegnante che a sua voltà a riferito tutto alla preside, facendo nomi e cognomi, la stessa per ovvi motivi è stata costretta come detto a ritirarsi a causa di questi sorprusi tenuti da queste ragazzi. La preside, anche se i fatti accadevano circa un mese addietro, ad oggi non ha intrapreso nessun intervento disciplinare nei confronti di questi ragazzi, nonostante sapesse chi fossero, a però preferito prendersela con l'intera classe anzi sembrerebbe con tutte le classi dove l'insegnante esercitava la sua professione della materia, tantovero che a detto chiaramente che non ammettera la classe di mio figlio all'esame. Io sono un onesto lavoratore che ho sempre dato la dovuta se non eccessiva educazione a mio figlio, ci siamo sacrificati per mantenere quasi per l'intero anno nostro figlio a lezioni private costantemente, sappiamo con certezza che mio figlio come alcuni altri ragazzi sono completamente estranei a tali comportamenti, mi chiedo se è giusto il comportamento tenuto dal docente e dal dirigente di scegliere la strada più facile, facendo di tutta l'erba un sol fascio. Credo io che sarebbe stato giusto nonchè ricadendo tra gli obblighi e doveri da parte loro, punire se non denunciare alle autorità questi giovani delinquenti, evitando di giustificare il loro atteggiamento dicendo che, vogliono che siano i ragazzi a fare i nomi dei loro coetanei affinchè si presume potessero prendere provvedimenti. Mio figlio nonostante maggiorenne aveva vergogna addirittura di raccontarci l'accaduto, però l'ha preso talmente male che a quasi un mese dalla fine dell'anno, vuole ritirasi da scuola. Le chiedo che posso fare io da genitore, affinchè dirigente e docenti, si potessero ravvedere su quanto da loro detto, sinceramente se lei mi conferma anche di trovarmi nel giusto mi troverò costretto a prendere provvedimenti legali denunciando il tutto alle autorità aggiungendo eventualmente anche la calunnia. In attesa di sue notizie, porgo l'occasione per farle i miei più cordiali saluti.
    Marco

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  35. Gentile, Marco, ho visto soltanto oggi questo suo messaggio.
    Quello che farei è questo: chiederei agli altri genitori di fare una riunione (si può chiedere di farla a scuola, senza la presenza di insegnanti o preside) e scriverei una lettera (da protocollare) spiegando l'accaduto e chiedendo alla dirigente indagini accurate ed eventuali provvedimenti disciplinari. Per giudicare se ci sono gli estremi per una denuncia bisognerebbe conoscere tutta la situazione, e io non la conosco. Posso dirle che, sicuramente, la responsabilità è personale, e non si può punire tutta la classe, compresi gli innocenti. Lo dice anche la nostra costituzione, all'art. 27. Vale anche per i provvedimenti disciplinari.
    Mi faccia sapere.
    Saluti!

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  36. Carissima Prof.ssa
    sono Tiziana (lettera del 16 Gennaio)
    Volevo ringraziarla per le parole di conforto ma la situazione non è cambiata. Scontri verbali non ce ne sono stati ma boicottaggi si. Solo da qualche giorno sono venuta a conoscenza dalla vicaria che chi si è lamentato nei miei confronti non sono state le mamme bensì le colleghe. Mi sono sentita tradita. Conto i giorni alla fine dell'anno e poi? Rinfaccio tutto?? Saluti

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  37. Carissima Prof.ssa
    per motivi di salute non potrò presiedere agli scrutini della scuola primaria. Posso delegare una mia collega o si annulla la seduta posticipandola?

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  38. Cara Collega anonima, tutti gli insegnanti devono essere presenti perché lo scrutinio sia valido, ma ci possono essere anche dei supplenti.
    Spetta al dirigente, questa decisione. Deve essere una sostituzione ufficiale e messa a verbale.
    Ciao!

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  39. Pure Nepal tea25 giugno 2012 12:05

    Buongiorno professoressa Milani, sono un'insegnante di scuola primaria,mi è capitato di avere mandato un alunno da un'altra insegnante che lo cercava per spiegare una cosa sulla sua materia, mentre tornava in classe si è fatto male. E se un bambino si fa male in bagno oppure quando deve fare da "postino" (i famosi incarichi)o deve portare qualcosa in altre classi? Secondo lei sarebbe meglio non dare incarichi che prevedano spostamentifuori della classe?, oltre che non mandare un bimbo fuori dalla classe per punizione?
    Cordialmente

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    1. Cara collega anonima, ci mancherebbe altro che non potessimo mandare i bambini e i ragazzi fuori per piccole commissioni. Evidentemente non sarà un bambino di prima. Se lo giudichiamo capace di fare una commissione, è bene fargliela fare: io mando di proposito i più timidi in giro per la scuola quando serve qualcosa (a prendere il gesso, a chiedere dei fogli alla bidella, a portare un libro a una collega, ecc.). Proprio perché impari a darsi da fare: mandare un bambino a fare qualcosa fuori dalla classe è una strategia didattica. Altrimenti, non dovrebbero più uscire. Comunque, chiedi al dirigente di inserire un punto all'o.d.g. del prossimo collegio e discutete e deliberate.
      Buone vacanze!

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  40. Pure Nepal tea25 giugno 2012 15:28

    Gentile professoressa, Anche io sono d'accordo con lei, ma una collega di un'altra scuola mi ha parlato di insegnnati che hanno dovuto pagare di tasca propria perchè si sono girate un secondo e un bambino si è fatto male, dicendomi di fare al più presto un'assicurazione privata, perchè i genitori (non tutti) non aspettano altro che fare causa alle scuole, per guadagno non per i danni estetici e morali dei figli. Io sono istruita e forse anche più o meno intelligente, ma non brillo per astuzia, malizia e furbizia, penso sempre bene di tutti e poi ( come è già capitato)mi faccio infinocchiare alla grande un po' da tutti alunni compresi....o mi fido troppo, oppure divento diffidente e mi perdo in un bicchiere d'acqua. Per questo anno l'incarico è finito, adesso tiro su i cocci... e leggo e rileggo il suo libro.
    Buone vacanze anche a lei.Cordialmente
    Pure Nepal tea

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    1. Sicuramente si sarà trattato di insegnanti che avrebbero potuto impedire il fatto. Comunque io mi sono fatta una assicurazione che coprisse anche la colpa grave. Perché basta che uno metta fuori i piedi dall'aula, per esempio per andare nell'aula accanto che, se accade qualcosa, è "colpa grave". Non dare retta a tutto quello che ti dicono. Informati bene su internet e poi agisci in base alle leggi.
      Quando hai finito di leggere e rileggere il mio libro, scrivi una recensione qui:http://www.lulu.com/shop/isabella-milani/consigli-pratici-per-giovani-insegnanti/paperback/product-17790448.html
      Alla prossima!

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  41. Pure Nepal Tea26 giugno 2012 20:31

    Va bene grazie del consiglio, al più presto provvederò per fare un'assicurazione sincermente non l'ho fatta prima perchè sono precaria.
    Pure Nepal Tea

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  42. Buona sera Isabella,
    in un'istituto universitario privato dove gli studenti pagano rette piú che elevate, é possibile allontanare uno studente dall'aula dato che si tratta di ragazzi maggiorenni?
    Grazie,
    Paolo.

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    1. Caro Paolo, la precisazione "dove gli studenti pagano rette piú che elevate" mi fa pensare che tu sottintendi che, forse, con studenti che sborsano tanti soldi per studiare, bisognerebbe avere un po' più di pazienza. Ti dico quello che penso: è il contrario! visto che sono maggiorenni e universitari (visto che ci si aspetta che abbiano un po' di cultura, di educazione, di senso di responsabilità, di rispetto per se stessi e per gli altri) e visto che anche gli altri hanno diritto si seguire le lezioni profumatamente pagate, io li manderei fuori dall'aula senza il minimo problema. Anzi, con soddisfazione: un universitario che disturba non dovrebbe neanche laurearsi. Almeno finché non diventa più maturo.
      Spero che questa mia risposta possa aiutarti, Paolo.
      Alla prossima!

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    2. Gentile professoressa, sono un'insegnante d'italiano a Tunisi.
      Tutti i miei complimenti questo Blog interessantissimo. Vorrei chiederle qual’è il modo più efficace per motivare un allievo perturbante in classe. Grazie in anticipo
      Cordialmente Asma

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    3. Leggi il blog e leggi il libro! Vedrai che troverai tante risposte, Asma!

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  43. Celere ed esaustiva. Mi hai dato un'importante conferma.
    Mille grazie e complimenti!

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  44. salve mi occorreva una cortese informazione una mia vecchia amica è professoressa solo che ho perso il recapito telefonico ed ha cambiato abitazione, sapete dirmi se esiste un'albo nazionale dove inserire il nome e cognome e sapare dove lavora?

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    1. No, non esiste. Ma potresti provare a scrivere all'indirizzo che hanno tutti i docenti (bisogna vedere se lo usano): nome.cognome@istruzione.it

      Se lo usa ti risponderà. O cerca su google il suo nome e scrivi accanto anche ISTITUTO o LICEO o SCUOLA: a volte esce fuori, se la sua scuola ha un sito.

      Alla prossima
      (metti il nome, la prossima volta!)

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  45. salve Signora Isabella ho un bambino che frequenta la quinta elementare . In detta scuola ci sono due sezioni in quinta ed all' uscita ieri i bambini ci hanno informati che le insegnanti avrebbero fatto per alcuni gg e nn si sa fino a quando, un miscuglio delle classi divisi tra buoni e cattivi e cioè a favore di chi sta attento mentre i casinisti tutti raggruppati insieme.. Il mio bambino pur avendo ottimo e stato messo nel gruppo dei cattivi dicendo che era la vittima sacrificale .. Mi sono quindi rivolta a dette insegnanti le quali hanno negato dicendo che i bambini come al solito nn ascoltati e che la loro intenzione era dividere in gruppi per approfondire ..Oggi tutto quello che avevano detto i bambini si è rivelato giusto e le insegnanti hanno fatto i gruppi buoni e cattivi. Gli stessi alunni ci hanno comunicato che le maestre avevano dato ordine che detto cambiamento nn doveva uscire dalla l'asse sennò... ce ne era snvhe x i genitori... ( in che senso...siamo arrivati a terrorizzare?? ). Non ci capacitiamo anche perché il tutto è stato fatto alle ns spalle e nessuno sapeva nulla. È normale questo atteggiamento ? possono fare ciò che hanno fatto ? possiamo intervenire senza far pagare poi le conseguenze si ns bambini ? che insegnamento apprendono da questo azioni? grazie dei suoi consigli . mamma irritata

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    1. Gentile Signora, mi sembra tutto decisamente assurdo. Che le maestre possano mettere nel cosiddetto "gruppo dei cattivi" (ma cosiddetto da chi?) un bambino "da ottimo" come "vittima sacrificale" è difficile da credere.
      Che minaccino i bambini è assurdo, soprattutto perché qualsiasi maestra sa che i bambini parlano.
      Mi sembra piuttosto che lei dia per scontato che le maestre stanno facendo del male ai bambini. Non è detto che se lei non capisce il motivo di questo spostamento sia scontato il fatto che è qualcosa che non si fa. In molte scuole ci si organizza "a classi aperte" per approfondire, come le hanno detto le maestre. Perché lei non ci crede? Io e molte mie colleghe dividiamo regolarmente (purtroppo non troviamo abbastanza tempo) le classi in gruppi di livello: i più bravi (che approfondiscono) e i meno bravi (che recuperano).
      Ecco, questo è un esempio di come i genitori, quando non capiscono, invece di dare per scontato che gli insegnanti ne sanno di più, pensano di sapere più degli insegnanti e danno per scontato che le maestre stanno facendo del male agli alunni.
      Ha chiesto il mio parere: credo che dovreste domandarvi, come genitori, quale insegnamento apprendono i vostri figli dall'immagine che - volenti o nolenti- trasmettete loro delle maestre.
      Pensateci bene. E' meglio per i vostri bambini!
      Vedrà che non sarà più una mamma irritata.

