La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

INFORMAZIONI PERSONALI

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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martedì 10 settembre 2013

“Ho già sbagliato qualcosa il primo giorno”. 398° post

Brunella mi scrive:
 “Gentile professoressa,
sono un'insegnante e insegno matematica alle medie.
La scuola è iniziata da un giorno e sono stata molto attenta a non tralasciare proprio niente di quello che ho letto (e quasi imparato a mente) nel libro.
Mi sono subito accorta, però, che ahimè, ho sempre un enorme limite che non riesco proprio a superare: non riesco a gestire tutti quei suoni (borbottii, versi) che i 2-3 alunni-buffoni di turno emettono apposta per disturbare la lezione. Mi spiego descrivendo la situazione vissuta stamani. Sono entrata, ho ottenuto il silenzio e l'attenzione, ho cercato di conoscere i ragazzi con un'attività mirata, ho dato informazioni anche su di me, sono stata chiara, diretta e non ho abbassato mai la guardia, li ho fatti lavorare anche senza libro sulla mia materia...ma i due simpaticoni della classe, a intermittenza, per tutto questo tempo ripetono lo stesso mantra con la voce cavernicola, evidentemente per essere notati e per farmi arrabbiare. Mi rendo conto che è una provocazione e non raccolgo, continuando tranquilla anche se dentro ribollo. Il mantra continua e cerco di fermarlo con una battuta che smonti i due, ma, pur zittendoli per un po', non ottengo il risultato di far passare la classe dalla mia parte. Ecco il problema: quando, come me, per carattere non si ha la presenza di spirito o la forza di metterli in ridicolo (come si consiglia nel libro), come si fa ad estinguere l'azione dei disturbatori? Nel libro si dice "non accettate la minima mancanza di rispetto", ma il mio non raccogliere la provocazione non è stato un lasciar correre, bensì un non dare a quei ragazzi l'importanza che si aspettavano. O loro l'hanno interpretato come un "posso violare i limiti perché non mi dice niente"? In questo caso ho già sbagliato qualcosa il primo giorno...ma allora come posso intervenire?
Spero tanto in una risposta per correggere il mio errore e forse salvare la situazione in tempo. Brunella”

Cara Brunella, ti rispondo subito perché gli errori si devono riparare subito.
La tua analisi è giusta: hanno interpretato la mancanza di una tua presa di posizione come  "posso violare i limiti perché non mi dice niente". Intendevi “non dare a quei ragazzi l'importanza che si aspettavano”, ma non è stata una buona mossa.
"Non accettate la minima mancanza di rispetto": è fondamentale. Si può accettare il brusio, una risata troppo forte, uno che si distrae, uno che si gira…Ma non la mancanza di rispetto. Loro ti hanno ripetutamente mancato di rispetto. Convincitene e offenditi. Devono vedere l’effetto della loro maleducazione e non devi fare pena in quel momento (“siamo riusciti a farla andare “fuori di testa! Siamo dei ganzi!”); devono preoccuparsi, pentirsi e vergognarsi della loro azione.  Come? Smetti di fare lezione: non serve, in quel momento. Serve di più che tu ti dedichi a far sì che non accada più. Tempestali di domande su quello che stanno facendo, con una calma assoluta (anche se dentro sei molto seccata. “Ah! Fai quel verso… Che cos’è? Hai del catarro in gola? Ti senti male? Sei raffreddato? Fammi sentire di nuovo il verso…Non starai mica soffocando..? E tu? Lì per lì mi sembrava che stessi vomitando, ma vedo che per terra non c’è nulla. Ma sapete che sono preoccupata? Però non vorrei che steste facendo dei rumori solo per ridere…E’ così?”
Non so se avranno molta voglia di controbattere, ma se lo faranno, allora devi reagire con un bel “Ma come ti permetti?!?!” ben scandito e a voce alta e ferma. (Prova adesso, a casa). Se ti sarai resa conto del fatto che ti hanno mancato di rispetto e avrai imparato che tollerare non è giusto, vedrai che ti verranno altre frasi. Senza “uscire dai gangheri”, senza fare voci in falsetto.
Ho preso esempi a caso perché non ho sentito i versi e i borbottii. Ma la sostanza è che devono trovarsi loro nell’occhio del ciclone. Devono trovarsi al centro dell’attenzione, ma sei tu quella che deve metterli all’angolo. Lo scopo è quello di far capire loro (prima di dirglielo esplicitamente) che quando ti mancano di rispetto sono scorretti, maleducati e ingiusti. Tu dei essere gentilissima, anche quando stai dicendo queste frasi e loro devono apparire persone ingiuste perché ripagano la gentilezza con una mancanza di rispetto.
Sta a te scegliere le frasi. I miei sono soltanto esempi, per far capire il concetto.
Domani, quando vai a scuola inizia come hai già fatto e al minimo “attacco” da parte dei due o tre contrattacca. E aggiungi, alla fine: ieri ho lasciato perdere perché volevo proprio vedere quante volte lo facevate. Ho visto e segnato tutto sul mio registro. Mi servirà, quando dovrò decidere come giudicare il vostro comportamento. Che non succeda mai più. Adesso andiamo avanti. Ho perso anche troppo tempo”.
Spero che questo ti aiuti, Brunella!
Fammi sapere!

