La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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mercoledì 19 settembre 2012

“Bambini e ragazzi violenti a scuola: che cosa fare?”. Prima parte. 327°

Marika mi scrive:

"Salve Professoressa Milani,
per caso mi sono trovata sul suo Blog, alla ricerca di qualcuno che potesse aiutarmi su un problema che ho. Non sono un'insegnante, ma una mamma di una bambina di III elementare, di una scuola pubblica. La scuola è iniziata giovedì e venerdì è sorto già il primo problema: un nuovo bambino in classe, proveniente da un'altra scuola, violento, iperattivo, incontenibile.
Venerdì, il primo giorno che è arrivato ha picchiato 3 bambini ed ha provato a strozzare la giovane maestra di matematica (nuova anche lei) con la sciarpa che aveva (la maestra) mentre la maestra prevalente provava ad impedirglielo! Tutto questo davanti agli occhi attoniti di bambini di 8 anni che sono usciti da scuola scioccati e spaventati. Mia figlia venerdì sera, a letto, ha detto "mamma sto pensando ancora al viso rosso rosso della maestra che stava morendo!". Venerdì hanno passato la giornata a cercare di calmare questo bambino, oggi un bidello e DUE maestre l'hanno portato in giro per la scuola perché impossibilitati a tenerlo in classe fermo, senza che ballasse sui banchi o gettasse le sedie dalla finestra! La maestra prevalente di mia figlia ha ben pensato di mettersi in malattia se non dovesse avere una pronta soluzione dalla direttrice. Posto che questo è un bambino che può far male a sé stesso e agli altri (non è una supposizione è un dato di fatto!!), quali dovrebbero essere i diritti suoi e quali quelli degli altri bambini? Dov'è il confine tra il diritto allo studio del bambino problematico ed il diritto allo studio e all'incolumità di una classe che fino all'anno scorso era una bella classe, affiatata e tranquilla? Cosa possiamo fare noi mamme, cosa ci consente la legge, per tutelare i nostri figli, la loro salute ed il loro bisogno di conoscenza, considerato anche il fatto che la maestra ha teoricamente già dato forfait?!?! Mi scuso per il lungo monologo e aspetto ansiosa una sua risposta. Saluti  Marika”

Cara Marika, effettivamente è un grosso problema, che obbliga a considerare molti aspetti della società. Proprio questa complessità rende difficile scrivere un post contenendo tutte le riflessioni in una pagina. Tento.
Prima di tutto devo mettere in evidenza con forza il fatto che il bambino non ha colpa del suo comportamento. Assolutamente nessuna. Bisogna fare qualche considerazione.
Prima: c’è in quella classe un bambino “violento, iperattivo, incontenibile”. Un bambino che cerca anche di strozzare la maestra (meno male che non lo ha fatto con un alunno), che picchia, che scappa. Soluzione pretesa dalla maggioranza dei genitori (non da Marika): toglierlo dalla classe. Per metterlo dove? Non si sa e non importa: l’importante è che stia lontano dai loro figli.
Primo commento: questo è davvero ingiusto e assurdo, segno di grande egoismo e menefreghismo. Il bambino ha dei seri problemi, magari di violenza subita, e la soluzione non può essere quella di punirlo ancora o di pretendere di insegnare la non violenza emarginandolo, e quindi rifiutandolo (credo che se fosse permesso ci sarebbero persone che vorrebbero insegnargliela picchiandolo).
Seconda considerazione: in quella classe ci sono tanti altri bambini. Bambini educati a rispettare gli altri, o bambini che non hanno problemi tali da provocare comportamenti violenti o scatti di ira. Soluzione pretesa da qualche insegnante, da chi governa e da chi decide al Ministero: vi tenete il bambino violento, e andate avanti così. Se gli altri bambini rimangono traumatizzati, pazienza, poi supereranno il trauma. Soldi non ce ne sono e al bambino, e se si comporta male è giusto dargli delle belle sospensioni  (anche di 15 giorni ) o un bel 5 di condotta, che ha come conseguenza la bocciatura (“così impara come ci si deve comportare!”).
Secondo commento. E anche questo è davvero ingiusto e assurdo, segno di grande egoismo e menefreghismo: ma come si può pretendere che un bambino di otto anni sia così maturo da vincere l’impulso a protestare, urlare, picchiare, essere corretto, e scelga i comportamento virtuoso che nessuno – in famiglia – gli ha mai insegnato? Forse ha imparato a casa quella violenza. E come si può pretendere che gli altri bambini siano così maturi da accettare di essere picchiati o di vedere la maestra picchiata?
Terza considerazione: come ho già detto in più occasioni, chi è sereno si comporta bene. Chi ha dei grossi problemi (di violenza, di abbandono, di degrado, di assenza di affetto) si comporta male. E allora? Gli facciamo violenza anche noi? Lo rimproveriamo, lo puniamo?
Quarta considerazione: di chi è la colpa, se di "colpa" si può parlare? Che cosa avrebbe dovuto fare la maestra? Picchiare il bambino scatenato? Fargli una lavata di capo? Ignorarlo? Metterlo dentro un armadio, al buio, come ai vecchi tempi? e allora? Che cosa si fa? La Scuola è impotente? Marika è impotente?
No. Qualcosa si può e si deve fare.