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    2. ringrazio molto della sua risposta. Vorrei sottolineare il fatto che ho sempre appoggiato le insegnanti e mai ho trasmesso messaggi negativi al mio bambino nei confronti delle proprie insegnati sapendo cosa vuol dire fare i gruppi di approfondimento ma questa volta è diverso ..nn sono io che nn capisco il perché di detto spostamento ma le ho riportato le parole che hanno usato loro all' interno della classe . Sono state semmai le insegnanti a sminuire i genitori agli occhi ai bambini. Pensavo più ad un suo consiglio e nn un giudizio ms va bene così . arrivederci

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    3. Gentile signora, il consiglio gliel'ho dato, ed è quello di avere più fiducia nelle maestre. Spesso i bambini riportano le parole in modo errato o, altrettanto spesso, i genitori interpretano in modo errato le parole riportate dai bambini.

      Quello che lei racconta, se fosse vero, è così grave, da risultare incredibile.
      saluti!

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  46. Gentile professoressa, mi può indicare dove realizzare un'assicurazione che copra anche le responsabilità penali?
    Magari me ne potrebbe suggerire qualcuna?
    La ringrazio

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    1. Caro lettore, mi mandi una mail in privato. Non mi piace fare pubblicità qui.

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  47. Cara Prof., può una insegnante di classe terza primaria negare ad un bambino di andare in bagno? E, se il bambino non riesce a trattenersi perchè "gli scappa" e torna a casa inzuppato ben bene (dopo circa 3 ore)come è giusto che si comporti una madre che è incredula,mortificata,dispiaciuta,arrabbiata.....
    Qual'è la norma che riconosce ad una insegnante il potere o forse meglio l'arroganza di decidere se un bambino di 7 anni possa andare o meno in bagno!!??

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  48. buon giorno,professoressa io ho 16 anni ho fatto la prima liceo scie due volte;1 volta all'inizio dell'anno due insegnanti una di scienze e una d'italiano avevano fatto la prima verifica e quasi tutta la classe la fatta male allora queste due insegnanti se la sono presa con me.
    un giorno ad ottobre l'inseg di scienze e venuta e ha detto davanti a tutta la classe ma cosa sei venuta a fare qui in questo liceo scie è passato il primo quadri con sofferenza e con in pagella tutte le materie insuff tranne ed. fisica il secondo quadri mi sono impegnata però i prof si sono messi tutti contro di me allora ho studiato le materie a memoria l'inseg d'ita ha continuato a mettere da 3 a 4 nonostante il mio impegno, invece l'inseg di scienze ha inter tutta la classe e ha chiesto a tutti le stesse domande e quando è arrivato il mio turno ha cambiato tutte le domande mettendomi 3 invece l'inseg di fisica ci ha fatto fare la verifica scritto e una sett dopo le ha corrette ed è venuto da me mi ha detto tu hai copiato allora me la fatta rifare quell'anno si sono messi d'accordo tutti i prof per abbassarmi la media e bocciarmi; ho rifatto la 1 per la seconda volta cambiando solo l'insegn tranne quella di matem e scien e in classe mi sono trovata mio fratello lui è del 98 ed è entrato a scuola un anno prima l'inseg di scienze li ha detto la stessa frase cosa sei venuto a fare ho trovato li stessi problemi solo nella sua materia si è messa contro di me e contro mio fratello e la situazione è peggiorata non ci ha dato il diritto del recupero e verso la fine dell'anno si è rotta e non è riuscita ad interr tutta la classe rimanente è arrivata la supplente ha interr solo gli italiani e gli stranieri non gli ha nemmeno considerati dicendo che la nostra inseg ha detto di fare così e ho tenuto la media di 5 mio fratello lo hanno bocciato mangiandoli un voto di due materie e io sono stata rimandata con scienze latino e inglese ho passato latino invece inglese l'inseg dato che era andata giù al suo paese un altra insegnante ci ha fatto la verifica quest'insegnante già mi odiava solo di vista invece l'insegnante di scienze quando sono entrata in classe per dare l'esame oralmente mi ha detto so che tu studi mi ha chiesto di parlare di un argomento a scelta ho detto tutto e alla fine mi ha chiesto un angolo retto ho avuto un vuoto di memoria e non ho detto 190° ho detto 180° però non sapevo cosa centrava l'angolo retto lei non mi ha corretto e quando volevo uscire mi ha detto stai tranquilla hai fatto una buona interr il giorno dopo mi chiama la scuola e mi dice sei stata bocciata e mi hanno detto che sono stata bocciata solo per un tre di inglese e un quattro di scienze. io ora non vado a scuola perchè tutte le scuole sono lontane e poi volevo iscrivermi in un istituto e mi hanno detto che non posso perchè non ho fatto fino alla seconda superiore mi sono state negate tutte le possibilità di studio io voglio sapere cosa possono fare i miei genitori e quale ricorso si può fare e dove possiamo rivolgerci per il razzismo scolastico contro alluni stranieri nati in italia e qual'è il mio diritto e quello di mio fratello.
    grazie.
    cordiali saluti

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  49. Gent.ma professoressa Milani,
    sono capitato nel Suo sito perchè cercavo informazioni sulla responsabilità a scuola. Ho letto i Suoi commenti molto precisi e competenti ed eccomi qui a chiederLe un consiglio.
    Sono un giovane insegnante al quale proprio oggi è capitato uno spiacevole episodio. Durante l'orario pomeridiano ho inviato in bagno un alunno conosciuto per la sua "esuberanza" (credo abbia un certificato medico che lo definisce "ipercinetico"). Ho saputo che dal secondo piano è sceso al piano terra, è uscito nel cortile della scuola e ha bagnato con l'acqua un'altra alunna che svolgeva l'ora di ed. fisica.
    La referente di plesso e la vicepreside mi hanno subito messo davanti alle mie responsabilità, dicendo che non ci sono abbastanza commesse per garantire una vigilanza sul piano e che la scuola non ha responsabilità, quindi tutto ricade su di me. Conoscendo il caso, avrei dovuto sostare sull'uscio della classe e assicurarmi che l'alunno effettivamente andasse in bagno e ritornasse subito in aula.
    Io ho ribadito che la scuola è tenuta a garantire che l'alunno non esca dall'edifico, quindi il fatto che ci sia una falla nel sistema (l'alunno è uscito dall'edifico, probabilmente dalla finestra del bagno al piano terra, rimanendo però nel cortile) rimanda la responsabilità della scuola. Mi è stato detto che non è così.
    Vorrei sapere se ciò corrisponde al vero.
    Grazie per la risposta che vorrà concedermi.

    Aurelio

    P.S. Non conoscevo il Suo libro, ma penso che faccia proprio al caso mio...

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    1. Mi scusi, leggendo i post devo fare una rettifica. Per "commessa" intendo "collaboratrice scolastica". Nella mia scuola le chiamano così. Grazie. Aurelio

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  50. Gentile proffessoressa sono Alberto, papà di Nikita di anni sei. Nikita è un bambino iperattivo, in classe non riesce a stare fermo. Le maestre quotidianamente gli danno note di demerito e lo allontanano dalla classe: Nikita mi dice che lo lasciano solo in corridoio, con la porta della classe chiusa, fatto confermato dalla sorella di anni otto. cosa posso fare? grazie buona serata

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    1. Caro Alberto, mi spieghi perché definisce il suo bambino come "iperattivo". E' stata fatta una diagnosi da uno specialista?
      Mi faccia sapere...

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  51. salve mi chiamo katia e' sono madre di una ragazzina di 13 anni (eta' difficile si sa)le scrivo perche proprio non so come comportarmi...le spiego...mia figlia e' richiamata continuamente da alcuni professori,sia che chiaccheri sia che non lo faccia,ogni qual volta chiede qualche spiegazione o non viene ascoltata o viene ripresa,ci sono stati episodi a scuola che io reputo gravi (bidello ha messo mani addosso a mia figlia)io sono andata in direzione la risposta e' stata che la colpa e' di mia figlia perche ha un carettere esuberante...ora da li in poi e' un susseguirsi di note ,riprese ecc..in piu' oggi mi ha tel una prof...dicendomi che settimana scorsa mia figlia ha preso 2 note sul registro...una perche' ha detto al compagno di smetterla di prenderla in giro e la prof si e' alterata e l'ha buttata fuori dall'aula con nota sul registro senza dirle nulla...e l'altra perche con insistenza chiedeva alla prof i compiti ,ma non era ascolta alche' mia figlia si e' rivolta con una frase ...prof mi ca/mi ascolta???....pero' non ha detto la parolaccia si e' fermata subito....bhe stamane al rientro a scuola la detta professoressa ha detto a mia figlia che le aveva messo la nota sul registro ,questo pero' il giorno dopo il "fatto"(e mia figlia non era a scuola)...dicendo le l'aveva mandata a c....are....cosa non vera (testimoni mi han detto assolutamente non l'ha fatto) mia figlia e' scoppiata il lacrime e la professoressa le rideva in faccia...ora io mi chiedo a chi mi devo rivolgere seriamente per porre fine a questo zelo di potere?se vado a parlare me la bocciano detto palesemente....a chi mi devo rivolgere per far si che mia figlia viva in un clima sereno e non continuamente presa di mira anche se dietro di lei c'e il finimondo...e' sempre lei che ne paga le spese? mi aiuti la prego....ps ma i rappresentanti di classe durante le riunioni con i proff...possono fare nomi e cognomi dei ragazzi?additandoli ecc? la saluto katia

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    1. Cara Caterina, se rileggi il tuo messaggio dimenticando di esserne tu l'autrice, ti accorgerai che l'immagina che emerge di tua figlia è quella di una che a scuola non si comporta bene. Traspare il fatto che dai per scontato che i professori siano tutti colpevoli di mancanza di attenzione, di sensibilità e di professionalità. Credi invece ai "testimoni", dando per scontato che quello che dicono sia sicuramente vero. ma non è così.
      L'aiuto che posso darti, anche se non è quello che avresti voluto, è quello di invitarti a riflettere: se tua figlia anche solo qualche volta, chiacchiera; se gli scappa una mezza parolaccia (non importa se è vero, o no, è il momento di prendertela con lei. Rimproveralo e controllala.

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  52. buongiorno...scusi ma che risposta e'?come fa a dire "non e' cosi" qua mi pare che sia lei che dia per scontato qualcosa o qualcuno che nemmeno conosce scusi la franchezza...mi reputo una persona obbiettiva ed intelligente...qua parlo di una persona in particolare non di tutti i docenti..mi creda sono ancora una di quelle poche madri che usano i divieti e castighi e rimproveri...io so quello che dico in quanto lo vivo..allora e' lecito alzare le mani agli alunni,allora e' lecito ridergli in faccia,allora e' lecito chiamarli poveri deficienti (si succede anche questo e non detto dai ragazzi sia chiaro) mah davvero non capisco la sua risposta mi scusi se le ho fatto perdere tempo.

