La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

SCRIVIMI

all'indirizzo

professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMArE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuti, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

INFORMAZIONI PERSONALI

La mia foto
La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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venerdì 24 febbraio 2012

“Non riesco a gestire la classe perché non ho armi”. 285°

Angela mi scrive:

“Gentile professoressa, innanzitutto grazie del suo blog, veramente prezioso per chi è alle prime armi e non solo.

Questo è il mio quarto anno di insegnamento, ho lavorato un anno sulla materia e i successivi sul sostegno. In questo mio percorso ho cercato di lavorare molto su me stessa: so che il mio punto debole è sempre stato il carattere, riservato e tutt'altro che autorevole, e mi sono ingegnata per trovare strategie che mi rendessero più sicura e non portassero le mie classi ad approfittarsene. Purtroppo la strada è ancora difficile; quando lavoro sul sostegno mi pongo sempre come insegnante della classe e cerco di interagire con tutti, per essere vista alla pari dei colleghi. Non sempre è così, e per i ragazzi mediamente sono "un gradino sotto".
L'incubo peggiore, quest'anno, sono le ore di supplenza per sostituire colleghi assenti in una delle mie due classi. Gli alunni sono tendenzialmente molto maleducati: si tratta per tutti della classica "classe difficile". I colleghi però riescono a tenere la disciplina (li vedo quando siamo in compresenza!). Se sono da sola tutto cambia. Proprio ieri sono uscita da un'ora infernale in cui supplivo un collega di una materia (francese) che non potevo svolgere al suo posto (non lo so). Mi ero preparata un'attività leggera da svolgere insieme a loro. Non c'è stato niente da fare: abbiamo iniziato faticosamente solo dopo mezz'ora di confusione generale, mezz'ora in cui ho provato a mettere in atto le strategie che tu ci insegni (mettersi sulla soglia, guardarli con severità, non urlare ma parlare a bassa voce in tono minaccioso, ecc). Risultato: la confusione diminuiva, ma i 3-4 bulletti della classe continuavano imperterriti e trascinavano nuovamente il resto dei ragazzi. Ho provato a ragionarci, dicendo che so come potrebbero comportarsi perchè li vedo silenziosi e seri in altre ore...tutto inutile. L'attività che avevo in mente si è svolta in un clima decisamente chiassoso. L'ho voluta continuare perchè interromperla sarebbe stato un evidente segnale di fallimento. So che ho sbagliato tipologia di attività (di gruppo; avrei dovuto puntare su qualcosa di più controllabile) e probabilmente non sono stata nemmeno coerente con il ruolo che avevo assunto all'inizio dell'ora (prima minaccioso, poi quasi interlocutorio). Il punto però è un altro, anzi, sono tre:
1- Nei momenti in cui la confusione prendeva il sopravvento, SAPEVO di non aver armi: rapporti? Sospensioni? Due dei ragazzi ne aspettano una per gennaio e nonostante questo si sono permessi di comportarsi come se niente fosse! Per loro è acqua fresca...mi sono sentita IMPOTENTE. Come fare per non provare più questa sensazione terribile?
2- Secondo te quest'ora ha compromesso definitivamente la mia immagine ai loro occhi? Insomma, è troppo tardi o posso recuperare?
3- Penso che in parte la mia difficoltà sia dovuta al mio ruolo di insegnante di sostegno: niente voti, attività di recupero...insomma, la crocerossina. O è una scusa con cui mi copro?
Spero in una risposta, perchè questa esperienza ha travolto bricioline di autostima conquistate a fatica in quattro anni. Grazie in anticipo e a presto.
Angela”


Cara Angela, capisco che stai impegnandoti, che hai letto il blog, forse anche il mio libro.

Non ti ripeterò, perciò, quello che hai già letto.

Faccio qualche osservazione che ti può aiutare. Tu scrivi:

- “mi ero preparata un'attività leggera da svolgere insieme a loro”: scusa, ma chi ti ha detto che l’attività deve essere leggera? Non so che cosa insegni, ma c’è sempre qualcosa di interessante da insegnare. “Interessante”, non “leggero”. Se una cosa è leggera è poco mpegnativa e perciò permette la confusione.

- “Ho provato a ragionarci, dicendo che so come potrebbero comportarsi perché li vedo silenziosi e seri in altre ore...”: sbagliatissimo! È come se tu avessi detto “I miei colleghi sono più bravi di me. Io non sono capace di controllarvi e lo ammetto”.

- “L'attività che avevo in mente si è svolta in un clima decisamente chiassoso. L'ho voluta continuare perché interromperla sarebbe stato un evidente segnale di fallimento.”: Sbagliato. Invece avresti dovuto interromperla subito e assegnare qualcosa di estremamente noioso, naturalmente scritto. Devi metterti d’accordo con i colleghi perché dicano che i tuoi voti valgono esattamente quanto i loro. Li scrivi su un quaderno/registro che ti comperi e compili davanti a loro. I ragazzi non sanno niente di queste cose. Un registro è un registro.

- “i 3-4 bulletti della classe continuavano imperterriti e trascinavano nuovamente il resto dei ragazzi”: i bulletti vanno individuati subito e devi fare in modo di coinvolgerli in cose pratiche. Devi, inoltre, essere quella che ESIGE e non quella che prega. Se tu ti convincessi che SEI un’insegnante come gli altri, che SEI degna di rispetto e che DEVONO rispettarti, ti uscirebbero altri sguardi e altri toni. Se hai letto il libro c’è tutta una parte su questo.

- “So che ho sbagliato tipologia di attività , di gruppo”: bene, lo sai. Il lavoro di gruppo, metodo stupendo, didatticamente utilissimo e molto apprezzato dai ragazzi, deve essere usato soltanto quando sei capace di gestire bene la classe. Non solo le classi difficili, ma anche le classi facilissime (se ne esistessero). Gestire il lavoro di gruppo è molto difficile anche nei consigli di classe e nei collegi dei docenti, come avrai constatato. Figuriamoci in classe.

