La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

INFORMAZIONI PERSONALI

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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venerdì 10 giugno 2011

“I ragazzi di oggi sono maleducati e non hanno più valori” 215°

Si leggono spesso sui giornali e sul social network frasi e notizie come queste:

"I ragazzi di oggi pretendono tutto e subito. Sono maleducati, viziati, superficiali. Non hanno più rispetto per niente e per nessuno. Sono bulli. Non sanno sopportare neanche il più piccolo stress. All'occorrenza si ubriacano e si fanno una canna. E quando sono ubriachi o fatti vanno in macchina ad alta velocità e provocano incidenti mortali." 


Articoli di cronaca, internet, pagine di facebook, talk show, inchieste giornalistiche affermano e approfondiscono questi concetti. Da anni.

"Basta minimizzare: non è bullismo. Quei ragazzi sono cattivi e violenti".
“’Prof, ti punto la pistola alla tempia’. Video-storie di ordinario bullismo. Non solo il pestaggio del ragazzo disabile nella scuola di Torino. Internet pullula di video in cui gli studenti italiani si danno al teppismo in classe. Vandalismi, angherie, docenti impotenti. Tutto rigorosamente filmato.”

I ragazzi e i giovani di oggi - pare - sono molto ignoranti: non leggono, e, se lo fanno, non capiscono quello che leggono; non conoscono l’ortografia e la matematica, ma hanno molte lacune anche nel resto.":

“Nel 2009 il 13,2 per cento dei 15-29enni (oltre 1,2 milioni) dichiara di non aver letto neanche un libro in un anno o di non aver mai utilizzato il personal computer (Pc). […]Secondo l’indagine Pisa (Programme for International Student Assessment), promossa dall’Ocse, il punteggio medio degli studenti italiani 15enni nelle competenze in lettura è inferiore di 23 punti alla media internazionale (469 contro 492). […]Anche per le competenze in matematica e scienze i punteggi degli studenti italiani risultano sempre inferiori ai valori medi Ocse.” (Dal Rapporto Annuale dell'Istat sulla situazione del paese, 26 maggio 2010, pag. 19.)"

E, secondo certe statistiche, sono degli scansafatiche, perché non hanno voglia né di lavorare né di studiare:

“Nel 2009, oltre due milioni di giovani (il 21,2 per cento dei 15-29enni) risultano fuori dal circuito formazione-lavoro, cioè non lavorano e non frequentano alcun corso di studi (Not in education, employment or training, Neet).[…] L’Italia si distingue negativamente nel contesto europeo per la quota di early school leavers (giovani di 18-24 anni che hanno abbandonato gli studi senza aver conseguito un diploma di scuola superiore), pari al 19,2 per cento nel 2009, oltre quattro punti percentuali in più della media Ue e nove punti al di sopra del valore fissato dalla strategia di Lisbona.”.( Dal Rapporto Annuale dell'Istat sulla situazione del paese, 26 maggio 2010, p. 18.)"

Soprattutto, i ragazzi di oggi, non hanno più valori. Non sono capaci di affrontare le difficoltà, neanche quando diventano giovani adulti. Non sanno vivere:

“Ragazza si getta dalla finestra, è salva. Un amico sedicenne si era tolto la vita”.
“San Donà. A 17 anni annuncia suicidio su Facebook, il corpo ritrovato nel Piave.”
” Pagella deludente, undicenne si suicida a Vasto”
“Ammacca l'auto di papà e si uccide. Il secondo caso in una settimana. Frosinone, giù dal tetto di casa per paura della reazione del genitore”.
“Padova, si spara in testa col fucile per aver ammaccato l'auto del padre”.
“Reggio Emilia, foto hard su internet. Una liceale di 16 anni tenta il suicidio. L'ex fidanzato ha diffuso le immagini scattate nei bagni di una discoteca. La ragazza ricoverata in ospedale. I compagni di scuola sapevano”.
“Milano, sgridato dalla madre si butta giù da un grattacielo. Il ragazzo, 16 anni, si è lasciato cadere nel vuoto dal ventisettesimo piano di un palazzo in centro. […] Tre giorni fa una ragazza, alla vigilia del compleanno (avrebbe compiuto 15 anni il giorno dopo) si è uccisa buttandosi dall'ottavo piano della finestra di casa sua a Segrate. Spiegò in tre lettere e in alcuni sms mandati ai compagni di scuola che era "annoiata della vita".”
“Si uccide davanti al prof e ai compagni. Suicidio-shock in un liceo del frusinate”
“Modena. […]"Hanno ripreso e messo in rete la morte di una coetanea" di Luigi Spezi.
MODENA -Foto alla compagna di scuola appena uccisa da un autobus. E battute di derisione, come "dai, vai a vederla anche tu, ha la testa staccata". […]L'incidente è avvenuto il 31 ottobre, verso le 13 e trenta, quando l'autostazione è invasa da migliaia di adolescenti delle superiori che tornano nei paesi della provincia modenese. "Alcuni ragazzi a vedere quella scena sono svenuti o hanno pianto. Altri hanno riso davanti a quel cadavere scomposto. E c'erano parecchi studenti con zainetto in spalla che hanno fotografato e filmato i pezzi del cervello della loro compagna sparsi a terra. Una cosa scandalosa, incredibile. Mi chiedo cosa stia capitando ai nostri ragazzi, ormai molti di loro sono impermeabili a qualsiasi messaggio educativo". […]

