La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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martedì 10 aprile 2012

“Che cosa si può permettere agli alunni?”. 297°

Silvia mi scrive:
"Ciao Isabella, ti leggo sempre con interesse, e trovo ogni volta nuovi spunti. Dici che non può esserci silenzio costante in una classe, e che è importante che ci sia in determinati momenti...
Il mio problema riguarda questo argomento..solitamente durante le spiegazioni e i compiti in classe c'è silenzio o al massimo leggero brusio che viene subito comunque bloccato, ma negli altri momenti (es. esercitazioni di matematica, cambio della materia, compilazione del registro o altro) si può tollerare il brusio o chiasso? e poi quali comportamenti degli alunni si possono permettere? Possono "dare un morso al panino " se hanno molta fame? possono essere mandati in bagno e quanto? possono bere acqua senza permesso o devono chiedere il permesso? possono alzarsi a buttare la carta senza chiedere?E' accettabile che facciano una battuta che non riguarda la materia ?mentre interrogo 4 persone è accettabile che gli altri non stiano ascoltando e disegnano sul diario?..insomma.. a volte la cosa più difficile per me è riconoscere se i loro comportamenti sono da permettere o bloccare..e questo perchè sono all'inizio e sono molto insicura..quello che mi chiedo è: ogni docente si regola come vuole o ci sono cose che in classe non dovrebbero essere permesse? insomma cosa dobbiamo permettere ai nostri alunni e cosa no, cosa è giusto tollerare e cosa no? Me lo chiedo continuamente e vorrei il parere di altri insegnanti, a volte vorrei essere una mosca per osservare come si comportano gli altri docenti nelle altre classi e vedere come "ci si deve comportare" in classe..grazie spero in una risposta..
Cara Silvia, scrivi “solitamente durante le spiegazioni e i compiti in classe c'è silenzio o al massimo leggero brusio che viene subito comunque bloccato”. Mi sembra che tu sia a buon punto. Come ho già scritto, non bisogna esagerare.
Molti mi fanno la stessa domanda “Che cosa si può permettere agli alunni?”. Rispondo: dipende. Ti dirò come mi comporto io.
Prima di tutto vorrei togliervi l’idea che nelle mie classi ci sia sempre silenzio, che tutti studino, che io non alzi mai la voce e che non ricorra a “compiti in più”.
Se così fosse, sarei riposata. Invece sono molto stanca e quando vado a casa spesso desidero sopra ogni altra cosa un po’ di silenzio.
Però posso dire che quando spiego c’è un silenzio di tomba. Tutti sono attenti, nessuno parla, o scrive o disegna, o mette a posto l’astuccio, o sta sdraiato sul banco o guarda fuori della finestra. Esigo il 100% dell’attenzione. Come dico sempre agli alunni “desidero la stessa completa attenzione che riservo io a voi quando mi parlate.”. Può darsi che mi guardino e pensino alla partita di pallavolo del pomeriggio, ma è poco probabile, perché li coinvolgo nella spiegazione continuamente. E comunque in quel caso non potrei farci nulla.
Ma il fatto è, cara Silvia, che loro, in realtà, durante la spiegazione, parlano molto. Non si può pretendere silenzio passivo: parlano, ma con me, o con il compagno che interviene. Si deve pretendere un silenzio attivo. Devono partecipare alla spiegazione. La lezione deve essere fatta dall’insegnante, ma insieme agli alunni. Altrimenti si annoiano. Quindi devi pretendere un silenzio vigile, attivo, perché altrimenti si annoiano, e se si annoiano si distraggono e parlano fra loro o si dedicano ad altre attività. Certo, fare così è faticoso. Ma è necessario. D’altra parte, hai presente quanto sono noiose le conferenze, i corsi di aggiornamento in cui uno parla parla parla e noi dobbiamo soltanto ascoltare? La lezione deve essere qualcosa di vivo: loro non devono essere delle statuette mute. Devono essere ragazzi vivaci, ma controllati, educati e rispettosi degli altri.