- “Nei momenti in cui la confusione prendeva il sopravvento, SAPEVO di non aver armi: rapporti? Sospensioni?” e “Penso che in parte la mia difficoltà sia dovuta al mio ruolo di insegnante di sostegno: niente voti, attività di recupero”: le armi di un insegnante non sono né i rapporti né i voti né le sospensioni. Anzi, bisogna riservarli a casi gravi. D’altra parte, quanto ci mettono i ragazzi a capire che non accade nulla? Meglio non ricorrere ad un’arma a salve: finché non spari credono che sia caricata a pallottole vere. Lo hai detto anche tu: “Per loro è acqua fresca”. Le armi sono tutte quelle di cui ho parlato nel libro e nel blog: hai letto tutto? Le armi sono sostanzialmente tre: far sentire (non “dire”) che ti interessi davvero di loro; essere preparati e quindi interessanti; essere capaci di stupirli.

- “è troppo tardi o posso recuperare?” : non lo so, Angela. Vale quello che ho scritto in questo post .

Spero di averti aiutato. Fammi sapere, e non ti arrendere!

martedì 21 febbraio 2012

“Mi picchia, ma lo amo ancora tanto”. 284°

Una Ragazza anonima mi scrive:

"Ciao sono una ragazza di 29 anni che si è ribellata dopo mesi ad un fidanzato padrone e l'ho denunciato. come ogni storia all'inizio era tutto rose e fiori e dopo che sono rimasta in cinta è cambiato tirando fuori il suo vero carattere. all'inizio era solo geloso, poi ha cominciato a plagiarmi mentalmente del tipo che lui poteva fare tutto ed io niente e se mi facevo sentire mi faceva passare per pazza x via degli ormoni della gravidanza, mi ha allontanato da amiche e parenti, voleva che non avessi un sociale, ed io stupida per non agitarmi per paura che ne risentisse il feto glielo assecondavo... purtroppo più andavo avanti e più vivevo un incubo... cominciava a criticare tutto ciò che facevo come se fossi un idiota... sembrava avesse 2 personalità c'era il lato di lui di cui mi sono innamorata che era dolce e premuroso, l'altro freddo e cattivo... passavano i mesi nel frattempo è nata la bambina e invece di farmi stare serena per allattarla in tranquillità era sempre una lite, la presenza di mia madre non era gradita anche se veniva quando ero sola per darci una mano, era un problema anche poter comunicare, se non eri d'accordo con lui o dicevi la tua erano botte... è stato perdonato per le bugie, per le cattiverie verbali e anche per gli schiaffi e calci, per l'amore provato ma non cambiava anzi era sempre peggio... adesso sono passati 4 giorni, lui manda sms di promesse di cambiare, ma io non ci credo più, ed ogni volta che lo fa il mio cuore soffre, vorrebbe credergli e avere la certezza che stavolta è vero, sarebbe bello soprattutto perchè l'amore per lui era ed è tanto altrimenti una figlia non l'avrei mai fatta con lui... ma lui ha rovinato tutto... adesso sto male perchè nonostante tutto lo penso, mi manca la parte bella di lui, mi manca il padre di mia figlia... ma proprio per lei mi sono fatta coraggio e l'ho cacciato... però adesso ho tanto bisogno di aiuto perchè il livido più grande è nel mio cuore... e vorrei sapere come fare a dimenticarlo... non mi vergogno di dire che lo amo ancora tanto ma lo detesto per essersi comportato così rovinando la nostra famiglia..".

Cara Ragazza anonima, come ho scritto in un altro post , "della violenza sulle donne è intrisa ogni parte del mondo. Anche l’Italia."

Ti chiedi (e mi chiedi) come fare a dimenticarlo. Prima chiediti se vuoi dimenticarlo. Tu non vuoi, per questo non ci riesci. Quindi, prima di tutto - te lo ripeto - chiediti se vuoi dimenticarlo. Chiedi a te stessa se vale la pena di sacrificare la tua vita. Chiediti se vale la pena rischiare che, quando la bambina sarà più grandicella, possa diventare anche lei l'oggetto delle violenze di tuo marito quando è "freddo e cattivo". Pensa ai danni che questo tipo di atteggiamento può recare a tua figlia. Pensa ai danni che provoca, dell’educazione, il passare continuamente (e inspiegabilmente, per la bambina) dall’essere trattata con dolcezza e poi con violenza, poi con dolcezza, poi di nuovo con violenza. È fra i sistemi educativi più dannosi, perché crea confusione, senso di precarietà dal punto di vista affettivo e, di conseguenza, problemi psicologici.

Pensa al dolore che provoca questa vita a te, a tua madre, agli amici e ai parenti che lui ha allontanato da te. Pensa se vale la pena di vivere senza amici e persone che possono starti vicine quando ne hai bisogno, solo perché lui non vuole. Pensa che lui non vuole, perché ti vuole completamente indifesa. Per poterti dominare come vuole. Perché vuole che tu sia la sua schiava, un oggetto di sua proprietà.

Poi pensa se ti sembra che la dolcezza che ricordi esiste davvero o se è solo il ricordo del passato che non vuoi vedere svanire.

Non ti devi vergognare se lo ami ancora. È lui che fa in modo che tu non possa dimenticarlo, togliendoti tutte le alternative. Lo fa per non perderti. Non perché ti ama, non perché vuole cambiare – come dice -, ma perché sa come giocare con te per farti perdere il coraggio di lasciarlo. Non ti ama, cara Ragazza, te lo devo dire, anche se mi dispiace. Non è amore quello di chi ti picchia (anche solo una volta). Non è amore quello di chi ti rende la vita un incubo.

“Voler bene” significa “volere il bene”. Non è il suo caso.

Probabilmente anche lui ha dei grossi problemi. Ma tu devi salvare te stessa e la tua bambina. Non si può pensare di salvare un uomo violento, un tossicodipendente, un alcolista, con la forza dell’amore. Ci vogliono degli specialisti. E molto bravi, anche.