Che cosa sta capitando ai nostri ragazzi? Molti di loro sono impermeabili a qualsiasi messaggio educativo?
Chiediamocelo: è vero, tutto questo? che cosa succede? sono nati male? di chi è la colpa? E' colpa loro o siamo noi quelli che li hanno resi così? E se siamo noi quelli che hanno creato un mondo e una società dove vince la mancanza di impegno, è giusto chiedere che vengano puniti?
E soprattutto: sono proprio così, come li si vuole descrivere? O vengono descritti così, ma sono molto meglio? Esistono ancora i "bravi ragazzi"? E' giusto trattare i ragazzi come se fossero tutti maleducati?
C’è di che stare svegli a pensare per notti intere.

28 commenti:

  1. Ho due figli. E 230 alunni. Non lo so se loro sono davvero così. Ma sento che la colpa è mia. E' difficile fare i genitori. Soprattutto è difficile fare i genitori dei figli degli altri. Forse è questo che può salvare noi e i nostri ragazzi. L'altro giorno la mamma di un amico di mio figlio ha rimproverato mio figlio perché sputava sul pacchetto di biscotti prima di mangiarli. Sono stata contenta. Mi sono sentita aiutata. Una mamma che sa cosa vuol dire fare la mamma, ho pensato. Anche con un figlio non suo. Mi è piaciuto Isabella. Tanto. Perché non provare? Tutti. Invece di limitarci ai commenti, a criticarli, proviamo a intervenire concretamente. Per strada, al supermercato, al cinema. Diamo esempi ai nostri ragazzi, siamo genitori anche dei figli degli altri. Grazie perché condividi le tue riflessioni con i tuoi lettori su questo blog.
    Valerie (dal forum di Orizzontescuola)

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    1. Buongiorno, interessante la proposta di fare i genitori dei figli degli altri, riprendendo i ragazzi stessi e raccontando ai genitori ciò che accade. Io ho fatto la seconda cosa. Con il primo figlio ho raccontato ciò che il compagno faceva al mio ragazzino di quinta elementare, il tutto confermato dalla maestra che aveva raccolto la mia richiesta di far stare lontani i due compagni di classe; il risultato: un'altra mamma mi ha detto che non si dice alla mamma interessata questo e sono stata esclusa da tutte le iniziative, hanno fatto gruppo con questa mamma (mio figlio se l'è ritrovato al primo anno della scuola superiore, fortunatamente in un'altra sezione, è stato bocciato, ha ripetuto, bocciato un'altra volta, ha cambiato scuola e indirizzo, ora lo incontro per strada con occhi non lucidi), con ipocrisia. Con il secondo figlio, bullizzato in una scuola cattolica, ho raccontato alla mamma tutto ciò che accadeva, anche alla maestra, insomma sono diventata scomoda, la direttrice esigeva che mio figlio raccontava ciò che accadeva, all'istante, e puntualmente non veniva preso nessun provvedimento nei confronti del bullo, anzi veniva spostato il discorso con l'accaduto, qualche volta, rimproverando mio figlio per una cosa inesistente. In quarta elementrare i genitori del bullo sono stati presi in terapia della psicologa che è stata consigliata dalla maestra e che l'anno successivo erogò il corso sul bullismo per i gregari, perchè anche in questo caso, come per il priomo figlio, genitori e figli avevano fatto gruppo contro me e contro mio figlio. La maestra iniziò pure a negare ciò che mio figlio raccontava (spinte,pugni,esclusioni,derisioni), peccato che i compagni interrogati, lontani dal bullo che li soggezionava, raccontavano che era tutto vero. Quindi......se la mamma, la maestra, la direttrice non ti appoggia, che insegnamento è per il bullo e per la vittima?