Per il resto: si può tollerare il brusio, ma non il chiasso, e solo per pochissimo tempo. Perché dovrebbero chiacchierare? Se lo fanno significa che tu non stai facendo lezione, non stai facendo esercizi, o non stai interrogando. Come mai?
“Quali comportamenti degli alunni si possono permettere?”: mai permettere di chiacchierare o fare altro durante le interrogazioni. L’interrogazione è anche una spiegazione, è un’attività didattica. Quando interroghi un alunno è come se interrogassi contemporaneamente tutti, se chiedi pareri o precisazioni su quello che risponde il compagno, e se dai un voto anche a chi interviene (o non interviene) da posto.
Assolutamente nessuna possibilità deve essere concessa di "dare un morso al panino se hanno molta fame”. Devono abituarsi a resistere, come se fosse un luogo di lavoro. È ovvio che è proibitissimo anche per te, dare morsi a un biscotto, o prendere un cappuccino, o bere durante la lezione. Cosa che purtroppo molti fanno, e sono costretti, per questo, a permettere anche agli alunni bevano o, peggio, impediscono loro di farlo, insegnando così che esiste l’abuso di potere.
Se per qualche motivo tu dovessi farlo (eccezionalmente), devi chiedere loro il permesso. Come possono fare loro se hanno necessità di bere. Non c’è nulla di male; non devi temere di perdere autorevolezza. Semmai la guadagni: è una questione di giustizia che loro apprezzeranno sicuramente.
“Ragazzi, ho parlato molto e ho la gola irritata. Posso bere?”. Loro rispondono di sì.
“Professoressa, posso bere?”. Io rispondo “Bevi pure.”
“Professoressa, posso mangiare?” “No, non è il momento. C’è l’intervallo, per questo”.
Buttare la carta? No. Possono aspettare la fine dell’ora o della mattinata.
In questo modo non si verificano abusi.
“Possono essere mandati in bagno e quanto?”. In teoria, sempre. Immagina che ad un alunno scappi la pipì e non riesca quasi a trattenerla: può stare attento? È giusto impedirgli di andare in bagno e tenerlo lì a soffrire? Io li mando quasi sempre in bagno.
“Posso uscire?”. “È proprio necessario? Non puoi aspettare l’intervallo?”
“Posso aspettare”. “Allora aspetta”.
“È urgente”. “Allora vai pure. Che cosa posso dire? Ma fai in modo di non chiederlo più. Segui le regole della scuola e vacci durante l’intervallo”..
“E' accettabile che facciano una battuta che non riguarda la materia?”. Se non è durante la spiegazione, rispondo “Ma certo!”. Se la battuta è simpatica, se non è detta apposta per creare confusione, se è educata, se sei capace di riportare subito l’ordine, deve essere la benvenuta! Il senso dell’umorismo è delle persone intelligenti. Io ne faccio parecchie. E lo stesso i miei alunni.
Certo, quando si scherza si scherza e quando si lavora si lavora. Se scherzano mentre lavoriamo allora la cosa si fa pericolosa, per chi ha scherzato.
Che cosa faccio se i ragazzi fanno confusione? Se scrivono sul diario mentre sto spiegando? Se si comportano in modo scorretto, se non seguono le regole?
Apriti cielo! Se occorre alzo la voce per attirare la loro attenzione. Rimprovero. Minaccio di dare del lavoro in più. Do del lavoro in più, specificando che non è una punizione ma una rieducazione, un obbligare a porre più attenzione alla scuola. La parola “punizione” è brutta, ed è un concetto sgradevole, quasi di vendetta, che non mi piace.
Mai togliere l’intervallo: serve per sgranchire le gambe, per andare in bagno. Non può essere “l’unica cosa che temono e che capiscono”: è una crudeltà.
Ti chiedi “ogni docente si regola come vuole o ci sono cose che in classe non dovrebbero essere permesse?”: ogni docente si regola come vuole, ma deve insegnare a rispettare le regole. Prima di tutto con l’esempio.
Cara Silvia, spero di essere stata chiara. Fammi sapere!

