La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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all'indirizzo

professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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lunedì 16 aprile 2012

Il rapporto scuola - famiglia. 301°

Anna mi scrive:
“Buongiorno Professoressa, mi chiamo Anna e sono rappresentante di classe di una prima media. I problemi e disagi che si sono creati all'interno della classe sono diversi. Premetto che è una classe piuttosto numerosa, con elementi non molto tranquilli, che disturbano la classe e che alcuni insegnanti non riescono a gestire. I nostri figli frequentano una sezione con tempo potenziato, cioè vanno fino al Venerdì a scuola, con due rientri, uno fino alle 17.15 e l'altro fino alle 16.10. I compiti assegnati a casa sono davvero troppi, perché impegnano i ragazzi, oltre alle normali ore di scuole, in altrettante ore per lo studio. Molti ragazzi hanno abbondanato attività sportive, molti genitori si sono affidati a persone per aiutare i propri figli con lo studio. Questo disagio è causato dall'orario, che prevede materie da un giorno all'altro e dagli insegnanti, che non vogliono collaborare con noi genitori. Nessuno ha mai detto che non devono essere assegnati i compiti a casa, perchè questi servono a consolidare le conoscenza apprese in classe, ma ci deve essere un equilibrio, come in tutte le cose.
Ho provato durante un consiglio di classe ad esporre questa problematica, chiedendo la loro collaborazione ed un certo equilibrio nell'assegnazione dei compiti a casa. Alcuni docenti, molti infastiditi, mi hanno risposto che quella non era la sede per esporre quella problematica e che ogni singolo genitore sarebbe dovuto andare dai professori ad esporre il disagio. Ma mi scusi, come rappresentante di classe, io rappresento i genitori e quindi qual è la sede dove esporre i problemi della classe?
Un altro problema è che un'insegnante (di storia e geografia) assegna ai ragazzi verifiche scritte, valide per l’orale, così lunghe e difficili, che la maggior parte degli alunni non riesce a completare nel tempo assegnato. Che senso ha assegnare verifiche così lunghe, che non permettono all'alunno la giusta concentrazione e meditazione e non danno risultati per un equo giudizio? Alcuni genitori hanno richiesto in segreteria copia delle verifiche, ma gli è stato risposto, che essendo materie orali, non potevano fare la copia. Un genitore, quindi, che vuole rendersi conto degli errori fatti dal proprio figlio per porci rimedio, cosa deve fare?
Non riuscendo ad ottenere nulla, abbiamo fatto una lettera, con le firme di tutti i genitori tranne uno, al dirigente scolastico, spiegando tutte le problematiche e richiedendo una riunione straordinaria serale, per risolvere la situazione nel modo più pacifico e collaborativo possibile, con la presenza dei docenti, del dirigente scolastico e dei genitori. La riunione è stata fissata, ma purtroppo quando noi genitori ci siamo presentati, erano presenti solo il dirigente scolastico e la vice-preside e nessun docente della nostra classe. Noi genitori abbiamo espresso la nostra delusione nel verificare che ai docenti non interessava collaborare con noi per la risoluzione dei problemi. Durante la riunione abbiamo informato il dirigente e la vice-preside di tutti i disagi nella classe e ci hanno risposto che avrebbero parlato con gli insegnanti per risolvere queste problematiche. Nei giorni successivi alla riunione e nonostante il dirigente avesse parlato con gli insegnanti, alcuni docenti se la sono presa con i ragazzi, dicendo che a loro non interessava niente della riunione fatta, che loro hanno il coltello dalla parte del manico, che avrebbero continuato ad assegnare i compiti, aumentando la quantità e che le cose non sarebbero cambiate. Infatti così è stato, non è cambiato nulla ed in più l'insegnante di storia e geografia umilia i ragazzi, dicendo che non studiano, mettendoli in difficoltà durante le interrogazioni e umiliandoli, ridendo nell'assegnazione di voti insufficienti e nel dire che a lei non frega nulla di bocciare, anzi che è contenta. I ragazzi vanno sempre più mal volentieri a scuola, non sono più motivati e chi anche andava bene a scuola, ora è calato molto nelle valutazioni, che sono tra l'altro molto basse. Ci sono diversi ragazzi che hanno avuto 6 in condotta, 