Però, Ragazza, io non sono una psicologa. Ti serve anche l’aiuto professionale di uno psicologo o di uno psicoterapeuta. Quando avrai deciso, contatta anche tutti i tuoi vecchi amici e chiedi il loro aiuto. Chiedi che ti stiano vicini e che proteggano te e la tua bambina con la loro presenza. Perché una tigre a cui si toglie la preda può diventare pericolosa.

Ti auguro di prendere la decisione giusta. Ti auguro ogni bene. Fammi sapere, Ragazza.

lunedì 20 febbraio 2012

SETTANTAMILA VISITE AL BLOG!

Grazie a chi legge assiduamente il blog!
Sono state superate le SETTANTAMILA (!!!!!) visite!
Spero di rimanere sempre all'altezza del vostro interesse :-)

domenica 19 febbraio 2012

AVVISO per chi mi scrive

Cari lettori, dato che le visite al blog hanno superato il numero di 70.000, potete immaginare che le mail e le domande che ricevo sono molte, sempre di più, e non riesco più a rispondere a tutti. Almeno non in tempi brevi. Soprattutto perché quando rispondo lo faccio meglio che posso e non con dei botta e risposta che non servono a nulla. Aggiungete il fatto che più volte non seguo l’ordine di arrivo, perché qualcuno mi sembra più in difficoltà degli altri e allora rispondo subito. E anche che ci sono parecchi che mi fanno domande alle quali ho già risposto nel blog o nel libro, e quindi passano in priorità meno alta.

Vi chiedo perciò

  1. di avere pazienza e di scusare i miei ritardi, che non sono causati da mancanza di attenzione.
  2. di leggere le risposte che ho già dato sul blog
  3. di leggere il libro, perché se vi suggerisco di comperarlo non è perché voglio vendere come fanno quelli che vanno in televisione, ma perché l’ho scritto perché possiate avere un vero e proprio corso di sopravvivenza o vademecum per l’insegnamento.
  4. di scrivermi di nuovo, se vedete che passa il tempo e non rispondo.
  5. di indicarmi, alla fine della mail, quanta urgenza avete di avere una risposta (urgenza legata al vostro disagio), dando un puntegio da 1 a 10 (sembra una sciocchezza, ma mi può aiutare).

Grazie!


mercoledì 15 febbraio 2012

L’Italia sembra il paese degli idioti. Terza parte. 283°

Un’altra prova di idiozia diffusa è la reazione che moltissimi italiani hanno avuto alla frase di Mario Monti “i giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia!”.

Se l’idiota è uno che “non capisce o fa finta di non capire una situazione”, il non capire o il fingere di non capire che Monti non voleva dire che il posto fisso era monotono rispetto alla disoccupazione è un perfetto esempio di idiozia. Il fingere di non sapere che i cambiamenti continui del mercato del lavoro– e non da oggi, ma da molti anni – consigliano di scegliere percorsi di studio che permettano di riciclarsi più volte nella vita è da idioti in malafede.

Ai miei alunni lo dico da anni, che devono studiare qualcosa che permetta loro di essere preparati ai cambiamenti. Che cosa ha detto di diverso, Monti? Quello che deve essere fisso è il lavoro non il posto fisso nello stessa azienda per tutta la vita. Si deve avere un lavoro e poi, se necessario, cambiare, secondo le esigenze del mondo del lavoro. Non dipende la Monti questa situazione. Monti ha detto una semplice verità. E ha espresso tanti altri concetti. Ma la gente ha reagito come se avesse detto soltanto che ad avere il posto di lavoro fisso ci si annoia mortalmente, e facendo anche di tutta l’erba un fascio, ha attribuito a Monti anche le frasi dette dal governo precedente. Gente che non capisce o fa finta di non capire una situazione, appunto.

Copio e incollo:

“Comincino lor signori a staccarsi dalle loro poltrone e vadano a cercarsi tramite concorsi, invio di centinaia di curriculum, inserzioni a vuoto, a darsi da fare per tirare a campare solo per pagare le tasse. È bello parlare e sentenziare , dare dei bamboccioni, dare degli “sfigati”, loro ci stanno riempendo solo di comportamenti vomitevoli e non posso continuare perchè sarei sicuramente censurato.”

“..perché non ci danno loro dimostrazione di questa “monotonia” e non si levano di torno cercando altro? su queste cose dovrebbero solo vergognarsi e avere il buon cuore di stare zitti!”

“e come dovrebbero fare a cambiare se il lavoro non ce l’hanno????
devono sono vergognarsi!! siamo caduti dalla padella alla brace. Che schifo!!!”

“Il posto fisso diventa obsoleto? ma cosa dice monti, semmai questo porta stabilità …”

“allora 3 mesi quà, 3 mesi là, 3 mesi giù, 3 mesi sù, e via dicendo,il professorino dai modi gentili non ha la minima idea di quello che vuol dire sbattersi per cercare un lavoricchio, tanto lui ha la sua poltrona ben salda da anni, i giovani e non, non sono numeri, e non possono essere trattati come tali,poi la frease “che monotonia il posto fisso” è agghiacciante, si sà che il posto fisso ti dà la possibilità di crearti un futuro, come è stato fino ad ora,ma questo a monti non interessa perchè ha una visione della vita vista”da benestante” e lui e i suoi simili non hanno la minima conoscenza del vivere delle persone modeste o normali, che anche questo pseudoprofessore dai modi gentili nè capisce sì di tecnica economica,ma lasci perdere tutto il resto perchè è estremamente ignorante e non è in grado di comprendere la fenomenologia del vivere quotidiano dei lavoratori e dei pensionati(gli unici che sono stati bastonati sonoramente)ma a lui forse questo no gli interessa minimamente,mi sembra ormai più che lampante.”