Seconda parte.


27 commenti:

  1. Chi è sereno si comporta bene? Ecco, cara Isabella, permettimi di dissentire da questo. Io insegno da otto anni (lettere alle medie) eppure mi è capitato di vedere ragazzi assolutamente senza problemi che in classe si sono comportati assai male, ovviamente non in modo parossistico come chi ha problemi, ma comunque disturbando,usnado cellulari dell'ultima generazione senza permesso e rispondendo ai docenti.
    Anche in questi casi, però, se l'alunno difficile si sente accolto per quello che fa di positivo senza però ignorare gli atteggiamenti negativi, qualcosa si riesce ad ottenere:la punizione in sè serve a poco.
    Nel caso specifico non saprei, credo sia sbagliato definirlo semplicemente un bambino violento o iperattivo (che significa poi iperattivo?...), perchè tale comportamento potrebbe anche essere il sintomo di una vera e propria patologia,del resto il deficit di attenzione con iperattività è appunto una patologia.

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    1. Caro Alessio, confermo: chi è sereno si comporta bene. Quando dici "ragazzi assolutamente senza problemi che in classe si sono comportati assai male", che cosa intendi? Come puoi dire che sono senza problemi? Se sei l'Alessio che mi ha scritto altre volte e che ha letto il libro, saprai che cosa intendo con "ragazzi difficili". I problemi derivano sempre da qualcosa di interno (problemi psicologici o patologici) o da qualcosa di esterno (educazione errata, che non tiene conto degli altri, ecc.). E i problemi interni sono legati a quelli che derivano dall'esterno.
      Per il resto, che cosa significa che credi che sia sbagliato definirlo "violento e iperattivo"? La definizione è di Marika, e mi sembra perfetta per descrivere quello che sa del bambino.
      Alessio, rileggi bene tutto! Ma forse non sei quell'Alessio :-)

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  2. MARIA

    Non è il caso di far intervenire il tribunale dei minori e gli assistenti sociali e gli psicologi? (Ovviamente è il dirigente che si muove dopo la segnalazione del consiglio di interclasse o di classe in seduta straordinaria e della lettera protocollata delle colleghe in cui si racconta l'evento).
    Non siamo obbligati a risolverci da noi stessi i problemi ma anzi dobbiamo segnalare la situazione a specialisti competenti (noi insegnanti non lo siamo).
    In tal modo si risolverà il problema in maniera oggettiva e più consona alla situazione del ragazzo. Probabilmente vi può essere una situazione di violenza sessuale in famiglia e il bambino andrebbe allontanato da casa, oppure vi può essere una malattia conclamata e non dichiarata o opportunamente trattata. Che ne sappiamo noi insegnanti? Siamo professionisti di istruzione ed educazione e non tuttologi e missionari votati al martirio! Senza contare il fatto che si è TUTTI responsabili degli altri ragazzini che hanno il diritto a vivere in un ambiente sicuro fisicamente e psicologicamente.
    Saranno gli specialisti che ci diranno cosa fare, oltre al fatto che il dirigente dovrà attivarsi, insieme a loro a cercare una soluzione e a dirci come comportarci.
    Ha fatto bene la collega a mettersi in malattia per indurre il dirigente ad agire: vi è anche l'obbligo di quest'ultimo al rispetto delle norme sul garantire ai suoi lavoratori un sano ambiente di lavoro.

