La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMArE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuti, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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sabato 22 settembre 2012

“Bambini e ragazzi violenti a scuola: che cosa fare?”. Seconda parte. 328°


Se in una classe c’è un bambino (o un ragazzo) “violento, iperattivo, incontenibile”, che rende difficile, se non impossibile, la lezione, che cosa si può fare? Si può fare qualcosa?

Che cosa dovrebbe fare l’insegnante, secondo i genitori e secondo chi legge, senza essere né genitore né insegnante? Picchiare il bambino scatenato? Fargli una lavata di capo? Emarginarlo? Rinunciare a fare lezione? Metterlo dentro un armadio, al buio, come ai vecchi tempi? Mandarlo fuori dalla classe? Sospenderlo dalle lezioni? Chiamare i genitori? Rivolgersi al Tribunale dei Minori, agli assistenti sociali e agli psicologi?
Picchiare? Gesto da denuncia. Se si potesse, comunque, e fortunatamente non si può assolutamente, sarebbe proprio il modo più efficace per renderlo ancora più violento.
Fargli una lavata di capo? Per insegnargli in dieci minuti quello che non ha imparato in anni? Perfettamente inutile.
Emarginarlo, additandolo ai compagni come “bambino o ragazzo insopportabile”? Altro ottimo metodo per insegnare l’odio.
Rinunciare a fare lezione? Ottimo metodo per mostrare a tutti che l’insegnante non è in grado di fare lezione.
Metterlo dentro un armadio, al buio, come ai vecchi tempi? Gesto da denuncia. E, comunque sarebbe un ottimo metodo per insegnare il sopruso.
Mandarlo fuori dalla classe? Non si può e non si deve: gli insegna soltanto a capire il concetto di “emarginazione” e di “rifiuto”.
Sospenderlo dalle lezioni? Come provvedimento disciplinare con uno scopo ben preciso può servire. Come soluzione del problema no, perché non risolve nulla e – anche questo - insegna soltanto a capire il concetto di “emarginazione” e di “rifiuto”.
Chiamare i genitori? Di solito i genitori degli alunni difficili non vengono neanche se chiamati; a volte sono loro  - con un clima di degrado e di violenza – la causa dei comportamenti scorretti del figlio, e quindi chiamarli può addirittura peggiorare le cose. Altre volte vengono, ma dichiarano la loro impotenza. È importante che vengano messi al corrente, ma senza aspettarci da parte loro la soluzione del problema o almeno la collaborazione.
Rivolgersi al Tribunale dei Minori, agli assistenti sociali, a uno psicologo a uno psichiatra? Se non ci sono situazioni molto gravi, continue assenze o segni di violenza o di abuso sul corpo dei bambini, l’insegnante non può rivolgersi direttamente agli assistenti sociali, figuriamoci al Tribunale dei Minori, che, d’altra parte, c’entra poco, in questi casi. Noi insegnanti non possiamo far visitare gli alunni da psichiatri o psicologi! Siamo obbligati a passare attraverso i genitori: dobbiamo convincerli, e con moltissimo tatto, che sarebbe utile una visita specialistica per controllare se il bambino o il ragazzo può essere aiutato da uno specialista. E sono loro che possono richiedere un insegnante di sostegno o una visita specialistica.
E allora? Che cosa si fa? La Scuola è impotente? L’insegnante è impotente? No. Qualcosa si può e si deve fare.
Quando si verifica una situazione potenzialmente pericolosa noi insegnanti abbiamo il dovere di segnalarla per iscritto e con richiesta di protocollo al Dirigente. Che cosa si scrive nella segnalazione? Si scrive che cosa accade o è accaduto, che cosa avete fatto voi, perché ritenete pericolosa la situazione, quali conseguenze più o meno gravi possono derivarne. Nella lettera dovete chiedere che il dirigente intervenga per risolvere la situazione, convocando i genitori,  parlandone agli assistenti sociali e richiedendo educatori che affianchino il bambino per la maggior parte delle ore. Potete proporre che al bambino venga richiesto un numero inferiore di ore di presenza a scuola. Potete chiedere che la Scuola tutta (il Collegio) trovi delle strategie, pensi a progetti di recupero per quel bambino o per altri casi difficili. Se la situazione si verifica frequentemente e con altri insegnanti, tutti dovete firmare la segnalazione.
I genitori devono riunirsi (possono farlo anche a scuola, facendo richiesta scritta al Dirigente) e discutere, non di come allontanare il bambino o il ragazzo, ma di come aiutarlo. Il bambino (o il ragazzo) non ha colpa del suo comportamento scorretto per i motivi che ho già più volte spiegato, e non può essere considerato qualcosa da eliminare, polvere da nascondere sotto il tappeto. Va aiutato. E gli altri bambini non possono vivere in un clima di terrore. Vanno aiutati. Ed è questo che devono chiedere i genitori e gli insegnanti. Devono pretendere che quel bambino terribile venga aiutato: tutti i genitori devono andare a parlare con il Dirigente, perché convochi i genitori e perché si rivolga al Provveditorato agli studi (uffici scolastici provinciali) per chiedere che la Scuola abbia assistenti, educatori e il supporto di uno psicologo.
Nessuno deve chiedere che il ragazzo venga tolto dalla classe o dalla scuola. La Scuola e la società hanno il dovere di aiutare quel bambino.


89 commenti:

  1. Gentile professoressa,
    aiutare gli allievi...è una parola grossa.Quando ho acquistato il suo libro insegnavo in una situazione insostenibile con almeno due ragazzi violenti in classe, quinta elementare. Ho seguito la sua procedura, dettatami allora solo dalla mia coscienza professionale, l'unico aiuto attivato è stato un corso di animazione teatrale mirato ad arginare i comportamenti di violenza, che è stato di scarso aiuto nonostante la bravura dell'insegnante perchè organizzato l'ultimo mese di scuola. Per il resto la situazione è stata salvata dalla nostra continua vigilanza, nel prevenire gli scatti di violenza, e dalla nostra continua tensione, con tutte le ripercussioni sul nostro stato di salute e di ansia. L'insegnante di fronte a queste situazioni resta da solo a fronteggiare gli stati di emergenza e deve essere in grado di farlo. Questa abilità è diventata una componente primaria della nostra professionalità. Grazie per il suo libro in quel frangente è stato di grande aiuto.

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    1. Maria concordo anch'io con quello che hai detto.....l'ho vissuto sulla mia pelle per ben 2 anni....

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  2. MARIA

    Perdonami prof. Milani! Intervengo ma solo per collaborarti.
    Io continuo a sostenere che rifiutarsi di gestire situazioni impossibili è la sola soluzione per far intervenire il Dirigente e gli specialisti per risolvere i problemi insieme agli insegnanti. Questo vale in tutt'Italia: dallo Zen, a Librino, a Scampia e figuriamoci in posti meno pericolosi!
    Se non posso far lezione e la situazione è pericolosa, lo metto per iscritto, metto per iscritto che considero lui, il DS, responsabile se dovesse succedere o succedermi qualcosa e, in estremo, mi metto in malattia.
    Utilizzo il metodo della "non collaborazione" ghandiana.
    Pretendo dal mio DS, in nome della legge e per iscritto, il diritto alla sicurezza sul lavoro (Testo unico o TUSL o conosciuto anche come Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ) e anche sottolineo che il comportamento del ragazzo è nell'ambito del reato e dell'interruzione di un pubblico servizio (art. 340 del codice penale). Visto che è minore qualcuno sarà colpevole al posto suo ma di certo non io che sono vittima in quanto insegnante del suo comportamento e lo sono anche gli altri ragazzini che vanno tutelati.
    Io, in quanto insegnante, devo sapere da specialisti cosa devo fare. Punto e basta.
    Se il Ds non interviene è responsabile del danno biologico che procura all'insegnante e agli altri alunni. Se, dopo segnalazione del Ds non intervengono i servizi sociali e il Tribunale dei minori, sono allora imputabili di danno biologico questi ultimi.
    Per questo ancora una volta sottolineo che l'insegnante deve fare il professionista e non il missionario o il capro espiatorio. Se l'insegnante è solo è perchè non conosce la legge e non vuole usarla. Se non la vuole usare non è vittima ma corresponsabile di chi non vuole usarla. In questo senso si macchia moralmente e lo si può considerare come una "Vestale dell'illegalità diffusa" e non come un educatore.
    Perdonatemi anche voi della mia durezza. Fatevi coraggio e non siate più vittime! Denunciate! Denunciate! Denunciate! e non fate più progetti o altro se non ve lo dicono gli SPECIALISTI!

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    1. Maria, sono pienamente d'accordo con te. Sto vivendo da tre anni una situazione spaventosa. Non so più cosa fare: il Dirigente non fa niente, gli psicologi chiedono collaborazione tra loro,scuola e famiglia, ma non ci sono terapie che tengano. Io e i miei colleghi abbiamo un diario sul quale scriviamo ogni giorno cosa accade in classe, scriviamo lettere al Dirigente e ultimamente sono intervenuti anche i genitori degli altri alunni, ma niente! Nessuno fa niente! Se conoscessi le leggi, forse potrei appellarmi a quelle, ma non so più a chi rivolgermi e ho paura. Se dovesse capitare qualcosa ai miei alunni? Se il Dirigente o gli specialisti non sanno quali siano le vie da percorrere, chi le dovrebbe conoscere? E se le conoscono, perché non ci aiutano? Io mi sento sola...come Don Chisciotte contro i mulini al vento...

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    2. Sono un'insegnante di scuola secondaria di primo grado e chiedo aiuto. Oggi sono tornata a casa con la mano graffiata e dolorante, dopo un "assalto" del disabile (autistico) estremamente violento inserito nella mia classe. Poteva andarmi peggio, lo so, ma sono stanca e stressata. L'altro giorno, alla riunione del glh non s'è visto nemmeno un operatore sanitario di quelli che lo seguono. Ci è stato consigliato, quando il ragazzino ha le crisi, di affiancarlo senza tentare di bloccarlo e parlargli...Ma le crisi comportano, quando va bene, pugni e calci e quando va male banchi, cattedra, lavagna rovesciati addosso al primo che capita. Chi tutela gli altri ragazzi in questi frangenti? Inoltre non posso, come sostengono i soloni che pontificano in astratto, mollare loro per seguire lui, visto che la mia classe è una terza e quest'anno sosterrà l'esame. Mi sembra che il diritto allo studio riguardi tutti quanti, o mi sbaglio? L'alunno è seguito dall'insegnante di sostegno, ma quando è in aula non si riesce lo stesso a fare lezione serenamente. E ancora: sono un essere umano, e ho paura. Mi si chiede di trasformarmi in infermiera psichiatrica, cosa che non so fare, e che, contrattualmente, non devo fare, essendo stata assunta dallo Stato per insegnare l'italiano, la storia e la geografia... Si parla tanto di sicurezza nelle scuole, ma è sicuro operare in condizioni simili? Vorrei altresì fare presente che vivo con genitori molto anziani (mamma invalida al 100%) e che un eventuale, e non improbabile, vista la situazione, incidente, oltre a comportare problemi psicofisici a me, comporterebbe enormi disagi a quei due poveretti...Il Dirigente non mi sembra dare al problema l'attenzione che merita. C'è una soluzione più realistica oltre a raccomandarci a Dio e a tutti i santi per salvaguardare la nostra incolumità?