6 non giustificato da note sul libretto o sul registro di classe. E' giusto questo? Il voto massimo in condotta è stato 8. Sono stata, inoltre, informata, che l'insegnante di storia e geografia (come del resto noi genitori ci eravamo già accorti) soffre di un grosso problema di salute, è anoressica. Come può un docente con questo tipo di problematica, avere un comportamento corretto ed educativo nei confronti dei nostri figli? Non si può fare in modo che questa insegnante venga allontanata dalla scuola per un certo periodo di tempo, in modo che cerchi di risolvere i suoi problemi di salute e in modo che il suo atteggiamento smetta di influire sul benessere dei nostri ragazzi?
I genitori mi stanno pressando, perchè vogliono far intervenire l'Ufficio Scolastico Regionale. Le sarei grata se potesse rispondere alle mie domande, dando anche dei consigli per come agire. Grazie. Anna.”
Cara Anna,
La situazione che mi presenti è molto diffusa, purtroppo. I genitori si aspettano un certo tipo di prestazione professionale (più o meno legittima) e la Scuola non ha i mezzi per fornirla (più o meno a ragione).
Se un genitore (come accade) mi chiede se può venire a parlarmi di sabato io rispondo che non posso perché non sono in servizio. Il che non significa che non mi interessa l’argomento. Significa che abbiamo un orario e dobbiamo rispettarlo. D’altra parte, nessuno si sogna di chiedere a chi lavora alle Poste, in banca, all’Agenzia delle Entrate, alla Polizia, in Comune, in Provincia, in ospedale, ecc. di venire a parlare con noi di un nostro importante problema, se è fuori servizio. Noi siamo fuori servizio, di sera. Il preside non poteva invitare i docenti a partecipare alla riunione serale. E gli insegnanti non potevano partecipare perché non era giusto: immagina se dovessimo tener conto delle esigenze di tutti i genitori. Probabilmente, se aveste chiesto un incontro di pomeriggio qualcuno sarebbe venuto. Ma non aveva l’obbligo di farlo, a meno che non sia un consiglio di classe con la sola presenza dei rappresentanti di classe.
Se la classe è piuttosto numerosa, con elementi che disturbano la classe, gli insegnanti si sentono già sottoposti a super lavoro. È molto faticoso lavorare in una classe difficile.
Praticamente ogni giorno, per ragioni varie, veniamo sottoposti ad un gran numero di situazioni irritanti; spesso siamo frustrati dall’impossibilità di fare quello che si dovrebbe fare. A volte per colpa dello Stato che non ci dà le risorse che servirebbero, a volte per qualche collega che dovrebbe non essere un insegnante, a volte per rapporti difficili con colleghi, personale ata, dirigente.
Accade perciò che quando gli insegnanti si trovano di fronte ad una “grana”, quando vengono loro fatte richieste che non possono o non ritengono giusto soddifare, fanno a scarica barile, evitano di parlarne, cercano di modificare la realtà fino a negare l’evidenza, o diventano addirittura sgarbati con i genitori.
Ecco perché tu dici : “Ho provato durante un consiglio di classe ad esporre questa problematica… Alcuni docenti, molti infastiditi, mi hanno risposto che quella non era la sede per esporre quella problematica. Mi chiedi: “qual è la sede dove esporre i problemi della classe?” Il consiglio di classe era la sede, ma dato che non sapevano che cosa dire, hanno optato per quella bugia.
Cercherò di rispondere brevemente alle altre tue osservazioni:
“Questo disagio è causato dall'orario, che prevede materie da un giorno all'altro”: può darsi benissimo, ma – credimi – fare l’orario è molto difficile, e a volte viene male.
Per quanto riguarda “le verifiche scritte, valide per l’orale, lunghe e difficili”, devo dire che può darsi che la professoressa esageri, ma non sta ai genitori stabilirlo. Se sono prove scritte che valgono per l’orale, è vero che la segreteria non può fare delle copie, come non potresti controllare l’interrogazione orale.
Dici “alcuni docenti se la sono presa con i ragazzi, dicendo che a loro non interessava niente della riunione fatta..”. Può darsi che questa risposta sia seguita ad una frase pronunciata dai ragazzi come questa: “Lei non può fare questo perché i nostri genitori hanno fatto una riunione….” Anche qui, non si può fare nulla.
Però, visto che avete già toccato tutte le tappe, potete decidere di informare il l'Ufficio Scolastico Regionale (senza farvi troppe illusioni).
Fammi sapere!