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    1. Vedi, Katia, "non è così" significa "non tutto quello che dicono i compagni di classe è SEMPRE vero". Tu lo dai per scontato. Come spesso fanno i genitori. Tu sai quello che dici in base a quello che ti viene riportato. Come molti genitori, dai per scontato che sia vero. Ma io, per esperienza trentennale, posso dirti che molto spesso i ragazzi raccontano ai genitori quello che vogliono. Perché dai per scontato il fatto che lei si comporti correttamente e tutti ce l'abbiano con lei? (il fatto del bidello è grave e dovresti denunciarlo al dirigente, che indagherà su come si sono svolti i fatti). Il fatto che a tua figli sia venuto anche solo in mente di rivolgersi alla professoressa con la frase "prof mi ca/mi ascolta???" è rivelatore del suo modo di porsi. Aveva alzato la mano, per chiedere la parola? Eri in classe, tu, per sentire con quali parole, o tono della voce tua figlia "ha detto al compagno di smetterla di prenderla in giro"? Se un compagno ti prende in giro la prassi non è quella di urlargli di smetterla (se la professoressa l'ha sentita, deve aver alzato la voce), ma quella di andare dall'insegnante a denunciare il fatto. Di solito, poi, se l'alunno che si lamenta - faccio un'ipotesi- prende in giro gli altri, l'insegnante non ascolta le sue lamentele quando capita a lui.
      Dici "allora e' lecito alzare le mani agli alunni,allora e' lecito ridergli in faccia,allora e' lecito chiamarli poveri deficienti (si succede anche questo e non detto dai ragazzi sia chiaro)": questo non te lo passo, perché mi offende. Leggi il resto del blog e cerca se da qualche parte posso dare l'impressione di credere quello che tu affermi.
      Infine: scrivi "qua mi pare che sia lei che dia per scontato qualcosa o qualcuno che nemmeno conosce scusi la franchezza.": mi baso sui dati che mi vengono forniti.
      Sapevo che la mia risposta non ti sarebbe piaciuta, ma questo è il mio consiglio: non dare più per scontato che tutti, dal bidello al dirigente, ce l'abbiano con tua figlia. Dici che la rimproveri: forse non abbastanza.

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  53. si eccomi qua..do per scontato perche' oltre ai compagni di classe e non (ogni tanto vanno altri alunni divisi) una persona che lavora nel plesso mi ha confermato i vari accaduti solo che essendo un precario non puo esporsi perche' in passato gia' l'ho ha fatto ovvero ha preso le difese di un alunno....ed e' stato diciamo minacciato che non avrebbe piu lavorato...ho riletto il blog e appunto ci sono punti tipo il fatto di mettere fuori dall'aula un alunno sia illegale come mai questo non me lo ha detto?....il fatto del bidello e' stato riportato alla preside ma appunto la colpa era di mia figlia che a detta loro si inventava le cose..bhe il bidello non lavora piu li perche un padre entrando a scuola per andare in direzione lo ha beccato mentre tirava i capelli e prendeva a calci nel sedere al figlio,,,le lascio immaginare cosa sia successo dopo..botte...pero' appunto e' stato allontanato dal plesso...a me e mia figlia pero' non credettero.poi per quanto riguarda il fatto di non essere in aula...si e' vero io non sono li...ma la persona di cui le parlavo prima si...e appunto mi dice (apparte che gia' so )che mia figlia e' una delle piu' educate della classe ,come dice lei chiede la parola e quant'altro..apparte gli altri insegnanti che confermano la sua educazione e soprattutto l'umilta' che ha...il mio problema e' con una in particolare (l'altra manco la calcolo, quella che ha messo fuori mia figlia perche ho i miei buoni motivi) ora capisce la mia affermazione nel dire cio'? lei dice non abbastanza nei rimproveri...io invece le dico che forse lo faccio troppo.cmq sia auguri di buone feste

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    1. bene, Katia. Adesso hai fornito più spiegazioni. Mi chiedi perché non ti ho parlato del fatto che non si può mandare fuori dalla classe un alunno: Katia, non te l'ho ripetuto perché hai scritto proprio a commento di questo post! Quindi hai scritto senza leggerlo?
      In molte parti del blog (e non posso ripetere tutto) c'è scritto che quando uno è sicuro del fatto che nella classe c'è una situazione che crea disagio deve scrivere. Trova altri che confermino, e scrivi alla dirigente.
      Per quanto riguarda la persona che ti riferisce questa "persona che lavora nel plesso" il suo comportamento è davvero scorretto: un insegnante, se vede qualcosa che non va, deve parlarne al dirigente, e non al genitore. Invece lui (o lei) ne ha parlato a te di nascosto e poi se ne è lavato le mani, per paura di ritorsioni. Bella forza! Un insegnante deve difendere in prima persona gli alunni, se pensa che vengano maltrattati.
      Per il resto, tieni la situazione sotto osservazione, da tutti i punti di vista.
      Buone feste anche a te!(e, ovviamente, puoi darmi del tu come io l'ho dato a te, perché ti immagino giovane).

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  54. Gentile Professoressa, ho letto le Sue risposte all'argomento "allontanare l'alunno dall'aula" in quanto cercavo di documentarmi visto quanto e' accaduto a mio figlio ieri a scuola. Il bambino ha 3 anni e va alla materna, la maestra lo allontana dall'aula mentre lui piange e lo accompagna nell'aula accanto con un'altra maestra e altri bambini.
    Oggi vado a chiedere spiegazioni sull'accaduto e non solo non me ne da' (mi dice che mio figlio -sottolineo ha 3 anni- ne ha combinate tante che ha dovuto allontanarlo), ma incalzata dalle mie domande per sapere COSA abbia fatto, mi risponde che il bimbo ne fa di tutti i colori, che lei non ricorda cosa ma che non sono cose gravi.
    Il coordinatore, presente al dialogo, sostiene che la maestra non ha fatto nulla di cosi grave e che io sono una mamma esagerata che tra l'altro do un esempio negativo a mio figlio difendendolo. La mia richiesta di visionare il POF per vedere se quanto scrivono sia coerente con quanto fanno e' stata ignorata. La mia domanda e': vado avanti scrivendo a qualche loro superiore o lascio cadere la cosa confidando che non si ripetera' questo odioso episodio? sono stata liquidata con un "non lo allontaneremo piu' visto che lei l'ha presa cosi male". Non e' stato capito il senso delle mie rimostranze. Grazie per l'attenzione. Lucia.

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    1. Gentile Lucia, direi che se non accade più non le conviene perdere tempo a scrivere a destra e a sinistra. Se ci tornano sopra loro, chieda di non essere considerata esagerata se chiede che tengano il bimbo in classe.
      Spero, però, che lei non abbia parlato davanti al bambino, perché non deve pensare che gli insegnanti abbiano fatto qualcosa di ingiusto.
      Alla prossima!

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    2. Purtroppo il bambino era presente e non ho potuto evitarlo. Il bambino sa gia' di essere stato trattato con ingiustizia dall'insegnante perche' ieri, raccontandomi il fatto, ripeteva di non sapere proprio il motivo della punizione e oggi non voleva andare a scuola dicendo che 'andare a scuola e' bruttissimo'. Secondo me avendo vissuto un'ingiustizia, e' stato un bene che abbia ascoltato che la mamma e' dalla sua parte e lo difende se ce n'e' bisogno.
      Grazie ancora. Lucia.

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    3. Purtroppo non è così, Lucia. Legga per esempio questi post:
      http://laprofessoressavirisponde.blogspot.it/2013/01/frustrazione-invalsi-343.html
      http://laprofessoressavirisponde.blogspot.it/2011/10/i-professori-non-pretendono-dai-ragazzi.html.
      Qui e in altre parti del blog ho scritto che il bambino deve credere che l'insegnante gli vuole bene e vuole aiutarlo. In ogni caso.
      Cerca di recuperare.
      Alla prossima!

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    4. Ho letto, grazie per avermi offerto interessanti spunti per riflettere.
      Lucia.

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  55. Buon pomeriggio Professoressa,
    Le scrivo ancora per sottoporLe una domanda. Essendosi ormai incrinato il rapporto di fiducia tra la mia famiglia e l'insegnante di mio figlio (allontanato ieri dall'aula alla materna), posso chiedere che il bambino l'anno prossimo venga inserito in un'altra sezione della stessa scuola? In caso di diniego del coordinatore (me lo aspetto), cosa posso fare?
    Grazie, Lucia.
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    1. Cara Lucia, può chiederlo, ma non so se glielo concedono. Potrebbe cambiare scuola, ma credo che non ci sia posto. Potrebbe provare ad aspettare gli sviluppi senza lasciarsi prendere dall'ansia (non è stato semplicemente allontanato dall'aula e lasciato solo, è stato portato in un'altra classe con un'altra maestra e altri bambini.
      Mi sembra che la cosa migliore sia aspettare e vedere.
      Inoltre, approfondisca i motivi per cui la maestra trova così difficile tenere in classe il bambino. Qualcosa può fare anche la mamma a casa. Se per esempio (ed è solo un esempio) a casa un bambino fosse abituato a lanciare gli oggetti, è ovvio che in classe non gli si può permettere di farlo perché è pericoloso. In quel caso la mamma, a casa, può (e deve) disabituarlo al lancio degli oggetti...Non so se ho spiegato bene il concetto!
      Mi faccia sapere!

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  56. Gent.ma professoressa, vorrei da lei un consiglio su come ci si debba comportare quando un prof.segna sul registro che l'alunno è entrato in ritardo, mentre l'alunno è entrato all'apertura dei cancelli, e ne richiede la giustifica. Sono certa che mia figlia è entrata in perfetto orario perchè ho chiesto alla classe e alle sue compagne entrate con lei, inoltre quando lei è entrata in classe mancavano ancora quasi metà dei suoi compagni. Ora la prof. mi chiede la giustifica, ma così facendo dichiarerei il falso. Mia filglie e i compagni hanno cercato di spiegare alla prof. che è stato un errore, ma lei non vuol sentire ragioni e vuole la giustifica, non solo ma mi ha accusato di non conoscere il regolamento della scuola. Le ho risposto che conosco bene il regolamento, ma mia figlia non è entrata in ritardo. Mia figlia teme che la prof. se la prenderà con lei per cui andrò a parlarle per chiarire la cosa. Mi sconvolge però vedere che ancora manca da parte dei docenti la volontà di migliorare la comunicazione con i ragazzi che devono sempre stare zitti e subire. Io insegno a mia figlia a dire sempre molto educatamente quello che pensa e se ci sono dei problemi bisogna parlarne, sempre educatamente e con rispetto. Ciò che è successo è già capitato ad altri e i genitori sono andati in scuola a parlarne con il prof. ma senza risolvere nulla. Come mi devo comportare? per far contenta la prof. ho fatto una falsa giustifica dove però segnalo che mia figlia è entrata in ritardo unicamente per la prof. e poi andrò a parlarle di persona, ma non per fare la guerra solo per chiarire perchè non vorrei che ricadesse su mia figlia. Grazie

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    1. Gentile signora, può mettere una firma? Grazie.