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    2. Maria Elena Coppola scrive(non sono riuscita x problemi tecnici a pubblicare con nome e cognome): Signora Valerie,o prof Valerie se preferisce,ho appena letto il suo commento all'articolo e devo dire che l'ammiro davvero molto ,in quanto ,in mezzo a tante mamme che ,se ci si azzarda a rimproverare i propri figli ,ti fanno passare un brutto quarto d' ora,lei x il bene dei suoi figli non solo accetta che altre mamme li rimproverino ,ma ne è contenta ,poichè ,a differenza di molte altre mamme,capisce che è x il loro bene .Poi questa sua proposta di fare da genitori ai figli degli altri mi affascina,anche io ci avevo pensato,è una cosa bellissima,anche io sono felicissima quando vedo lo sguardo dolce e materno o paterno dei quarantenni o cinquantenni(sono una ragazza di circa 25 anni ,li compirò il 5 Giugno),cerco sempre il loro appoggio,il loro affetto,a volte mi chiedo se sia normale e so rispondere a me stessa solo che mi piace essere aiutata e coccolata da persone dai 40 anni in su.Sarò ora sincera in quello che sto x dirle:se lei fosse stata mia prof o cmq mi avesse dato aiuto e affetto,ne sarei stata talmente felice che non avrei mai saputo sdebitarmi con lei ,avrei cercato la maniera x farlo fino alla fine dei miei giorni!!!La abbraccio fortissimo,cordiali saluti ,Maria Elena Coppola

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    3. Gentilissima professoressa, lei non ci crederà è successo anche alla scuola media! All'inizio sono stata accettata dai genitori che si sentivano gli eletti per la'educazione dei propri figli e vedevano l'estrema gentilezza, correttezza, costanza in mio figlio. Ad un certo punto, quando mio figlio è stato preso di mira da una ragazzina e i gesti di questa, oltre ai messaggi su whatsapp che riferivo loro, venivano confermati dai figli di queste mamme, sono diventata scomoda nel momento che ho prima accennato alla prof coordinatrice (che di tutta risposta ha messo un bell'8 in condotta a mio figlio perchè avevo screditato la sua alunna preferita) e poi chiamando direttamente la mamma di questa dolce fanciulla che non ha creduto alle mie parole ma non ha volutamente visionare neanche i messaggi su whatsapp della figlia. Le care mamme, nonostante mi sollecitassero a parlare con quella mamma perchè comprensiva, si sono sentite minacciate dal fatto che io avrei potuto raccontare l'appoggio che mi avevano dato, visto che ora la ragazzina è tornata a frequentare i loro figli allontanandosi da mio figlio e non esitano a ricamare malignamente su sue frasi e suoi gesti. La dolce fanciulla è stata finalmente definita bulla dalla prof coordinatrice che è esplosa in classe con gli alunni dopo i colloqui con i genitori ed evidentemente qualcuno ha raccontato le stesse mie cose ed altre che compiva nei confronti di mio figlio. La mamma della bulla va a testa alta e alcune delle altre fanno finta di non conoscermi incontrandomi nel quartiere. Mio figlio ne ha risentito di questa ostilità in classe ma lavorandoci, piano piano, se ne farà una ragione. In occasione di una ricerca di gruppo a casa mia, ho rimproverato mio figlio davanti ai compagni (andavamo molto di corsa per andare alla partita di calcio, avevano pranzato a casa nostra per ultimare il lavoro, due compagni erano intenti in chat-sollazzi insomma perdendo tempo, mentre noi dovevamo uscire di casa), nel momento di fare gruppi per un'altra ricerca, una delle compagne presenti al mio rimprovero, la volta precedente, ha prima espresso la volontà di fare il lavoro con mio figlio, dando per scontato che la ricerca andava fatta a casa nostra, poi ha cambiato versione, infatti non voleva partecipare perchè aveva paura di me per il rimproverato fatto a mio figlio, lui ha risposto: ma i tuoi genitori non ti rimproverano mai? non c'è stata alcuna risposta e il lavoro mio figlio se l'è fatto da solo!! Cari saluti e complimenti per il blog