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  3. MARIA
    Anche i genitori possono attivarsi segnalando il caso per iscritto alla dirigenza della scuola e al Tribunale dei minori (finchè ci sarà, poi indirizzeremo le missive alla Procura della Repubblica quando sopprimeranno i Tribunali dei minori).

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  4. MARIA

    E comunque...in caso di violenza psicologica e/o fisica degli alunni vi è una "culpa vigilando" degli insegnanti (se non bloccano sul momento il ragazzo e non segnalano subito al DS per iscritto il problema chiedendo interventi specifici) e una "culpa educando" dei genitori che non hanno a loro volta segnalato il problema del ragazzino e non hanno chiesto aiuto se il problema era a loro noto.

    Cara Professoressa Milani ho letto il suo libro e mi è piaciuto.


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  5. MARIA

    Vorrei, logorroicamente, aggiungere un mio parere che deriva dall'esperienza: i problemi si risolvono coinvolgendo chi di dovere. In tal modo magicamente si risolvono senza danneggiare nessuno e aiutando sul serio! Del resto, ricordiamolo, i ragazzi sottoposti allo stress di un ragazzino problematico sviluppano comportamenti a loro volta disturbati. Da adulti (sia come genitori sia come docenti professionisti) dobbiamo interrompere certi circoli viziosi dovuti anche al lassismo e a false convinzioni pedagogiche dell'insegnante missionario, martire e tuttologo. I genitori devono imparare a fronteggiare i problemi scrivendo a chi di competenza e "mettendoci la faccia" invece di aspettare l'insegnante e colpevolizzare quest'ultimo. Gran parte della colpa è anche da attribuire a certi dirigenti che non vogliono prendersi le loro responsabilità e utilizzano gli insegnanti come capri espiatori. Gli atteggiamenti alla Ponzio Pilato sarebbe il caso di metterli in soffitta nel reparto "pagine brutte della storia della scuola e della società".

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    1. Cara Maria, sono contenta che tu abbia letto e apprezzato il mio libro.
      Scrivi "Non è il caso di far intervenire il tribunale dei minori e gli assistenti sociali e gli psicologi?"
      "ovviamente è il dirigente che si muove..."
      "il dirigente dovrà attivarsi, insieme a loro a cercare una soluzione e a dirci come comportarci."
      "..Saranno gli specialisti che ci diranno cosa fare.."
      " i genitori possono attivarsi segnalando il caso per iscritto.."
      "I genitori devono imparare a fronteggiare i problemi scrivendo a chi di competenza..."

      Dici bene. "Dovrebbero", "possono","deve","devono" e "ci diranno" sono verbi che presuppongono capacità e volontà.
      Noi insegnanti siamo tanto preoccupati e cerchiamo di darci da fare per affrontare questi (e altri) problemi, perché quelli che dovrebbero o potrebbero fare non fanno nulla, perché non vogliono o non sanno fare.

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  6. MARIA

    Cara collega (posso chiamarti così?), basterebbe un po' di coraggio e anche di tranquillità interiore. Bisogna assumere quello che definisco personalità professionale sul lavoro e persona normale nella vita (la scuola non assorbe tutta la mia giornata e la vita). Basta fare quello che è necessario senza farsi intimidire dal Ponzio Pilato di turno (può essere il nostro dirigente, i colleghi, i genitori del ragazzo, i genitori degli altri ragazzi, gli stessi ragazzi) ed essere sempre sereni evitando di arrabbiarsi e rimandendo testardi. Penso che anche tu abbia fatto la stessa cosa: nel libro ho notato la tua filosofia di vita che è similare per tanti versi alla mia. Ci tengo molto alla mia salute psicologica (e fisica) quindi pretendo sempre che gli altri (di dovere) intervengano.
    Dopo qualche attacco (perchè sono abituati male) trovandomi un muro di gomma e per giunta tranquilla e conoscitrice delle leggi (io scrivo molto e parlo poco), capitolano e le cose cambiano. E' un caso il fatto che, basta aspettare ed essere testardi, l'ho sempre vinta?

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    1. Hai visto giusto: sono una combattente :-): ma la maggioranza non lo è. E questo è un problema.
      Non sempre riesco ad essere così serena con colleghi e dirigenti. Anzi, diciamo pure che sono spesso arrabbiatissima, perché alla lunga, dover combattere per lavorare bene è davvero assurdo. E stanca.