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    2. Mi scusi, mi chiamo Irene. Oggi sono andata per parlare con la prof. la quale, prima ancora che iniziassi a parlare, mi è venuta incontro con mille scuse. Certo siamo tutti esseri umani e tutti possiamo commettere errori. Ho apprezzato il gesto della prof. che non ha esitato a scusarsi mia figlia, ma ...se non avessi perseverato nel sostenere la verità e avessi ceduto alla richiesta di giustifica, dichiarando il falso, si sarebbe resa conto dell'errore? Comunque ritengo che ognuno di noi abbia il diritto di esprimersi, sempre con educazione e rispetto, e credo che sia giusto dare il buon esempio ai nostri ragazzi. Fino ad ora non ho mai ottenuto risultati negativi, ma solo costruttivi e sono soddisfatta. Grazie comunque. Irene

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    3. Bene. Sono contenta che si sia risolta la faccenda. Non riesco, però, a capire come la professoressa abbia potuto affermare che la ragazza era in ritardo. Di solito si segna in ritardo chi entra quando siamo già seduti in cattedra...lei scrive "quando lei è entrata in classe mancavano ancora quasi metà dei suoi compagni". Forse entra e poi esce, come fanno in tanti. Quando capita a me (che un alunno entri e poi vada in corridoio a chiacchierare) io lo segno assente. Provi a chiarire questo punto con sua figlia.
      Comunque, fa bene a insegnare a sua figlia "ognuno di noi ha il diritto di esprimersi, sempre con educazione e rispetto". Mi sembra un'ottima cosa.
      Alla prossima!

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    4. Gent.ma professoressa, fin dall'inizio mi sono informata non solo da mia figlia, ma anche dalle compagne entrate con lei. Quando è entrata in classe si è seduta al suo banco ed ha risposto all'appello, ma forse la prof. non l'ha sentita(me lo ha detto lei tra le varie possibilità di errore per scusarsi). Ho detto a mia figlia di rispondere sempre con voce alta (non troppo) in modo da farsi sentire. Certo mi stupisce il fatto che mia figlia è seduta proprio davanti alla scrivania, ma probabilmente la prof. non guarda in faccia gli alunni quando fa l'appello e si dev'essere accorta di lei solo dopo averlo terminato, forse per questo l'ha segnata in ritardo. Ad ogni modo la prof. ha ammesso la sua possibile svista, speriamo solo che questa volta, dato che ho insistito per chiarire la cosa, capisca che anche un semplice appello ha la sua importanza e deve essere fatto con più attenzione. Voi avete un ruolo fondamentale nella crescita dei nostri figli e spero che di questo ne siate consapevoli (lei di sicuro), soprattutto la vostra professione dovrebbe essere esercitata con amore, perchè altrimenti i nostri ragazzi non impareranno mai ad apprezzare la cultura e lo studio. Lei è davvero stupenda perchè riesce a dedicare del tempo anche per noi. Grazie di cuore. Irene

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  57. Gent.ma professoressa, mia figlia frequenta la seconda media e quest'anno hanno una nuova insegnante di spagnolo che non piace a nessun alunno (chissà come mai). Si tratta di una prof. lingua madre che però spiega e parla tanto velocemente da non essere compresa dai ragazzi (di prima, seconda e terza media). Non solo ma dà dei parassiti agli alunni e li offende senza neanche rendersene conto visto che sono andata a parlarne e lei sostiene di essere venerata dai ragazzi e di essere gentilissima con loro. La mia preoccupazione è che tutti questi ragazzi termineranno il ciclo scolastico senza aver imparato nulla ed i problemi se li porteranno alle superiori. Pochi giorni fa sono venuta a conoscenza di un fatto che non mi è piaciuto per niente:
    un giorno in cui c'era la verifica di spagnolo era assente la prediletta della prof. e quando è ritornata a scuola le è stata sottoposta la scheda per la verifica con una domanda già risposta. L'alunna ha fatto presente alla prof. che una domanda aveva già scritta la risposta, ma non era stata lei. A quel punto la prof. le ha risposto che gliel'aveva regalata. Gli altri alunni erano presenti e non hanno gradito il comportamento della prof.
    Un'altra volta, sempre alla stessa alunna, che era stata assente alla verifica, le era stata sottoposta la scheda della verifica da completare e nel contempo la prof. consegnava agli altri alunni le verifiche corrette fornendo ad alta voce le risposte per ogni singola domanda della verifica che l'alunna stava svolgendo. Ovviamente l'intera classe è stata testimone dell'ennesimo favoritismo della prof.
    Cosa possiamo fare, visto che nonostante le varie segnalazioni la Preside non ha ancora preso provvedimenti e visto che la prof. si ritiene perfetta?
    La ringrazio anticipatamente per i suoi meravigliosi consigli. Grazie davvero.Paola

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  58. Gentile Professoressa, sono Lucia mamma del piccolo allontanato dall'aula.
    in realta' , poiche' da Dicembre mio figlio fa capricci per andare a scuola, con mio marito abbiamo cercato di capirne i motivi, sia parlando al bambino , sia all'insegnante, sia agli altri genitori. Non e' emerso nulla, .A casa il bambino e' calmo, ubbidiente e servizievole, non vuole essere preso di petto ma le cose spiegate con calma e ragionevolezza le coglie subito e le mette in pratica. Capisco tuttavia che a scuola il suo comportamento possa essere diverso, ma la stessa maestra ci ha detto che questa classe e' ottima, ci sono bambini tranquilli, non si sono mai visti atteggiamenti maneschi o di ribellioni, nemmeno litigi tra i bambini. Lei si e' sempre lamentata che mio figlio colori distrattamente senza impegno e sia pigro ragion per cui spesso lui e' l'unico bambino a cui lei non da' la caramellina a fine giornata mentre tutti gli altri sono premiati. Ma e' anche l'unico bambino che lei chiama per cognome e non per nome come gli altri. Lo rimprovera aspramente se non finisce tutta la merenda o se non mette la sediolina a posto allontanandosi dal banco (episodi riferiti a me da lei con una certa enfasi).Quando lo osservo giocare al parco, inoltre, mi rendo conto che lui e' remissivo e se riceve un'offesa da qualche bimbo piuttosto che reagire si allontana e fa un altro gioco.
    Prima dell'episodio dell'allontanamento dall'aula,per quieto vivere non ho mai protestato per nessuno di queste reprimende seppur in cuor mio le giudicassi eccessive e perche' in realta' considero sempre le situazioni nel loro insieme e non nel singolo dettaglio.Non ho mai trovato disdicevole che la maestra facesse sedere il bambino sulla sedia della riflessione per qualche minuto come "punizione". Ma l'episodio dell'allontanamento non l'ho approvato e adesso anche gli altri assumono diverso significato ai miei occhi.
    Ritornando al discorso di cambiare classe, (lo faccio a malincuore perche' sono sempre stata convinta dell'importanza della continuita'), aspetto per chiarirmi ulteriormente le idee ma sono anche incalzata dalla scadenza delle iscrizioni la cui data di chiusura e' la prossima settimana.
    Grazie ancora per il Suo tempo e la pazienza e Le faro' sapere se la richiesta di cambiamento sara' fatta e se andra' a buon fine.
    Cordiali saluti, Lucia.

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  59. Gentile professoressa, oggi sono venuta a conoscenza di una cosa che mi ha lasciata perplessa. Sono entrata in scuola per parlare con un docente e durante l'attesa sentivo urlare, poi ho capito che si trattava di un papà al telefono con il figlio; praticamente se dalla scuola un bambino tel. a qualcuno o qualcuno tel. a scuola per parlare con l'alunno si sente tutto a viva voce. Quindi non c'è privacy!? ho chiesto ad altri genitori, ma nessuno ne è a conoscenza. Credo si tratti di violazione della privacy, lei che ne pensa? è possibile che la scuola lo imponga? Grazie

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    1. Può mettere una firma? Grazie.

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    2. Mi chiamo Mary, mi può aiutare a capire? Grazie

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    3. Cara Mary, non ho capito perché, se un genitore parlava con il figlio, lei ha pensato che la scuola abbia preteso il vivavoce? A scuola si sta molto attenti alla privacy. Che senso avrebbe?
      Mi spieghi meglio. A presto!

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    4. Credo che sia automatico il viva voce. Anche un' altra mamma ha telefonato alla scuola per parlare con la figlia ed ha sentito l'eco della sua voce, poi ha chiesto alla figlia che glielo ha confermato (era in viva voce). Per questo motivo le ho scritto: io l'ho pensato, perchè non telefono mai alla scuola se non per prendere appuntamenti con i docenti, ma ad altri è proprio capitato. C'è una legge che lo permette? Grazie

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    5. Mi pare che sarebbe opportuno andare dalla dirigente (senza il tono di chi accusa) ad informarla di quello che ha notato. Nella mia scuola, comunque, i genitori non possono chiamare al telefono i figli. Se devono comunicare cose urgenti la segreteria prende il messaggio e lo riferisce. Mi sembra giusto, altrimenti, in segreteria non potrebbero più lavorare.
      Oppure, telefoni a scuola e, se si accorge che c'è il vivavoce, si faccia passare la segretaria e chieda spiegazioni. Ripeto: la privacy, in una scuola, è importantissima ed è regolamentata dalla legge.
      Alla prossima!

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    6. Non è nel mio stile accusare, ma ci tengo sempre a chiarire, ovviamente con calma e rispetto. Non si ottiene mai nulla con le cattive maniere, non è con la guerra che si ottengono risultati. Andrò a parlarne per capire che succede. Grazie ancora.Mary

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  60. Gentile Professoressa, sono Lucia e le scrivo sull'esito della mia richiesta di trasferimento di mio figlio allontanato dall'aula nei giorni scorsi.
    Il bambino l'anno prossimo frequentera' in un altro plesso della scuola con un'altra insegnante. Purtroppo per quest'anno non e' possibile fare nulla, ma almeno sono tranquilla perche' il bambino, da quando ho protestato, e' trattato con ogni riguardo.
    Dopo aver perfezionato l'iscrizione, ho chiesto di conoscere la sua futura insegnante e mi ha fatto una buona impressione.
    RingraziandoLa ancora per la Sua competenza, Le porgo un cordiale saluto.
    Lucia.
    Simona.

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    1. Vedrà che tutto andrà bene! E' molto importante che lei ricordi che non si deve mai parlar male al bambino dell'insegnante!
      Alla prossima!

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  61. gentile professoressa sono Mariassunta mamma di due bimbi presumibilmente con difficoltà di apprendimento....la situazione nn è ancor chiara sto aspettando il colloquio con la psicologa, intanto i miei due figli di 12 e 8 anni stanno subendo delle angherie da parte degl insegnanti principalmente dai professori di scuola media...il ragazzino è vivace nn lo metto in dubbio ho cercato di parlarne con loro ma mi hanno riso in faccia...oggi addirittura è stato mandato dal DS dalla professoressa di sostegno non sua...questa prof può farlo? Ripeto non è la sua insegnante di sostegno....