“Quello che dice il lord Monti è vomitevole”

“Voglio cambiare, posso diventare presidente del consiglio? mi bastano una decina d’anni per mettere da parte un pò di soldini tanto siamo abituati a vivere con poco così dopo posso campare per un pò in attesa di ricollocazione lavorativa! quante ca…te si dicono. Ma i figli del caro sig. Monti dove lavorano? hahahahahaha ridiamo che è meglio”

“da “male in peggio” …. incredibile !!!! ma da quando si sostengono certe teorie ? “la sicurezza del posto di lavoro è deleteria” ????? ma chi esprime tali pensieri lo dice convinto oppure per prendere per i “fondelli” il popolo italiano???”

“ecco l’ennesima sortita che cade come un macigno sulla testa dei giovani. A buttarla sulla testa è prorio questo qui, dall’alto del suo esagerato potere che tanto-i-soldoni-suoi-non-gliegli-toglie-più-nessuno-per-tutta-la-vita-alla-facciazza-del-posto-fisso-che-monotonia-bisogna-abituarsi-a-cambiare. ha gia’: leggo bene “i giovani devono abituarsi a cambiare”, e si, mica lui no? …

bene, avrei una domanda sebbene retorica per il professor Monti: professore, noi
siamo italiani….ma lei chi è?”

"Perché pagare le tasse ad uno Stato i cui rappresentanti trascorrono le giornate a rompere le scatole alle varie categorie? Perchè noi avvocati dovremmo pagare le tasse se ci create tanti problemi e ci costringete con le vostre leggi a contiunui aggiornamenti tanti da non avere tempo per lavorare? Amici, siamo in tanti, organizziamo una bella manifestazione a Roma prima che questo incompetente riduca il Paese a pane ed H2O..."

"Il posto fisso monotono? Si, certo, “magari a 30 anni” quando si è giovani, dinamici ed "interessanti" agli occhi delle varie compagnie...Ma a 50, 60 anni? Cosa dovrebbe fare uno a quell'età? Cercare qualche azienda che lo assuma? Impresa quasi o del tutto impossibile …"

“tutto quello che stai facendo a questo paese non cambierà uno stato di fatto: sei un vecchio babbione. Inizio a pensare che la morte sia l'ultima forma di democrazia e il fatto di potervi vedere cadere in decomposizione l'unico lusso di essere giovani in questo paese di merda.

“e bravo Monti….ma per darci l’esempio come mai non ha rifiutato la nomina di senatore a vita????”

“crepa monti. io non ti ho eletto. e nessuno aveva il diritto di mettere il tuo culo faccido li dove sei. solo il popolo ITALIANO ha il diritto di farlo. elezioni e referendum. vergogna massone .. io ti faccio il malocchi piu nero . a te e le tua famiglia.”

“Monti mi fa soltanto venire il vomito, perchè quello che dice e quello che ha in mente di fare per l’italia è soltanto una sanguinaria prospettiva….le persone come lui andrebbero seriamente punite in quanto stà concordando in sieme a tutti i suoi colleghi politici per una distruzione di massa dell’italia…”

“C’è poco da commentare se non dire che credo che una frase del genere non possa uscire che dalla bocca di uno stronzo o di un deficiente o più probabilmente di uno che ha tutte e due le caratteristiche”.

“vergognati , sei andato al governo senza che nessuno ti ha votato . democrazia o dittatura ??????”

“I miei complimenti al ladro Mario, spero che tu ti dimetta il primo possibile perche' stai dando solo problemi VERGOGNATI!!!”

E così via. Se ne trovano a bizzeffe di frasi come queste. La gente parla senza sapere e senza capire. Chiunque si crede più preparato e intelligente di Mario Monti. Tutti si nascondono dietro l’anonimato (o creduto tale) di internet e si permette di vomitare odio, di lanciare maledizioni e di esprimere giudizi gravemente offensivi e fortemente qualunquisti.

Questa è l’Italia nella quale vivono i nostri figli e i nostri alunni. Un’Italia dove qualsiasi idiota può urlare le sue idiozie.

Un tempo chi non sapeva niente si vergognava e taceva. Adesso urla stupidaggini credendosi un esperto perché non solo nessuno gli dice, semplicemente, “ma stai zitto! ma che cosa ne vuoi sapere, tu?”, ma addirittura viene interpellato per esprimere in televisione la sua insulsa opinione. I passanti vengono intervistati per spiegare, indifferentemente, secondo le esigenze del momento, che cosa ne pensano della crisi o del freddo o dell’aumento del prezzo delle ciliegie.

Basta vedere l’esercito di opinionisti del programma “Forum”, per capire che cosa intendo.

Persone intelligenti che amate l’Italia, svegliatevi! Ribellatevi agli idioti! Rispondete per le rime, difendete l’intelligenza e l’onestà. E non, come fate, spiegando con logica e ragionamenti, perché gli idioti non capiscono i ragionamenti. Le loro non sono opinioni frutto di ragionamenti ponderati, ma semplici frasi ad effetto che non hanno nulla dietro. Ben venga il dibattito, ben vengano le idee, anche in contrasto con le nostre. Purché siano il frutto di riflessioni.

È ora di finirla con la stupidità imperante.

È ora di finirla di sopportare.

Spero davvero che il presidente Mario Monti non si stanchi di questa Italia che sembra il Paese degli idioti, e continui a cercare di tirarla fuori dalle sabbie mobili nelle quali altri l’hanno fatta cadere.

L'Italia sembra il Paese degli idioti. Prima parte e Seconda parte.



lunedì 13 febbraio 2012

L’Italia sembra il Paese degli idioti. Seconda parte. 282°

L’Italia sembra il Paese degli idioti, dove basta dire una cosa intelligente, che subito viene fraintesa, manipolata, strumentalizzata da un esercito di pseudo sapientoni.

Oddio, non c’è da stupirsi, visto che la televisione ci ha abituati a definire “opinionista” il fior fiore dei qualunquisti, ignorantissimi, con una manciatina di anni di studio alle spalle, ma con ego spropositato e conseguente grande presunzione.

Leggo su wikipedia “Si definisce opinionista quel giornalista che disserta su fatti relativi a costume, società, politica. Tale termine è stato tuttavia esteso a tutti coloro che esprimono il proprio parere come ospiti fissi in trasmissioni televisive o radiofoniche, senza riguardo alla professione esercitata, o alle competenze sulle materie e gli argomenti oggetto di opinioni.”