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  7. MARIA

    Purtroppo è il problema della scuola italiana. Troppi missionari o menefreghisti e pochissimi professionisti. Ecco il perchè del muro di gomma e della serenità: così sono loro a stancarsi e poi alla lunga si mettono sulla retta via notando che, in fin dei conti, ci guadagnano in salute ed altro a fare come te e me.

    Un ciao.

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  8. Ho letto avidamente il tuo post e i commenti. ora aspetto con ansia il seguito. Perché ho un caso simile in una terza media e non so più che pesci pigliare. Tra l'altro il ragazzo in questione vive in una casa famiglia e ha un lieve ritardo cognitivo. Ma hanno tagliato le ore di sostegno!!!!!!

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  9. Cara Insegante Maria,
    come sarebbe bello se tutti/e i suoi colleghi/e fossero dei professionisti!!!!!! A seguito di bullismo subito da mia figlia che si è rivolta direttamente all'insegnate coordinatrice si è sentita rispondere che la "bulla" in questione aveva una situazione familiare difficile.
    Il messaggio a mia figlia (14 anni) è giunto così: 1)non importa che tu abbia avuto il coraggio di rivolgerti ad un adulto pensando di ricevere aiuto, siccome non voglio gatte da pelare è meglio se te la sbrighi da sola.2) Chi ha una situazione "difficile" è giustificato nei comportamenti antisociali. 3) Lascio intuire l'opinione che mia figlia ha degli insegnanti a livello di educatori.
    Barbara

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  10. Cara signora Barbara, quello che penso io è questo: al di là di quello che si può o non si può pensare degli insegnanti, in casi di bullismo l'unica via percorribile è quella della famiglia che "ci mette la faccia" e che scrive al dirigente scolastico raccontando il fatto e chiedendo che si prendano seri provedimenti, ma che, soprattutto, si garantisca alla propria figlia un ambiente sereno e rispettoso della sua persona e del suo diritto allo studio.
    Le ricordo che la posizione degli insegnanti, ai giorni nostri, è molto delicata (si può perdere il lavoro non tanto perchè si ha torto, ma perchè ci si è posti contro gli interessi del Dirigente scolastico o di una mentalità corrente) e tutto dipende, spesso, non tanto da quello che "pensa" l'insegnante, ma da quello che "suggerisce" (impone) il dirigente scolastico e l'entorage che gli sta attorno.
    Il clima cattocomunista del nostro paese fa sì che si stia attenti alle esigenze dei delinquenti e dei bulli e ci si dimentichi completamente quelle delle vittime. Anche le stesse vittime sono conniventi (consciamente o inconsciamente) con questo sistema di pensiero e piuttosto che agire preferiscono subire o far subire altri (l'insegnante) insieme a loro.
    E' da pochi giorni la notizia che un'insegnante di Palermo ha avuto confermata in cassazione la condanna perché, per difendere un ragazzo al quale era stato dato del gay ed era stato impedito di entrare in bagno, ha fatto scrivere tante volte "deficiente" sul quaderno ad un bullo.

    Le consiglio vivamente di far da sé e di non condannare nessuno perchè, spesso, non sappiamo cosa succede dietro lo "scenario".

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  11. MARIA

    Aggiungo, inoltre, che nella vicenda dell'insegnante di Palermo è completamente assente una denuncia da parte della famiglia della vittima del bulletto...
    Ergo...l'insegnante è stata LASCIATA COMPLETAMENTE SOLA dalla famiglia della vittima.

    Al di là del fatto se la punizione fosse stata educativa oppure no (DISCUSSIONI DI LANA CAPRINA), resta il fatto che la famiglia della vittima "non ci ha messo la faccia" e per mio parere è corresponsabile insieme al padre del bullo di quello che ha subito l'insegnante.

    Un gentile saluto a lei e alla proff. Milani!