23 commenti:

  1. Chiarissima e utilissima come sempre. E quando racconti della fatica che tu stessa fai acquisisci ancora più autorevolezza ai miei occhi: non ti metti sul piedistallo, non te la tiri, ti riveli essere umano, dimostri di essere sincera, insomma ispiri fiducia. E' facile quindi seguire i tuoi consigli perché si capisce che sono vissuti e non pura teoria per farsi belli. Come dicono i miei alunni "Ti stimo prof"! ;-)

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  2. ottimo post come al solito Prof!!!
    e colgo l'occasione per fare qualche domanda a tutti: questione "cicca" in classe. Voi come vi comportate?da noi non andrebbe tenuta, ma chiare lettere sul regolamento non c'è scritto e così sorgono sempre i dubbi. Sono volate già note, spiegazioni ma le cicche sono sempre nella bocca dei ragazzi (cioè...dei soliti). e di qualche collega....che fareste?
    a voi non capita mai di dover consegnare le verifiche e voler spiegare a tutti man mano gli errori e sentire pian piano che il brusio si alza sempre più?voi cosa fate?io ormai do sempre qualche lavoro da fare nel frattempo....

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  3. Grazie, ragazze :-)
    Niente chewing-gum in classe. Non serve che sia incluso il divieto nel regolamento: è una questione di educazione. Né chewing-gum né altro. Per mangiare e masticare c'è l'intervallo. Parlare con qualcuno che mastica è molto seccante. E' ovvio che spiegando loro che masticare durante una riunione, un colloquio, una lezione è da maleducati, si dà automaticamente del maleducato al collega che mastica in classe. E che cosa importa? Dobbiamo coprire la maleducazione?
    Cara Paola, il brusio si alza anche nelle classi meglio gestite. Bisogna fare in modo di interrompere il crescendo molto prima che diventi confusione. Se hai letto il mio libro sai già quello che dico appena sento un leggero chiacchiericcio: "Ragazzi, che cos'è questa confusione pazzesca?" :-)

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  4. Anch'io mi regolo come Isabella, tranne che per quanto riguarda il bere: poiché ho una seria patologia alle corde vocali, la logopedista che mi ha rieducata mi ha raccomandato di bere molto mentre faccio lezione, anzi, ha detto che chiunque parla in pubblico dovrebbe farlo, perché in caso contrario sarebbe come pretendere di far girare il motore di un'auto senza l'olio lubrificante.
    Alle mie classi spiego questo mio problema e informo i ragazzi che anche loro, se ne sentono il bisogno, possono bere durante le lezioni - naturalmente solo acqua - senza bisogno di chiedere il permesso. Soprattutto nei periodi più caldi hanno con sè una bottiglietta d'acqua e questo permette di ridurre notevolmente il numero delle uscite ai servizi, che molto spesso hanno appunto lo scopo di bere.
    C'è invece una cosa che non tollero: che i ragazzi si sventolino con fogli o ventagli improvvisati quando fa molto caldo; tutto quel movimento mi deconcentra incredibilmente e non riesco a procedere con la lezione!! (Sono l'unica o capita anche a voi?)
    Anche da noi la gomma da masticare finisce subito nel cestino, senza bisogno di tante spiegazioni; purtroppo ho avuto nel passato qualche genitore che è venuto a ricevimento ruminando - e ho tuttora qualche collega che rumina durante la lezione - , quindi non possiamo dare per scontato che i ragazzi sappiano che è una mancanza di rispetto...
    Grazie Isabella per tutti gli spunti di riflessione che ci fornisci!

