La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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all'indirizzo

professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

INFORMAZIONI PERSONALI

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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venerdì 16 settembre 2011

“Si può imparare ad essere autorevoli con gli alunni?” . 235°

Annarita mi scrive:
“Gent.ma professoressa Milani,
innanzitutto vorrei farle i complimenti per il suo bellissimo blog.
Le scrivo per chiederle cortesemente una sua opinione in riferimento ad una domanda che mi pongo ormai da diverso tempo e per la quale i fatti mi portano purtroppo a formulare una risposta negativa.
E' possibile che un'insegnante che trova frustrante il suo lavoro poiché nonostante tanto impegno non riesce a a gestire la classe e a farsi rispettare dagli alunni, possa cambiare e diventare una brava insegnante autorevole?
Ho 45 anni e insegno nella scuola sec. di 1° grado, sono laureata in Biologia, non mi sono mai sentita portata per l'insegnamento e avrei voluto svolgere un altro lavoro più consono alla mia formazione universitaria.
Purtroppo le difficoltà nel trovare un lavoro stabile mi hanno spinta a partecipare al concorso a cattedre e, avendolo superato, sono di ruolo ormai da diversi anni.
Dovrei essere contenta poichè ho un lavoro fisso, al contrario di tantissime persone disoccupate.
Invece non sono contenta, anzi sono disperata perché avrei preferito non superare il concorso e non svolgere questo lavoro che sta rendendo la mia vita un inferno.
Mi impegno tantissimo per organizzare lezioni valide, gli alunni stessi mi dicono che spiego in modo chiaro e comprensibile, ma il grande problema è la disciplina!
Non riesco proprio ad avere polso e a farmi rispettare, sembra quasi che gran parte degli alunni mi considerino una pseudo-insegnante e tutti i miei sforzi non portano a niente, soprattutto il mio lavoro non é efficace.
I pomeriggi sono talmente stremata da perdere completamente la voglia di organizzarmi per l'indomani, con l'umore sotto i piedi e per dieci mesi vengo, giorno dopo giorno, assorbita da un buco nero, per poi risuscitare solo nei mesi di luglio e agosto.
Nonostante acquisti e legga libri di psicologia scolastica e manuali sulla gestione della classe, non cambia niente.
A questo punto penso che dipenda soprattutto dalla personalità e dal carattere di una persona che probabilmente non si possano modificare.
Ho deciso di acquistare il suo libro, poiché sono sicura di trovare consigli utilissimi, ma vorrei tanto cambiare lavoro perché non voglio vivere
svolgendo una professione che è per me una tortura e un'umiliazione continua.
Purtroppo mi rendo conto che la realizzazione di questo mio desiderio, che equivarrà ad una rinascita, sarà molto molto improbabile.
Secondo lei, potrei ancora riuscire a diventare una brava insegnante oppure è meglio che mi impegni seriamente a cambiare lavoro?
La ringrazio per l'attenzione e per i consigli che mi vorrà dare.
Un caro saluto, una prof infelice!”


Cara Silvia,
dici “Nonostante acquisti e legga libri di psicologia scolastica e manuali sulla
gestione della classe, non cambia niente.”: ma hai letto il mio? :-) Scherzi a parte, mi chiedi “E' possibile che un'insegnante che ..non riesce a a gestire la classe e a farsi rispettare dagli alunni, possa cambiare e diventare una brava insegnante autorevole?”