Una cosa da Paese degli idioti, secondo me.
Ascoltiamo il parere di gente che non sa nulla e che si permette di criticare con motivazioni banalissime (e sbagliate) persone che magari hanno studiato tutta la vita.

Leggo che Karina Cascella (ma chi è?) era l’opinionista del programma “Uomini e donne”.

Che Rocco Casalino, uno dei partecipanti ad un “Grande Fratello”, è stato invitato come opinionista in tante trasmissioni. (Ma a che titolo?)

Che Cristiano Malgioglio (cantautore, sì, ma che cosa c’entra?) risulta essere un opinionista.

Che Daniele Interrante (boh?) è l’opinionista di “L'Italia allo specchio”.

Che Tina Cipollari ( una corteggiatrice e poi tronista, non so se mi spiego) è diventata opinionista anche lei.

E che il re degli opinionisti è Vittorio Sgarbi. ( Da lui abbiamo imparato che le opinioni consistono nell’urlare decine di volte “Capra!”, “Taci!”,”Pagato!”, ecc. ).

Poi ci sono le trasmissioni/inchiesta/salotto, dove chiunque abbia assistito a qualcosa, abbia sentito dire qualcosa, sia passato per caso dove accadeva qualcosa, viene invitato come testimone e, naturalmente diventa opinionista. Il massimo della fortuna, oggi, è l’ospitata in televisione. Non serve aver qualcosa di interessante e motivato da dire. Basta voler comparire in televisione.

Quindi l’Italia, il Paese dove tutti sono allenatori, ora è anche il Paese dove tutti sono opinionisti. E internet, e soprattutto facebook, è il palcoscenico di questi opinionisti della domenica.

Bisogna pur dare un’opinione, se si vuole scrivere qualcosa in bacheca, ed essere notati. Meglio se si esprime un parere urlato e pieno di parolacce, come insegna Sgarbi.

(Continuazione del post L'Italia sembra il Paese degli idioti. Prima parte. 281° continua…)

giovedì 9 febbraio 2012

L’Italia sembra il Paese degli idioti. Prima parte. 281°

Non ce la faccio a stare zitta, scusatemi. Più leggo e più divento furibonda. Certi italiani mi fanno ribollire il sangue.

Secondo la definizione corrente, l’idiota è uno che “non capisce o fa finta di non capire una situazione e può perciò essere strumentalizzato”. Mi sembra che calzi a pennello con la marea di polemiche superficiali (e spesso in malafede o inutili) alla quale si assiste in questi giorni. L’Italia è il Paese dove sono tutti esperti allenatori. Ed è anche il Paese dove tutti sono esperti economisti ed esperti politici. È il Paese dove tantissimi fregano sulle tasse, sul peso, sulla qualità; il Paese del “le serve la fattura?”, ma dove poi tutti gridano alla disonestà altrui.

Tipico degli idioti, ritenersi decisamente più esperti degli esperti. Tipico degli idioti disonesti ritenersi più onesti degli onesti.

Mi scusino le persone intelligenti, se dico che l’Italia sembra il Paese degli idioti. Ma lo sembra. Lo sembra da tanti anni. E adesso che credevo che l’evidenza di certi comportamenti finalmente corretti, educati e seri avrebbe fatto capire agli idioti quanto erano stati idioti, devo assistere ad un proliferare di discorsi stupidi amplificati da internet e dai media.

Stiamo andando in rovina e cerchiamo di gambizzare chi sta lavorando per tirarci fuori dalla melma. Non so se lavora bene o male. Non lo so perché non sono un’economista. Per questo aspetto. E spero. Certo, mi sembra che ci sia un cauto ottimismo fra la gente. Si vede da tante piccolissime cose. Ma questo non impedisce alla stessa gente di blaterare e di criticare. Abbiamo dato tempo vent’anni agli altri. Adesso, secondo me, sarebbe meglio aspettare un po’, senza remare contro, prima di bocciare il governo. E invece di aspettare e sperare che Mario Monti ci tolga dal baratro nel quale siamo sprofondati, tutti gli idioti a dargli del "professore di merda", a dirgli "vacci tu a lavorare!", "siete tutti dei ladri", e altre frasi idiote del genere, nascoste da quello che si crede l'anonimato dato da facebook. Non è diritto di critica quello di dare della merda a una persona dalle doti internazionalmente riconosciute, fingendo (o forse non comprendendo davvero, come da definizione di "idiota") di non capire che sta facendo o dicendo un'altra cosa.

So che devo spiegarmi meglio.

Tre giorni dopo che Mario Monti e il suo governo si sono insediati la gente già aveva capito tutto e diceva “Sono tutti uguali” e “Fanno solo gli interessi delle banche perché vogliono che tutti paghino con il bancomat, anche i poveri pensionati” (come se i vecchietti girassero regolarmente con banconote da 500 euro e pagassero tutto in contanti).

Mario Monti ha annunciato: “Abbiamo stabilito che il presidente del Consiglio, i ministri e i sottosegretari non parlamentari che siano dipendenti pubblici non conservino l'intera retribuzione in godimento ma il solo trattamento fondamentale, fatti salvi i diritti previdenziali. Chiediamo sacrifici ai cittadini e da parte mia, mi è sembrato doveroso, come atto di sensibilità individuale, rinunciare al compenso da presidente di presidente del Consiglio e come ministro dell'Economia».” E via sui giornali, sui blog e su facebook la gente a dire ”Monti ci dà lo zuccherino dopo la stangata! Rinuncia al compenso? Ma non rinuncia a tutti i compensi! Gli rimangono altri tre stipendi!!”. Quindi poteva benissimo tenersi i soldi che gli spettavano come Presidente del Consiglio e come ministro dell’economia?

Dopo capodanno il senatore Roberto Calderoli (quello della Lega che esce con frasi come “"La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni!") chiede al presidente del Consiglio Monti di “ dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.”