12 commenti:

  1. Ringrazio per la risposta, anche se mi sembra molto di parte. Il rapporto scuola-famiglia non ha niente a che fare con un problema che il singolo può avere con le Poste, con l'Agenzia delle Entrate, Comune, Polizia etc. E' stata richiesta una riunione conciliando gli impegni di tutti e per la risoluzione di una problematica seria, non di un capriccio da parte dei genitori.Mi sembra che il rapporto scuola-famiglia dovrebbe basarsi sul dialogo e sulla collaborazione. Qui è evidente che agli insegnanti non interessa collaborare, perchè preferiscono stare sul loro piedistallo.
    Mi piacerebbe sapere, chi (ora mi riferisco a noi adulti) dopo 8 ore di lavoro, avrebbe la forza di farne altre 8. I nostri ragazzi (che hanno solo 12 anni) sono sottoposti a questo stress e di conseguenza anche noi genitori (mi riferisco a coloro che hanno il tempo,la possibilità e la voglia di seguire i propri figli), che siamo costretti a trascorrere ogni giorno e il fine settimana sui libri.Questo tra l'altro non ha proprio nulla di educativo, dato che l'alunno, visto il sovraccarico, deve scegliere quale materia studiare di più, tralasciandone altre, determinando in queste una preparazione carente. Mi rendo conto che fare l'orario non è cosa semplice, ma soprattutto in una sezione con tempo potenziato, bisognerebbe usare un occhio di riguardo e non pensare solo alle esigenze degli insegnanti. Ho chiesto all'Ufficio Scolastico Regionale in merito alle verifiche di storia e geografia e mi è stato risposto, visto che la classe è numerosa e l'insegnante per avere più valutazioni decide di fare delle verifiche scritte e dato che si tratta di prove scritte, il genitore può chiederne la copia.
    Per quanto riguarda il comportamento di qualche docente che se le presa con i ragazzi, nessun alunno si è permesso di dire: "Lei non può fare questo perchè i nostri genitori hanno fatto una riunione......" Io posso dire di essere un genitore molto presente nella vita dei miei figli e sono anche un genitore che non li difende a spada tratta, se si comportano male o se hanno torto, anzi tutt'altro, anche se so che non tutti i genitori sono così. Viviamo in una società dove i valori umani sono messi sempre più da parte, dove prevale sempre di più l'egoismo, dove molti genitori non sono più capaci di fare i genitori e dove la scuola sta perdendo di vista l'importanza dell'aspetto educativo oltre a quello didattico.

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  2. Cara Anna, per decidere se la risposta è di parte, ti prego di leggere anche gli altri post.
    Ti ho risposto subito, anche se c'erano molte altre lettere in attesa, perché ho capito che ti serviva prendere delle decisioni. Nella risposta ho cercato di farti vedere l'altra faccia della medaglia, di farti capire che nella scuola italiana ci sono molte situazioni come quelle che descrivi (compresa la presenza di insegnanti con disturbi gravi come l'anoressia o la depressione), ma non è prevista la possibilità di restare a casa per curarsi, né quella di farla stare a casa, perché nessuno può decidere di rendere pubblica la cartella clinica di una persona, e dunque se tu dici che lei è anoressica sei già passibile di denuncia.
    Ho cercato di presentarti le difficoltà, spiegandoti anche il perché di certi atteggiamenti degli insegnanti. Il rapporto scuola-famiglia, quasi non esiste: la maggioranza dei genitori delega tutto alla scuola e si presenta solo quando deve protestare, spesso a torto. Non importa se tu non sei così: parlo della situazione che i genitori vivono ogni giorno.
    I genitori non dovrebbero seguire nei compiti i ragazzi. Se tutti i ragazzi arrivassero a scuola senza il compito completo, si accorgerebbe da sola di aver esagerato.
    Dici che il rapporto scuola-famiglia è diverso dal rapporto che puoi avere con altri uffici pubblici, con l'ospedale? E' diverso nell'orario di lavoro, ma quando si tratta di convocarli a scuola di sera è uguale. Il lavoro dell'insegnante è un lavoro, non una missione, come vorrebbe chi vuole così giustificare gli stipendi bassi e senza possibilità di carriera. Avete conciliato gli impegni di tutti, ma non quelli degli insegnanti. In quella riunione voi eravate lì per parlare dei vostri figli, mentre gli insegnanti sarebbero stati lì per lavoro.
    Mi sembra che tu abbia un'idea degli insegnanti decisamente negativa: nonostante io ti abbia presentato delle possibilità per capire, hai risposto dicendo "Qui è evidente che agli insegnanti non interessa collaborare, perchè preferiscono stare sul loro piedistallo." E perfino a me hai detto che la mia risposta era "molto di parte".
    continua...