Cara Silvia, se pensassi che non è possibile non avrei certo scritto un libro di consigli che, principalmente, servono ad aiutare a gestire le classi, soprattutto quelle difficili.
Se leggi sul blog le lettere che mi scrivono gli insegnanti, ti accorgerai che non sei sola. A qualcuno ho risposto che a volte è meglio fare di tutto per cambiare lavoro. A te non lo dico perché sei di ruolo e puoi farcela. È vero che il carattere conta molto, ma si può in parte modificare (anche a 45 anni) e ci si può aiutare con la preparazione. Bisogna essere molto interessanti (dal punto di vista dei ragazzi, è ovvio) per interessarli. E' utilissimo conoscere le strategie per motivare, per coinvolgere, per essere creativi, ecc.
L’autorevolezza deve essere prima di tutto dentro di te. Tu ti devi sentire autorevole per essere vista come autorevole. Devi sentire quanto puoi aiutarli. Soltanto così riuscirai a cambiare.
Non ti scoraggiare: insegnare a volte è frustrante, l’ho detto molte volte. Ma può anche essere meraviglioso. E se hai fiducia in te, lo sarà.
Leggi attentamente il libro, medita su tutto quello che c’è scritto e fammi sapere se ti aiuta. La prossima volta mi piacerebbe che tu ti firmassi “Una prof. rinata” :-)

In bocca al lupo!


18 commenti:

  1. il 1° settembre, invece della pensione, mi toccherà ricominciare un nuovo anno scolastico. Mi sento umiliata: pensavo di poter decidere della mia vita, invece sono niente. Sono stata una brava insegnante quando le persone rispettavano le regole: nell'ultimo anno trascorso, ho avuto problemi con gli alunni, coi genitori e coi colleghi. Gli alunni non mi rispettano, i genitori mettono in dubbio il mio insegnamento, i colleghi giovani mi mettono in cattiva luce e sparlano di me coi genitori. Consigliami: ho bisogno di diventare autorevole e conformista a 60 anni, da permissiva e creativa che ero nel secolo passato.

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    1. Cara Adriana, ti capisco. Hai letto i due post che trovi in questo link?
      http://laprofessoressavirisponde.blogspot.it/2011/12/voglio-andare-in-pensione-quando-e-ora.html
      Per il resto: stavo proprio meditando di scrivere un nuovo post sull'argomento che ti interessa.
      A presto!

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    2. MI RITROVO ALLA PERFEZIONE NELLA SITUAZIONE DESCRITTA NELLA LETTERA DI PRIMA. INSEGNO FRANCESE DA 6 ANNI, E ANCH'IO "MUOIO" OGNI VOLTA CHE INIZIA UN NUOVO ANNO SCOLASTICO. GLI ALUNNI NON MI RISPETTANO, E MI DICONO IN FACCIA CHE SIAMO IN ITALIA, E CHE LORO DI PARLARE FRANCESE NON NE VOGLIONO SAPERE. ADOTTO STRATEGIE PER INTERESSARLI, VISTO CHE AL GIORNO D'OGGI QUESTO BISOGNA FARE. FACCIO ASCOLTI, ESERCIZI INTERATTIVI OVE POSSIBILE, GIOCHI LINGUISTICI IN COPPIA E A GRUPPI. NIENTE. I MIEI ALUNNI SONO UN MURO DI GOMMA. NON FUNZIONA NIENTE DI QUELLO CHE FACCIO. PARLO E LORO RIDONO COME FOLLI PER TUTTO IL TEMPO. NON SONO UNA BRAVA INSEGNANTE. PENSO ANCORA CHE LA SCUOLA DEBBA ESSERE UN LUOGO DI STUDIO, NON DI DIVERTIMENTO, E CHE NOI DOCENTI ABBIAMO IL DIRITTO DI LAVORARE IN UN AMBIENTE SERENO. VANNO BENE ANCHE LE LEZIONI LEGGERE, PER CARITA'! MA NON PUO' ESSERE TUTTO UN GIOCO! LA SCUOLA NON E' UN GIOCO! FINIAMOLA CON IL DARE LA COLPA AI DOCENTI E DI DIR LORO CHE NON VENGONO RISPETTATI PERCHE' NON DIVERTONO GLI ALUNNI! IO MI RIFIUTO DI CONTINUARE A SENTIRMI IN COLPA PER QUESTO E A ROVINARMI LA VITA! SONO ANCORA PRECARIA, E VORREI CAMBIARE LAVORO, PROPRIO COME ANNARITA. ANCH'IO "MUOIO" A SETTEMBRE E "RINASCO" A LUGLIO. NON E' LA VITA CHE VORREI PER ME. NON VOGLIO INVECCHIARE UMILIATA E VESSATA OGNI GIORNO, PER 10 MESI ALL'ANNO. MI STO SPEGNENDO. LA MIA MASSIMA SOLIDARIETA' A TUTTI I COLLEGHI CHE SOFFRONO COME ME, E COMPLIMENTI PER QUESTO BELLISSIMO BLOG.