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  12. L'insegnante di Palermo è stata si lasciata completamente sola, in primis dai suoi stessi colleghi, che senza dubbio avranno preferito lasciar perdere il bulletto e vivere tranquilli piuttosto che essere solidali, e in seconda battuta dalla famiglia della vittima.
    Forse se la scuola di Palermo si fosse schierata con la docente avrebbe Insegnato agli alunni e alle famiglie un poco di sana educazione civica.
    Per quanto riguarda l'episodio occorso a mia figlia siamo stati noi famiglia ad aiutarla, facendola sentire protetta dalle minacce fisiche e dalle diffamazioni via web, ha fatto dei colloqui con una psicologa per affrontare il forte disagio che si era venuto a creare, ora è maturata sa gestire le relazioni interpersonali meglio, sa gestire anche i bulli. Ma questo cambiamento non è avvenuto grazie alla scuola ma grazie alla famiglia.
    Cordialmente.
    Barbara

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  13. Care Maria e Barbara, vi ringrazio, ma preferisco che non si aprano questi dibattiti, perché, come ho scritto nell'"AVVISO A TUTTI QUELLI CHE COMMENTANO I POST", "questo blog non è una chat né un forum di discussione, anche se si possono esprimere opinioni. "
    Vi spiego perché: il tono dei forum che si trovano in internet non mi piace, perché spesso scade nell'insulto (non è questo il vostro caso, ma potrebbe capitare). Sicuramente vengono dette inesattezze o a volte anche sciocchezze, anche perché non c'è possibilità di puntualizzare o di essere precisi nell'esposizione del proprio pensiero, data la natura del mezzo di comunicazione.
    In questo caso, dato che il blog è di Isabella Milani e non di tutti quelli che vogliono esprimere pareri, nel momento in cui leggo qualcosa su cui non sono d'accordo, se viene detto in modo corretto, decido di rispondere. Ma se parlate fra di voi succede questo: se leggo un'affermazione che non condivido e taccio, sembra che io sia d'accordo. Dovrei dedicare parecchio tempo a controbattere a tutto quello che qui si scrive come commento e risposta a un commento. E, inevitabilmente, finirei anche per dare ragione a una delle due, scontentando l'altra, che risponderebbe a me per dire che io, che lei, ecc. . Ma io non ho assolutamente tempo di farlo. E neanche voglia, per la verità.
    In questo specifico caso, per esempio, devo dire che Maria ha espresso dei concetti che non condivido: non è affatto una DISCUSSIONE DI LANA CAPRINA chiedersi se sia stato educativo far scrivere tante volte "deficiente" ad un bullo. E' una cosa gravissima, diseducativa al massimo!
    L'insegnante non deve essere aiutata dalla famiglia della vittima, ma dalla scuola tutta. La bambina che si rivolge (meno male) ad una insegnante deve assolutamente trovare in lei protezione e comprensione. L'insegnante ha fatto malissimo il suo lavoro di educatrice, rispondendo alla ragazzina che "la "bulla" in questione aveva una situazione familiare difficile": questo ce lo possiamo dire noi fra colleghi, per vedere come aiutare la bulla, ma alla vittima va assicurata attenzione e protezione.
    La frase "Le consiglio vivamente di far da sé e di non condannare nessuno ", poi, se venisse ignorata da me, potrebbe far pensare che sono d'accordo con il messaggio. Invece non sono assolutamente d'accordo: un genitore ha diritto di essere ascoltato e se la Scuola non lo fa, ha torto marcio e merita di le proteste dei genitori.
    Ora, vi prego di evitare, per il futuro - e lo dico a tutti - di mettermi nella condizione di fare precisazioni (e non le ho neanche fatte tutte).
    Grazie dell'attenzione che riservate a me e al mio blog!


    RispondiElimina
  14. Grazie mille Isabella, ti leggo sempre e comunque con interesse!! E accetto volentieri la Tua precisazione!!
    Buona giornata!!
    Barbara