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  2. Cara Valerie, un tempo era così: chi vedeva un ragazzino comportarsi male glielo diceva, e lui si vergognava. Oggi, se rimproveri un ragazzo per strada, hai buone probabilità di sentirti mandare a quel paese ( e non con queste parole). Oggi non è facile, soprattutto, perché ci sono genitori che insegnano la maleducazione ai bambini: è rischioso sperare che si sentano genitori anche dei tuoi figli.
    In realtà i bravi ragazzi sono molti di più di quelli che crede chi ne conosce pochi. Noi insegnanti lo sappiamo, ma non li difendiamo abbastanza, non li capiamo abbastanza, non accusiamo abbastanza i veri colpevoli del degrado della società: i media e chi si arricchisce sulla pelle della gente.
    Comunque,Valerie, se vedo un ragazzo comportarsi in modo incivile per la strada, stai certa che zitta non ci sto ahahah!!

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  3. Cambiamenti iniziano dal basso ! Ci sono ottimi ragazzi impegnati nel sociale, il bicchiere si può vedere mezzo pieno o mezzo vuoto ! Se vado a prendere il sabato sera mia figlia e magari l' amica della serata resta sola aspetto sempre sin che non arrivano a prenderla. La mia è capitato che restasse sola ! I figli sono il prodotto di ciò che noi siamo , a nostra volta di ciò che erano i nostri genitori . Cè chi si fa domande e cè chi purtroppo non se ne fa .

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  4. gentile professoresa ho bisogno di un suo consiglio. Mio figlio Giovanni, 12 anni II media, è perseguitato da una compagna di classe e vicina di banco che ogni giorno ripetutamente alza le mani tipo schiaffi, unghiate, tirare i capelli, pugni ecc... Lui non vuole reagire nello stesso modo ma nemmeno dire alle professoresse quanto sta accadendo. Come può fare a risolvere la questione? patrizia

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  5. Cara Patrizia, spesso le ragazze (più dei ragazzi) hanno un modo strano di relazionarsi con i ragazzi: picchiandoli.
    Credo che dovresti informare l'insegnante coordinatore (di nascosto da tuo figlio), dicendo esattamente quello che hai scritto a me e pregandolo di non lasciar capire che tuo figlio si è lamentato, spiegando che non sa che tu sei andata a parlare con gli insegnanti. Siamo abituati a questi problemi: vedrai che tutto si risolverà.
    Ma spiega a tuo figlio che deve imparare a farsi rispettare dai compagni e dalle compagne, altrimenti si sentirà un perseguitato. Suggerisci di parlare alla ragazza spiegandogli che se non è ancora andato a parlare con il coordinatore non è perché non ne è capace, ma perché ha deciso di aspettare per vedere se capisce da sola che deve smetterla.
    Fammi sapere, Patrizia!

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  6. Io non ho finito la scuola superiore e non leggo libri pero cio non significa che sia maleducato, fiziato o che sia un bullo e sopratutto non significa che sia senza valori allo studio ho preferito il lavoro e partirò per la legione straniera. Non ho rimorsi e sono fiero di me stesso

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    1. caro ragazzo che non metti il tuo nome, hai letto il post?

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    2. ho mi scusi adesso ho letto una cosa che mi era sfuggita

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    3. Allora avrai capito che il post voleva proprio significare che non tutti i ragazzi sono così. Anzi.
      "Che cosa sta capitando ai nostri ragazzi? Molti di loro sono impermeabili a qualsiasi messaggio educativo?
      Chiediamocelo: è vero, tutto questo? che cosa succede? sono nati male? di chi è la colpa?
      E soprattutto: sono proprio così, come li si vuole descrivere?"
      Ciao!