Così veniamo a sapere che “Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie). La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale”. Figura penosa del senatore leghista tanto curioso. Ma intanto ha potuto parlare e "chiedere conto". Lui (quello che dice che non bisogna dare il voto ai bingo bongo, quello che dice che Napoli è una fogna e che bisogna eliminare tutti i topi perché magari anche i topi votano) che "chiede conto" al professore Mario Monti.

Non mi risulta che il senatore Calderoli abbia chiesto alcunché al precedente molto festaiolo presidente del Consiglio. Né mi risulta una sollevazione generale del popolo italiano per protestare contro la stupidità di una richiesta come quella fatta a Mario Monti. Si vede anche da fuori che non è tipo da gozzovigliare fra le escort, via!

Il ministro Elsa Fornero dichiara che "non può più esistere la promessa del posto fisso". Per tutta risposta, oltre ai tantissimi interventi su facebook, che negano l’evidenza del fatto che è vero che in una società in continua trasformazione il posto fisso è un retaggio del passato, si leva alta la richiesta (naturalmente amplificata, invece che ignorarla, dai media) del deputato della Lega nord Davide Cavallotto, coordinatore dei Giovani padani del Piemonte, alla figlia del ministro Fornero di spiegare come ha fatto a fare una veloce carriera all’università. La Lega, vorrei ricordarlo, è quella che ha piazzato il Trota in pole position. Silvia Deaglio risponde che la spiegazione sta nel suo curriculum. E la spiegazione dello stipendio del Trota dove sta? Certo non nel suo curriculum.

Altra riflessione.

C’è stato un blitz antievasione della Guardia di Finanza a Cortina (e poi a Portofino, ad Abano Terme, a Roma e a Milano). Mi sarei aspettata applausi da parte di tutta Italia. Forse perché in tanti e per tanto tempo abbiamo detto “Ma perché la Finanza non va fuori dai locali di lusso e chiede a chi spende una barca di quattrini in una serata, e guida le porsche e le ferrari, di mostrare la denuncia dei redditi? e se risulta nullatenente gli sequestra tutto?”. E allora? Lo fanno, finalmente, e invece di sentire lo scroscio degli applausi si sentono le “polemiche che infuriano”.

Copio qua e là dalle notizie:

“L'ex sottosegretario Daniela Santanchè : ingiusto colpire così "un simbolo del nostro turismo". "Sono assolutamente contraria a questi metodi da polizia fiscale e trovo sbagliato colpire la ricchezza. Ci lamentiamo tanto che il Paese non cresce poi chi è ricco in questo periodo viene guardato con sospetto, come colui che certamente evade il fisco".

Il sindaco di Cortina definisce il blitz “ un’azione da Stato di polizia.”

“Il primo cittadino di Abano Terme non manca di sottolineare anche ''gli aspetti negativi di questa 'caccia alle streghe' messa in atto in questi giorni, perché e' un errore - stigmatizza - accusare intere categorie di operatori e interi territori di essere evasori. Perché - avverte - quello che sta 'passando' oggi e' che il Nordest lavora' sì, ma evade. E questo non e' assolutamente corretto''.”

E chi lo dice, che tutti i ricchi sono evasori? Noi vogliamo che vengano stanati i ricchi che lo sono. E vogliamo venire a saperlo, ci piace vedere i finanzieri che lo fanno – finalmente. Chi non paga le tasse è un ladro e va braccato e stanato. Grillo ha detto che “Loro stanno facendo questo sporco gioco di mettere le categorie di persone una contro l'altra: l'evasore contro chi paga”. Ma certo! Io sono contro chi non paga le tasse. E lo grido forte!

Che la Santanchè, o Grillo, o i sindaci delle città visitate dalla Finanza facciano della polemica, pazienza.

Il problema è che vengano riportate le loro parole e si parli di “polemiche” in tutti i quotidiani e i telegiornali. Tanto per rendere l’aria irrespirabile.

(Continua…)

domenica 5 febbraio 2012

RECENSIONI al libro CONSIGLI PRATICI PER GIOVANI INSEGNANTI. 280°

Il mio libro CONSIGLI PRATICI PER GIOVANI INSEGNANTI ha ricevuto delle recensioni davvero belle. Finora sono TUTTE DI CINQUE STELLE! Ringrazio moltissimo tutti quelli che le hanno scritte. Sono contenta che il mio libro e questo blog siano davvero di aiuto.
Mi fa piacere se le leggete le recensioni (e se scrivete una recensione vostra o un commento.)
Eccole:
Recensioni su AMAZON
GIANNA:
5.0 su 5 stelle La Bibbia degli insegnanti, 11 dicembre 2011 *****
Questa recensione è su: Consigli Pratici Per Giovani Insegnanti (Brossura)
Che dire... Ho letto il libro sei volte! L'ho trovato non solo utile dal punto di vista pratico, ma è un sostegno anche dal punto di vista psicologico. Quando torni a casa piena di frustrazione perché non riesci a "tenere" la classe e a suscitare rispetto nei tuoi confronti, l'unica cosa che può farti stare meglio è ricevere il consiglio giusto, l'aiuto pratico che ti serve, che ti dia la carica per tornare in aula il giorno dopo piena di grinta e voglia di provare nuove strategie. Se cercate un qualcosa che vi faccia sentire così leggete questo libro... Mettete in pratica i suggerimenti di Isabella e le cose miglioreranno già da subito, anche se la strada verso l'autorevolezza è lunga...