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  15. dalla poca esperienza che ancora ho (sei anni negli istituti comprensivi) mi sento di dire che laddove vi sono elementi non scolarizzati con problemi comportamentali gravi il resto della classe tende a 'scomparire' a causa del rilievo in seno al consiglio di classe da parte di docenti che non fanno altro che sottolineare, anche giustamente, la gravità di questi comportamenti e quando stranamente ci si accorge che 'esistono' anche gli altri bimbi siamo quasi sorpresi di vedere che anche loro sono capaci di mettersi in bella mostra e farsi notare come gli altri più cattivelli..come se non sapessimo che a questa età tutto equivale, specie per i maschietti, a copiare il più bulletto..insomma quando finalmente emergono questi altri con i loro comportamenti caratteriali non mi sembra si debba parlare di anormalità, ma piuttosto come suggerisce Maria, di un prevedibile fenomeno di 'domino' o 'a specchio'..per risolvere questi problemi, che non diminuiscono con le note e le visite del DS, confido che prima o poi entrino nelle scuole dei nuovi colleghi di sostegno poichè nonostante siano bravissimi quelli che ho conosciuto sinora, sono davvero ancora troppo pochi..da titolare mi è stato chiesto se volessi provare ad abilitarmi sul sostegno..ma perchè dovrei togliere un lavoro che richiede mansioni e conoscenze così importanti a un altro collega? Ben vengano nuovi colleghi di sostegno allora, dato che le ore assegnate a quelli attuali sono troppe e non riescono a sobbarcarsi tutte le classi!! E diciamo finalmente no a chi vuole tornare indietro alle classi differenziate, in cui si raggruppavano come sotto il fascismo, i bimbi con qualche difficoltà!! Nel 2012 c'è chi ancora non conosce la parola integrazione??

    RispondiElimina
  16. Cara Raffaella, la parola integrazione mi sta bene, solo se non rimane solo una parola... cosa che invece sta proprio succedendo nelle nostre scuole!!!

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  17. Buongiorno,spero davvero che mi possa essere d'aiuto.
    Quest'anno il mio bimbo più piccolo ha intrapreso il cammino della scuola primaria, con entusiasmo per la nuova sfida e soprattutto perché finalmente raggiungeva il fratellino più grande... Il suo mito.
    Favola interrottasi la prima settimana di scuola a causa della presenza in classe di un bambino problematico, che ahimè aveva una fama che lo precedeva a causa dei problemi creati negli anni precedenti alla scuola dell' infanzia. Problemi non segnalati nel profilo del bambino, ma conosciuti da tutti i genitori dei bambini che a turno erano stati colpiti. Al di la' del comportamento colpevole e superficiale della docente di cui non voglio parlare, resta il fatto che una tempestiva segnalazione avrebbe potuto essere opportuna in sede di formazione della classe, magari cosi' non sarebbe capitato nell'unica sezione che supera le 25 unita' e soprattutto si sarebbe potuto tempestivamente sollecitare i genitori nel prendere provvedimenti. Cosa che invece su segnalazione della nostra maestra hanno fatto. Sebbene consapevoli degli atteggiamenti del figlio, non pensavano fosse un problema, dato che lo punivano sempre (con che metodi possiamo solo immaginarlo a questo punto). La diagnosi ottenuta e' stata di iperattività con deficit dell'attenzione, ma che non giustifica la presenza di un insegnante di sostegno. Ora a distanza di quattro mesi di scuola la situazione e' peggiorata all'estremo, questo bambino totalmente fuori controllo, non solo picchia indistintamente i suoi compagni, lancia sedie e oggetti, impedisce il normale svolgimento delle lezioni, gli altri bambini cominciano a reagire alla violenza generando una situazione insostenibile e per la maestra e per i genitori che sono sempre in uno stato di ansia per quello che potrebbe accadere. Oggi qualcosa e' accaduta, la maestra si e' sentita male avendo praticamente parato con il suo stomaco il lancio di un bambino. Ora mi chiedo noi genitori cosa possiamo fare? Abbiamo verbalmente segnalato più di una volta la situazione al DS senza risposte, ritiriamo i bambini da scuola finche' non si prendono provvedimenti? Tanto delle 5 ore che trascorrono in classe 2/3 se ne vanno per tenere fermo questo bambino. Mi scuso per lo sfogo, ma sono veramente preoccupata per l' incolumità dei bambini e per lo scarso lavoro portato avanti . Grazie Paola

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    Risposte
    1. Cara Paola, ho letto solo oggi questo messaggio, e questo prova il fatto che è meglio scrivermi una mail.
      Cercherò di risponderti a breve :-)