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  7. Gentile professoressa,
    insegno in un istituto professionale maschile ed ho circa 220 alunni:mai come quest'anno abbiamo delle classi prime terribili! Siamo intervenuti più volte attraverso prima dei tentativi di recupero, poi con pesanti provvedimenti disciplinari per contenere gli alunni dal comportamento più aggressivo ( a volte autori di autentici reati penali nei confronti degli insegnanti).
    Tutto si sta rivelando vano: i genitori accusano noi docenti di non essere in grado di tenere la classe, i ragazzi continuano a comportarsi in modo allucinante..
    Come intervenire a questo punto?
    Grazie infinite

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    1. Cara collega (ti chiamerò così perché anche tu hai dimenticato il nome),mi precisi quanti anni hanno questi ragazzi e che cosa fanno, esattamente (compresi i reati penali)? A presto

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  8. Sono una ragazza quindicenne, e leggendo il suo post, mi creda sono rimasta allibita. Tutte queste cose sono vere. Le colpe però, non sono solo dei nostri genitori o altri adulti ma in parte anche nostra che a ogni difficoltà ci demoralizziamo, per non parlare che ora la nostra generazione tende molto a seguire la massa. Io ad esempio, amo leggere e non fare tutte quelle cose, se si possono chiamare 'esperienze adolescenziali'. Se io dovrei avere un futuro, oppure un domani vivere da madre, vorrei che i miei figli o semplicemente io e la gente che mi circonda vivesse bene. Senza tutta questa 'depressione' per colpa di gente immatura e ignorante.

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  9. Gentile professoressa,
    Innanzitutto le faccio i complimenti per il blog che davvero ho letto dall’inizio sino alla fine e che realmente ho apprezzato soprattutto per “illuminare” quel “buio” mondo dei professori, che di solito noi alunni tendiamo a criticare in modo spietato.
    Detto questo, volevo fare un commento a questo post in particolare.
    Sono una ragazza di quattordici anni e a breve entrerò al liceo. Tengo molto alla questione della “Gioventù Bruciata” e cerco sempre con fervore di sfatare il suddetto luogo comune, perché IO non sopporto le generalizzazioni.
    Certo, la MAGGIOR PARTE della nostra generazione, quella concepita da Madre Computer e Padre Cellulare, non vi dà modo di avere un’idea migliore di noi perché le masse coprono le piccole minoranze come l’erba cattiva sovrasta quella buona che invece può produrre fiori e bellezza.
    Io stessa ho un’idea negativa di MOLTI dei miei coetanei che ad uno Chopin preferiscono un “cantante di casa Disney” e a un buon libro (ad esempio io ho letto “Il Giardino dei Finzi Contini” che mi ha affascinato) optano per un freddo telefonino.
    Reputo che MOLTI di noi debbano ancora “svegliarsi” e capire che la vita ( che io non posso dire né di aver vissuto né compreso completamente ma iniziato a “sfogliare”) non è apparire come la società odierna ci dice (“DICI NO, RIBELLATI, W LA LIBERTA’, M I DOVERI”), dando il miraggio della continua ricerca della “Libertà” nella quale tutti sono liberi di fare tutto senza preoccuparsi dei problemi dell’avvenire.
    MOLTI di noi non capiscono che c’è un inganno: questa continua ricerca dell’essere Libero porta solo all’uguaglianza e omologazione. Cos’è “trasgredire”, quindi? Il tatuaggio, il piercing, la depressione adolescenziale che porta allo smarrimento completo, il bruciare le tappe della vita, la negazione al dialogo, il fumo, …
    NO. Adesso il trasgredire è diventato l’essere in pace con se stessi, il rispetto per il proprio corpo ( nell’anima e nella carne) e per la propria vita.
    Ed è QUI che volevo portare la mia lunga argomentazione.
    Aprendo gli occhi, scoprirete il mondo che piace a me e che piacerebbe a voi.
    Ragazzi che si rispettano, rispettano la maggiore saggezza altrui e il mondo.
    Esistono e sono quelli che fanno il volontariato, quelli che studiano, quelli che affollano le piazze per la GMG ( indipendentemente dal Suo credo ma da un punto di vista oggettivo).
    È mai entrata in un conservatorio (esempio banale)? Ha visto le facce concentrate e ispirate dei ragazzi che cercano di fare della propria vita un melodia incantevole?
    Come ho detto, questi ragazzi esistono ma la loro voce viene oppressa dal rumore della superficialità di molti adulti e dalla stoltezza di una gioventù che segue le mode.
    Per concludere, ( mi scusi per la lunghezza) vorrei dire che la colpa è soprattutto della società che ci impone di crescere troppo velocemente, che ci sbatte la realtà in faccia con brutalità inaudita e darci ideali negativi e pochi esempi positivi da seguire perché di negativi ve ne sono a bizzeffe.
    Ma in parte anche degli adulti, per i quali siamo personcine inette ( ne ho conosciute di persone così), incapaci e senza valori.
    Ma nessuno si è mai chiesto il perché effettivo.
    Mi scusi di nuovo per la lunghezza, spero in una sua risposta,
    Chiara.