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    1. Gentile Mariassunta, un'insegnante della scuola può farlo. Normalmente ci si rivolge al coordinatore della classe, ma, secondo quello che è accaduto, può anche farlo direttamente. Non posso rispondere perché non capisco quali sono le angherie, ma mi sembra strano che tutti e due in due scuole diverse subiscano "angherie". Non è possibile che si comportino male? In questo caso, dovresti controllare i bambini, non gli insegnanti. Mi fa pensare il fatto che tu abbia trovato sbagliato il fatto che l'insegnante non sua lo abbia mandato dal preside. Forse per te questa è un'angheria? Pensaci, Mariassunta!
      Saluti!

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  62. Gentile professoressa le espongo il mio caso.
    Sono docente di lettere nella media; la classe in cui sono coordinatrice, a partire da quest'anno,risulta particolarmente difficile da gestire dall'intero consiglio di classe. Si tratta di 25 alunni di cui due ripetenti e un disabile. I due alunni ripetenti sono ragazzi a rischio devianza, provenienti da contesti familiari difficili; l'alunno disabile che ha il sostegno di 9 ore è un individuo borderline: orfano di madre, ha un padre violento, un fratello pusher. Una situazione dunque di degrado, assenza di accudimento, libero accesso a sostanze stupefacenti; alunni di altre classi affermano che il ragazzo probabilmente si prostituisce, ha disegnato sui muri dell'aula simboli fallici e termini molto volgari, sniffa davanti ai compagni polvere di gesso che lui stesso ha frantumato. Considerando il quadro della situazione e il fatto che il dirigente prende tempo e non formalizza alcun provvedimento. L'equipe psicopedagogica annota....ma sinora la "patata bollente" è solo nostra. Che cosa possiamo fare noi docenti per salvaguardare la classe che sta lasciandosi condizionare molto da tutto questo, trascinando alcuni elementi più deboli verso atteggiamenti a rischio!
    Grazie
    Maria

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    1. Cara Maria, e chi non si troverebbe in difficoltà con una classe così difficile?
      Mi è già capitato di leggere di ragazzi che "sniffano" gesso, Oki o zucchero, simulando la sniffata di coca. Che cosa potete fare? Riunitevi, come avrete sicuramente già fatto, con o senza dirigente, e decidete. Non si può lasciar perdere, né gestire questa situazione nei modi "normali", visto anche il fatto che l'alunno è disabile. Il dirigente - e questa è la prima cosa - deve prendersi la responsabilità di agire senza tergiversare. Scrivete una lettera protocollata (o mettete a verbale un intervento scritto ad hoc da tutti i docenti e letto durante un consiglio straordinario) e chiedete esplicitamente al dirigente di prendere provvedimenti. Qualcosa così: "Il consiglio di classe segnala al dirigente i comportamento dell'alunno TALE, che ha disegnato sui muri dell'aula simboli fallici e scritto termini molto volgari, che sniffa davanti ai compagni polvere di gesso che lui stesso frantuma. Viene segnalato anche il fatto che alunni della scuola riferiscono che il ragazzo racconta..ecc. I docenti considerano questi atteggiamenti molto preoccupanti per l'esempio negativo che rappresentano e per il fatto che turbano la serenità della classe. Si chiede formalmente che il Dirigente si adoperi per trovare tutte le risorse per aiutare l'alunno Tale attraverso interventi di Asl, Comune, ecc.. Nell'attesa di trovare una soluzione continuativa ed efficace, il CdC chiede che vengano organizzate, per l'alunno Tale, disabile, forme di insegnamento individualizzato all'interno della scuola . Il consiglio di classe ritiene, nel frattempo, che sia utile prendere provvedimenti disciplinari, che, anche se non risolutivi, data soprattutto la sua condizione di disabile, possono in qualche modo collocare il suo comportamento nell'ambito dei comportamenti inaccettabili."

      In realtà, Maria, trattandosi di un alunno disabile è, per certi versi assurdo il provvedimento disciplinare. Ma non vedo altre soluzioni.
      Fammi sapere, Maria!

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  63. Gentile Professoressa, sono Roberta mamma di Tommaso che ha 7 anni. Vorrei chiederLe un'opinine e un consiglio. La docente di inglese (che insegna italiano in un'altra classe di terza elementare)tiene nell'aula un bastone (che i bimbi di terza chiamano "ammazzabamini" e quelli di seconda "bacchetta") che viene usata per mantenere e/o ripristnare l'ordine nella classe. Questo bastone viene sbattuto sulla cattedra e anche si banchi. L'ho saputo oggi e mio figlio me lo ha confermato (anche se non la usa sempre) dicendomi che un giorno per sbaglio la docente ha colpito senza volerlo la testa di una bimba. Comprenda il mio attuale stato d'animo...Per favore, mi dica come mi devo comportare. Grazie mille Roberta

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    1. Prima di tutto, Roberta, mi dica che cosa pensa Tommaso del bastone, perché è molto importante questo particolare: ne ha paura? E che cosa dicono le altre mamme? .....

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  64. Intanto La ringrazio per l'attenzione. Questa storia è uscita stamane da un bimbo della terza che ha detto alla mamma che gli fanno male le orecchie perchè non sopporta il rumore del bastone sula cattedra. Non ero allarmata, ho pensato a chiacchiere di mamma. Mi confronto con altre due mamme che; come me, non ne sanno nulla. Festicciola nel pomeriggio di un bimbo dove incontro un'altra mamma della terza. Le chiedo cosa ne pensava, lei mi conferma che questa non è una novità e che alcuni genitori si sono permessi di dire che non fosse un buon sistema, chiama il figlio e glielo chiede per farmi sentire la risposta. Esattamente quello che le ho detto prima; confermandomi che il nome al bastone "ammazzabambini" è stata una loro idea. Chiedo dunque a mio figlio e al suo compagno (con i genitori presenti) se sapesse di questa storia. Loro la chiamao "bacchetta" ed è posta sull'armadio. Ho anche chiesto a Tommaso (ma solo quando eravamo soli) se avesse paura di quella bacchetta, mi ha risposto di no in modo frettoloso. Durante la cena, mio marito ha detto che ci avrebbe pensato lui, non dicendo di cosa: Tommaso gli ha chiesto se aveva intenzione di far sparire quella bacchetta. Non lo sò se ne ha paura, fà l'ometto coraggioso ! Sono in contatto con altre due mamme, quella del pomeriggio della festa e la rappresentante. Prima di muoverci io ho proposto di calmarci un attimo (e Lei può immaginareilperchè).

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  65. G.le Professoressa sono la mamma di un bambino di sei anni che frequenta la 1 elementare e già dai primi giorni di scuola (5° Giorno) la maestra lamentava che il bambino aveva un rifiuto per la scuola e che era riconducibile a qualche disagio familiare.
    Accettai all'epoca questa sua segnalazione perchè poteva aver avuto un'intuizione che io come mamma potevo aver sottovalutato essendo stato un'anno difficile per la famiglia (problemi gravi di salute del papà oggi risolti con successo).
    Sbagliero' ma come mamma ho deciso di affrontare col bambino la realtà soprattutto sè da un giorno all'altro poteva trovarsi senza il papà insomma dirgli comunque la verità e rispondere ad ogni sua domanda.
    Insomma La maestra viene informata del periodo che il bambino e la famiglia affrontava e questo ha dato forza a tante sue teorie sul fatto che il bambino aveva una qualche difficoltà.
    Passano due mesi il bambino non rifiuta più la scuola ma ha problemi di apprendimento e quindi da valutare con un neuropsichiatra la possibilita di dislessia.
    Accetto per la seconda volta questa sua ipotesi e sottopongo il bambino alla visita.
    Tra l'intuizione della maestra e la visita passano altri due mesi dove la maestra continua ogni volta che ci incontra , quasi tutti i giorni, a lamentarsi del bambino , prima è dislessico, poi non si rapporta con i compagni poi non partecipa in classe, è apatico e depresso.
    Alla visita il bambino non risulta dislessico, non è affatto apatico tantomeno depresso,ha affrontato con maturità e senza conservare traumi o disagi il problema familiare è viziato l'ha chiamata immaturita familiare ( è figlio unico, nipote unico) è ha difficoltà scolastiche, si consiglia valutazione accademica a Settembre.
    La maestra messa al corrente mi ha dato l'impressione di non credere ad una parola e
    continua a lamentarsi il bambino ha deposto le armi non vuole fare più nulla.
    Il disagio mio e di mio marito e la mortificazione continua anche tramite terze persone ci stà davvero facendo arrabbiare,ma per il bene del bambino che si è affezionato ai compagni ci ha fatto decidere di aspettare.
    Ma siamo a fine anno e non ne possiamop più mi consigli

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    1. Gentile Mamma, vorrei che lei notasse il fatto che descrive la situazione così: "la maestra continua ogni volta che ci incontra , quasi tutti i giorni, a lamentarsi del bambino". Questa frase fa capire che lei vive male la segnalazione della maestra. Invece non dovrebbe. Se la maestra insiste con la segnalazione di disagio o di disturbi dell'apprendimento del bambino, forse ha ragione. D'altra parte, se in casa vostra per un po' di tempo si è respirata un'aria di ansia, di preoccupazione e forse anche di dolore, è difficile che il bambino non ne abbia risentito. La diagnosi del medico, qual era, esattamente? (Può scriverla? Tanto non c'è possibilità di risalire al nome del bambino).
      Mi faccia sapere!

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  66. G.le Professoressa La ringrazio per la sollecita risposta e le copio ila diagnosi" All'attuale osservazione si rileva un quadro clinico caratterizzato da immaturità psicoaffettiva e difficoltà scolastiche.
    Si programma valutazione accademica a settembre 2013"

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    1. Cara Mamma (mi metta un nome qualsiasi!), Non arrabbiatevi con la maestra, perché la segnalazione che vi ha fatto indica che il bambino le interessa. è più facile lasciar perdere che dire ai genitori che forse c'è qualche problema. La diagnosi indica qualche problema, infatti. Ascolti la maestra e prenda la cosa con serenità.
      Mi faccia sapere!
      Saluti!

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  67. Salve Prof.
    vorrei sapere se è legale che un alunno venga seguito privatamente dal fratello della propria insegnante.E come per magia l'alunno in questione...diventa un GENIO!!! Mi faccia sapere se c'è una legge che spieghi se il comportamento è lecito oppure no! Grazie mille!

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    1. Caro Anonimo (mettete una firma!) sulle lezioni private ci sono varie restrizioni: chi dà lezioni private deve informare il dirigente; non è concesso dare lezioni private agli alunni dell'istituto dove si insegna e, tanto meno, a quelli della propria classe. Se per gravi motivi l'insegnante decide di aiutare GRATIS un alunno malato, o povero, o in qualche situazione di grave disagio, deve avvertire il dirigente e, per esempio, farlo a scuola o, comunque, mettendo per iscritto tutto, a scanso di equivoci.
      Ma la sua domanda riguarda il fratello dell'insegnante. Non mi risulta che esista una normativa al riguardo (forse il paese è piccolo e il fratello dell'insegnante è disoccupato e deve guadagnarsi il pane...Non so. Forse è molto bravo e fa diventare davvero dei geni i ragazzi, chissà. Perché pensare subito che l'insegnante è disonesta?)
      Saluti!

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  68. gentile professoressa, sono un'insegnante di scuola dell'infanzia, da 27 anni insegno nello stesso plesso, quest'anno per problemi tra i colleghi, il mio preside ha deciso di destinarmi ad un altro plesso, pur non avendone io la colpa.....è nei diritti del preside di fare degli spostamenti tra sezioni? la ringrazio anticipatamente e spero in un suo aiuto.