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    3. Puoi mettere una firma, anonima?

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    4. Salesiani Caserta
      Come puo una maestra tirare l'orecchio e per fine i capelli di un bimbo da 6 anni e dopo alcuni difendere la maestra?
      Dove sono gli insegnamenti di Don Bosco con questa maestra? È solo un bimbo da 6 anni

      Ho messo mio figlio nella scuola che credevo la migliore ma ho saputo che la maestra lo ha preso per l'orecchio diverse volte a oggi per i capelli dopo avere scapato. Non capivo perché lui insisteva a ignorare suoi comandi e adesso ho capito, lei non lo rispetta e lui non la rispetterà mai. E il triste che ho saputo dopo un mese per la boca di una collega della scuola e dopo per la sua boca. Dopo una riunione hanno messo tutta la colpa nel bimbo da 6 anni. Scuola privata con tanti belle insegnanti ma una per me ha distrutto l'immagine dei Salesiani. Sicuro lei non segue gli insegnamenti di Don Bosco e io ho messo mio figlio proprio per il sistema preventivo che parla di pazienza e amore.

      Molto triste e impotente con questa situazione.

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  3. MARIA

    Nel frattempo si sospende il ragazzino per quindici giorni per volta (appena ritorna altri quindici giorni di sospensione col consiglio straordinario di interclasse o di classe, se no mi metto in malattia e chiedo danno biologico).

    Prof. Milani. Lo giuro! non intervengo più! :-))

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    1. Solo che se sospendi il ragazzino per 15 giorni per volta fai del male a lui e del bene a chi lo vuole semplicemente fuori dai piedi.

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    2. non sono un insegnante ma ho ho da fare con problemi più gravi. io opto sempre per eliminare i problemi e non per semplificarsi la vita, faccio presente che per pochi altri subiscono. esempio se in una classe composta da 20 persone 1 non permette di lavorare correttamente non avrò più 1 problema ma 1 problema e 19 persone che non capiscono come mai non si risolvono i problemi ( un cane che si morde la coda)

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    3. Gentile Signore, pubblico il suo commento anche se non contiene né il suo nome né alcun saluto, perché vorrei spiegare a quelli che la pensano come lei che i bambini difficili non sono "problemi da eliminare", ma bambini da aiutare. Lei dice che ha problemi più gravi, ma non mi sembra che ci possa essere un "problema" più grave del fatto di non avere la possibilità di aiutare quel bambino e gli altri diciannove.Come lei, tanti altri pensano di poter con facilità risolvere i "problemi" semplicemente eliminandoli. Come, per esempio? bocciando quei bambini, punendoli? Non capisco, poi, che cosa significa la sua precisazione "io opto sempre per eliminare i problemi e non per semplificarsi la vita". Noi insegnanti ci semplifichiamo la vita? Lei ritiene di essere tanto bravo da insegnare a noi, e anche a me che lavoro a scuola, che leggo e che scrivo di scuola. Mi spiega con tanto di esempio, quello che devo capire(faccio presente che per pochi altri subiscono. esempio se in una classe composta da 20 persone 1 non permette di lavorare correttamente non avrò più 1 problema ma 1 problema e 19 persone che non capiscono come mai non si risolvono i problemi). Ma non le sembra di peccare di presunzione? Tra l'altro, non so quale sarebbe la sua soluzione. Caro signore, ha detto bene: "Non sono un insegnante". Non pensi di potere, dal di fuori, trovare le soluzioni. La saluto

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  4. Ahahah, Maria, sei peggio di me! Hai perfettamente ragione su tutto, ma bisogna anche tenere conto (e a me non sempre riesce) del fatto che nella Scuola italiana ci sono tanti insegnanti che non conoscono le leggi della Scuola, che non conoscono i loro diritti (e a volte neanche i loro doveri), che non sanno quali sono i doveri dei Dirigenti, e, soprattutto, che hanno paura anche dell'aria e perciò preferiscono tacere e chinare il capo, o preferiscono credere che quello che di male accade a scuola sia giusto e ovvio.
    Grazie della tua attenzione, Maria.

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  5. Anno nuovo problemi nuovi... l'argomento cade a fagiolo!

    Quest'anno mi hanno dato una classe con più della metà di alunni problematici non certificati (quindi nessun insegnante di sostegno). Almeno 2 di loro sono molto problematici al limite della violenza, passo quasi tutta l'ora a metterli in riga mentre il resto della classe si movimenta spazientita tanto che poi anche quelli calmi diventano ingovernabili! Oggi mi sono scontrato con uno di loro ancora una volta e mi sono ritrovato anche minacciato ma naturalmente non ho ostentato paura (che non ho!) ma di fatto le situazioni simili sono sempre più frequenti. Il DS si è dimostrato disponibile a trovare soluzioni ma poi si finisce sempre lì... le risorse non ci sono!
    Solo con la buona volontà non sempre si riesce a vincere!

    Sono già stanco e sono solo alla prima settimana di scuola!

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  6. Ecco, poi magari quando in classe si hanno questi elementi che disturbano ecco che entrano pure i bidelli con noiosissime circolari e giudicano l'insegnante in modo negativo per ciò che accade, come colui che non sa tenere la classe:i bidelli non fanno altro che sparlare di tutto e di tutti, in particolare degli insegnanti, se un alunno si fa male si scocciano di soccorrerlo (sbuffano a volte...), sono buoni solo a preparare il caffè e spesso lo fanno pure male.
    Il peggio è che spesso vanno a riferire al Preside la loro versione dei fatti incolpando però gli insegnanti di non saper gestire la situazione e loro sarebbero forse in grado?...
    Noi insegnanti stiamo a fronteggiare situazioni spesso violente e intanto i bidelli se la ridono spaparanzati, non è giusto.

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    1. eh si quanto hai ragione!!!

      ... ma poi finisce che la situazione in classe è così critica che non mi interessa cosa riportano al DS. In genere sono io stesso che riporto eventuali mie o non mie difficoltà, senza timore, anche perché ho visto parecchi colleghi affermare "con me sono tranquilli!" e poi uscire dalla classe sconvolti!

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    2. Forse in questo caso il discorso potrebbe portarci un po' fuori tema, ma ciò che mi dà fastidio del mondo della scuola è appunto la delezione, fatta da bidelli e da colleghi che si sentono superiori a tutti gli altri.
      Ad esempio spesso i coordinatori invece di aiutare i colleghi in difficoltà fanno delazione e riportano al DS le situazioni secondo la loro versione e in questo modo gettano discredito sui colleghi:poi non c'è da meravigliarsi se i ragazzi non li rispettano, perchè evidentemente ci sono i coordinatori, le famiglie (e forse pure i bidelli) che soffiano sul fuoco.
      Io credo che la figura stessa del coordinatore di classe sia inutile e pericolosa, perchè porta i ragazzi a fare una classifica di insegnanti di serie A e B, mentre i docenti sono tutti uguali.
      Inoltre poi non vedo perchè questo coordinatore debba quasi sempre essere il docente di lettere, io insegno matematica e non vedo perchè non dovrei farlo.

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    3. Caro Silvano, effettivamente il discorso che fai è fuori tema. Lo scopo di questo blog non è quello di sfogare rabbia e frustrazione.
      Ti suggerisco, comunque, di riflettere sul fatto che la tua esperienza negativa non può essere portata come verità assoluta. I tuoi interventi sono piuttosto offensivi e non corrispondono alla realtà generale: non mi è mai capitato di trovare coordinatori che fanno la spia, né bidelli che si sentono superiori, né insegnanti di italiano che desiderano ardentemente di essere coordinatori (perché è anche una bella seccatura); spesso gli insegnanti di matematica e quelli di lingue sono coordinatori, ecc.
      Infine: se un coordinatore riferisce al dirigente il fatto che un collega non sa assolutamente tenere la classe non è perché vuole farsi bello, ma perché deve parlare al dirigente dei problemi che sorgono, per cercare una soluzione. Come potrebbero i colleghi aiutare il collega in difficoltà? Se, come mi sembra di capire, tu hai problemi di disciplina così gravi da portare il coordinatori e i bidelli a riferire il fatto al dirigente, io rifletterei su me stesso, e non su quello che dicono gli altri. Vedi, Silvano, qui molti hanno problemi, ma non se la prendono con chi si lamenta. Cercano di imparare. Un insegnante che non riesce a tenere la disciplina è un grosso problema, per i bidelli e per i colleghi, perché gli alunni che si scatenano nella tua ora disturbano le classi vicine, e poi devono essere calmati dal collega che viene dopo.
      Caro Silvano, lo hai letto il mio blog e il mio libro?
      Se non lo hai ancora fatto, questo è il momento.
      Fammi sapere quando le cose saranno migliorate!

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  7. Caro Silvano, concordo sul fatto che ci sono bidelli che non si ammazzano di lavoro, e che vanno a raccontare al dirigente quello che vedono e quello che sentono, magari distorto, ma mi sembra eccessivo usare parole offensive nei loro confronti: quando portano le "noiosissime circolari" eseguono degli ordini; a volte il dirigente stesso chiede loro che cosa sta facendo in classe il professore Tale (comportamento discutibile) e loro non hanno il coraggio di non rispondere (i professori ce lo avrebbero?); se hai esperienza di bidelli che si scocciano quando soccorrono i bambini (a me non è mai capitato) rispondi tu a loro ed eventualmente raccontalo al direttore amministrativo; se i bidelli dei quali hai esperienza fanno male il caffè non puoi farne una legge generale; se nella tua classe c'è il caos è vero che non sai gestire la classe. E' molto impegnativo gestire le classi difficili (ecco il perché di questo blog e del libro), ma paragonare il tuo lavoro al lavoro dei bidelli mi sembra fuori luogo, come fuori luogo mi sembra dire che "se la ridono spaparanzati": i ragazzi difficili mandano a quel paese i bidelli molto di più di quanto fanno con gli insegnanti. E i bidelli non se la ridono.
    Riassumendo: non possiamo noi insegnanti attaccare i bidelli, neanche se loro lo facessero con gli insegnanti. Saremmo uguali a quelli che dicono "gli insegnanti non fanno niente".
    Non credi?

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  8. Beh, io personalmente ho visto che appunto i colleghi di lettere hanno un sottile senso di superiorità e poi nelle loro ore c'è spesso disicplina non perchè siano in assoluto più validi, ma solo perchè la materia stessa (italiano soprattutto) permette di diversificare, di fare dibattiti su un'infinità di cose.
    Invece chi insegna matematica fa più fatica perchè appunto c'è poco da discutere, si tratta semmai di concentrarsi e ragionare, ed è proprio quello che molti ragazzi non vogliono fare, compiere la fatica di applicarsi.
    Comunque leggerò il libro, magari troverò suggerimenti utili e mi scuso se qualche mio intervneto possa essere stato un po' fuori luogo.