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  10. salve io scrivo degli occhi dell' alunno e trovo che dare tutta questa colpa agli insegnanti non e giusta anche noi quando impazziamo siamo proprio maleducati :)

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    1. Ciao, Lisa, mi fa piacere che anche i ragazzi leggano il blog :-)

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  11. Ci saranno anche molti ragazzi maleducati, ma gli adulti e gli anziani non sono da meno, anzi! Per non parlare della categoria "insegnanti" che molto spesso sono i primi ad essere maleducati, irrispettosi e sempre più frequentemente INCOMPETENTI e IMPREPARATI. I veri bulli sono gli adulti ipocriti come voi, che pubblicate solo i commenti che non contraddicono le vostre teorie. Il male del mondo sono i ragazzini maleducati? E gli adulti che sparlano della vicina che ha un tumore, della famiglia a cui è morto un figlio, adulti che vanno ai funerali per vedere quanto sono disperati i parenti e se non lo sono abbastanza li criticano? Questi sono gli adulti che ho conosciuto io, pieni di cattiveria e invidia, pronti a far del male a chi sta già affogando. Il tutto con un contorno di ipocrisia e falsi sorrisi. Se i ragazzi sono pessimi è solo perchè sono uno specchio degli adulti.

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    1. Pubblico questo commento anche se offensivo e anonimo perché è la testimonianza dell'atteggiamento che hanno imparato a tenere i ragazzi: questo ragazzo non ha capito il post (che diceva proprio che se i ragazzi sono pessimi è solo perché sono uno specchio degli adulti), ma si sente in diritto di sparare quello che vuole, senza preoccuparsi di altro che si soddisfare il suo desiderio di offendere.
      Conferma del fatto che l'educazione che ha ricevuto evidentemente non comprendeva il rispetto per gli altri.

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  12. Salve, ho 3 figli maschi di cui il più grande ci sta creando seri problemi. È violento in famiglia risponde male a noi genitori...ma quello che ci preoccupa di più è che alza le mani ai suoi fratelli, e se mio marito lo vuole riprendere (prima con le buone) o magari cerca di fermarlo dando anche uno scapellotto lui reagisce con minacce e pronto ad aggredire anche il padre. Siamo confusi, li stiamo provando tutte....ma niente. Al di fuori della famiglia è molto educato, gentile e cortese. Mi piacerebbe avere un suo parere grazie.
    Giusy
    Giusy

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    1. Gentile Giuly, non ha scritto l'età di questi suoi tre figli...
      Mi faccia sapere.
      saluti

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  13. Professoressa Milani! Sono un ragazzo di 33 anni, sono laureato in Scienze Religiose, una facoltà che amo con tutto me stesso, tant'è che desidero arrivare al dottorato di ricerca. Ho frequentato un Istituto tecnico per periti aziendali corrispondenti in lingue estere: io sono sempre stato me stesso, ma i miei compagni di classe e di scuola me ne dicevano di tutti i colori: pedofilo, bestemmia, gay (solo perché suono il pianoforte da quando avevo 9 anni e ho sempre ascoltato musica classica e lirica, ma soprattutto perché ho sempre fatto una scelta di campo ben precisa, nel senso che ho sempre suonato musica classica), pervertito, maniaco sessuale, e così via. Poi mi dicevano che non mi sarei mai fidanzato perché faccio troppo schifo, e così via. Ma soprattutto mi dicevano che sbaglio tutto, che non capisco niente, che sono più ignorante di loro, che non mi merito niente, che merito tanta sofferenza e che sto bene solo in prigione. Si sono anche permessi di criticare una mia amicizia con una ragazza con disabilità, ma in quel caso mi sono fatto sentire e li ho fatti quasi piangere.
    Vorrei proprio vederli! adesso io sono laureato (sono uscito con 9,10/10 [ho calcolato a cosa corrisponde e ho scoperto che è un 100/110]) e sarei io la persona che non capisce niente e che sbaglia tutto? Inoltre, per quanto concerne il mio suonqre il pianoforte sto mettendo in piedi il mio nuovo repertorio pianistico: sto studiando dei brani davvero impegnativi: mi riferisco a "Réminiscences de Boccanegra" (è un brano di Franz Liszt). Grazie! Luca