Ele&Clo:
5.0 su 5 stelle ricette di scuola, 3 febbraio 2012 *****
Questa recensione è su: Consigli Pratici Per Giovani Insegnanti (Brossura)
Il libro di Isabella è come un libro di ricette.
La prima volta che lo leggi scopri che c'è un segreto per non fare impazzire la maionese, che c'è una tecnica per pelare le arance al vivo, che c'è un motivo se le ciambelle non vengono col buco. Insomma, dopo la prima lettura sai che se non riesci ad essere un buon insegnante non vuol dire per forza che sei un inetto, ma che probabilmente nessuno ti ha insegnato come fare questo lavoro.
Da quel momento tutto cambia. Cominci a rileggere il libro cercando di applicare le strategie che vi sono illustrate. Non puoi ricordartele tutte e applicarle tutte insieme. Procedi passo passo, partendo dalla ricetta più semplice. E ti accorgi che le tue ciambelle migliorano. Allora vai avanti, provi con piatti più elaborati e vedi che in effetti funzionano.
A questo punto cominci a capire e a convincerti che insegnanti non si nasce ma si diventa. Così tieni il libro sotto il cuscino o in tasca e, appena ti si presenta un problema, vai a cercare la ricetta giusta. Magari ti manca qualche ingrediente, allora cominci a inventare. Osi mischiare gli ingredienti in modo diverso perché cominci a capire cosa sta bene insieme e cosa stona.
Alla fine scopri che, pur non essendo uno chef stellato, qualcosa nel piatto riesci sempre a mettere.
Ti ringrazio Isabella perché da quando ti seguo sul tuo blog e sul tuo libro non sono più andata a letto digiuna.

RECENSIONI SU LULU:

02/10/2011 By laele *****
In barba a chi dice che non può esistere una guida per insegnanti perché ogni classe è diversa, ogni professore è diverso o altre scuse del genere, Isabella ha dimostrato CONCRETAMENTE che invece è possibile aiutare i colleghi in difficoltà se lo si vuole. Finalmente un libro davvero utile: non le solite elucubrazioni teoriche, ma tanti consigli concreti che tutti possono mettere in pratica nel loro piccolo. Tutto ciò che volevamo sapere e non abbiamo mai osato chiedere o che abbiamo chiesto e a cui nessuno ha mai risposto. Leggetelo!

20/11/2011 *****
Non so più quante volte l'ho già letto. Ho capito un sacco di cose, sto sviluppando le mie strategie, sto imparando ad essere contemporaneamente me stessa e una buona insegnante. Mi sono accorta che vedevo delle difficoltà dove non ce n'erano e non vedevo problemi che invece c'erano. Ho capito come fare per essere concretamente coerente. Ho imparato a rimproverare i miei alunni facendogli davvero sentire che lo faccio per il loro bene. Ho capito come affrontare i genitori, nel bene e nel male. Ho capito che amo il mio lavoro perché è il più bello del mondo. Grazie Isabella
Oct. 16, 2011By sara.galantucci *****
Io semplicemente dico: dopo aver letto questo libro niente è più come prima... Lo consiglio vivamente a tutti i miei colleghi... Credo che il nostro sia uno dei mestieri più difficili e delicati che esistano e i consigli pratici di Isabella sono quasi formule magiche tratte dal suo libro dell'esperienza che si possono mettere in pratica da subito...
Feb. 2, 2012 By Anna Katia *****
Ho appena finito di leggere il libro e come dice La Prof.ssa Milani è veramente una guida validissima, ancor di più in questi giorni che ho avuto anche modo di mettere in pratica ciò che leggevo. Ho notato che alcune tattiche (così le voglio chiamare) le metto già in pratica, altre non le conoscevo. L'insegnante è psicologo, sociologo, amico, guida, superiore e non solo dispensatore di saperi. Mi auguro, solo, che con tutte queste mie conoscenze e esperienze possa un giorno, al più presto, avere una cattedra tutta mia per insegnare ai ragazzi con tutto il mio cuore. CMQ NON SI FINISCE MAI DI IMPARARE!! Grazie grande Prof. Leggetelo!!!
Jan. 20, 2012 By paolacl84 *****
veramente utile ed interessante!! ci sono spunti, idee, visioni della realtà veramente aderenti alla via scolastica. per uno di quei mestieri ritenuto tra i più facili, ma in realtà tra i più complessi, criticati e sottovalutati, questo libro sicuramente apre la mente. Assolutamente da leggere e rileggere.
Dec. 11, 2011 By gig_liola *****
Il libro si legge tutto in un fiato. E' pieno di esempi pratici utilissimi a noi insegnanti in erba e soprattutto leggendolo si inizia a sviluppare lo spirito giusto per poter intraprendere al meglio questo mestiere.
Insomma, lo consiglio vivamente a tutti gli insegnanti!
A distanza di tempo e dopo aver letto il libro sei volte, sento di dover aggiungere qualcosa...
Il libro non è utile solo dal punto di vista pratico, ma è un gran sostegno anche dal punto di vista psicologico. Quando torni a casa piena di frustrazione perché non riesci a "tenere" la classe e a suscitare rispetto nei tuoi confronti, l'unica cosa che può farti stare meglio è ricevere il consiglio giusto, l'aiuto pratico che ti serve, che ti dia la carica per tornare in aula il giorno dopo piena di grinta e voglia di provare nuove strategie. Se cercate un qualcosa che vi faccia sentire così leggete questo libro... Mettete in pratica i suggerimenti di Isabella e le cose miglioreranno già da subito, anche se la strada verso l'autorevolezza è lunga...
Oct. 5, 2011 By antoburgio *****
Nonostante la mia lunga esperienza (insegno da parecchi anni),devo proprio riconoscere l'utilità di questo libro. E' chiaro, immediato, ti aiuta veramente a trovare quelle piccole, ma geniali soluzioni che magari potrebbero aiutarti a gestire situazioni problematiche. Ne ho letti di libri sulla scuola, ma mai nessuno che, come questo, parlasse con parole vive. Finalmente qualcuno che descrive le cose così come sono realmente, che non va in cerca di astruse astrazioni per stupire, sbalordire e, alla fine, confondere. Il libro è accattivante già a prima vista, prima ancora che tu cominci a leggerlo: il formato piccolo è elegante; per non parlare poi della bella copertina. Leggetelo, non vi pentirete, anzi...
Oct. 22, 2011 By Luigi *****
Ho letto il libro tante di quelle volte che si sta consumando!!! Salto da un capito all'altro continuamente... finirà che devo ricomprarlo! Scende giù come un bicchier d'acqua, è diretto e senza fronzoli. Lo trovo molto utile per i neo insegnanti come me, in special modo ho apprezzatto i punti in cui ci sono esempi pratici che ripropongono situazioni in cui tutti gli insegnanti si ritrovano ogni giorno. Anche se il punto di forza del libro è rappresentato dai consigli pratici, ci sono anche molti spunti di riflessione, sul ruolo dell'insegnante, sul problema del voto e della bocciatura, del rapporto con i dirigenti scolastici, i colleghi e i genitori. In breve, UN LIBRO CHE CONSIGLIO!
Dec. 1, 2011 By laura Guerrieri *****
E' un grande libro, di piccolo formato ... è ricco di consigli pratici e soluzioni immediate e per questo è davvero molto utile a chi si cimenta per la prima volta in un lavoro difficile come quello dell'insegnante. E, siccome il mestiere di insegnante è sempre diverso, perché nessuna classe è identica a un'altra, anche chi ha esperienza può trovare in questo libro delle indicazioni, degli spunti e dei suggerimenti operativi.
Isabella Milani però non si limita ai consigli pratici ai giovani colleghi: in modo semplice e piano, evitando accuratamente l'insopportabile "didattichese", espone una visione della scuola e dell'educazione nella società di oggi, che è frutto di esperienza, riflessione e approfondimento. Purtroppo, sui giornali e nell'editoria, siano abituati a sentir parlare di scuola chi la scuola non la conosce, o chi insegna a tempo perso, ma in realtà vorrebbe fare altro; per questo la voce di una "vera" insegnante, che considera la scuola il suo vero lavoro e non un ripiego, è davvero una bella novità.