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    1. Rileggi questo, per favore: "Dici “alcuni docenti se la sono presa con i ragazzi, dicendo che a loro non interessava niente della riunione fatta..”. Può darsi che questa risposta sia seguita ad una frase pronunciata dai ragazzi come questa: “Lei non può fare questo perché i nostri genitori hanno fatto una riunione….” Anche qui, non si può fare nulla." Tu sei sicura che non sia accaduto? Che proprio nessuno abbia detto nulla? (però non so come fai ad avere questa certezza assoluta). Se sei sicura, allora chiedete spiegazioni scritte su questo aspetto.
      Per quanto riguarda il carico eccessivo di compiti, sono pienamente d'accordo. Io sono molto attenta nel dare il giusto carico di compiti, e quando avevo il pomeriggio assegnavo i compiti molto prima, in modo che potessero farli prima del giorno del rientro.
      Ma il problema è che nessuno di noi ha il tempo di informarsi sui compiti di tutti, e non perché non ne abbiamo voglia, ma perché il tempo a disposizione è molto poco. Oppure potremmo farlo, invece di fare lezione: sarebbe senz'altro più riposante.
      Ribadisco il fatto che i compiti che valgono per l'orale servono per guadagnare tempo e non solo non vengono consegnati (e quindi non sono fotocopiabili), ma spesso non vengono neppure corretti, non si tiene conto della forma, ma solo dei contenuti. Non solo io non li correggo, ma dopo averli letti e valutati li restituisco agli alunni o, molto spesso, li lascio lì e alla fine dell'anno li butto via. Delle interrogazioni orali non rimane nulla, di solito.
      Cara Anna, tu avresti voluto che io ti dessi ragione su tutto, che scrivessi che è una cosa inaudita, che dovete sporgere denuncia, che la devono pagare? Volevi che facessi come certi sindacati, che se arrivo io danno ragione a me e se arrivi tu danno ragione a te, anche se siamo di opinioni contrarie?
      O volevi un mio parere?
      Aggiungo anche il fatto che la quantità di lettere che ricevo mi impedisce di aprire dei dibattiti con domanda e risposte, come sto facendo adesso.
      Quando qualcuno mi scrive, e io rispondo (del tutto disinteressatamente), mi piacerebbe che si evitasse di accusarmi di essere di parte. Non è bello essere di parte.

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  3. ho cambiato titolo al post, perché così è più chiaro.

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  4. Cara Isabella, non pretedendevo assolutamente che tu mi dessi ragione su tutto, perchè giustamente ognuno ha la propria testa e le proprie idee, ma avrei voluto che la risposta fosse un pò più obiettiva. Non sono io a dire che l'insegnante ha questa malattia, ma mi è stato comunicato direttamente dalla scuola. Tu dici che non si può allontanare un insegnante, che forse a causa dei suoi problemi di salute o perchè è proprio così di carattere continua ad umiliare i ragazzi, a prenderli in giro a ridere nel dare valutazioni insuffcienti? Mi sembra alquanto assurdo, dato che la scuola, nei confronti dei ragazzi ritenuti negligenti, maleducati e senza rispetto nei confronti degli insegnanti, prende provvedimenti fino ad arrivare alla bocciatura. Però quando è un insegnante che con il suo atteggiamento influisce negativamente sul benessere degli alunni, la scuola non può prendere provvedimenti? Certo che li può prendere, ma non vuole.
    Per quanto riguarda le verifiche di storia e geografia, credimi che vengono corrette, si tiene conto della forma, valutate con 4 tipi di valutazione diversa, cioè per ogni verifica vengono assegnati 4 voti. I ragazzi non hanno mai portato a casa una verifica di storia e geografia. In tutti i consigli di classe fatti fino adesso, credimi che mai una volta gli insegnanti hanno parlato dell'andamento della classe, dell'aspetto didattico, ma sempre ed esclusivamente delle stesse e continue problematiche di qualche alunno in particolare. Io non ho assolutamente un'idea negativa degli insegnanti, perchè fortunatamente non sono tutti così, ma sono contro a quei docenti, che invece di insegnare dovrebbero dedicarsi ad altro. Una volta la scuola era anche una missione, ora non più a causa di riforme assurde, che non hanno fatto altro che danneggiare la scuola, l'insegnamento e di conseguenza gli insegnanti. Non ho mai preteso che questo diventasse un dibattito con domande e risposte, quindi quando avrai il tempo, mi farà piacere leggere le tue osservazioni.