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  2. Ciao sono Sara cercavo su internet delle alternative di lavoro per un'insegnante amareggiata e, non so come, ho trovato voi. Non credevo fosse possibile che qualcuno si sentisse come me! A scuola dicono che è questione di polso...beh, io i polsi me li sono slogati a forza di tener duro con certe classi. Condivido tutto tutto ma proprio tutto quello che avete scritto. Domani tornerò in classe sostenuta dalla solidarietà sperimentata oggi leggendo i vostri commenti e chissà che non mi senta un po' più forte. Grazie di cuore!!!!

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  3. Ciao a tutte,mi chiamo Aurora,
    non so come, ma mi sono trovata su questo blog ed è stata una sorpresa piacevole e davvero rasserenante. Non conosco tutti i commenti ma in quelli letti fino adesso parlate voi insegnanti di scuola primaria o secondaria ed io mi sento un poco come pesce fuor d'acqua perchè sono insegnante di scuola dell'infanzia ma anche a me succedono le stesse cose: bambini distratti, disattenti, quasi sordi, irrequieti, chiassosi e.....voglio fermarmi perchè gli aggettivi negativi che uscirebbero fuori sarebbero davvero tanti. Faccio questo mestiere da venti anni e la stanchezza sta prendendo il sopravvento. Addirittura tempo fa pensai di lasciar perdere, il mio ruolo non viene più considerato e nonostante i miei sforzi a coinvolgere gli alunni in attività nuove e divertenti mi accorgo che il bello dura poco. Così facendo non si ha modo di seguire un programma o di terminarlo con i giusti tempi, di seguire degli obiettivi. E' possibile che i bambini di oggi abbiano un bisogno continuo di novità e che la loro concentrazione duri al massimo un quarto d'ora? Mi riferisco in particolar modo ai bambini di 5/6 anni. E poi dicono che sono più svegli e colti dei bambini di venti/trent'anni fa! Scusate lo sfogo e la rabbia ma io non vedo nulla di tutto ciò perchè esiste una realtà ben diversa da quella che vogliono far vedere negli spot pubblicitari: i bambini di oggi iniziano a camminare più tardi, ancora a tre anni non sanno mangiare autonomamente, portano il pannolino, il ciuccetto, bevono al biberon per lungo tempo e hanno problemi di linguaggio. Io ho molta fede in Dio che mi da tanta forza ad andare avanti e a continuare con pazienza e passione perchè credo in ciò che faccio e questo è il consiglio che do a tutte voi. Oggi vi ho scoperto e vi dico grazie perchè anche voi da oggi mi darete coraggio e dico grazie a te Isabella per l'idea che hai avuto e la forza che dai a tutte noi. Vi voglio un mondo di bene.

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  4. Sono pienamente solidale con chi è disperata nella scuola. Lo sono anche io che tra l'altro sto svolgendo l'anno di prova come insegnante di francese in una scuola secondaria di primo grado dove due classi sono infernali. Il dirigente se la prende con me che non riesco a tenerle e io ho paura di non superare l'anno di prova. Il mio problema è che non ho un timbro di voce alto, quindi mi sgolo da infarto per due ore di seguito per farmi ascoltare da quei pochi che vogliono seguire. Ho già 45 anni anni e mi dispiacerebbe mollare proprio adesso dopo tanti anni di sacrifici, senza dire che cercare un altro lavoro alla mia età non è facile. Il mio sogno, se passassi l'anno di prova, sarebbe chiedere un giorno il passaggio alla segreteria, ma non so se è possibile. Da precaria ho quasi sempre lavorato nelle superiori dove ci sono meno problemi disciplinari, anzi quando ho iniziato le supplenze, 20 anni fa, era addirittura piacevole il lavoro di insegnante, motivante, adesso lo odio quasi. Sissy