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    1. Anch'io, periodicamente, ho problemi con la voce. Anch'io ho spiegato perché devo bere, ma chiedo ugualmente il permesso, almeno all'inizio delle mie ore di lezione. E quando arriva il caldo, poi, uso dire, ogni tanto: "Che caldo! beviamo?" e beviamo tutti insieme :-)

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  5. Grazie della tua risposta molto esauriente. Intanto mi consola quando dici che anche in classe tua a volte c'è chiasso e alcuni non studiano etc, insomma questo mi fa capire che la perfezione alla quale aspiro io forse non esiste. In ogni classe c'è l'alunnoo bravo e rispettoso, quello maleducato, quello straniero, quello disabile ed è con loro che dobbiamo fare lezione. L'idea di avere una classe di soldatini è ben lontana dalla realtà. Detto questo ti volevo chiedere quale strategie adotti quando hai ad esempio le ultimeore del sabato (Come si sa sono quelle nelle quali gli alunni si dimostrano piu svogliati o stanchi)? Sei piu morbida con gli alunni, più tollerante alla chiacchiera? Che tipo di attività didattica organizzi in questi casi? Considerando che in quelle ore la concentrazione degli alunni è molto piu labile? Grazie mille della tua disponibilità

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    1. No, Silvia. Sono sempre la stessa. Anzi, siccome sono stanca anch'io, cerco di prevenire i problemi di disciplina ancora di più. Le ultime ore del sabato, fin dall'inizio dell'anno, le riservo a programmare la settimana successiva (insieme a loro), ad assegnare i compiti, a leggere qualcosa di interessante, ecc.
      Alla prossima!

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  6. Di proposito ho precisato il fatto che non c'è nessuna classe perfetta. Diciamo che se un insegnante avesse in classe solo ragazzi attenti, silenziosi, studiosi, significherebbe che c'è qualcosa che non va: una certa esuberanza fa parte dell'infanzia e dell'adolescenza. Sarebbe davvero strano se non ci fosse. Inoltre: se anche la classe fosse composta di adulti, insegnanti, ti sembra possibile che tutti stiano zitti e perfettamente attenti in ogni momento? Hai presente i consigli di classe o il collegio docenti? :-) L'importante è che i ragazzi stiano attenti nei momenti più importanti e che rispettino le regole della classe e della scuola. Mi fa piacere di esserti stata di consolazione :-)

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  7. Cara Isabella, grazie per i tuoi preziosi consigli, avrei però bisogno di un ulteriore aiuto, se non disturbo troppo. Insegno in un istituto tecnico, dove gli alunni sono poco scolarizzati, però il corpo docente è coeso e la preside fa di tutto per aiutarci, quindi alla fine si riesce a lavorare, seppur con alti e bassi. Mi succede questo: quando qualcuno chiede di andare al bagno e io glielo concedo, subito dopo si crea una processione: vogliono tutti andare al bagno! Ovviamente non posso negare l'uscita ad alcuni, quando agli altri l'ho permesso! Se invece impedisco anche al primo di andarci, per tutta l'ora si lamenta (supportato dai compagni) che sta per scoppiare, che non è giusto, che la fa in classe (anche se non è mai successo), eccetera. Aggiungo che, anche se sono discoli, ho un buon rapporto con i miei alunni! Come si risolve una situazione del genere? Grazie mille
    Elisabetta

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  8. Finalmente il blog funziona di nuovo. Metto di nuovo la risposta:

    Cara Elisabetta, prova a spiegare loro che non vorresti mai che qualcuno provasse disagio perché non può andare in bagno; che però è ovvio che non puoi mandare tutti in bagno. Allora, aggiungi, "ho deciso che da oggi le regole sono queste: non si può andare in bagno né 30 minuti prima né 30 minuti dopo l'intervallo. Se qualcuno ha la vescica ballerina (non usare le solite frasi da professoressa antica, usa parole che li stupiscano in qualche modo)si faccia fare un certificato medico che dice che ha questa vescica ballerina e io lo mando in bagno quando lo chiede. Chi ha la vescica normale dovrà regolarsi con l'intervallo. Se vedo che beve acqua esageratamente non lo mando in bagno, perché ha provocato lui la vescica piena: in questo caso chiede di uscire in anticipo (se è maggiorenne) e va a farla a casa sua. Se invece qualcuno deve andare in bagno eccezionalmente, lo aspettiamo finché non torna, così non perde nulla della lezione".
    Devono capire che tu sei più furba di loro.
    Farei così, Elisabetta. Se non funziona, applichi alla lettera il regolamento, che dovrebbe contemplare qualcosa al riguardo.
    vedi, se uno si lamenta che sta per scoppiare, io dico, senza farmi intimorire e sorridendo "Davvero? bene! Ragazzi, facciamo tutti sssssssssssss, come acqua che scorre".
    Da questo, vedi se davvero gli scappa e decidi.
    Fammi sapere! :-)

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  9. Io ho lo stesso problema, appena entro iniziano a chiedermi tutti di andare i bagno e si muovono e si contorcono come se se la stessero facendo addosso. Abbiamo gia detto di portare il certificato medico se qualcuno ha esigenze particolari, ma non ha avuto nessun effetto, è chiaro che nessun medico fa un tale certificato. Nella mia scuola non si puo andare piu di due volte, ma loro continuano ad insistere, fino a bloccare la lezione fino a che non li hai mandati. A quel punto cosa faccio?Litigo tutti i giorni con un alunno che insiste fino allo sfinimento e in questo modo blocco ogni volta la lezione o lo mando in bagno e pazienza?E' difficle decidere, si deve comunque sempre scendere a compromessi, come quando gli dico " Finche non c'è silenzio, non inizio a mandarvi in bagno"...anche questo è un compromesso, in realtà loro dovrebbero fare silenzio a prescindere, ma non è proprio così, almeno non per noi supplenti .

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    1. non so se sei la Barbara che insegna alle superiori o quella che insegna alle medie.
      Se insegni alle medie: manda a chiamare un genitore o scrivi sul diario che il ragazzo continua a chiedere di uscire, e quindi, se ha qualche problema di salute, può portare un certificato medico che attesti la necessità di uscire spesso. Altrimenti deve attenersi al regolamento della scuola.
      Come ho già detto: io mando quasi sempre in bagno gli alunni. Quelli che lo chiedono raramente. Quelli che lo chiedono sempre non ce li mando quasi mai. Quando escono, li aspetto prima di continuare la lezione, e questo è un deterrente, perché se ci stanno tanto, quando tornano comincio a fare in modo che l'attenzione di tutti sia concentrata sulla pipì che hanno fatto, su quanto era lunga, su quanto hanno bevuto, ecc. E dico "L'hai fatta tutta? Era bella? Era tanta?", ecc. Ci scherzo sopra in modo bonario (anche se lascio percepire il fatto che non mi faccio prendere in giro). Poi dico: "Guarda che ti abbiamo aspettato, lo sai?". Altre volte mi affaccio alla porta dell'aula per far vedere che lo sto aspettando. Insomma, gli faccio pesare il ritardo.
      Sembra che sia una ulteriore perdita di tempo, ma non lo è.
      Pensi che subito dopo un altro mi chieda di uscire? Di solito non accade.
      Infine: se ho perso tempo, dico "Ragazzi, mi dispiace ma quello che volevo fare adesso dovete farlo a casa, in più. D'altra parte, se uno mi chiede di uscire e mi dice che è urgente, non posso certo farlo star male".
      Se insegni alle superiori, chiama fuori il ragazzo pseudo incontinente (naturalmente solo se pensi che sia una scena per uscire) e chiedigli, con aria molto preoccupata: "Senti, Bianchi, hai qualche problema urinario? Non è mica normale andare in bagno così spesso. Non devi vergognarti a parlarne a tua mamma o al medico. " Non prendere neanche in considerazione, con lui, il fatto che possa essere una finta.
      Prova e fammi sapere :-)