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    1. hai capito benissimo: nella Scuola italiana non si può mandare via né il bidello negligente e scansafatiche, né il professore che dice "deficienti" agli alunni, né quello che vede la Madonna mentre è in classe,né quello che fa il cretino con le ragazze (non mette le mani addosso, ma fa il cascamorto), né quello che arriva in ritardo sistematicamente, né quello che lascia le classi scoperte, né quello che è gravemente depresso, né quello razzista, né quello che si occupa del suo secondo lavoro invece di insegnare, né quello ignorante, né la professoressa anoressica, né quella isterica; non si può mandare via il dirigente che perseguita chi non la pensa come lui, né quello che fa discriminazioni, né quello che dice che "le insegnanti dovrebbero stare a casa con i bambini e a lavare i piatti", né quelli che si comperano il PC con i soldi della scuola, né quelli incapaci di prendere decisioni.
      So di un'ispettrice chiamata per valutare il comportamento scorretto di un dirigente, che ha detto a un insegnante: "Avete ragione, fa cose inammissibili. Ma non ci si può fare nulla. Ho le mani legate. Posso soltanto scrivere una relazione, ma so già che non avrà seguito".
      Triste, ma vero.
      leggi altri post!
      ciao

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  5. chiariamo subito, sono una insegnate in una classe difficile (e per difficile intendo una quelle che la prof. Milani definisce così) e vi assicuro che tutto quello che dice la prof in questi post è vero! se uno non è dalla parte prof alcune cose non può capirle....
    vorrei fare due domande anche io a questa Anna\Anonimo che scrive...sarà scontato, ma ai colloqui la prof di storia e geo cosa vi ha detto in merito ai compiti?alle verifiche?e cosa si intende per elementi agitati che non riescono a gestire?a me ultimamente capita che la classe segua al 90% degli alunni che disturba e non me che purtroppo spiego e per questo mi trovo a dare compiti in più a tutti! per far ragionare anche chi si fa tirare dagli altri...
    voi genitori non vi immaginate le difficoltà degli insegnanti...

    RispondiElimina
  6. Cara Paola, con la Prof. di storia e geografia è molto difficile instaurare una conversazione pacifica, perchè lei si altera subito. Abbiamo provato a dirle di cercare almeno di assegnare meno pagine da studiare a casa, quando i nostri figli rimangono a scuola fino alle 17.15 e ora che arrivano a casa sono le 17.40, dato che dopo i ragazzi hanno anche altri compiti da svolgere e non solo quelli delle sue materie. La risposta è stata che le pagine che Lei assegna vanno bene così, che non ha nessuna intenzione di diminuire le pagine assegnate, neanche quando i ragazzi hanno il rientro pomeridiano fino a tardi. Per quanto riguarda le verifiche, la Prof. con tono abbastanza sgarbato ha detto: che le verifiche non sono assolutamente lunghe e che se noi genitori ci lamentiamo della loro lunghezza è perchè nessun genitore ha svolto un ciclo completo di studio e non sa che cosa significa andare a scuola e che i ragazzi non devono rimanere ignoranti come molti adulti. Questo per Lei significa essere un insegnante? Io non credo proprio. Io e come altri genitori abbiamo svolto un ciclo completo di studi, come lei dice, e sappiamo benissimo cosa significa andare a scuola. Ci sono 3 ragazzini che disturbano la classe e alcune volte rispondono ad alcuni insegnanti. Spesso vengono mandati in presidenza o vengono date note sul libretto o sul registro di classe. Non trovo assolutamente giusto dare compiti in più a tutti, anche perchè poi chi ci rimette sono quelli che i compiti li fanno sempre e chi dovrebbe svolgere i compiti dati in più come castigo non li fa. Come mai nella sezione dei nostri ragazzi, ci sono professori che riescono a gestire questi 3 elementi di disturbo e 2, che invece non sono in grado, continuando ad urlare, dando castighi a tutti e non risolvendo un bel niente? Mi scusi e ribadisco un'altra volta il concetto che alcune persone, che scelgono come lavoro quello di fare l'insegnante, dovrebbero meditare bene, prima di fare questa scelta. Nessun genitore, mi creda, vuole fare la guerra ai docenti, anzi abbiamo cercato con tutti i mezzi possibili di trovare una soluzione più che pacifica, ma abbiamo incontrato un muro, con gli insegnanti dove sussistono le problematiche. Io mi rendo conto delle difficoltà degli insegnanti, ma credo che lei non si renda conto dei disagi, delle difficoltà che alcuni insegnanti possono arrecare alle famiglie.