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    1. Sì, anonima collega. E' compito suo assegnare i docenti alle classi, se segue i criteri dati dal Collegio Docenti. Ma se sono sorti dei problemi fra docenti, può facilmente giustificare il fatto che quella che ha preso è stata la scelta migliore. Immagino che avrai chiesto i motivi, no?
      Saluti.

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  69. certamente, e mi ha risposto che le mamme avevano saputo dei problemi con la collega, che è una, preciso, e non vogliono portare i bambini da noi, ma mi sembra un motivo non tanto valido, avrebbe potuto trasferire i bambini e lasciare la sottoscritta nella sua sezione togliendo solo una delle due, anziché spostarle entrambe....

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    1. Sì, avrebbe potuto, ma diamole la possibilità di prendere delle decisioni. Parti dal presupposto che forse lei è semplicemente convinta che sia la scelta migliore.
      Direi che sarebbe meglio (soprattutto per te) che tu prendessi atto della decisione e ti impegnassi per prendere il meglio da questa nuova esperienza. (non hai messo il nome neppure questa volta!)
      Saluti!

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  70. Ciao Proff Isabella Milani

    Oggi è il primo giorno di scuola e gia iniziamo bene...

    Da qualche mese abbiamo in tutela come parenti piu stretti un ragazza minorenne rimasta senza genitori .

    Devo comunque precisare che la ragazza negli ultimi anni di scuola per il brutto periodo che stava passando sicuramente non aveva un comportamento adeguato, ha ripetuto 2 volte il primo superiore ..nel'ultimo anno non ci è proprio andata diciamo a scuola.

    Dicevo oggi è il primo giorno di scuola ..regolarmente iscritta al primo anno delle superiori si presenta a scuola ,dopo circa un'ora mi telefona e mi dice che stava fuori e voleva ritornare a casa , visto che il professore della prima ora gli aveva detto :
    -che ci fai a scuola tu ?
    -noi professori ci siamo riuniti per votare se averti o no in classe e la decisione finale è stata di non volerti in questo istituto.
    Gli ho detto di restare a scuola e di parlare col preside.
    Poco dopo richiama dicendo che era tutto sistemato ed era in classe.
    Comunque mia moglie è partita lo stesso ed ha parlato col preside .
    Il preside è una persona squisita e molto disponibile .

    È stato molto diplomatico con mia moglie ..ha fatto rientrare tutto ..dicendo che c'era stato un disguido .

    Volevo chiederti se è regolare una cosa del genere ..cioè i professori si riuniscono per votare se un alunno deve frequentare o no quella scuola .

    Non è negare il diritto di istruzione alla ragazza ?

    Grazie

    Mario

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  71. Gentile professoressa,
    mi scuso anticipatamente degli errori di punteggiatura ma sto provvedendo pur non avendo avuto una buona base.
    sono un ragazzo di una scuola superiore del sud.
    Oggi il mio compagno di classe è stato cambiato di classe senza aver avuto un preavviso, siccome è un ripetente gli hanno chiesto di accomodarsi in un' altra classe, la causa di questo spostamento è la presunta non formazione dell'altra classe anche se da quando sono entrati alle superiori il loro numero è sempre stato inferiore ai dieci alunni mentre in altre classi il numero superava anche le venti persone senza però prendere provvedimenti a riguardo, ora questo mio compagno nonché mio migliore amico si domanda se è possibile effettuare spostamenti senza preavvisi e senza avere avuto il suo consenso e quello dei suoi genitori...
    questo ragazzo è molto affezionato alla mia classe e vorrebbe tornare ma appena ne parla con un professore o un vicepreside rispondono con arroganza dicendo che non è possibile cambiare.

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  72. Caro anomino (metti il nome!), credo che tu sia lo stesso ragazzo che ha inserito un commento sotto un altro post. Ma rispondo anche qui, nell'incertezza.
    Mi dispiace che il tuo compagno di classe sia stato spostato, ma sicuramente ci saranno stati dei motivi validi. Nelle scuole esiste una Commissione formazione classi che, seguendo dei criteri (validi) e insieme al dirigente, possono spostare un ragazzo d'ufficio. Trovo molto strano che non sia stata avvisata la famiglia (Anche soltanto per i libri di testo!). Informati meglio: vedrai che lo hanno avvertito. In ogni caso, la famiglia può chiedere un colloquio (non nel corridoio) con il dirigente.
    Ciao!

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  73. Cara Prof.ssa Milani, vorrei porle una domanda.
    premetto mio figlio frequenta la prima classe elementare e per motivi personali ho fatto richiesta alla Dirigente di spostare mio figlio in un'altra classe dove l'insegnante, a conoscenza del mio problema, mi da una mano. la mia richiesta può essere accolta? oppure devo restare al volere della Dirigente?
    grazie, in attesa di una sua risposta. Rosy.

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    1. cara Rosy, in ogni scuola c'è una commissione apposta che forma le classi seguendo dei precisi criteri stabiliti da tutto il collegio docenti. Il "volere del dirigente", quindi è il volere di tutti i docenti di quella scuola. Direi che se non ci sono gravi motivi (e la presenza di un insegnante che dà una mano non è un valido motivo, semmai il contrario) la richiesta non verrà accolta.
      Quindi, se la richiesta non verrà accolta dovrà accettarla. Saluti!

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  74. Gentile professoressa Milani, sono un ragazzo di 18 anni e oggi ho ricevuto una nota scolastica assolutamente ingiusta, in un ora dove la prof. mancava e non c'era alcun supplente a tutelare la classe. La mia domanda è: può una professoressa di un'altra classe mettermi una nota nel registro? Aldilà del fatto che stavo solamente giocando a carte con gli amici senza fare rumore, il mio dubbio sta nel fatto che secondo me non può esercitare questo tipo di potere sugli alunni. Inoltre la classe, essendo scoperta, potrebbe reclamare contro la scuola in quanto so che è d'obbligo trovare un supplente. Aspetto la sua risposta. Grazie

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    1. Caro diciottenne che non si firma, la professoressa di un'altra classe può metterti benissimo una nota. Evidentemente avrete fatto confusione se è venuta a vedere. Tu dici che non hai fatto rumore e non stavi facendo altro che giocare a carte. Ma a 18 anni la scuola ti sembra il luogo per giocare a carte? e sei sicuro che non hai detto a lei qualcosa simile a quello che hai detto qui, e cioè "lei non può mettermi una nota"?
      Nelle scuole non ci sono soldi, caro ragazzo, e voi, invece di giocare a carte dovreste (soprattutto a 18 anni!) essere responsabili e aiutare gli insegnanti, magari ripassando, invece di giocare a carte o fare altro.
      Immagino che questa non fosse la risposta che ti aspettavi, ma spero che ci rifletterai sopra.
      Comportati bene! Ciao!

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  75. Buongiorno prof.ssa le scrivo cio' che sta accadendo a mia figli che ha iniziato la prima elementare.la maestra di matematica all'ora di uscita della scuola si oerava per la consegna dei bimbi alle mamme. Mia figlia era ancora in classe che metteva a postp i regoli. Rivolgemdosi a me la maestra mi faceva notare che martina nomostante fosse stata sollecitata piu volte npn era ancora pronta. Difronte a tutte le mamme era rossa in volto e alquanto scocciata dicendo che nn aapeva piu cosa fare con martina. Ieri alla correzione do un esercizio ha dettp alla bambina che io ero una tonta perche avevo capito male l'esercizio. Sono molto tentata di parlare con preside perche credo che questa maestra non sia adatta per l'insegnamento. Devo?

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    1. Cara Fabiana, non si preoccupi così tanto, Vada a parlare con la maestra e le esprima la sua preoccupazione. A me sembra che lei abbia paura che la maestra tratti male sua figlia e finisca per ingigantire quello che vede (la maestra rossa e scocciata). Legga il blog e vedrà le preoccupazioni che hanno le maestre: per esempio quella di essere sole a gestire classi numerose. Se una bambina tarda lei deve aspettare e da una parte ha una bambina in classe e dall'altra tanti altri bambini che scalpitano per uscire.
      Quanto alla frase "tua mamma è tonta" stento davvero a crederci. Stento a crederci perché è talmente grave che credo che a nessuna maestra verrebbe in mente di dire una cosa del genere. Non dimentichi che la bambina è molto piccola e - si sa- possono attribuire alla maestra parole che non ha detto.
      Lei sembra decisamente prevenuta. Le consiglio di riflettere su questo e di chiarire le cose con la maestra. Non vada assolutamente a parlare con la preside per una cosa del genere. Siamo solo all'inizio del percorso e se si comincia così quella che ne risentirà sarà la bambina. Mi faccia sapere!

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  76. Sono un ragazzo di 16 anni e stamattina mi sono sentito male, la proff della prima ora mi ha fatto andare in bagno e anche a telefonare ai genitori; sono uscito a vomitare tra la prima e la seconda ora, nella quale avevo una verifica. Entro in classe e la professoressa mi dice che devo rimanere fuori tutta l'ora, allora torno in bagno e continuo con i miei fastidiosissimi momenti di rigurgito. Volevo chiedere se si può mandare fuori un ragazzo perché c'è una verifica?
    Grazie in anticipo.

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    1. Caro ragazzo, non sei stato mandato fuori perché c'era la verifica, ma perché eri malato. Il vomito può essere sintomo di gastroenterite virale, per esempio, e l'insegnante ha il dovere di proteggere gli altri alunni, oltre a te. Ma anche se non si fosse trattato di una malattia infettiva, ti sembra ragionevole far fare un compito in classe a un ragazzo che vomita?
      Su, Alessandro, non lamentarti! Farai la verifica un altro giorno!
      (ti ho risposto anche se in questi giorni non rispondo più! :-))

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    2. Grazie mille per la risposta.
      Mi ha chiarito le idee.

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  77. Gentile Dott.essa mi chiamo Lucia e sono una supplente in una classe terza primaria, mi e' capitata una classe in cui alcuni bambini, quattro su 24 alunni agiscono quotidianamente con provocazioni e poi risposte fatte o da prese in giro o da risposte più aggressive. Un pomeriggio uno di questi bimbi che ha spesso reazioni nervose buttando tutto in aria, voleva ritornare in bagno dopo esserci stato da poco, vedendo passare un alunno di un altra classe violento col quale spesso in bagno litigano e usano violenza ho deciso di accompagnarlo e lasciare la classe al bidello. Tornando ho sentito una bimba urlare che un altro compagno l'aveva presa in giro e poi mi voleva strozzare. Lui negava ed io sentivo lei urlare potentemente per cui li ho presi per mano e portati dai bidelli in modo che facessero la pace e si chiedessero scusa e calmassero. Il giorno dopo la dirigente mi convoca dicendo di lasciare l'incarico per incompetenza perché avevo abbandonato la classe e incapace di gestire una situazione di forte violenza. Questa situazione per la classe si protrae dall'anno scorso ed io non c'ero. La mamma mi accusa di non aver preso provvedimenti per questi atti di grave violenza su sua figlia che ora e' a casa perche' ha paura della maestra e delle violenze dei compagni, e' in una situazione di shock. Io sono esterrefatta. Cosa posso fare?