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    1. Caro, Luca. Perché mi hai scritto, esattamente? Immagino che ti farebbe piacere una risposta, ma quale? Hai dei dubbi? Spiegati meglio

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    2. Buongiorno e complimenti, come sempre, Professoressa! Forse Luca vuole dire che tutti gli insulti e tutto ciò che ha ricevuto dai compagni è stato avallato dai professori che non sono intervenuti sull'atteggiamento degli altri e la valorizzazione di Luca? Purtroppo talvolta i professori non intervengono in queste dinamiche, anzi alcune volte prendono di mira il "bullizzato" ritenendolo poco partecipativo,poco socievole,insicuro. E' ciò che sta accadendo in prima media a mio figlio. E' stato preso di mira dalla coordinatrice alla quale dà fastidio che mio figlio si soffia il naso in classe ripetutamente (ha un'allergia, anzi, grazie alla sua segnalazione scocciata, abbiamo capito con il medico che è un fatto nervoso, ora si sta presentando in questa maniera, anni addietro, perchè bullizzato con l'aiuto della maestra, della direttrice e della mamma del bullo, che hanno sempre nascosto e non punito i gesti del bullo nei confronti id mio figlio, ha avuto disturbi dell'alimentazione e dell'intestino, rendendolo sempre più debole caratterialmente e fisicamente). Lei dice che mio figlio non socializza (purtroppo anche altri ragazzi non riescono ad integrarsi perchè ci sono bei tipetti); proviamo a fare un elenco: un ragazzo ha dato della "tr..a" ad una compagna in classe davanti alla coordinatrice che ha fatto una romanzina e a distanza di mesi, in pagella, ha preso 9 in condotta; un altro ha scritto un biglietto offensivo ad una compagna ed è stato mostrato alla mamma rappresentante di classe,in occasione della riunione interclasse, a distanza di mesi, in pagella ha avuto 9 in condotta; una ragazza che qeust'estate faceva i dispetti sotto casa di mia sorella, dicendondogliene di tutti i colori, si è accorta che mia sorella è colei che va a prendere mio figlio a scuola ed è andata a sputare sul citofono (mia sorella l'ha vista dalla finestra).ecc.......come si può rimproverare un ragazzo che non riesce a socializzare e a mettere 8 in condotta, senza darmi spiegazioni su quel voto per il fine di correggerlo e ricevere in risposta due bugie (è voto dato a maggioranza - cosa smentita da almeno 3 professoresse che hanno precisato che il voto è messo proprio dalla coordinatrice; che 8 in condotta è stato messo a tutti i masci - peccato che ho sentito le 2 mamme dei ragazzi di cui ho raccontato sopra e mi hanno detto che i figli hanno avuto 9). Come ci si deve comportare in queste occasioni? Cambiare, scuola, fare riunione con tutti i genitori e raccontare tutto dei propri figli, andare dalla preside e soprattuto come si possono incoraggiare i figli sfortunati oggetto di scorrettezze di compagni e professori?

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    3. Sì, la domanda che vorrei farle è sostanzialmente questa: in tutta la situazione che le ho scritto nel commento precedente come avrei potuto reagire? Tenga conto che se io reagivo mi veniva detto di stare zitto; in piû, i miei compagni assumevano un atteggiamento da dittatori nei miei confronti: se mi avvicinavo ad una ragazza mi dicevano: "non te la dà! Fai troppo schifo!".

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  14. Se i ragazzi di oggi sono come sono, la colpa è solo ed esclusivamente dei genitori.
    "I figli sono lo specchio dei genitori".
    Nessun altro ha colpa.
    Non demonizziamo internet, la tv o i telefoni cellulari, perché tutto dipende dall'educazione che i genitori hanno dato in merito all'uso che di questi mezzi se ne deve fare. E tutto dipende anche dall'esempio che i genitori danno riguardo alle varie cose della vita.
    Il frutto non cade mai lontano dall'albero.

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