Oct. 9, 2011 By claudia rivelli *****
Il libro è bellissimo e soprattutto utilissimo, come il blog da cui nasce, d’altra parte. Ci sono tantissimi consigli che ti fanno finalmente vedere le cose in un altro modo. Non è uno dei soliti testi di didattica scritti da persone che non hanno mai messo piede in una scuola. Ho cominciato insegnando alle medie, ma ultimamente insegno sempre in istituti superiori ed è davvero difficile per me capire come prendere i ragazzi. Dopo averlo letto viene voglia di provare ad andare subito in classe per vedere se i consigli funzionano. Ho già provato qualcosa e sono molto contenta dei miei risultati, anche se devo lavorarci ancora un bel po'. Spero di riuscire presto a mettere in pratica tutti i consigli.

recensione all'eBook:
Di De Berardinis Antonella
29-mar-2012
E' la prima volta che acquisto un ebook, ma sono super felice perchè immediatamente ho potuto leggerlo. I consigli di isabella sono ora come un tesoro da portare sempre con sè. Certo poi ognuno dovrà adattare se stesso alle varie situazioni. Trovo il libro meraviglioso, efficace, immediato nessuno psicologo a nessuna conferenza a cui ho assistito è riuscito a far luce su questa problematica abbracciando insegnanti, studenti, genitori in tutte le sfaccettatura e dipanando matasse con parole semplici ma incisive e di facile comprensione per tutti ed anche di effettiva sperimentabilità. Partecipo a moltissimi incontri tematici,ma non sempre torno a casa arricchita ,non per presunzione ma spesso mi ritrovo a saperne anch'io e questo mi lusinga. Per farla breve BRAVA ISABELLA ! FORTUNATI i tuoi alunni e fortunati quelli che ti incontrano sul blog. Con questo libro hai ordinato armoniosamente idee e conoscenze spesso ingarbugliate che devono fare i conti con la personalità singola di ogni insegnante. Antonella

SUPERATE le SESSANTASEIMILA visite al BLOG!!!!

SUPERATE le SESSANTASEIMILA visite al BLOG!!!!
GRAZIE a tutti quelli che mi seguono!

66.000 visite sono tantissime!!! :-)

giovedì 2 febbraio 2012

E' tardi per comperare i CONSIGLI PRATICI PER GIOVANI INSEGNANTI? 279°

Vorrei rispondere contemporaneamente a tutti quelli che mi chiedono se è tardi per comperare, leggere e applicare i CONSIGLI PRATICI PER GIOVANI INSEGNANTI.
Dipende. Se per caso avete perso la faccia con i vostri alunni (nel senso che vi mancano palesemente di rispetto) e pretendete di cancellare tutti gli errori come se non fossero mai stati commessi, rispondo: è tardi. Se vi accontentate di provare le strategie, di modificare un pochino l'atteggiamento vostro e degli alunni, rispondo che è il momento di leggerlo. Inizierete con il prossimo anno, magari con un'altra classe, una nuova vita :-).
Se non avete perso la faccia (nel senso che fate fatica a tenere la disciplina e non riuscite a tenere sempre desta l'attenzione) dico che è il momento perfetto per studiare il libro. Momento migliore rispetto all'estate, per esempio, quando avete tempo, ma non potete provare ad applicare i suggerimenti. Momento buono, se avete dato le pagelle, perché potete considerare il secondo quadrimestre come il momento del cambiamento, dicendo ai ragazzi "Ragazzi, dato che ci sono stati parecchi brutti voti (e sicuramente ce ne sono stati :-)), da oggi si cambia tutto. Voglio silenzio in classe. Dovete fare ....Non dovete...Non sopporterò....Perché da un lato voglio (non "vorrei") proteggere quelli che vogliono studiare ed essere promossi da chi non ha voglia di fare niente; e dall'altro lato voglio proteggere chi non ha voglia di fare niente da se stessi. Perché a me interessa solo una cosa: che meritiate tutti di essere promossi."
Spero di essere stata chiara. Vi consiglio, visto che usate bene internet, di acquistare l'eBook, che arriva immediatamente e costa decisamente meno.
Fatemi sapere, come sempre!

Colgo l'occasione per ringraziare molto le persone che hanno trovato il tempo di scrivere una recensione del libro, anche perché hanno dato tutte la valutazione massima. Spero che qualcun altro dei miei lettori decida di scrivere una recensione sul sito di LULU (bastano solo poche parole!).



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