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  7. Cara Anna, hai pienamente ragione quando dici che "alcune persone, che scelgono come lavoro quello di fare l'insegnante, dovrebbero meditare bene, prima di fare questa scelta". Anche per questo scrivo questo blog.
    Dare compiti nel giorno del rientro è sbagliatissimo. I ragazzi che hanno già lavorato mattino e pomeriggio devono potersi riposare. Però potrebbero farli nei giorni precedenti, se gli insegnanti si organizzano per assegnarli in anticipo.
    Se la situazione è per le famiglie (tutte meno una) grave, scrivete tutti insieme una lettera più o meno così:
    "I genitori dei seguenti alunni della classe IF, constatato che nonostante il fatto che sia stato segnalato il disagio fisico e psicologico al quale sono sottoposti gli alunni per un carico eccessivo di compiti, e nonostante le ripetute richieste di collaborazione rivolte agli insegnanti, in particolare alla prof. Tale e al prof. Tale, constatato il fatto che sono rimaste inascoltate, chiedono formalmente il nulla osta per il trasferimento ad altra scuola a partire dal prossimo anno scolastico. Cordiali saluti"
    E mettete tutte le firme. Fatelo protocollare (fai comunque una fotocopia prima di consegnarla).
    Mandatelo, per conoscenza, all'ufficio scolastico provinciale.
    Fatelo tranquillamente, perché dubito molto che possano permettersi di farvelo fare.
    Questo, dopo aver valutato se la situazione è tanto grave da giustificare questa azione.
    Fammi sapere!

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    Risposte
    1. Aggiungo: questa mia risposta farà arrabbiare gli insegnanti che temono queste cose. E' già successo che qualcuno abbia considerato "di parte" un suggerimento come questo. Ma il fatto è che se un insegnante non si rende conto che i genitori hanno diritto di ricevere delle spiegazioni, che hanno il diritto di capire i problemi della scuola e dei docenti; se gli insegnanti non sono capaci di capire che non possono maltrattare gli alunni per vendicarsi dei genitori, allora meritano di passare qualche grana.
      Se è vero quello che racconta Anna (e, né io né voi possiamo saperlo attraverso questo mezzo), il comportamento della professoressa è molto scorretto, indegno di una educatrice. E chi ha un po' più di esperienza sa che è probabilissimo che corrisponda al vero, perché ha incontrato qualche collega così.
      Personalmente, vorrei tanto che i genitori facessero la rivoluzione e creassero grane a non finire a chi dà del cretino agli alunni, a chi li umilia davvero, a chi tratta i genitori come deficienti. Sappiamo tutti che a volte (e neppure tanto raramente) troviamo dei genitori assurdi. Ma è nostro dovere, per il ruolo che abbiamo, venire loro incontro.
      Suggerisco di leggere
      http://laprofessoressavirisponde.blogspot.it/2011/06/qualcosa-che-i-genitori-devo-sapere.html

      http://laprofessoressavirisponde.blogspot.it/2011/03/genitori-troppo-invadenti-174.html
      http://laprofessoressavirisponde.blogspot.it/2011/03/genitori-troppo-invadenti-175.html
      http://laprofessoressavirisponde.blogspot.it/2012/03/quando-i-genitori-diventano-aggressivi.html