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    1. Cara Lucia, purtroppo lasciando i bambini soli sei passata dalla parte del torto. La dirigente teme le grane che possono venir fuori e perciò cerca di mettere in salvo se stessa abbandonando te e la tua inesperienza. Rivolgiti al tuo sindacato, perché ti dia assistenza legale.! Fammi sapere (e non lasciare mai più i bambini soli, per nessun motivo!)

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  78. Gentile Professoressa mi chiamo Laura e ho una figlia di 11 anni che frequenta la prima media. Volevo chiederle un parere riguardo il modo di fare di un insegnante (ed.tecnica) di mia figlia, in breve durante le ore di disegno mette soggezione a mia figlia in continuazione ripetendole di muoversi, di sbrigarsi, di svegliarsi per non parlare dell'ultimo episodio, non riusciva a fare un disegno e questa insegnante davanti a tutta la classe si è rivolta a mia figlia dicendole ad alta voce " ci sarà da ridere quando faremo grafica ci sarà il circo con te", mia figlia ovviamente non risponde a malo modo anzi non ha nemmeno il coraggio di risponderle proprio quando le urla contro, però di conseguenza si agita, inzia a non capirci più nulla, le sale il nervoso e sbaglia in continuazione. E' giusto un comportamento cosi nei confronti di un alunno che magari ci mette quei due minuti in più a capire come misurare o come tracciare un disegno?

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    1. cara Laura, ci sono insegnanti che trattano male gli alunni, ma molto spesso usano soltanto delle frasi scherzose per vedere se l'alunno lento, o chiacchierone, o scomposto capiscono il loro errore. Non so quale sia il caso di questo insegnante perché non sono lì in classe. E neanche tu. Ma quello che è chiaro è il fatto che tua figlia vive male il tono del professore e quindi credo che dovresti andare da lui e dirgli che la bambina rimane male e si agita se lui gli mette fretta. Senza accusarlo, come fanno certi genitori.
      Fammi sapere, Laura.

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  79. Grazie mille le farò sapere sicuramente perchè prossimamente ho un colloquio con questo insegnante, comunque tengo a precisare che quando urla nel dirle muoviti, in continuazione, le sottolinea che lui ( il prof) non ha tempo da perdere perchè è preso indietro con il programma e se da retta a mia figlia gli altri rimangono indietro, di nuovo la ringrazio. Distinti saluti.

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  80. Gentile professoressa sono un genitore in bambino di 6 anni che frequenta il 1 anno della scuola primaria. Mio figlio è seguito da una psicomotricista (spero si dica così) in quanto pur essendo ad un ottimo livello cognitivo (intelligente) deve recuperare sul piano emotivo e talvolta ha difficoltà nel crescere e diventare "più grande" (con comportamenti talvolta da bambino più piccolo). Premesso che è seguito da specialisti (siamo genitori aperti ed abbiamo sempre accettato consigli dai docenti) da più di un anno per favorire il suo riallineamento. Il suo insegnante oggi mi ha chiamato chidendomi di andare a prendere il bambino in quanto non voleva fare i compiti e quindi si è seduto su una panchina fuori. La maestra non potendo gestire un bambino (ne ha altri 25) fuori dalla classe e non avendo avuto riscontri da lui alle sue intimazioni a rientrare in classe e star seduti mi ha fatto chiamare per riprendere il bambino. Inizialmente ho pensato è per fargli capire che ha sbagliato (forma punitiva), poi quando mio figlio chiedeva mille volte scuse ed è scoppiato a piangere perché voleva andare a scuola a "lavorare" diceva. Ma è prassi (non dico legale perché secondo me non lo è) far riprendere il bambino semplicemente perché in quel momento non faceva quello che si è detto? o anche semplicemente far prendere un bambino dai genitori non è controproducente e diseducativo per un bambino timido che già fa fatica ad integrarsi ed ora i bambini lo vedono come una persona che disturba?

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  81. CARA PROFESSORESSA PUO UN INSEGNANTE DI SCUOLA SUPERIORE FOTOGRAFARE UNO STUDENTE ALLA LAVAGNA DOPO CHE LO STESSO HA FATTO UN ESERCIZIO ERRATO , COSI FARLO DERIDERE DALL'INTERA CLASSE?

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    1. Caro Anonimo (metti una firma!), sei il ragazzo fotografato? O invece sei il genitore? Cambia molto...Fammi sapere!

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  82. Buon giorno, mi chiamo Domenico sono un'insegnante di scuola media da circa 20 anni. Nella mia scuola c'è un regolamento di disciplina che stabilisce che dopo 3 note gravi sul registro di classe si deve procedere alla sospensione dell'alunno. Secondo il mio modesto avviso questa pratica è fortemente inflazionata e si ricorre spesso a questo per la nota. Nella mia scuola c'è una collega con gravi problemi psicologici che hanno portato per un certo numero di anni al suo allontanamento dall'insegnamento. Al rientro ha riempito il registro di note di condotta rispetto alle poche note dei colleghi e di conseguenza nel consiglio di classe con il mio voto contrario hanno sospeso i ragazzi. In un'altra prima della stessa scuola pur essendoci i requisiti delle note si è pensato di non sospendere immediatamente ma di avvertire i genitori che un eventuale nuova nota avrebbe solo a quel punto provocato la sospensione . Chiedo cosa il sottoscritto può fare per eliminare questa difformità di comportamenti nella scuola considerati dal sottoscritto estremamente ingiusti e diseducatici considerando di averne dato comunicazione al Dirigente?

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    1. Caro Domenico, abbiamo tutti dei colleghi che riempiono il registro di note disciplinari e causano la sospensione dei ragazzi. A questo punto tu, o il coordinatore della classe dovete proporre di discutere il problema in consiglio di classe. Stabilite in quali casi si può scrivere sul registro e in quali altri non si può e si deve scrivere sul diario. Bisogna imparare a parlare apertamente. Se il dirigente non fa nulla prendete posizione in Consiglio di classe. Esiste per questo.

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    2. Grazie per la risposta data ma in questo caso la collega di cui parlavo è pure la coordinatrice. Pensavo a questo punto di informare anche i genitori della difformità di trattamento dei ragazzi perché ciò è inammissibile, unitamente ad una lettera protocollata al Dirigente. grazie in ogni caso

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    3. No, informare i genitori che non hanno competenze specifiche non è utile e può, anzi, creare altre tensioni. Dovete parlare in consiglio di classe: la coordinatrice non comanda, coordina semplicemente la seduta. Mettete tutto a verbale.
      Ciao, Domenico.

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  83. Vorrei sapere se è lecito dare un voto negativo ad un alunno continuamete distratto, mentre si svolge una lezione. Grazie da Pasquale

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    1. caro Pasquale sei l'alunno distratto? il professore che dà il voto negativo? il genitore?
      Fammi sapere....

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  84. buon giorno sn una mamma di un bimmo che frequenta la prima elementare,oggi all'uscita mio figlio nn c'era la maestra mi ha detto che era rimasto in classe per finire un compito , era da solo lo poteva fare grazie

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    1. Non lo poteva fare, ma lo avrà affidato senz'altro a una bidella.
      Perché non glielo ha chiesto subito alla maestra? Magari glielo avrebbe spiegato! Saluti!

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  85. salve sono Sandro volevo delle informazioni su delle responsabilità, sono un insegnante delle scuole medie nel cambio d'ora attendo piu di 10 minuti l'insegnate successivo che ritarda dato che dove andare in un'altra classe dico al collaboratore scolastico che la classe era scoperta lui mi dice che ci stava andando ma non ci và succede che un ragazzo si fa male. le responsabilità su chi cadono?
    grazie cordiali saluti

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    1. Sei responsabile tu perché non puoi dimostrare di avere chiesto al bidello di controllare la classe. Che cosa significa "che ritarda dato che dove andare in un'altra classe"? Chiederei al collega di essere più veloce nel cambio. Se fossi in te segnalerei per iscritto al dirigente il comportamento del collaboratore scolastico, perché è tenuto a controllare la classe. Se la cosa dura, e se il collega si attarda perché per esempio va a prendere un caffè, magari lasciando al suo posto un bidello, segnalerei per iscritto il problema al dirigente chiedendogli come devi comportarti. Su queste cose non si scherza. Se succede qualcosa i problemi sono grossi.

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  86. Cara professoressa vorrei sapere se è possibile mettere un 3 durante una spiegazione ? Praticamente è succeso che durante una lezione io e delle mie amiche non stavamo ascoltando e il professore ci ha chiesto di spiegare l argomento di cui stava parlando e noi non siamo riuscite a dirglielo perché stavamo parlando e lui ci ha messo 3 !! Siamo consapevoli di aver sbagliato ma volevamo sapere se è giusto legalmente quello che ha fatto il professore !

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    1. Cara Anonima (perché non hai messo un nome?), credo che avreste dovuto stare attente invece di parlare. Se vi avesse messo 3 senza chiedervi nulla non sarebbe stato giusto. Ma se ha voluto verificare se avevate capito (e ascoltato) quello che stava spiegano mi pare che sia proprio una verifica regolare.
      Se fossi in voi, invece di chiedervi se è giusto quello che ha fatto il professore, mi chiederei se è giusto quello che avete fatto voi. Parlare mentre il professore spiega - dovreste saperlo - è una mancanza di rispetto. Riflettici.
      Non era quello che avresti voluto che ti dicessi, ma è quello che penso e mi piace essere sincera :-)
      Ciao!

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  87. Gentile Professoressa , sono il padre di un alunno di prima media il quale da un po' si lamenta del fatto che alcune professoresse , in base al regolamento di istituto che impone , loro dire , che non si può usufruire del bagno più di una volta dopo la ricreazione , non viene mandato quando ne chiede il bisogno . Le Professoresse ci chiedono di fornire certificazione medica , ma mio figlio non è affetto da alcuna patologia ma trattasi di soggetto molto emotivo . Mio figlio ammette che nella giornata scolastica lo chiede per due e avvolte 3 volte perché ne sente la necessità . Preciso che anche quando e a casa va spesso al bagno , come devo comportarmi ? e legittimo che un istituto proibisca di andare più di una volta la bagno se non su richiesta di una certificazione medica ?

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    1. Caro Padre (manca la firma), questa è la storia di quel cartello che c'è in certi negozi: "per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno". Immagini se in una classe di 28 alunni uscissero tutti. Lui chiede di uscire tre volte. Perché non va in bagno durante l'intervallo? Oppure significa che va in bagno cinque volte per mattina? A scuola c'è l'intervallo, per andare in bagno. e questo per evitare la coda di alunni che chiedono di uscire: ,Molti perché vanno a fare un giretto; o anche perché durante l'intervallo non ci vanno. Qualsiasi cosa stiamo facendo (spiegare, interrogare, fare degli esercizi) quando un alunno è in bagno la perde.
      Allora: se diciamo (tutti in tutte le scuole) di portare un certificato medico è per evitare la fila di alunni che chiede di uscire dalla classe senza motivo. Credo che anche gli insegnanti di suo figlio tengano conto dell'eventualità che il suo bisogno sia reale. Ma sono costretti a chiedere il certificato per evitare di dire a suo figlio sì e a un altro no.
      Chieda al suo medico di fare un certificato che dica che il bambino ha bisogno di uscire più volte durante la mattinata.
      Saluti

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  88. Grazie professoressa quindi , mi sembra di capire che ad un alunno che non ha patologie per cui un medico non è obbligato a fornire alcun certificato medico ma , che sia un alunno più sensibile ed emotivo è lecito impedirgli un esigenza fisiologica per colpa di altri alunni che ne approfittano per vari motivi . Segno che il mestiere ha la sua complicanza per il numero di alunni che affollano una classe ma anche segno , a mio parere , di una conoscenza superficiale di ogni singolo alunno per cui si ricorre alla rigida regola posta in essere .