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    1. Ciao sono Elena ed insegno nella scuola primaria. Incontro come voi....diverse difficoltà.....ma pensavo questo....invece di piangerci addosso lamentandoci..... magari possiamo provare a confrontarci e cercare insieme delle soluzioni...?

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  5. Carissime,

    lavoro nella scuola dell'infanzia e cercavo delle cose sull'autorevolezza perché ho una collega che è nella vostra stessa situazione, dal più piccolo al più grande la bistrattano, non l'ascoltano, ridono e urlano in continuazione. Spesso mi trattengo ed evito di andare in suo soccorso, perché temo di fare peggio, ma sono giunta a qualche conclusione. La prima si ricollega a quel che ha scritto qui la prof Milani, se dentro di noi non abbiamo un certo "sentimento", è difficile riuscire a trovarlo negli altri, soprattutto quando questi altri sono dei bambini che trovano nell'esempio la base di quasi tutte le loro azioni.

    Detto questo, ci tengo a precisare che non è un'accusa a voi, la stima di sé non cade dal cielo o dal DNA, spesso la nostra storia personale ci ha impedito di formarne una adeguata, dei genitori autoritari (non autorevoli) possono aver fatto di noi dei rinunciatari in partenza e così via. Credo che il primo passo per cambiare, sia ammettere che esiste il problema (e voi siete già a buon punto), il resto viene solo con l'esercizio.

    Infine, devo aggiungere che c'è un altro aspetto inquietante (soprattutto nella scuola dell'infanzia), ossia che più dei bambini le situazioni spiacevoli le creano i colleghi, trattando i più mansueti senza alcun rispetto e abusando della difficoltà di questi a difendersi. I bambini, come i ragazzi, questo lo vedono e IMITANO o, per meglio dire, EMULANO, pensate solo che anche loro, data la tenera età, sono spesso soggiogati dagli adulti, minacciando spesso la loro voglia di autonomia.

    Spero di non essermi dilungata troppo, comprerò anch'io questo libro che scopro oggi, complimenti per il lavoro che fa prof!

    Vi abbraccio, a tutto c'è una soluzione.

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  6. ciao.... provate a vedervi con gli occhi dei vostri ragazzi. ognuno di loro vede in voi una guida ma non può permettersi di dimostrarlo. se incontrate qualcuno dei vostri studenti dopo una decina d'anni sono certa che riuscirete a trovare un piccolo seme che sarà germogliato e cresciuto.... lo avete piantato voi... si!!! nel caos delle risate isteriche di una generazione chiassosa immersa nella fretta e piena di problemi in famiglia, tra gli amici e nei socialnetwork nella solitudine e nella disperazione di adolescenti perchè loro sono la società di oggi e quella di domani. i docenti devono lottare in questo mare tumultuoso e spumeggiante.... oggi la scuola è questo... l'unica cosa che è rimasta è la capacità dell'insegnante di mantenersi saldo nel proprio dovere in un mare in tempesta... quello che dà un insegnante lo riceve indietro a lungo termine. Vi sono passate davanti generazioni, la maggior parte di quei ragazzi sono donne e uomini onesti. Per questo GRAZIE! Grazie per sempre a tutti gli insegnanti.