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  18. Salve Isabella, dopo diversi anni ad insegnare nei Licei, mi ritrovo in una Secondaria di Primo grado come neo immessa. Anno di prova in un ambiete nuovo per me, materie, utenza, pero' fin qui tutto ok, anche perche' i ragazzini sono adorabili.. Se non fosse per un undicenne che mi sta mettendo a dura prova. Non so se definirlo iperattivo o semplicemente maleducato ma, solo dopo un mese di scuola, mi sento disarmata. Insegno Arte e Immagine, bellissima materia che coinvolge e appassiona tutti.. Tranne lui.
    A inizio ora appare tranquillo e interessato, passati 10 minuti, diventa ingestibile: urla, si muove continuamente, e' aggressivo e prepotente, da fastidio ai compagni coi suoi modi infantili e provocatori e, ad ogni richiamo, sembra peggiorare. Non ha il sostegno e me lo ritrovo sempre nelle ultime ore. Non so che fare.. Ho fatto di tutto, dall'incoraggiamento alla libera scelta di disegnare quel che vuole ma nulla sembra toccarlo.. Vorrei un consiglio pratico.. Immediato.. Segnato da un'esperienza diretta e non da tesi tratte da libri "fanta" scientifici..
    Grazie

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    Risposte
    1. Cara Dany, evidentemente non hai letto il mio libro. E' proprio il frutto di un'esperienza diretta e non di tesi tratte da libri "fanta" scientifici..
      Nel frattempo il mio consiglio è quello di non demoralizzarti. I miracoli non esistono, almeno nella Scuola. Un mese non è nulla. Ci vogliono mesi di lavoro, per trovare come fare. Il periodo delle medie è il più difficile, secondo l'esperienza di molti.
      Fammi sapere.

      Elimina
  19. Gentile professoressa volevo parlarle di mio figlio di 5 anni che ha problemi nella scuola materna a causa del suo comportamento.Abbiamo cambiato scuola perché le maestre nella altra non lo riuscivano a gestire,conti che ne avevano tre abbastanza irruente e andavano in confusione. Per tutelare nostro figlio abbiamo cambiato scuola ma siccome abbiamo iscritto il bimbo a giugno in questa nuova scuola del nostro paese (prima era in citta) le iscrizioni erano già a 28 ...quindi la preside ci ha detto se volete proprio iscrivermi in quel plesso dovete per forza fargli fare solo fino alle 11.30....ok....per quest'anno va bene abbiamo detto.In questa nuova scuola con più fermezza e regole nostro giglio è migliorato non picchia più e rispetta di più le regole.abbiami fatto una visita specialistica neurologica dove è venuta fuori " un'immaturita relazionale sociale con cenni fine oppositivita ".la psicologa l ha visto nel contesto scuola e ha detto che secondo lei il sostegno non è da dare a questo bambino che oltretutto dimostra un'intelligenza superiore all eta'(come invece avrebbero preferito queste maestre più che altro come "aiuto " per quando ha dei momenti di impulsivita di opposizione).Detto questo il pross anno (che sarebbe l ultimo per lui di materna)non vogliono tenerlo lo stesso a mensa ...lo terrebbero se avesse il sostegno....ma si può fare una cosa così?e'legale rifiutare un bimbo di 5 anni che sta facendo un percorso di psicomotricità sta facendo dei progressi è seguito dalla famiglia (abbiamo un altro bimbo di 9 anni bravissimo scuola sia nel comportamento che nella didattica)in mensa?(conti che non abbiamo segnato il pom solo la mensa fino all'una e mezza)a chi ci possiamo rivolgere?ora abb preso appuntamento dalla preside ma volevo una sua opinione .grazie in anticipo.una mamma disperata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Makia, purtroppo la situazione è questa: hanno tagliato e tagliato e adesso per le maestre diventa quasi impossibile gestire bambini che hanno dei problemi di comportamento. Il bambino andrebbe seguito da uno specialista che possa farlo migliorare. Solo allora il bambino potrà sfruttare appieno della sua intelligenza. Ma la sostanza è che lo Stato non aiuta più i genitori e neanche gli insegnanti. Non deve prendersela con gli insegnanti o con la preside. Deve prendersela con lo Stato (tutti i governi, anche quelli precedenti).
      Che cosa può fare? Farlo seguire (anche privatamente se la ASL non glielo fornisce subito) da un terapeuta che lo aiuti, continuare con la psicomotricità. Legga i post che ho scritto sulle difficoltà degli insegnanti e forse potrà capire meglio il problema.
      Mi faccia sapere

      Elimina

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