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  9. Buongiorno Isabella, approdo sempre volentieri al tuo blog.
    Questo post capita a fagiolo, sto giusto facendo una supplenza di lingua spagnola in una scuola media. Ho solo 3 classi: due prime tranquille, ma una seconda dove si verifica una "situazione di caos" che affatica nervi e gola al pari di 5 ore di lezione continue!
    C'è in particolare un ragazzo che passa la lezione in piedi a girare, disturbare i compagni, giocare con qualsiasi oggetto trovi in giro, rispondere male... in pratica non riconosce neppure lontanamente l'autorità dell'insegnante. E i compagni lo osservano e lo imitano, oppure cantano con lui, oppure stanno al posto e cercano di seguire loro malgrado quegli sprazzi di lezione che riesco a fare. Ho iniziato solo oggi questa supplenza e ho osservato questo ragazzo. A dire il vero non mi sembra cattivo, solo un gran disturbatore, forse un ragazzo che ha tanto bisogno di dire "io ci sono". Ripensando alla lezione di oggi, non mi dispiace tanto per il fatto di non essere riuscita ad ottenere la disciplina, quanto perché in questa classe il diritto allo studio è fortemente calpestato da questo ragazzino, che danneggia pure se stesso. Ho visto che alcuni alunni davano risposte corrette alle mie domande, avevano voglia di imparare. Ma lui era un elemento di grande disturbo, senza contare che altri gli andavano dietro. Cosa fare in una classe simile ?
    Io sarò in quella scuola solo per un paio di settimane, poi tornerà la titolare. Ma ogni esperienza è un "mettersi alla prova" e un'occasione di riflessione. Non conosco la storia di questo alunno e gli eventuali interventi che sono stati attuati in passato o per quest'anno. Mi chiedo come sopravvivere e dare il mio seppur breve aiuto in questa classe.
    Cristina

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    1. Cara Cristina, ci sono due cose da fare in questi casi: 1. parlare in consiglio di classe del problema e cercare una soluzione tutti insieme; 2. concentrare tutte le tue energie sulla disciplina e trovare una soluzione. Quando ci sono gravi problemi di disciplina causati da uno alunno è inutile tentare di fare lezione normalmente; bisogna trovare un dialogo con quell'alunno, cercando di parlargli in classe e fuori dalla classe.
      Fammi sapere com'è andata!

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  10. Ok Isabella, ho letto tutto attentamente. Ci ho pensato su per qualche tempo. Ora ecco la mia domandona: abbiamo un caso del genere a scuola. Ha il sostegno solo per una manciata di ore, praticamente una presa in giro. Il ragazzo vive in una casa famiglia. È stato tolto alla famiglia di origine e dato in affido, ma non ha funzionato. Quindi ora è in una pseudocomunità. la definisco così perchè la struttura che lo accoglie non è limpida. Di certo non collabora con la scuola, anzi scarica il barile. Che fare?

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    1. Cara Valerie, ci sono casi in cui non possiamo fare quasi nulla, in realtà. Ecco perché dobbiamo arrabbiarci - e molto - perché non ci vengono dati i mezzi necessari per recuperare certi ragazzi problematici. L'unica cosa che possiamo fare è cercare di trattarlo bene, di capirlo e di accettarlo. E dobbiamo combattere i colleghi che, invece di sentirsi in colpa - come adulti - perché fanno parte di una società che non fa nulla per i deboli, trattano male questi ragazzi, li scacciano, li sospendono con grande sollievo.
      E dobbiamo combattere i governi che continuano a trattare la Scuola come qualcosa per cui non vale la pena di spendere che quattro lire (o euro).
      Purtroppo, noi insegnanti non possiamo fare i miracoli che servirebbero.

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    2. buonasera Dottoressa
      lei ha perfettamente ragione di voler recuperare tutto e tutti ma mi scusi il danno che viene fatto agli altri alunni,bambini " normali" come lo recuperiamo ? diciamo abbiamo un bambino violento,conclamato,che rompe il naso di suo figlio con un pugno dato gratuitamente lei che cosa fa ? magari con una operazione per raddrizzarlo a data da destinarsi e che le chiede che cosa deve fare per proteggersi? gli altri che magari hanno paura di andare a scuola etc etc .non mi dirà che farebbe passare suo figlio da termometro per scoprire i progressi dell alunno violento.....

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    3. Caro Lorenzo, può, tanto per capire con chi sto parlando, dirmi se lei è un genitore, se conosce l'ambiente scolastico e in che modo.
      Come potrà leggere in molte parti del blog, il tono polemico mi piace poco. E il suo è polemico.

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    4. beh certo che sono il genitore di quel bambino con il naso rotto..era si un po polemica ma di un normale genitore che tiene al figlio incazzato perchè la scuola nonostante fosse stata avvertita ha fatto poco e niente..e penso perchè la cosa non riguarda solo mio figlio ma tutta la classe se invece del naso fosse stato un occhio..penso sia difficile nonostante tutti gli aiuti si possano dare, che sono pochi,lasciare tuo figlio la mattina a scuola nella non sicurezza di come ritornerà a casa alla fine sconterà lui perchè dovrò fargli cambiare scuola..

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    5. Il tono era decisamente polemico. E perché mai lei usa questo tono con me? Lei ha scritto una sua opinione in modo polemico, e ha dato sfogo alla sua rabbia con me, senza tenere in nessun conto quello che penso.
      Questo è un blog dove io (gratis) condivido la mia esperienza e offro la mia consulenza. Questo la autorizza a mancarmi di rispetto?
      Provi a formulare la domanda in un modo più rispettoso della mia persona....

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    6. si forse ha ragione magari rispondevo al preside della mia scuola e me ne scuso ma la domanda rimane se lei avesse un figlio in una classe del genere dove ogni settimana a turno qualcosa capita
      continuerebbe a sottoporlo alla roulette ?
      io me lo sto chiedendo perchè comunque io sarei il responsabile se gli capitasse qualcosa di peggio leggevo che a livello psicologico meglio un trauma subito digeribile con il supporto dei genitori che piccoli traumi quotidiani per qualche anno..arrivederci dottoressa e grazie

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    7. Non lo sottoporrei alla roulette. Ma non significa che gli farei cambiare scuola. Lo lascerei lì e combatterei, cercando di coinvolgere gli altri genitori perché venga trovata una soluzione. I bambini difficili devono essere aiutati, non, emarginati: "aiutati" significa che la Scuola (e lo Stato) deve offrire delle soluzioni. La Scuola, oggi, non ha risorse. Molto spesso il DS non fa nulla perché non ha nessuna risorsa. Gli insegnanti sono molto frustrati da questo senso di impotenza. Ma il Comune potrebbe mandare degli educatori, degli assistenti. Ma neanche il Comune, oggi, ha le risorse.
      E' un problema politico. Arrabbiarsi con gli insegnanti o con la singola scuola non serve a nulla. Bisogna, semmai, unire le forze e protestare tutti i giorni, tutti insieme.
      Fammi sapere, Lorenzo.

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    8. Buongiorno professoressa, complimenti per il blog e per i consigli preziosi che fornisce gratis! Nella scuola cattolica di mio figlio che frequenta la quinta classe c'è il figlio della rappresentate di classe che ne combina sempre una, non tollera mio figlio educato e preciso (e non è un vanto è solo la pura descrizione), per proteggere il figlio mi ha messo contro tutti i genitori e i bambini isolano mio figlio o compiono altri gesti morali o con le mani (non tutti, sempre qualcuno che infierisce su davide, adottando ora la teoria che davide racconta a casa i fatti distorti a suo vantaggio). Premetto che la mamma e il papà dell'alunno, ancora, impunito, che l'anno scorso ha avuto 8 in condotta, sono in terapia dalla psicologa che quest'anno eroga il progetto sul bullismo, specifico per i gregari. I gesti irrispettosi avvengono anche in giardino e allora, dopo continue lettere che non hanno mai firmato per ricevuta, mail, collqui, segnalazioni sempre più esasperate, hanno ingaggiato un papà volonteroso nella pausa dopo il pranzo,nei giorni di rientro (2) i soli in cui mio figlio resta a pranzo lì.La scuola agisce solo dopo insistenze e avvisaglie di ciò che potrebbe succedere. Ma la cosa che ferisce di più è che i genitori si trovano tutti coalizzati con la tizia e con il figlio (tranne qualche eccezione) isolando o accusano sempre di più me (che sopravvivo tranquillamente) e soprattutto mio figlio. Puntualizzo che ho consultato 4 psicolghe, 2 amiche maestre, 1 professoressa e la constatazione di tutti è: il problema è la direzione della scuola (la cosa importante è che davide racconta, purtroppo con la sua precisione, ogni virgola di quanto detto e quanto subito, talvolta dissimulando -o meglio non ascoltando- le prediche che ha da fare la suora al compagno perchè dalla direttrice è stato, fino all'anno scorso, sviato il problema e accusato mio figlio o tralasciata l'azione comessa dall'altro in quel momento, facendo divenire sempre più pericolosa e umiliante la questione tra i due e il gruppo classe, solo attraverso questo monitoraggio devo carpire il limite di equilibrio emotivo che ha, per ricorrere ad un aiuto). La maestra si sta chiedendo dov'è? Sta lì a svilire ogni mia segnalazione di non integrazione di mio figlio, si rivolge anche lei alla psicolga che effettua la terapia ai genitori dell'alunno, fa notare a mio figlio che è triste,ma lo vuole aiutare e non sa come. Come posso arrivare alla fine di quest'anno scolastico in queste condizioni? Grazie qualunque sia la risposta. mamma marilena

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  11. Sono una mamma di una bellissima bambina che accompagno a vado a riprendere a scuola sempre con molta angoscia....nella sua classe ci sono quattro elementi due vivaci ma gestibili un iperattivo certificato ma non seguito e un bambino violento. Ho letto con molto interesse tutto quanto, anche noi mamme dei 19 bambini siamo andate dal DS abbiamo cercato incontri con i genitori, abbiamo parlato e riparlato sempre senza successo. Ora la situazione è davvero senza rimedio perchè il bambino violento non ha proprio per niente timore dell'insegnante che poverina ormai non riesce più a gestire e seguire gli altri 19, l'iperattivo dopo le prime due ore va poi per i fatti suoi, tira quaderni strappa fogli lancia sedie e tanto altro ancora... prima che qualcuno finisca in ospedale cosa dobbiamo fare per convincere il DS a darci una mano per trovare una soluzione? mi consigliate per favore?

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    1. Cara Mamma della bellissima bambina (mi è piaciuta la dolcezza di questo inizio :-)),
      leggi la risposta che ho dato a Lorenzo.
      nel tuo caso, inoltre, ti suggerisco anche di scrivere una lettera al DS e di farla protocollare, chiedendo che vengano presi provvedimenti PER AIUTARE quel bambino, specificando che non chiedete che venga punito per qualcosa di cui non ha colpa. Chiedete che venga presentata formale al Comune perché mandi un educatore, un assistente per aiutare il bambino, CHE VOI SEGNALATE COME POTENZIALMENTE PERICOLOSO per l'incolumità di insegnanti e bambini, oltre che della sua.