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    1. Caro Padre (di nuovo non ha messo una firma), no, non ha capito. lei parte dal presupposto che suo figlio chieda di uscire sempre perché davvero è necessario. Le ho spiegato perché gli insegnanti devono chiedere un certificato medico, ma l'unica cosa che ha capito è che gli insegnanti hanno "una conoscenza superficiale di ogni singolo alunno per cui si ricorre alla rigida regola posta in essere. ". La mia risposta, quindi, è stata perfettamente inutile. Un'emotività così forte da fare andare in bagno suo figlio per cinque volte (do per scontato che ci vada anche durante l'intervallo perché altrimenti il suo discorso cade) probabilmente giustificherebbe un certificato medico.
      saluti

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  89. Gentile professoressa io vorrei sapere se é possibile che un'insegnante metta una materia sotto anche avendo la sufficienza in caso non mi presenti all'ultimo compito!! Saluti Lara

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    1. Cara Lara, direi di sì. Se non ti presenti significa che rifiuti il compito. Ma credo che quando ti presenterai ti farà fare un compito di recupero.
      Ma che comportamento è quello di non presentarsi?
      Studia!

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  90. Salve professoressa,io ho scritto in un tema per le vacanze la frase "manda le dei messaggi" e vorrei sapere se è giusto com'è scritto...

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    1. Hai scritto "manda le" invece di "mandale". te lo hanno corretto e non sei convinto?

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  91. Cara professoressa,
    sono un'insegnante di scuola primaria da ormai tanti anni.
    Da quest'anno nel mio team è stata inserita una collega che non è all'altezza del suo compito: entra in classe dicendo ai bambini di fare quello che vogliono, ma non disturbare; non porta avanti il programma; afferma di non riuscire a fare lezione perchè i bambini non la ascoltano; passa il tempo al telefono, dicendo che è il tablet con cui fa lezione; più di una volta ha "dimenticato" in classe un alunno; non dà ascolto ai bambini e questi si lamentano dicendo che lei di loro "se ne frega". Con lei i bambini si comportano in modo scorretto, non vengono sorvegliati o ripresi.
    In altre scuole ha avuto questi stessi problemi, chiede spesso il trasferimento.
    I genitori hanno colto la situazione fin dalla prima assemblea di ottobre: le hanno chiesto di segnalare loro se il figlio non ha un comportamento corretto, di spiegare i compiti assegnati per casa, di dare voti dopo opportune verifiche...; hanno scritto una lettera al dirigente, firmata da 20 famiglie su 22. Non è servito a niente, spesso la collega chiama una di noi perchè ristabilisca la disciplina.
    Cosa si può fare? Possibile che si debba lasciare dei bambini in mano ad una persona che non è capace e non ha voglia di insegnare?
    Le altre docenti del team non hanno problemi nel fare lezione, ma hanno grandi difficoltà nel mantenere un clima sereno e nel far sì che i bambini e le famiglie non perdano fiducia nella scuola e negli insegnanti.
    Grazie per l'aiuto, maestra Gianna

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    1. Cara Gianna, purtroppo questo è il tipo di insegnante che getta discredito sulla nostra categoria. L'unico che può in qualche modo intervenire è il dirigente, anche se può fare poco.
      Il telefono è vietato, come puoi leggere qui
      http://archivio.pubblica.istruzione.it/normativa/1998/cm362_98.shtml
      Stampalo e faglielo leggere. Quando vi coordinate, parlatene apertamente con lei (mai davanti ai bambini). In un team si deve decidere insieme quale atteggiamento è meglio tenere e quali e quali messaggi trasmettere ai bambini.
      Mi chiedo: ha passato l'anno di prova?

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  92. Grazie della sollecita risposta.
    Ha passato due anni fa l'anno di prova nonostante la sua fama (io ero nella commissione ed ho votato contro, ma sono stata l'unica, accusata di volerla far licenziare).
    Il dirigente ci chiede di contenere genitori e bambini, ma non se ne può più.
    Esiste un altro modo? Un ispettore o simili?
    Grazie ancora, Gianna

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    1. Ecco che cosa accade nella Scuola italiana. Esiste la possibilità di fermarla prima che entri ma, in nome del "non vorrai farle perdere il lavoro?" entrano tutti. L'ispettore, se venisse, chiederebbe ai tuoi colleghi e loro direbbero che sei esagerata.
      Mi dispiace, ma non conosco modi efficaci.

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  93. Ho dimenticato di aggiungere che parliamo sempre con lei dei problemi di gestione della disciplina e della didattica, ma è un muro di gomma: nega di avere problemi, dà dei bugiardi ai bambini ed ai genitori, poi afferma di non riuscire a fare lezione ed di aver paura nel portare i bambini a mensa, perchè non la ascoltano; chiude il discorso dicendo che in quanto insegnante deve essere rispettata.
    Quando va in classe accusa i bambini di raccontare bugie alle altre maestre ed ai genitori; alcuni bambini si sentono in colpa o danno la colpa ai compagni, ti lascio immaginare quale clima si venga a creare.
    Per fortuna fa molte assenze, quando ci sono le supplenti i bambini sono tranquilli e da tutti gestibili.
    Ancora grazie, Gianna

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  94. Salve
    mi chiamo Gabriela e ho un figlio di 9 anni.Mi scuso per gli errori ma non sono italiana. Come ho scritto prima ho un figlio di nove anni e gia dalla prima elementare e stato mandato ripetutamente in punizione f
    a scuola fuori dalla porta. E sempre stato un bambino molto vivace ma molto intelligente, infatti e andato in prima elementare che sapeva scrivere e leggere e oggi e in quarta elementare e speso si anoia a scuola preche molto delle cose che insegna la insegnante lui le sa già...e molto curioso e gli piace leggere allora impara tante cose. Quando e anoiato invece di dargli qualcosa da fare loro lo mandano fuori in castigo. La fine di quest anno le maestre mi hanno detto che gli abbassato i voti per il suo comportamento. Possono comportarsi in questa maniera? Una altra cosa mio figlio non e un bambino agresivo, e un bambino molto educato unico suo difetto e che non riesce stare fermo. Cosa posso fare. La ringrazio

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  95. Salve mi chiamo Bettino sono il padre di un ragazzo di 14 anni ripetente che frequenta la seconda media quest'anno. Volevo sapere fino a che età la scuola ha l'obbligo di iscriverlo nella scuola media La ringrazio

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    1. Gentile Bettino, le hanno detto che non lo iscrivono per l'età? Mi spieghi meglio.

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    2. Buon giorno,no lo volevo sapere perché considerando la ripetenza stavo considerando se iscriverlo in una scuola serale o in un' altra scuola, anche per staccarlo da certe compagnie grazie

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    3. Gentile Bettino, le scuole serali sono per adulti. Cambiarlo di scuola? Perché? Direi che li deve pretendere da suo figlio che si impegni per essere promosso.

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  96. Salve professoressa,
    Le chiedo se da parte di un docente sia lecito dare una nota di demerito sul registro, ad un bambino di 11 anni beneficiario della legge 104. Premetto che le problematiche del bambino sono quasi esclusivamente legate alla sua fragilità ed insicurezza emotiva e all'ansia. Le motivazioni del docente, riportate anche sul diario sono state quelle di averlo ripreso più volte perché parlava, poi perché aveva nascosto per scherzo materiale scolastico ai compagni ed infine, perché a suo dire gli ha mancato di rispetto. Preciso che la mancaza di rispetto e' consistita in un sorriso, dovuto più al nervosismo di essere stato richiamato che ad altro. Mio figlio gode di 11 ore a settimana dell'insegnante di sostegno. Quando ha preso la nota dal professore, non vi era il sostegno perché non previsto.
    Resto in attesa di un suo graditissimo parere.
    Cordiali saluti!

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    1. Gentile Roberto, non posso rispondere alla sua domanda perché non conosco abbastanza la situazione. In linea di massima il fatto che abbia sostegno non significa che non gli si può dare una nota sul registro. Evidentemente il professore ha ritenuto che il bambino possa capire il significato di una nota. Per esempio stamani ho messo una nota sul registro a una ragazzina che ha sostegno, che in certi momenti (quando gli insegnanti non ci sono) offende i compagni o urla. So che sa non urlare e so che capisce il significato della nota. Ho ritenuto che possa aiutarla a capire che ci sono cose che non si fanno. Se lei fosse stato il padre della ragazzina, quindi, avrebbe pensato che non era lecita la mia nota?

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  97. Buongiorno professoressa,
    Innanzi tutto la ringrazio per avermi risposto.
    Inizio, partendo dalla sua domanda che mi ha posto nel finale.
    Credo che ogni situazione ha una storia a se, ed in base a questa poi dev’essere considerata e valutata , dall’alto delle proprie esperienze.
    Anche mio figlio è in grado di capire le cose giuste dalle sbagliate, ma non sempre riesce a farlo e pertanto a frenarsi, proprio perché la sua “disabilità” non glielo permette.
    La mia non vuole essere una giustificazione da padre offeso nell’orgoglio, o il tentativo di difendere il bambino, a tutti i costi, celandomi dietro la “ legge 104”. Siamo i primi (Io e mia moglie) a riprenderlo in continuazione quando eccede, ma nonostante ciò, il giorno dopo, siamo punto e a capo.
    Potrei scrivere pagine intere, spiegando tutte le sue fragilità, e problematiche:
    Tic nervosi, ansie, paure e disturbi ossessivi e compulsivi che lo portano in pensieri ansiosi e rituali che lui non riesce a controllare.
    Quando le ho chiesto se sia stato “lecito” dare una nota sul registro ad un bimbo, affetto da queste problematiche è proprio perché dietro c’è tutto quello che ho provato a descriverle.
    Se una nota o due possano servire, ben vengano, ma qui, c’è il rischio, secondo i parametri del professore di prenderne una, se non di più al mese, con la conseguente bocciatura per condotta.
    Purtroppo mio figlio ricadrà tante altre volte in quei sbagli non tollerati dall’insegnante.
    Premetto che scolasticamente, supportato, da noi genitori, e doposcuola, sta andando molto bene, anche con lo stesso docente di cui ho parlato.
    A breve chiederò un colloquio con gli insegnati per cercare di capire qualcosina in più e magari trovare una soluzione nel limite del possibile.
    Mi scusi se mi sono dilungato ma per penna non è sempre facile esternare in maniera sintetica il proprio pensiero.
    Cordiali Saluti!

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La professoressa Milani è una famosa professoressa italiana. Toscana, per la precisione. E' un'insegnante normalissima, come ce ne sono tante, nella Scuola italiana. Non è "una gran bellezza", ma nemmeno "una gran bruttezza". In qualche periodo c'è qualche chilo di troppo. O forse sembra a lei. Il sorriso, sì, è bello. Ma se si arrabbia la bocca diventa una lama tagliente e gli occhi azzurri si trasformano in ghiaccio grigio. Di lei potete vedere il ritratto che le ha fatto il famoso fumettista italiano Paolo Moisello, "Moise": hanno avuto la fortuna di conoscersi, parecchi anni fa, alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.

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