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  7. Grazie a tutti voi, anche io mi trovo nella condizione di Silvia, lavoro nella secondaria, ma sono sfiduciata, alla soglia di un'aòytra laurea (scienze della formazione primaria) Ho la tentazione di andare alle "elementari", ma ho il sospetto che non cambierebbe nulla sono SMIDOLLATA e continuerò ad esserlo, mi hanno insegnato a motivare a coinvolgere gli alunni, ad ascoltarli etc. ma tutti i giorni lotto con il loro disinteresse e la loro maleducazione. Il DS mi ha richiamata perchè non ho carattere e non gestisco la classe, ha detto di provare nuove strategie... ma io ho solo voglia di non fare il PAS per la mia classe di concorso e di cambiare mestiere. Un grande abbraccio,

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  8. Care colleghe! Che bello sapere di non essere l'unica in questa situazione di mxxxx!!! Sono giovanissima sono sempre stata la classica secchiona e mi ritrovo a 24 anni a gestire degli studenti ingestibili. Sarebbe tutto più semplice se non fossi giovane e carina io non ce la faccio proprio a fare la parte della stronza e ogni volta spero che gli studenti apprezzino il mio approccio amichevole ma invece anche se mi adorano mi vedono come "un'amica" e quindi avere il silenzio assoluto nella mia ora è impossibile. Ilpreside mi ha ddetto che devo avere più polso, dare note a tutto spiano ma non è la mia indole. Non so come fare... il fatto è che ci rimango malissimo quando mi viene fatto un richiamo e ogni giorno lo vivo come un esame. Ormai mi sono convinta che anche se ero certa che questo sarebbe stato il lavoro della mia vita purtroppo non sono tagliata e non lo sarò mai. Devo solo arrivare a giugno...ma si può vivere così? !

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  9. Salve ragazze! Ho 26 anni e mi trovo nella vostra situazione...
    Neanche a me piace insegnare, ma dopo la laurea, nonostante i cv inviati praticamente ovunque, non ho trovato assolutamente nulla e lo sconforto mi ha portato a fare domanda in un istituto paritario della mia città...Speravo non mi chiamassero e invece, contro ogni mia previsione, mi hanno contattato e così insegno inglese dal 15 settembre. Ho 2 classi, una prima e una terza.
    Il problema è, come voi, il mio carattere. Non sono una persona autoritaria e decisa, sono molto dolce e paziente e questo i ragazzi lo percepiscono subito. Non vi nascondo che a volte sono terrorizzata a entrare in classe. Mi sento osservata, temo il loro giudizio e di essere poco credibile. La giovane età di certo non mi aiuta... Una cosa che ho notato, principalmente in terza, è che ai ragazzi non va mai bene niente, si lamentano di continuo. Ho preparato per loro un riassunto di due pagine in inglese (elementare) sulla storia della Gran Bretagna, ma i ragazzi mi hanno detto che trovano difficoltà a impararlo in lingua, così l'ho tradotto per loro, scrivendo il tutto in un italiano chiaro, conciso, riassuntivo, ma ugualmente efficace. Mi hanno promesso che così l'avrebbero studiato e che non c'era neanche bisogno di spiegarlo perché era facile. Ma il giorno dopo tutti impreparati nuovamente, una di loro prova a dirmi la lezione in maniera sommaria e superficiale, sbirciando quasi sempre dal foglio. Faccio subito presente che la cosa non va e che la prossima volta voglio sentire la lezione per bene. La ragazza mi risponde a tono dicendomi che su quei fogli non si capisce niente perché sono scritte tante cose in maniera riassuntiva e dice A ME quello che devo far studiare al posto della storia. Assurdo. E in inglese non va bene, in italiano non va bene, troppo lungo non va bene, quando è riassuntivo è troppo riassuntivo...Insomma, non so più come andare loro incontro! Trovano mille scuse per non studiare! Ci ho messo l'anima a preparare quella lezione, talmente chiara che persino un bambino delle elementari riuscirebbe a impararla! Se potessi, le allegherei per farvele vedere! Non so come comportarmi...La classe non è numerosa, anzi, sono pochissimi, ma quei pochi che ci sono fanno quasi sempre storie. Hanno contestato perfino gli argomenti che avrei messo nel prossimo compito in classe! Non solo ho detto loro cosa studiare, ma hanno avuto anche da ridire! So benissimo che il problema è il mio e che devo essere più severa senza farmi condizionare dalle loro lamentele. Ogni volta mi riprometto di essere meno permissiva e più dura, ma i buoni propositi svaniscono appena varco la soglia della classe. Mi sento incredibilmente vulnerabile ai loro occhi, cosa sbagliatissima perché i ragazzi si accorgono subito di tutto. Non so come fare, torno a casa sfiduciata e il pensiero di fare lezione il giorno dopo mi deprime. Invidio tutti quelli che hanno un lavoro diverso dal mio, dove non devono avere a che fare con questi ragazzi. Mi sento anche "sprecata". Dopo tanti sacrifici per laurearmi, soggiorni all'estero e quant'altro, sentirmi umiliata così mi butta il morale sottoterra...Sto cercando altri lavori come una disperata, con la speranza di andarmene da questa scuola di nullafacenti e maleducati. A onor del vero, però, devo dire che ce ne sono alcuni che s'impegnano, si contano sulle dita di una mano, ma ci sono.
    Scusate il posto chilometrico, ma avevo bisogno di sfogarmi da tempo! In famiglia, con gli amici o coi colleghi, preferisco non parlarne per non fare la figura della debole senza carattere...Cosa che già penso io in primis!
    Un saluto a tutte....