      Fammi sapere (ma metti una firma, per favore :-))

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    2. Gent.le prof.ssa, quest'articolo mi ha colpito molto, infatti, bambini con queste problematiche sono in aumento nelle scuole italiane, ma ciò non viene preso nella giusta considerazione e gravità. Occorre distinguere tra bambini maleducati ed iper-attivi, sono due problemi diversi. L'iperattivo in taluni casi, quando è presente la provocarietà e l'opposizione, non ci pensa molto a scaraventarti addosso il banco o quello che ha più vicino, oppure a prendere a pugni te o i compagni. Qualche anno fa, ho avuto un alunno del genere e le assicuro che i compagni vivevano nel terrore, anche noi, poichè non se non si riusciva a fermare in tempo poteva accadere qualcosa di grave, noi insegnanti abbiamo messo in atto tutto ciò che lei ha consigliato nell'articolo, ma purtroppo senza grandi successi; certo piccoli progressi si sono visti,ma mi creda nessun appoggio da parte del dirigente..... Il problema si è risolto l'anno dopo quando ho scelto un'altra sede, ormai non ce la facevo più e neanche gli altri colleghi; da pochi giorni ho appurato che quel bambino ha ferito in maniera seria un collaboratore. Purtroppo, non sempre siamo tutelati e non sempre i dirigenti le loro responsabilità, tuttavia consiglio vivamente i colleghi di tutelarsi attraverso le relazioni scritte. Grazie e buon anno. Angela

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  12. Grazie per le informazioni. Sto vivendo da mamma le vessazioni psicologiche e fisiche che un bambino problematico con famiglia assai problematica (eufemismo) esercita su mio figlio e su altri bambini della classe. E' dura però non pensare a scappatoie che forse velocizzerebbero il raggiungimento di una soluzione, ma non aiuterebbero il più debole.
    Siamo alle fasi iniziali, i colloqui con insegnati e DS sono stati fin'ora individuali, ci stiamo muovendo per realizzare qualcosa a livello di gruppo classe.
    Ma la paura che qualcuno si possa fare male davvero c'è quasi ogni giorno.
    Cinzia

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    1. Muoversi a livello di gruppo classe e insieme al DS e ai docenti è la strada giusta. E' inutile chiedere alla scuola quello che non può dare senza risorse. Insieme si può riuscire a trovare una soluzione.
      Fammi sapere, Cinzia!

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    2. Buongiorno !!!
      Sono un Dirigente Scolastico che sta vivendo una situazione molto problematica di un bambino (I primaria) molto ... molto violento ed impulsivo. Il bimbo non è certificato handicap, i genitori con sono consapevoli del problema ... rifiutano di affrontare il problema ("il problema sono gli Insegnanti che non sanno comprendere nostro figlio dal carattere problematico") ... e la sua violenza la esplicita dando pugni e calci agli Insegnanti, tirando a tutta forza i capelli alle Insegnanti, lanciando sedie e banchi ...
      Cosa fare ?
      E' inutile ogni volta dire che i D.S. non fanno niente ... a volte non hanno possibilità di intervenire opportunamente: non possono allontanare l'alunno, la richiesta di certificazione non va a buon fine , il diritto allo studio deve essere rispettato ed una eventuale riduzione d'orario scolastico non può essere "imposta" ma è soggetta all'accettazione da parte dei genitori (se i genitori lavorano o non sono d'accordo ...)
      Abbiamo tutti "armi spuntate" ... con tutta la comprensione del caso non saprei cosa fare ...
      E' più che giusto segnalare al D. S. il caso ...
      ma di certo non si può, purtroppo, pretendere che
      il D.S. risolva il caso ... cercherà di farlo, certo ... ma la normativa è molto deficitaria ... se non inesistente.
      Cordialmente Tiziano

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    3. Gentile Tiziano, ti ho risposto nel post 362°. Con il nome di Tiziano, visto che lo hai scritto qui.
      Fammi sapere :-)

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  13. Buona sera ,sono la mamma di un bimbo che dalla prima primaria ha problemi a scuola.Dopo insistenze da parte delle insegnanti lo abbiamo fatto certificare con disturbo del comportamento provocatorio-oppositivo.poi ci siamo rivolti ad una clinica neuropsichitrica dove è stato ricoverato 10 giorni è venuto fuori che non c'era nessun disturbo del comportamento,ma gli è stato diagnosticato una sindrome ansiosa-depressiva.Ci è stato consigliato di fargli fare un percorso di psicoterapia che sta ancora facendo ( E' venuto fuori che lui si è convinto di essere un bambino cattivo).In più sono stati dati consigli agli insegnanti su come comportarsi con il bambino.Purtroppo questi consigli non vengono seguiti e gli insegnanti continuano a lamentarsi.Preciso che il bambino ha fatto enormi progressi .

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    1. cara Mamma anonima, ti capisco. Quella che descrivi è una situazione che conosco. Mi capita spesso di discutere con certi colleghi che ignorano le certificazioni. A volte accade per ignoranza, e altre volte perché non sanno che cosa fare con i bambini che hanno dei problemi seri. Non capisco che cosa significhi "lo abbiamo fatto certificare". Ci sono stati specialisti che hanno certificato una cosa non vera? Se la prima diagnosi era quella, direi che il comportamento del bambino è difficile da gestire. Il bambino che ha un disturbo provocatorio-oppositivo (o anche una sindrome ansiosa-depressiva che gli fa tenere un comportamento che può essere scambiato per un disturbo oppositivo provocatorio) è molto difficile da gestire, soprattutto all'interno di una classe. Anche per me. Ma ti consiglio di insistere, anche con il dirigente, perché gli insegnanti smettano di lamentarsi di qualcosa della quale né il bambino né tu avete colpa, e perché la scuola trovi (insieme al Comune, all'Asl) come dare un supporto agli insegnanti.
      Fammi sapere! (e metti una firma qualsiasi!)

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  14. Buongiorno, sono arrivata qui googlando "bambino problematico prima elementare", leggendo l'articolo e tutti i commenti. Sono la mamma di una bambina che frequenta la prima elementare: sono due classi abbastanza numerose, una di tempo normale e una di tempo modulare. In entrambe sono presenti casi problematici, dovevano essere nella stessa classe ma sono stati divisi per non creare altro caos, bambini che già all'asilo hanno dato notevoli problemi. La situazione che si sta verificando (sparizione di articoli di cancelleria e/o rottura volontaria degli stessi, danneggiamento dei corredi scolastici dei compagni, contatti fisici violenti etc.) mette gli altri bambini in una situazione di disagio. Posto che: tutti hanno diritto allo studio, che i bambini problematici vanno aiutati, che le maestre hanno segnalato la cosa al Ds e che quotidianamente vengono fatti dei resoconti ai genitori di questo bambino, cosa possiamo fare dopo che la mamma di uno dei soggetti problematici giorni fa ha detto che i figli maschi non si possono toccare, come intendendo che non intendeva né poteva intervenire sul suo comportamento? Dopo che si è arrivati quasi al litigio, perché per l'ennesima volta ha messo le mani addosso a qualcuno, o rotto delle cose a un compagno? E siamo solo a 3 mesi di scuola, ma abbiamo 5 anni davanti e siamo sinceramente preoccupati, e intenzionati di muoverci al meglio sfruttando tutti i mezzi a nostra disposizione, per la tutela e il bene di tutti. Pensavo di chiedere un incontro col Ds ad anno nuovo, mi consiglia la via scritta cartacea in modo da far protocollare la lettera, o basta per iniziare un'e-mail? Cosa è meglio scrivere in questo caso? Distinti saluti e grazie per l'attenzione. Mamma Valeria

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    1. Cara Valeria, rispondo con ritardo perché, come ho già scritto, il numero di lettere che ricevo (via blog, via facebook e via mail) mi impedisce di rispondere come vorrei.
      Sono dell'opinione che bisogna scrivere e protocollare, possibilmente una lettera firmata da molti genitori, con la quale si chiede al dirigente come intende agire per tutelare la salute psicofisica degli alunni. Chiederei un incontro e, senza aggressività (perché DS e insegnanti non hanno mezzi per gestire queste situazioni) chiederei se sono stati contattati i servizi sociali, il Comune e l'Asl per richiedere assistenti di supporto alla classe.
      In questo caso, o il bambino ha un disturbo del comportamento, per esempio ADHD, o non è stato educato adeguatamente a stare in società. Nel primo caso il bambino va aiutato. Nel secondo caso vanno aiutati i genitori a capire che esiste una "culpa in educando" che li obbliga ad educare il bambino, per esempio a non sottrarre agli altri degli oggetti.
      Tutto questo va detto al DS, a voce.
      Mi faccia sapere, Valeria :-)

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  15. Buonasera. Sono una Docente di Scuola Primaria ( classe prima) e, leggendo le vostre esperienze, ho visto la mia situazione, con un alunno che, tra coccole, placcaggi, rincorse, lodi per ogni minimo progresso, crea una situazione di tensione continua tra i compagni e di pericolo per sé e gli altri. Proprio stamattina ho chiesto e ottenuto un colloquio informale con il DS, il quale non sembra rendersi conto della effettiva pericolosità della situazione; a breve avrò un incontro con i Servizi Sociali, ma già so che la famiglia, la quale vive una situazione molto particolare, non sarà collaborativa, poiché così è stato finora. A questo punto, per la salvaguardia degli alunni ( di TUTTI gli alunni), dovrò relazionare per iscritto...E cosa farò quando la mia relazione lascerà il tempo che trova? Nessuno interverrà perché nessuno potrà farlo, nessuna risorsa sarà utilizzata per aiutare il piccolo, la famiglia pretenderà ciò che è dovuto al bambino, perché la scuola è pubblica e obbligatoria, il DS CREDERA' di aver fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità.... E io sarò sola, disarmata e forse sarò l'unica a sentirsi in colpa, perché non riesco a chiedere congedo se lascio una situazione del genere, perché sarò l'unica a dover riconoscere di non essere riuscita a trovare una via d'uscita.