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  10. Grazie della risposta,insegno alle medie. Non ho mai mandato a chiamare un genitore durante la lezione, al massimo l'ho chiamato per un altro giorno, ma molti se ne fregano, lo sappiamo... ma scritto nel diario che l'alunno chiede sempre di uscire. Per tutta risposta la madre mi ha risposto sempre nel diario:"Lo faccia andare il bambino in bagno" Ovviamente i genitori di quelli che disturbano sono solitamente peggio dei figli, chiamare il genitore non è molto utile quando il genitore è piu indisciplinato e maleducato del figlio. Per il resto non ho mai scherzato o aspettato un alunno quando si trattiene in bagno, forse erroneamente penso che si ritarderebbe troppo la lezione, ma dal prossimo anno ci proverò..Ormai per quest'anno non posso piu, siamo a maggio e non credo di poter cambiare le cose ora. Grazie mille della risposta, ti faro sapere

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  11. Se fossi in te proverei adesso a mettere in pratica qualche consiglio. Così cominci ad allenarti :-)
    Con "mandare a chiamare" non intendo certo subito, durante la lezione. Intendevo per un altro giorno.

    P. S. Barbara, ho messo a posto il refuso :-)

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  12. Vero!Buona idea, comincio da quet'anno ad allenarmi!! Grazie della correzione, a presto.:-)

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  13. si puo interrogare un liceale con voto da posto

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    Risposte
    1. Anonimo che mi poni questa domanda, se vuoi che ti risponda segui questo minimo di regole:
      - metti un nome qualsiasi
      - inizia con una formula di cortesia
      - concludi con un qualche saluto.
      Sono un'insegnante, non una macchinetta che dà risposte.
      Grazie
      Saluti

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  14. buona sera .. scusa e giusto che una maestra responda a un genitore che chiamava al bigili solo per che a fatto un retardo di 15 minuto a scuola andare a predere a suo figlio per prima bolta
    ..se achiamato 1 ore prima arbertire y el telefono era sempre ocupatto ...come se deve comportare un genitore











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  15. Prof sono Barbara, vi chiedo consiglio per mio figlio, dopo due bocciature di cui la seconda è stato prima rimandato in inglese e informatica ma non è stato promosso. Lui disperato forse noi più di lui, era deciso! Voleva cambiare indirizzo dal Pascal al Pacinotti, la preside ha fatto di tutto per convincerlo ma lui fermo sulla sua decisione dice no. Andiamo via dal Pascal dispiaciuti ma era il momento che dovesse decidere lui, andiamo al Pacinotti ci dispiace ma non possiamo iscriverti perché abbiamo superato di molto sulle iscrizioni, noi un po' felici di tutto ciò ma chiediamo a lui dove vuole iscriversi.? Ci risponde il Pascal, noi gli chiediamo sei sicuro.? Lui si.! Ritorniamo al Pascal, la preside gentilissima gli dice era destino che tu tornasti qui. Abbiamo visionato la sua pagella ed era 6economia,6francese,6italiano,6diritto,6educ.fis,7religione,5,50mat,5,50scienze d terra, 2inglese,4informatica,6fis d laboratorio,. Ci chiediamo se lui è idoneo a questa scuola con questi voti,mi rrisponda la prego prof. Gli abbiamo proposto altre alternative ma lui ci dice di no, non vuole cambiare scuola, da premettere che lui non ha mai avuto ottimi risultati, non si impegna più di tanto non ama studiare. Dimenticavo di dirle che ripeterà per la 3volta il primo. Grazie in anticipo.