      Elimina
  8. Cara Isabella, ti ringrazio molto per le risposte e per il consiglio dell'eventuale lettera da scrivere. Settimana prossima ci sarà il consiglio di classe, con la presenza del dirigente scolastico o della vice-preside. Fortunatamente uno di loro sarà presente, in modo che gli insegnanti in questione non potranno azzittirci come hanno fatto precedentemente, in modo da spiegare ancora una volta i disagi, per cercare di porre rimedio e dicendo anche, che se questo non avverrà, i genitori sono pronti a rivolgersi all'Ufficio Scolastico Regionale. Credimi che non vogliamo arrivare al punto di fare intervenire l'Ufficio Scolastico Regionale, con il quale siamo in già in contatto, per questo abbiamo parlato ancora una volta con la vice-preside, dicendo, che nonostante il loro intervento, la situazione non è cambiata e che forse con la sua presenza o quella del dirigente scolastico, durante il consiglio di classe, si riuscirà ad arrivare ad un punto di incontro, anche se ne dubito fortemente. Abbiamo detto che questo è l'ultimo tentativo che facciamo, altrimenti poi ci vedremo costretti a rivolgerci alle autorità superiori, chiedendo un loro intervento.
    Sai Isabella so benissimo, che ci sono genetori invadenti, maleducati, che non lasciano ai docenti la libertà di insegnamento intromettendosi, che difendono i loro i figli a spada tratta, anche se non dovrebbero farlo etc., ma credimi che noi fortunatamente non facciamo parte di quella categoria.
    Pensa che prima della riunione, alla quale poi i docenti non si sono presentati, abbiamo fissato una riunione con i genitori e ci siamo raccomandati con loro di tenere, durante la riunione, sempre un tono pacato, rispettoso e non aggressivo, anche perchè con l'aggressività non si ottiene proprio nulla, anzi si passa dalla parte del torto, infatti si sono comportati tutti bene.
    Quello che ho raccontato è tutto vero, anche perchè non avrei nessun motivo di scrivere cose non conformi alla verità e non avrebbe alcun senso. Sono un genitore, una persona adulta e responsabile, che ha trovato questo blog, che fra l'altro trovo molto interessante e che ti ha scritto per avere dei consigli, per come gestire questa situazione, che credimi ci sta logorando.
    Sono sicura e consapevole che ci sono insegnanti con la I maiuscola, che molte volte non vengono apprezzati per il lavoro che svolgono, per il dialogo che riescono ad instaurare con gli alunni, capendo le problematiche di ognuno, che non vengono difesi quando è necessario, ma mi sento di dire a questi insegnanti di non mollare, di continuare a credere a ciò che stanno facendo, anche se a volte la delusione prevale, perchè in questa società, dove molti genitori sono assenti, dove sembra che i valori umani non contino più nulla, i ragazzi hanno bisogno di persone come voi e sono sicura che loro vi saranno riconoscenti per ciò che siete riusciti a costruire con loro.

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  9. sono una mamma e anche un insegnante, per scelta ho abbandonato la primaria e sono andata a lavorare all'infanzia, meno problematiche con i genitori, non esiste ancora (anche se qualche cambiamento c'è stato) l'aspettativa e le pressioni perchè i ragazzi non si impegnano, ecc...
    Il vero dramma di cui nessuno parla è che in molte scuole primarie, con le 40 ore, i bambini non imparano un metodo di studio, poche interrogazioni orali, poche materie da studiare a casa... e quando si arriva in prima media è il tracollo... Lezioni che durano tutto il pomeriggio, anche se solo per due rientri sono una follia... nessuno pensa ai "famosi tempi di attenzione" o di concentrazione dei bambini... dopo 8 ore di scuola un bambino\ragazzino è distrutto... non ha vita sociale, non ha più nulla... ma fa comodo a molti genitori avere il sabato libero... Certo per chi lavora è comodo lasciare il bambino a scuola tutto il giorno, ma questo ha un prezzo... troppo si chiede agli insegnanti... è un lavoro che puoi fare solo se ne sei innamorato, altrimenti ti suicidi dopo un mese, in parte è ancora una missione, se consideriamo lo stipendio da miseria (e non voglio sentir rispondere che facciamo 3 mesi di vacanza, anche questa è una favola...) i genitori non possono e non devono discutere di didattica con gli insegnanti... e come dice la prof se i ragazzini non arrivano a scuola con i compiti fatti forse i professori capiranno.. Ma gestire una classe difficile è un incubo, gli insegnanti non hanno armi, dovrebbero avere l'appoggio incondizionato dei genitori, e invece i genitori criticano e spesso lo fanno davanti ai figli, e tolgono la famosa autorevolezza alla figura del docente... è difficile essere genitori... ma fare anche gli insegnanti non lo è di meno...
    patriziamonica

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