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    1. Cara collega (ma perché non hai messo un nome?), se leggi le altre lettere e le mie risposte vedrai che non sei sola e che spesso non si possono risolvere le situazioni difficili.
      Nella relazione scritta segnala il fatto che il bambino può essere un pericolo per sé e che chiedi venga studiato un progetto per aiutarti a gestire questo bambino difficile; chiedi al dirigente di chi sarà la responsabilità se, in mancanza dell'aiuto richiesto, un bambino si farà male.
      Purtroppo la situazione, oggi, è questa, e dovremmo spiegarlo a chi dice che non lavoriamo abbastanza.
      Fammi sapere! (e metti un nome, per favore)

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  16. Buonasera, le scrivo perché ho un problema con mio figlio, la neuropsichiatra ha riscontrato un disturbo del 'umore di tipo bipolare. Fino alla prima media bravissimo a scuola rispettoso e piuttosto timido, poi il cambiamento per vari motivi che non sto ad elencare, e lo studio ne ha risentito parecchio, e logicamente i professori pensano che sia solo svogliato e disturbatore. Cominceremo l'una cura con stabilizzatore del 'umore la prossima settimana, e volevo presentare un certificato alla scuola, non tanto per giustificarlo e avere delle agevolazioni, ma perché i alcuni professori anziché umiliarlo e isolarlo lo aitutino a superare questo momento, abbiamo anche l 'esame di terza media.
    Posso presentare e protocollare questo certificato? Grazie per la risposta.Ross.

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    1. Certo, Ross. Vada a parlare con il coordinatore e porti con sé una copia da inserire nel fascicolo dell'alunno. Lo facciamo sempre. Gli insegnanti devono conoscere questo tipo di problema! Anche per aiutarlo meglio.
      Mi faccia sapere!

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  17. Grazie per la velocissima risposta. Ho tralasciato di dire che ai professori giá mesi fa avevo anticipato che avremmo avuto probabilmente questo tipo di disturbo, alcuni hanno capito mentre altri fanno orecchie da mercante. Spero che una volta documentato il tutto provino almeno ad approfondire e a capire di che cosa si tratta. Le faró sapere come procede e scusi gli errori di battitura. Grazie infine ancora. Ross.

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  18. Buongiorno, come le avevo giá detto ho portato il certificato a scuola, so che i professori in consiglio hanno parlato del problema e su mia richiesta mi è stato confermato che rientra nel BES, ma che adesso è troppo tardi per la procedura dato che ci sará l'esame, ma ne riparleranno. Esiste un termine di tempo per poter usufruirne? Grazie. Ros

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    1. Sì, esiste un termine, come le hanno già detto. Comunque, dato il suo disturbo, non ha importanza la procedura. Vedrà che gli insegnanti ne terranno conto per le difficoltà che c'entrano con il disturbo. Saluti!

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  19. Grazie ancora. La prossima volta spero di comunicarle con gioia la fine di questo incubo. Saluti. Ros.

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    1. Buonasera Prof.Milani, purtroppo sono ancora qui alle prese con il mio problema in parte migliorato. Le faccio un breve riepilogo: ho presentato la diagnosi di disturbo bipolare a scuola per mio figlio (3^ media), e avvisavo dell'assunzione di medicinali con relative controindicazioni con allegato un certificato del medico dove si richiedeva nel caso servisse di lascialo andare in bagno al bisogno. Nel frattempo ho parlato con tutti e dico tutti gli insegnanti che hanno notato un miglioramento sia nel carattere che nei voti anche se tutti hanno confermato che con lui non avevano mai avuto problemi, se non quelli di normale routine dovuti all'età. Tranne una professoressa con la quale tutti i ragazzi da due anni a questa parte hanno grosse difficoltà di relazione. Bene questa professoressa è l'unica che dall'inizio dell'anno continua a dare note e a mandarmi a chiamare, lo umilia parlando di lui in classe quando non c'è, non lo lascia uscire ignorando ripetutamente le sue richieste, a volte lo fa aspettare mezz'ora prima di ascoltare la sua richiesta, gli ha persino" augurato che gli capitasse qualche cosa", nonostante sappia che ha problemi di memoria dovuti sia ai medicinali che alla patologia che ha lo interroga e fa verifiche su 30/40 pagine, per ultimo oggi gli ha dato una nota cercando di prendere il libretto dal suo zaino solo perchè aveva uno spigolo di fazzoletto di carte in bocca, dicendo a lui e ad altri due ragazzi che "si divertirà all'esame" e ha scritto sul libretto di volermi vedere. A suo tempo avevo già parlato con la preside. A questo punto posso chiedere io un colloquio con preside e tutti i docenti per mettere un punto e sapere esattamente cosa mi devo aspettare? Mi scuso il testo lunghissimo, ma sono veramente sfinita. Saluti.Ros

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  20. Buonasera Prof.ssa Milani,
    sono un genitore di un bambino di prima elementare, nella sua classe è presente un bimbo dichiarato bes che ha quotidianamente comportamenti violenti, finora solo verso i docenti, rovescia banchi, tira oggetti sbatte porte.
    Finora tre docenti si sono assentati per malattia, pur per brevi periodi e pur non dichiarandoli al DS. La suola si trova in una situazione tale, che i docenti sembrano non denunciare la situazione per timore di chiusura del plesso, più volte tentata dal DS. La famiglia del bambino continua a dire che il bambino è assolutamente normale e che se è vivace la colpa è degli insegnanti che non lo sanno prendere. Dopo gli ultimi episodi, ai quali abbiamo assistito con i nostri occhi in quanto presenti a scuola, abbiamo preferito non mandare per qualche giorno i nostri figli a scuola. abbiamo ottenuto un incontro col Ds e i genitori che continuano a dare la colpa ai docenti.
    Ci chiediamo di chi è la responsabilità se dovesse succedere qualcosa ai nostri figli e cosa possiamo fare per obbligare chi a fare qualcosa?
    Grazie mille
    Berniero

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    1. Gentile Berniero, ho risposto molte volte a domande come la sua. Legga le risposte che ho già dato. Soprattutto, mettete per iscritto e fate protocollare i vostri timori
      Saluti

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  21. Buona sera...sono capitata per caso sul suo blog, bene, mia figlia è in quarta elementare ed è oggetto di aggressioni fisiche da un bambino (come da lei descritto) in classe con lei.
    La maestra unica nega, la maestra di inglese è esasperata ma non denuncia, l'unica maestra che verbalizzava è stata spostata...gli altri genitori son voltati dall'altra parte, perchè a loro dire è un problema che riguarda soltanto me.
    Io invece, ho prima parlato con la maestra unica, la quale mi ha giudicata apprensiva e visionaria, poi mi sono rivolta alla preside, ma quest'ultima ha alzato le mani, dicendo di essere impossibilitata a porre rimedio...a ristabilire la normalità e mi ha proposto di cambiare istituto.
    Ora io...cosa devo fare?..me lo dica lei. Grazie

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  22. anonimo 17ottobre sono una bidella tutto il giorno svolgo un duro lavoro nel corridoi con decine di ragazzi difficile aiuto i prof e non mi lamento se medico un ragazzo in più le pulizie sono in zona difficile della SICILIA... mi fa male sentire le critiche sui bidelli ...GRAZIE

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    1. Pubblico il commento di questa bidella, anche se anonimo, perché bisogna rendersi conto che quando si parla (o si scrive) non si deve fare di ogni erba un fascio. Cara signora, la capisco. Lei fa il suo lavoro e non è giusto che si critichino tutti i bidelli. Ma sa anche lei che i bidelli che fanno poco ci sono. E probabilmente lei si troverà a fare anche il lavoro che loro non hanno fatto.
      Buon lavoro :-)

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    2. Buonasera, mi scuso per l'intrusione, vorrei fare una domanda ma non riesco a capire come al di fuori di questa discussione.
      Vorrei sapere se la scuola, in caso di peggioramento del comportamento in classe di un alunno è tenuta ad avvisare i genitori o no.
      Premetto che durante l'anno, a parte i soliti colloqui dove per altro le insegnanti non hanno mai evidenziato particolari atteggiamenti negativi, non sono mai stato convovcato ne mai il bambino ha avuto castighi o note sul diario.
      Mi hanno sempre detto un pò vivace ma tutto nella norma.
      Scaricando la pagella online noto invece che nonostante mio figlio abbia la media dell' 8, il giudizio comportamentale sembra quello di un delinquente disadattato incapace di relazionarsi e farsi accettare dai compagni.
      Premetto che mio figlio frequenta ambienti come gli scout e palestre di baschet dove nessuno si è mai lamentato, anzi mi hanno sempre fattio i complimenti per l'educazione.
      A questo punto chiedo a Lei come mi dovrei comportare, se cambiare scuola o chiedere spiegazioni al dirigente scolastico nonostante l'anno sia terminato.
      Ringrazio per l'attenzione e auguro una buona serata.
      Riccardo.

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    3. Gentile Riccardo, direi che ci sono validi motivi per chiedere spiegazioni agli insegnanti o al dirigente. Mi mandi via mail quello che hanno scritto, specificando anche in che classe è, perché non lo ha precisato.
      Attendo.

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  23. Buongiorno Prof.ssa Milani.
    Sono una maestra di classe prima, sono alle prime esperienze in quanto questo è solo il terzo ano che insegno, e mi sto trovando di fronte ad una situazione molto difficile: dei 23 alunni della classe, 2 mostrano comportamenti aggressivi nei confronti dei compagni, sovente si alzano senz a motivo e corrono per la classe urlando e scaraventando a terra il materiale dei compagni, cercando di picchiarli e di danneggiare le loro cose. Cerco di utilizzare vari metodi, come il rinforzo positivo, ma non ottengo risultati, quando hanno queste "crisi" non mi danno il minimo ascolto. Ovviamente sono preoccupata per l'incolumità dei compagni, e devo dire che anche io in alcune occasioni sono rimasta "segnata" da pugni e calci mettendomi in mezzo per evitare che facessero del male. Aver parlato con i genitori non è servito a nulla, anzi sembra che i comportamenti siano peggiorati ... il fatto è che con l'altra mia collega di classe questi due bambini si comportano molto meglio, lei ha una grande esperienza e sicuramente ispira più autorità di me, e a questo punto non posso non colpevolizzarmi per quello che succede e sentirmi inefficace e inutile. Confesso che ci sono giorni che vorrei mollare e licenziarmi. Ho preso un appuntamento con il DS e relazionato per iscritto, tuttavia temo che non servirà a nulla e che verrò liquidata con un "é colpa sua che non sa gestirli". Aggiungo che la collaborazione con la collega a volte è difficile perchè abbiamo due modi di rapportarci molto diversi e io, sinceramente, non condivido molte delle cose che dice e che fa per "tenere la disciplina". Insomma, chiedo a Lei un consiglio su cosa posso fare. Grazie

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    1. Cara Paola, puoi dirmi quali metodi usa la tua collega?