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  16. Cara Barbara, che cosa posso dirle? Se suo figlio non ha voglia di studiare, probabilmente troverà problemi in tutti i tipi di scuola dove ci sia da studiare. Il problema è che suo figlio pretende di essere promosso senza studiare. Aveva 2 di inglese e 4 di informatica (ed era già stato aiutato in matematica e forse anche in qualche altra materia): quanto ha studiato questa estate? Evidentemente troppo poco. Gli avete chiesto che cosa ha fatto lui per essere promosso? E gli avete chiesto perché vuole tornare al Pascal, dopo aver dimostrato di non impegnarsi più di tanto?
    Credo che dovreste parlare con vostro figlio e fargli capire che non c'è da vergognarsi se non si viene promossi. Tutto si può aggiustare, ma bisogna darsi da fare. Non si può continuare a sperare di essere promossi senza impegnarsi. Probabilmente lei non ha battuto abbastanza sulle sue responsabilità, e lo si capisce dal fatto che dai suoi messaggi lei prova molta pena per suo figlio come se fosse stato soltanto sfortunato, giustificando completamente il suo scarso impegno.
    Per il cambio di scuola credo che sia meglio che lei si faccia consigliare dai suoi insegnanti, che lo conoscono personalmente. Mi sembra che questa sia troppo impegnativa.
    In bocca al lupo!

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  17. Gentile Isabella,
    grazie per tutti i tuoi consigli, estremamente utile a giovani insegnanti come me, che ho cominciato da poco ad insegnare. Ho letto questo post solo recentemente ed avrei bisogno di un tuo consiglio: è giusto che gli alunni si alzino senza permesso, durante l'ora di lezione (sia che si stia facendo un esercizio, un'interrogazione, o comunque quando l'insegnante sta parlando), per andare a buttare qualcosa nel cestino, o per dare qualcosa ad un compagno (esempio: un pacchetto di fazzoletti, una penna, un foglio etc)? Posto che per le cartacce già hai risposto sopra..cioè le buttano alla fine dell'ora. Mi chiedo: permettere loro di alzarsi senza chiedere il permesso anche per temperare una matita o per buttare un fazzoletto, è o no una mancanza di rispetto nei confronti dell'insegnante? Secondo me sì, ma sbaglio? Il problema è che temo che poi si inneschi una reazione a catena: alla fine diventerebbe un via vai, perché puntualmente qualcuno ha sempre qualcosa da fare. Allora se infrangono la regola scatta la nota oppure l'interrogazione, compiti in più etc. Tu come ti regoli? Perché io ho stabilito questa regola in classe, però alcuni ragazzi hanno protestato, dicendo (in alcuni casi anche mentendo) che con altri insegnanti si alzano quando vogliono, e allora mi è venuto il dubbio di essere eccessivamente severa. Sentendo il parere di altri colleghi più esperti di me dicono che invece faccio bene. Ci terrei a sentire anche il tuo di parere. Ovviamente bisogna tener conto del fatto che insegno alle scuole medie, quindi gli allievi sono piccoli e da educare; suppongo che alle superiori sia diverso il discorso. Cosa posso fare?
    Ti ringrazio,
    Daniela.

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    Risposte
    1. Cara Daniela, se anche fossero studenti universitari o insegnanti, devono stare seduti. Non sei severa se lo pretendi. Semmai sono gi altri quelli che hanno gettato la spugna. E' una semplice questione di rispetto. Io non ho mai permesso di alzarsi, se non chiedendo il permesso. E solo per cose urgenti. La carta si può buttare nel cambio alla fine della mattinata. I fazzoletti e le penne si devono portare da casa e non chiedere ai compagni,ma se eccezionalmente capita di non averli, si chiede all'insegnante il permesso di chiedere a qualcuno.
      Vale per tutto ciò che crea disturbo al lavoro in classe.
      Naturalmente mi comporto io per prima così. Non interrompo la lezione se non è qualcosa di urgente.

      Se i ragazzi protestano spiega pure che ogni insegnante prende le decisioni che ritiene opportune e che se viene loro permesso di alzarsi non è detto che sia la cosa giusta.
      Le cose vanno spiegate bene. I ragazzi capiscono.

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  18. Grazie mille!!! La tua risposta mi ha chiarito molte idee!!
    Daniela

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