    RispondiElimina
  10. Professoressa mi scusi se la disturbo a quest'ora, ma sono laureata e non riesco ad insegnare e tutto ciò mi dispiace perché vorrei entrare con tutta l'anima nel mondo drll'insegnamento , ma non ho mai conosciuto nessuno che mi potesse aiutare veramente anche su che cosa potrei fare per ottenere punteggio . Sono laureata al conservatorio vecchio ordinamento che mi permette di insegnare. A chiunque mi volesse dare un consiglio sarò ben lieta di seguirlo e accettarlo. Grazie sefy

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    Risposte
    1. Cara Stefy. tutto il blog è pieno di consigli. Leggili tutti. E leggi il libro che ho scritto proprio per dare consigli.
      Fammi sapere, (dopo aver letto tutto)

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  11. Buongiorno Professoressa,
    chi le scrive è un'insegnante di inglese di una scuola professionale.
    I ragazzi sono spesso difficili e arrivano al primo anno completamente privi di fiducia in se stessi (in primis) e nella formazione. Il primo passo da fare è ripristinare un'atteggiamento positivo verso la scuola, e questo come può immaginare, richiede impegno costante ed entusiasmo. Ho sempre cercato di far sì che le mie lezione fossero divertenti e coinvolgenti, ma paradossalmente questo è il mio problema. Mi spiego meglio,le le lezioni scorrono veloci e i ragazzi partecipano, ma io mi rendo conto che non avrò MAI una classe silenziosa. Ciò da una parte mi fa sorridere, ma dall'altra mi mette nella condizione dell'autocritica: non li sto educando al rispetto del turno, la lezione ne gioverebbe se io riuscissi ad "ordinare" i loro interventi. A vplte mi dico che forse dovrei cercare di "frenarmi" un po', far meno il "capo animatore" di un villaggio e segnare un confine più netto tra come sono e ciò che insegno...ma è facile? No, non lo è. È difficile e frustrante. Ho tentato altre strade, ho cercato di non cedere alla tentazione della battuta, ho cercato di esser severa, altri miei colleghi ottengono silenzio e disciplina. Ma non riesco, io non sono così, prima o poi scappa la battuta...e io torno ad essere "me", l'insegnante che entuasiasma tanto i ragazzi ma che poi non riesce a contenerli.
    Ti ringrazio tanto se vorrai darmi un consiglio ti seguo con interesse.

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    Risposte
    1. Ti rispondo con un post. Ma il tuo nome?

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    2. Arianna 😊

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