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  24. Non so se possa chiamarsi metodo... è molto severa, li sgrida molto, urla, li tiene incollati alla sedia tutto il tempo e guai se si muovono... non voglio criticarla, perchè è evidente che tra le due chi ha un metodo "inefficace" sono io (vorrei precisare però che anche io tengo molto al rispetto delle regole e voglio che le capiscano e le facciano proprie,non permetto che facciano quello che vogliono per intenderci e spiego sempre il motivo delle regole,solo che a volte hanno queste crisi e non riesco a contenerli in nessun modo) ma vorrei capire appunto come poter fare, non voglio che si crei un ambiente di apprendimento non sereno....La ringrazio per la sua disponibilità

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    1. Cara Paola, se leggi quello che scrivo sai che dico che non bisogna urlare. Ma non intendo che non si può alzare la voce, anche lanciando un urlo: ho già detto che quando la confusione è troppa, non si può pretendere di essere ascoltati e allora è il momento anche di un urlo. Un singolo urlo, non uno starnazzamento. Gli alunni si bloccano e finalmente puoi dire qualcosa. In realtà, una prima fase in cui sgridiamo i bambini e i ragazzi quando sbagliano, in cui pretendiamo che stiano al loro posto quando lavorano, in cui possiamo alzare la voce, è necessaria. Tanto per visualizzare quello che dico: se fossero pulcini, 25 pulcini, e si mettessero tutti insieme in libertà correrebbero a destra sinistra e non riusciresti più a gestirli. Se invece li collochi in un recinto, poi puoi liberarli uno ad uno alla volta. La libertà che dai ai bambini e ragazzi scuola deve essere una libertà gestita da te, e questo comporta un certo grado di contenimento, che all'inizio deve essere abbastanza forte. Solo quando i bambini e ragazzi avranno compreso bene come ci si comporta, potrai permettere loro più libertà.
      Quindi, Paola, contienili e tienili contenuti prima della crisi, proprio per non arrivare alla crisi. Dopo non ci riesci più.
      Fammi sapere

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  25. La ingrazio per i preziosi consigli, le farò sapere.

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  26. Buongiorno Sig.ra Isabella. Ho letto tutti i commenti precedenti e anche noi ci troviamo con gli stessi problemi segnalati: un bambino in quinta elementare che tiene la classe e la scuola tutta sotto scacco. E' già successo che alcuni bambini siano stati feriti e abbiano addirittura dovuto dar ricorso al pronto soccorso. Ultimo fatto accaduto giusto ieri al figlio della mia compagna al quale è stata fratturata una caviglia con prognosi di 25 giorni. Al bambino è stato assegnato un insegnante di sostegno full time, le maestre sembrano impotenti e il dirigente scolastico che alza le mani in segno di resa pare aspettare il termine dell'anno scolastico per liberarsi del "problema". Cosa fare in questi casi: aspettare che qualche bambino resti offeso magari per tutta la vita non mi pare una soluzione. Cosa consiglierebbe a questa classe/scuola ?

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    1. Gentile anonimo (di solito non pubblico commenti senza nome, ma faccio un'eccezione), come ho già detto molte volte, la Scuola non ha i mezzi (né soldi né personale) per affrontare queste situazioni. Se il bambino ha un insegnante di sostegno per tutte le ore credo che dovrebbe essergli impedito di fare del male ai bambini. Se non ci si riesce ci si deve chiedere come mai il bambino è così violento. Come viene trattato a casa? Direi che bisognerebbe segnalarlo ai servizi sociali e al Tribunale dei Minori. Saranno loro a indagare sul perché il bambino si comporta così. Se il dirigente non lo fa, fatelo voi. Prima che capiti qualcosa di più grave.

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    2. Il caso è finito sui giornali locali. I genitori del bambino violento sono due professionisti, dall'apparenza normale, e hanno sino ad oggi fatto ostruzionismo minacciando le maestre e la scuola di non meglio specificate ripercussioni. Faccio tesoro del suo consiglio del quale la ringrazio caldamente. Tanti auguri per le feste imminenti, Mirko

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    3. Gentile professoressa,in una scuola primaria cattolica si cerca di svilire l'indicazione della circolare del ministero dell'istruzione che cita "la scuola ha una responsabilità o culpa in vigilando e la famiglia in educando" perchè non vengono richiamati "sufficietemente" i genitori di quei bimbi (quest'anno di quinta elementare) che non rispettano le regole ben chiare sul regolamento d'istituto sottoscritto all'atto dell'iscrizione, che combinano periodicamente qualcosa in classe che compromette la sicurezza degli alunni e la crescita nei principi di lealtà onestà, gentilezza ed educazione. In cinque anni sono state tante le segnalazioni fatte a voce e dalla terza elementare è stato fatto presente, da me e mio marito, quali genitori dell'alunno non integrato, che se il problema era nostro figlio, avremmo volentieri sottratto lo stesso da umiliazioni e quant'altro. Le rassicurazioni sono sempre state molte e la preghiera di non portare via l'alunno è stato espresso caldamente, ma i fatti per cambiare la situazione (complicata dalla mamma del bullo che per giustificare suo figlio,addossa la colpa sul mio escludendo me dai rapporti con gli altri genitori e lui all'interno della classe a cura dei compagni imboccati dai genitori a casa, che per opportunità si sono buttati dalla parte della rappresentante di classe molto assertiva) molto pochi, se inesistenti. La direzione e la maestra si stanno arrampicando sugli specchi per svilire ogni atto che succede. Mi sono messa in discussione come genitore e ho consultato non uno psicologo, ma ben 4 che hanno confermato che il problema non è l'innocenza di un bambino giusto e preciso, che è mio figlio, ma il comportamento dei docenti e non, che mina però la crescita cognitiva dell'alunno a cui evidentemente non importa a nessuno, ma è insito che è un insuccesso della scuola. Cosa si deve fare se viene a mancare la fiducia (dell'alunno nei confronti della scuola che però non viene rafforzata, faticosamente, dalla noi famiglia che cerca di sminuire tale convinzione del figlio/alunno) e della famiglia (che teme che succeda qualcosa di grave e non venga fatta valere la verità addossando magari la colpa a mio figlio che ha subito) a dicembre dell'ultimo anno di scuola primaria, per non saper gestire i comportamenti di alunni che disturbano all'interno della classe e i cui genitori vengono richiamati spesso dalla direzione, senza nessun miglioramento? Cambiare scuola purtroppo non è indicato per l'alunno, la sottrazione da un problema non è un bel messaggio. Quest'anno è stato proposto dalla maestra il progetto sul bullismo (mio figlio è vittima) mirato al ruolo dei gregari. Tutta la classe è omertosa quando serve e accusa la vittima (antipatica perchè precisa ed educata) quando è scomodo dargliela vinta evidenziando che è tutta colpa del bullo, purtroppo la psicologa che eroga il corso è la stessa che ha in terapia i genitori del bullo e mio figlio non ha potuto partecipare per incompatibilità. E' questa tutta l'attenzione e l'interesse per far crescere gli adulti del futuro?! Grazie se sarà possibile avere una risposta. mamma Elena

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    4. Gentile Elena, è difficile darle una risposta precisa senza conoscere i fatti (lei non ha spiegato che cosa accade in classe). E in ogni caso, quello che posso dirle è che i sono problemi nelle scuole che non possono essere risolti per un grande insieme di motivi: non ci sono soldi e quindi non ci sono modi per gestire veramente le situazioni difficili; le classi sono troppo numerose e le aule troppo piccole; molti genitori non educano i figli al rispetto degli altri e, quando vengono convocati a scuola dagli insegnanti o dal dirigente si rivelano aggressivi e molto più maleducati dei loro figli.
      I compagni di classe finiscono per mettersi dalla parte del bullo anziché da quella della vittima perché non hanno la forza di opporsi al bullo, perché sanno che se lo facessero subirebbero la sua vendetta. D'altra parte, anche gli adulti non riescono a opporsi ai violenti...Perché dovrebbero esserne capaci dei bambini?
      Che cosa fare? Legga le risposte precedenti. Non voglio ripetermi.
      In bocca al lupo!

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  27. Gentile professoressa, grazie per la risposta. I fatti che succedono in classe sono. spinte, cazzotti, sottrazione di materiale didattico per essere maltrattato. Ciò offende molto mio figlio che invece non mena, non offende e non maltratta il materiale altrui, è solo un pò chiaccherino, ma positivo per il resto. Quali conseguenze può avere l'alunno se è stata dichiarata la mancare la fiducia nella maestra che conosce queste dinamiche dalla prima elementare, solo in quarta è riuscita a mandare i genitori del bullo dalla psicologa di fiducia e i fatti continuano a succedere, giustificando ancora che non si è visto perfettamente cosa è accaduto e confrontati i contendenti le versioni sono sempre contrastanti? Beh, della mancanza di forza dei bambini per mettersi dalla parte della vittima ne eravamo certi, ma non comprendiamo come i genitori possano estraniarsi, se capitasse a loro, io sicuro li aiuterei. Grazie Elena.

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    1. Gentile Professoressa, grazie per il Suo blog, grazie per i suoi consigli. Per il problema di mio figlio, ho scritto ripetutamente alla direzione, ho citato che non hanno raccolto la richiesta di un incontro congiunto a giugno scorso, che le promesse fatte in quel mese per non portare via dalla scuola mio figlio sono venute a mancare e come d'incanto mi hanno risposto, riconoscendo, con una mail, gli atti a danno "del piccolo alunno". Nel confronto ci è stato proposto un punto di ripartenza. Abbiamo invitato la direttrice a parlare con la mamma del bullo che continuava a sostenere la colpevolezza di mio figlio, diffamando sia me che il mio piccolo. Alla mamma del bullo, invece, ho riferito che se il figlio non se la smetteva di importunare mio figlio, l'avrei detto a suo padre. Questa è stata la parola magica!!! E' cessato tutto.....i dispetti, gli atti di esclusione e di percosse. La direttrice ha chiamato la mamma del bullo e mi hanno riferito che gli strilli si sono sentiti fino al piano terra. Ci voleva molto per rendere le giornate dei bambini senza tensioni? Cordiali saluti. Elena

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  28. Buona sera ,sono la mamma disperata di un ragazzo di un istituto professionale in primo anno.e mi confronto con un probllemma per quale non riesco trovare una soluzione ,sono in un punto morto è non so come andare avanti.mio figlio non è un ragazzo cattivo solo che non sa scegliersi una buona compagnia .praticamente e stato accusato che insieme con gli altri hanno disturbato un altro compagno di classe.sono una persona molta aperta è ho cercato di parlare con gli professori per cercare di vedere quale è la situazione , mi si è spiegato che non è niente di grave solo che l'altro ragazzo non capisce i scherzi che si fanno fra i ragazzi,anzi una professoressa mi ha assigurato che parlera' anche lei con mio figlio e cosi lo aiutiamo ha capire che il suo comportamento è sbagliato,non voglio dire tutta la storia perche e lunga solo che un giorno dopo le cose sono precipitate senza nessuna spiegazione mio figlio viene allontanato dalla scuola e piu' tardi sono stata avisata che è stato sospeso per 20 gg scolastici,faccio fatica di trovare il direttore e di ottenere un col loquio con lui e alla fine riesco, ma il colloquio è un desastro ,lui mi spiega che nella quella classe ci suono buoni e cattivi e mio figlio fa parte dei cattivi e deve essere punito .io sono d'accordo che se merita lo dobiamo punire ma non in una maniera cosi radicale ,e lo domando quale è il risultato di questa punizione ,e lui mi risponde che il risultato e la garantare la serenita' di 20 studenti .20gg scolastici significa 1 mese di scuola che non si possono recuperare e chiedo al direttore di accordargli la conversione di andare a scuola da mattina e di lavorare nel pomeriggio ,sono d'accordo solo per non perdere l'anno scolastico.in momento in cui sono andata alla scuola ho fato una lettera in quale spiego i motivi per quale non mi sembra giusta la punizione.in data di 07 genn. mando al direttore la richiesta per la conversione e il direttore mi risponde che la richiesta sara' accettata solo se io smentisco quello che ho scritto nella lettera .in questi condizioni ho accettato la sospensione ,ma sono disperata che mio figlio perdera' quest'anno.ho cercato di trovare un 'altra scuola ma ,dove sono andata sono stata rifiutata .allo fine penso ha trovare qualcosa in privato per non perdere l'anno .e di ricominciare l'anno prossimo in un altra scuola .ma anche per il privato non so andare ,se mi puo aiutare con un consiglio vi prego di aiutarmi Inna

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  29. Gentile prof. Milani, mio figlio, uno studioso e tranquillo ragazzino di terza media, è stato per tre anni oggetto di atti di bullismo da parte di alcuni compagni e “palpeggiamenti” da parte di un compagno in particolare. Non è stato il solo a subire. Ho più volte esposto il problema alle prof ma, a parte spostamenti di banco e grandi parole, non è cambiato molto. Solo pochi giorni fa un compagno di classe, dopo avere reagito dando un pugno al naso al “palpeggiatore”, ha finalmente dichiarato pubblicamente (quindi anche il DS ne è venuto a conoscenza) il problema con conseguente provvedimento disciplinare ecc. ecc. nei confronti del palpeggiatore.
    Ora il problema è questo, si prospetta il “viaggio premio” di terza media (tre giorni in Umbria) ma ovviamente mio figlio e altri che come lui subiscono i bulli, non ne vogliono sapere di andarci (e giustamente!). Ne ho parlato con le prof e mi hanno detto di suggerire i nomi dei bulli: li avrebbero esclusi dal viaggio, decisione comunque da proporre e decidere in consiglio di classe. La mia perplessità è che non tutto verrà fatto per bene e passerà un messaggio sbagliato: i prepotenti andranno in viaggio premio ed i meritevoli resteranno a casa.
    Cosa posso fare? Posso scrivere una lettere destinata al consiglio di classe dove sottolineo le mie preoccupazioni? La protocollerei e quindi resterà traccia di una responsabilità. Mi dispiacerebbe non far partecipare con serenità ( anche la mia!) mio figlio e gli altri meritevoli ragazzi ad una esperienza che meritano sicuramente.
    Grazie

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    1. Gentile Signora (o Signore, non posso capirlo se non c'è la firma), non capisco perché non ha preso provvedimenti prima. Queste sono cose sulle quali bisogna essere tempestivi: si dice subito all'insegnante coordinatore e si esige che vengano presi provvedimenti. Sul bullismo e sui palpeggiamenti non si può perdere tempo perché minano l'autostima del ragazzo.
      Se non hanno preso gli adeguati provvedimenti (coinvolgendo anche i genitori del palpeggiatore/bullo) perché non avete scritto una lettera, facendola protocollare e chiedendo che la Scuola trovasse come proteggere i vostri figli?
      Ora: scrivete una lettera (firmata anche da altri genitori, possibilmente, ma non necessariamente) nella quale dite che manderete i vostri figli in gita, ma chiedete che vengano esclusi i molestatori (in tutte le scuole si prevede la possibilità di escludere i ragazzi dalla gita in caso di problemi disciplinari importanti). Nel caso questo non venga fatto - scrivete- provvederete a tutelare i vostri figli anche attraverso vie legali. Ovviamente, se suggerissero di non mandare in gita i vostri figli rivolgetevi a un avvocato.
      Non si può permettere che un ragazzo venga palpeggiato e fatto oggetto di bullismo !
      Mi faccia sapere (mettendo una firma!)

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    2. Gent.ma prof.ssa Milani, sono Ida e scusi la mia distrazione per non essermi firmata prima. Ho seguito il suo consiglio ed in gita verranno esclusi i ragazzi segnalati dalle mamme di ragazzi che subivano, avallato anche da un'insegnante in perticolare che anch'essa subiva scorrettezze da parte di questi bulli.quindi le prof hanno comunicato alla classe che alcuni non parteciparanno al viaggio "premio" per comportamenti ritenuti scorretti dagli stessi insegnanti. Come mamma sono soddisfatta ma in realtà tutto questo mi ha lasciato una strana sensazione di sconfitta..Infondo sono ragazzi anch'essi e andrebbero aiutati in qualche modo..
      La ringrazio e la saluto con grande stima.
      Ida

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    3. Cara Ida, la strana sensazione di sconfitta che lei prova è la stessa che proviamo spesso noi insegnanti, quando vediamo che non possiamo aiutare tutti.

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  30. Gentile prof.ssa Milani,
    sono un'insegnante della scuola primaria alle prime armi! Domani comincia un nuovo anno scolastico in una nuova scuola in una zona parecchio difficile della periferia napoletana! Mi hanno assegnato una classe quinta composta da 13 alunni tutti provenienti da una casa famiglia. I colleghi che conoscono bene la situazione me ne hanno dette di tutti i colori e sono molto preoccupata. Ha qualche consiglio per me su come approcciare una classe in cui ogni alunno vive una condizione di disagio sociale e familiare?

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  31. Buonasera Dott.ssa Milani sono la mamma di un bambino di 4 anni che frequenta serenamente la scuola dell infanzia,le premetto che il primo anno per necessità ha frequentato in una scuola privata dove io insegnavo nella sezione dei 5 anni.E' sempre stato un bambino vivace,e forse per "colpa" della mia presenza in struttura non ha mai rispettato le regole.Le maestre attuali reclamano questo suo continuo "non stare fermo"........ho tentato tutte le strategie da educatrice e madre ma purtroppo senza successo.Tempo fa torna a casa con un livido sul naso provocato dalla maestra con un pizzicotto......per l ennesima volta mi sono sentita mortificata....ma forse neanche il gesto della maestra credo sia stato uno dei migliori..,...lei cosa mi propone per risolvere il problema?

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    1. Cara......(non hai messo il nome), credo che, per quanto possa essere stato vivace il bambino, la maestra non avrebbe dovuto dare un pizzicotto sul naso. E direi che dovresti dirle che - semmai - te lo dica e il pizzicotto hai piacere di darglielo tu. Dovrebbe capire.
      Come risolvere? Mi sembra di aver capito che adesso frequenta il secondo anno in una scuola pubblica dove tu non insegni. A me sembra che la tua presenza avrebbe dovuto essere un deterrente. Se non lo è stata forse avete dato l'impressione al bambino che per lui le regole non valevano. Non so. E' difficile capirlo con questi pochissimi dati. Non mi spieghi neanche che cosa fa tuo figlio esattamente e quali strategie hai adottato. Spiegati meglio (metti un nome), Aspetto!

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  32. Gentile Professoressa
    Ho due figli alle elementari. Il più grande (in quarta) ha due insegnanti fantastiche e in classe c'è un bel rapporto tra tutti. L'altra invece (classe terza) ...è capitata in una classe particolare, praticamente tutti i bambini, tranne 4-5, hanno modalità di espressione e comportamento tutte declinate sull'aggressività: botte,(almeno due sono bulli fatti e finiti) urla, insulti, offese. Oppure emarginazione di bambini ritenuti meno "fighi" degli altri, ("vattene, ci rovini il gioco!", "non puoi giocare, perchè mi sei antipatico e basta!"), velenose osservazioni su difetti fisici ("...sei un ciccione, ...hai i denti gialli, ...sembri un maschio, ..sembri una femmina".., ecc.). Una sola bambina - adottata- è in via di certificazione, e avrà presto un sostegno. Tutti gli altri sono figli di famiglie all'apparenza normali, bambini amati e a volte viziati, seguitissimi (alle riunioni di classe sono presenti sempre una trentina di genitori, media di 1,5 genitori a bambino!) e tutti ci sforziamo di capire, ma non se ne viene a capo.
    Durante le feste con la scusa di fotografarli, li osservo giocare, e devo constatare che quello dell'aggressività è proprio un fenomeno collettivo che contagia tutti, anche i bambini che sarebbero bravi. Questi ultimi,(tra cui mia figlia) un po' per esasperazione, un po' per apprendimento, hanno imparato a reagire per le rime, scatenando un circolo vizioso che peggiora di anno in anno.
    I bambini si mostrano perennemente arrabbiati, insensibili, sia di fronte alle lacrime dei compagni, sia di fronte ai fatti di attualità (hanno riso e disturbato anche durante il minuto di silenzio per le vittime di Parigi). Sono egocentrici (parlano e intervengono quando vogliono loro, alzano la mano ma parlano senza aspettare che si dia loro la parola, se non vengono scelti per dei ruoli mettono il muso e recriminano), sono polemici, non ammettono mai di avere torto ma rispondono all'infinito ("eh, ma ha cominciato lui.., eh ma prima lui ha detto... "), oppure negano e mentono anche di fronte a testimoni oculari. Le maestre credo che ormai li detestano, e ci hanno fatto più volte capire che non siamo capaci di educarli. Noi vorremmo invece che in classe facessero la loro parte, trasmettendo valori di convivenza civile e autorevolezza. Molti sostengono che i figli a casa sono educati e che solo a scuola si comportano male, quindi la colpa deve essere delle maestre, che sarebbero poco incisive, distratte, inefficaci.
    La maggioranza dei genitori non sono di quelli che proteggono i figli dalle punizioni, vorrebbero anzi più severità!!
    Le maestre ci dicono che passano metà del tempo a cercare di gestire la classe, per cui conseguentemente si lavora poco. Forse per questo i bambini si annoiano, ma questo non giustifica l'aggressività, ovviamente.
    Attualmente ci sono bambini che cominciano ad avere problemi di autostima, bambini che sono nervosi anche a casa, bambini che accusano perenne mal di testa, bambini che si fanno male un giorno si e uno no. Ma soprattutto la rabbia fuori contollo. Perchè sono sempre così arrabbiati questi bambini? Siamo in un caos, e non si sa come uscirne.
    Ha qualche consiglio da darci?
    cari saluti
    Cinzia

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  33. salve sono madre di un bimbo che fino alla seconda elementare era felice creativo e voleva imparare, ma poi, ora è in quinta elementare e conta i giorni che mancano alla fine della scuola, nella speranza che alle media abbia la FORTUNA di avere dei compagni NORMALI e normalmente educati con i quali si possa discutere (magari anche bisticciare, ma nel limite della ragione), questa premessa per chiedere perchè tutti si occupano o meno e si focalizzano sul bimbo agitato, agressivo, iperattivo ecc., ma nessuno pensa ai bambini educati che perdono la voglia di studiare e che per poter riaccendere l'entusiasmo devono trasferirsi e cambiare scuola come fossero loro i colpevoli, i disadattati , gli antisociali, ma che in realtà sono solo tranquilli e rispettosi????? Non è polemica è realtà attuale, grazie per una risposta

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    1. Risponderò. Segua il post 545°

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    2. Salve, avrei bisogno di un consiglio. Ho una bimba che frequenta la 2 elementare dove c'e' un ragazzino che i fastidiose tutti in particolare le bimbe con parolacce e brutti gesti. I genitori del ragazzino sono peggio di lui e dicono che il figlio e' in cura.
      Cosa posso fare?

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    3. Gentile Davide, che cosa posso dirle? Purtroppo, se il bambino è già in cura e i genitori sono peggio di lui, può fare poco. Come possono fare poco le sue maestre. Può spiegare alla bambina che quel bambino fa così perché non riesce a comportarsi bene. Aggiunga "poverino". Per lo meno non la vedrà come una violenza. Legga i tre post su questo argomento. Saluti

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  34. Gentile professoressa sono un'insegnante di sostegno alle prese con un bambino autistico molto grave e aggressivo.
    Il mio alunno non può parlare, non ha controllo sfinterico e cammina con difficoltà ma questo non è ciò che mi preoccupa.
    Mi preoccupa il fatto che ogni minima situazione che gli crea disagio (la confusione dei compagni, il compagno che prende un suo gioco, l'insegnante che non capisce un suo bisogno e non vi risponde, il cambio di luogo o della figura di riferimento...) lo portano ad essere violento con compagni ed insegnanti arrivando al punto di tirare talmente forte i capelli da staccarne alcune ciocche o di mordere.
    Sono in uno stato di continuo allarme per impedire che si faccia del male (si morde le mani) o faccia del male ad altri.
    Parlare con i genitori si è rivelato inutile. La mamma ha detto che quando ha le sue crisi di collera loro abbandonano la stanza e lo lasciano solo a "sfogarsi" finchè non si calma.
    Inutile dire che io insegnante non posso fare una cosa simile perchè verrei denunciata.
    L'unica cosa che posso fare è tenergli ferme le mani per evitare che tiri i capelli ma non sempre ci riesco.
    D'accordo con la specialista che segue il bambino abbiamo chiesto ai genitori di ridurre l'orario di scuola o di introdurre un farmaco per l'aggressività, ma hanno rifiutato.
    Ora questo bambino ha terminato il primo anno di scuola primaria e lo devo portare fino in quinta.
    Sono fisicamente e psicologicamente provata al punto di aver riportato anche alcuni problemi al mio corpo che sono stati attestati essere causati dallo stress.
    La verità è che noi insegnanti di sostegno siamo lasciate sole al nostro destino, chi ci tutela?
    Le colleghe di classe non ci aiutano perchè hanno troppa paura di questi bambini e il Dirigente non vuole problemi con i genitori e lo stato di certo non ci viene incontro.
    Ma non non siamo psichiatre! Non abbiamo gli strumenti per far fronte alla violenza di questi bambini!
    Allora mi chiedo:"Perchè hanno chiuso le scuole speciali?, Perchè lo stato non obbliga, in casi gravi come questo, i genitori ad inserire il bambino in un centro specializzato?
    Essere seguito da persone specializzate gioverebbe all'alunno che diventerebbe più autonomo e di conseguenza ai genitori"
    Ho l'impressione che nel desiderio di essere buoni e di voler a tutti costi rendere normali situazioni che non lo sono si sia persa di vista la realtà chiudendo gli occhi.

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  35. Buongiorno
    Sono una ragazza ed ho bisogno del suo aiuto;
    ieri una prof ha lasciato metà classe in un altra aula da soli e l'altra metà la gestiva lei perche dovevano recuperare una verifica
    Io ero con gli altri da sola e facevamo degli esercizi, intanto parlavo sottovoce con una mia connazionale nella mia lingua e un ragazzo mi fa torna nel tuo paese sei in italia parla in italiano un altro all'improvviso si alza e mi tira un pugno in testa senza motivo, lì ho fatto finta di niente all'inizio però volevo alzarmi e ricambiare ma ci ho pensato un po' e ho pensato che comunque ricambiandogli non avrei fatto onore ne a me stessa ne ai miei ne al mio paese.
    Finita l'ora cercavo di avvicinarmi alla profesoressa ma cercava di andare il più presto a casa.
    L'ho detto ai miei genitori che mi hanno consigliato di parlarne con una prof e se la quale non reagirà ci penseranno loro con i genitori dei ragazzi
    E' passato un giorno ed ho ancora dolori non so cosa fare professoressa mi può gentilmente aiutare?

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    1. Cara ragazza (non hai messo il tuo nome), hai fatto bene a non reagire. Vai dalla professoressa o dalla coordinatrice o dal coordinatore della classe e racconta l'accaduto. Ma che pugno ti ha dato? Se hai ancora dei dolori deve avertelo dato ben forte e quindi deve comunque essere punito. I genitori non devono litigare fra di loro. E' compito della scuola. Se nessuno ti ascolta vai dal dirigente. Non mi hai detto quanti anni hai e che tipo di scuola frequenti, ma in ogni caso l'insegnante non deve lasciarvi soli fidandosi di voi. Evidentemente può sempre accadere qualcosa. L'insegnante lo ha fatto perché non c'era nessuno che poteva sostituirla, ma in questo caso doveva rinunciare a fare recuperare la verifica o trovare un'altra soluzione. Cerca di parlare prima con l'insegnante, perché deve sapere che ha un alunno come quello che ti ha dato un pugno. Un pugno da razzista.
      Fammi sapere

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  36. Buonasera Prof.ssa,sono la rappresentante dei genitori di una classe terza della primaria. Ho letto con interesse questo suo articolo perche' rispecchia la situazione che stiamo vivendo nella classe di mio figlio proprio a causa del comportamento di un bambino incontenibile e violento. Noi abbiamo fatto tutto quello che lei ha scirtto: quindi la nostra insegnante ha scritto relazioni su relazioni alla dirigente e noi genitori abbiamo fissato un incontro sempre con la preside per richiedere che la maestra sia affiancata per tutto il tempo da una figura qualificata (insegnante, educatore, psicologo). La preside dice che non ha le risorse a disposizione, le abbiamo chiesto di rivolgersi al provveditoratoa ci ha risposto che quest'ultimo non gliela darà mai un'insegnante in più per seguire questo bambino. Secondo lei possiamo a questo punto noi genitori scrivere direttamente al provveditorato per richiedere un'assistenza qualificata e continuativa? GRAZIE, Miriam Di Virgilio

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    1. Gentile Miriam, quando noi insegnanti (me compresa) diciamo che non è vero quello che a volte dicono al telegiornale su fantomatici soldi dati alle scuole intendiamo questo. E' perfettamente vero che il dirigente non ha soldi per pagare qualcuno perché faccia più ore, ed è assolutamente vero che il provveditorato (che non si chiama più così, ma non importa) non darà nessun insegnante o assistente o educatore in più. Infatti il dirigente lo sa così bene che non lo chiede neanche. Certo, potete chiederlo voi, ma dubito che vi aiuterà. A sua volta darà la colpa a chi è più su di lui e così via.
      Comunque, fatelo. E andare anche all'ASL.
      Scrivete, però, denunciando i pericoli, e fate protocollare, così, se dovesse succedere qualcosa non potranno dire che non lo sapevano.
      Mi faccia sapere
      Saluti
      Isabella Milani

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  37. Mamma Rossana.

    Gent.ma Prof.ssa, mi sono imbattuta nel suo blog per caso e ho letto con molto interesse molti dei commenti e delle sue risposte.
    Non sono un'insegnante ma una mamma in profonda crisi...una crisi che va avanti e non vede luce da tre anni.
    Una crisi dovuta all'impostazione culturale che di principio mi vede pienamente in linea con le sue premesse, ma che si scontra con la frustrante presa di coscienza che tutti i buoni propositi, le attivazioni, le richieste di aiuto e intervento possono non portare ugualmente a nulla.
    Mio figlio è in terza elementare.
    Un disabile grave certificato sin dall'inizio della prima.
    Un altro compagno che ha mandato in crisi maestre e noi genitori sin da subito: escalation di episodi fuori dalla norma, pericolosi e che paralizzano totalmente ogni tipo di attività in classe.8 bambini sono andati via già il primo anno, altri 2 l'anno scorso.
    Dopo aver parlato con la DS, messo per iscritto tutto, relazioni quotidiane delle maestre, richiesta intervento provveditorato, dall'anno scorso è arrivato il.sostegno con una presunta diagnosi di ADHD oppositivo-aggressiva (preciso presunta perché la certificazione è stata quasi estorta dalla,ds ai genitori pee richiedere il sostegno, ma manca diagnosi neuropsichiatrica approfondita, a causa del diniego dei genitori -professionisti - di riconoscere il problema).Oltre al sostegno è stata richiesra e ottenuta anche la presenza di un'educatrice e di una psicologa.
    Tutte figure inutili!!!
    In 3 su un bambino ma senza che nulla sia cambiato.
    Non riescono a placcarlo e contenerlo neppure in 5 (comprese la maestra di classe e la maestra dell'altro sostegno).
    Ad oggi la situazione è finanche peggiorata, perché il bambino in questione ha in pugno l'intera classe (16 bambini).
    Fare lezione è ormai impossibile e i nostri bambini stanno avvertendo serie ripercussioni anche emotive e psicologiche:in classe volano banchi e cattedre, pugni e calci di una violenza inaudita, la gran parte dei quali li prendono le maestre che fanno quotidianamente da scudo...i bambini sono suoi succubi e assecondano ogni sua richiesta perché sono terrorizzati (iniziano a verificarsi veri e propri atti di bullismo verso alcuni di loro, presi particolarmente di mira).
    La DS ormai alza le spalle e ci dice che si è fatto tutto quello che si poteva fare.
    Qualche altro bimbo andrà via a breve...ed anche io, mentre non ci dorno più da notti, sto maturando con estremo dolore la,stessa decisione.
    Quando si può e si deve prendere atto della,sconfitta del sistema scuola di fronte ad akcune situazioni?
    Fin dove ci si può immolare -e soprattutto immolare i nostri figli, che pure hanno diritto allo studio alla,tutela ed alla più serena crescita e formazione - per non poter, dover, ammettere che non sempre è sufficiente crederci e lottare.
    P.S. Oltre all'angoscia cob la quale ormai accompagnamo i bambini a scuola la mattina, c'è lo sconforto del disastroso livello didattico e disciplinare che riscontriamo in buona parte della classe (non hanno una preparazione e competenze adeguate pee una terza elementare, e hanno serie difficoltà a,rimanere seduti e ci concentrarsi...vivendo nel caos per 5 ore di fila, ed avendolo interiorizzato come un ordinario "contesto scolastico").
    Ecco, non sono un'insegnante...e ancor meno vorrei esserko in queste situazioni.
    Ma,da mamma, che ha il sacrosanto dovere di preoccuoarsi di suo figlio oltre, e prima, che di quello di altri,le chiedo sinceramente un consiglio.
    Grazie per l'attenzione che vorrà dedicarmi.

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