21 commenti:

  1. Grazie infinite per la tempestività!Oggi non sono in servizio, domani riproveròcon tutto un altro saato d'animo!
    Brunella

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  2. Quanto mi rivedo in questa descrizione! Nonostante l'entrata riuscita "alla Isabella Milani", la gentilezza che già contraddistingue il mio carattere, l' interessamento (sincero!!) verso i ragazzi (scuola media), c'è qualcosa in me che ogni anno imancabilmente induce i ragazzi difficili a pensare: "con lei si può fare confusione". Con i piccoli non succede, solo coi più grandi. A questo punto mi dico che è questione di tono, di postura, di vestiti, di aspetto. La serenità e fermezza che credo di dimostrare in realtà viene subito smascherata. Credimi, Isabella, ho lavorato moltissimo su me stessa e mi ripeto continuamente che sono una persona degna di rispetto, me lo sono fatto ripetere, me lo sono dato come obiettivo. Evidentemente però non basta. Allora? Che fare in più?

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    1. Cara Anna, continua e ci riuscirai. L'insegnamento (e il saper "tenere" la classe) è fatto di strategie che si imparano con il tempo. I miei sono soltanto i consigli per cominciare il cammino. E' questione di esperienza: ho condiviso tutto quello che è capitato a me o che ho visto. A volte (ancora!) mi capita una situazione difficile nuova . In quel momento mi concentro e penso, in pochi secondi "Oddio! Questa non mi è ancora capitata! E ora che cosa faccio?" e PROVO quello che mi viene in mente, senza alcuna garanzia che funzioni. Poi, in base al risultato, decido se era la cosa giusta da fare o se è stato un fallimento. Nel secondo caso, ritento con qualcosa di diverso.
      Analizzati bene e giudicati. Come i giocatori che guardano la partita appena giocata. Cerca di scoprire i tuoi difetti e prendi delle decisioni.
      Fammi sapere!

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  3. Buongiorno,
    anche io ho bisogno di consigli. Oggi sono stata in una delle mie due terze medie che avrò quest'anno. Alcune insegnnati quando sono entrata mi hanno detto:AUGURI!i ho conosciuti già ieri in compresenza con altra insegnante e sono stati rumorosi ma non maleducati.
    Oggi quando sono entrata erano seduti male...in una confusione terribile... mi sono fermata sulla porta e ho aspettato che si alzassero per salutarmi. lo hanno fatto. Era, però, un continuo parlarsi uno sopra l'altro e ridere. Ho cercato di riprendere subito le cose più vistose: per esempio uno che si è alzato senza permesso e gli ho detto: dove vai, scusa? lui ha risposto che voleva gettare una carta e allora ho risposto: DEVI CHIEDERE IL PERMESSO A ME. Altri due volevano andare in bagno fuori dall'orario consentito e ho detto: MI DISPIACE MA NON PUOI. CI SONO DELLE REGOLE E UNA TRA QUESTE E' ANDARE IN BAGNO NEGLI ORARI CONCORDATI.
    La cosa che mi ha impensierito di più è che quando ho letto i cartelloni con gli incarichi che hanno stabilito nella giornata dell'accoglienza di ieri, ho letto dei nomi e chiesto di rispondere chi fossero. QUI HANNO COMINCIATO A FARE GLI STUPIDI E A DIRE NOMI SBAGLIATI.
    A questo punto mi sono offesa, come dice lei Prof. Milani. Mi sono alzata in piedi e ho battuto la mano sulla cattedra. Ho detto: allora..vi sembra il caso di continuare così? Io, come ho detto anche ieri durante la mia presentazione, sono qui per aiutarvi... per prendermi cura di ognuno di voi... per svolgere il mio lavoro e per garantire un vostro diritto. Con voi sarò sempre gentile e garbata..perchè mi piace rispettare chi ho di fronte, in questo caso voi. durante le mie lezioni farò il mio dovere e mi impegnerò affinchè tutti possiate partecipare.... mi sembra giusto che voi abbiate un comportamento analogo.
    Loro per un pò sono stati ad ascoltare e poi hanno bene o male ripreso l'atteggiamento di prima.
    Domani li rivedrò.. e ho chiesto di portare il libro dell'anno scorso e un quaderno per cominciare. Molti hanno già detto che hanno venduto il libro...che tanto non sanno niente.
    a questo ho risposto che non importa, devo capire anche cosa NON SANNO e che non voglio che abbiano questo atteggiamento del " tanto non so niente".. che sono lì per insegnare loro qualcosa e che dobbiamo andare tutti nella stessa direzione.
    Ecco allora la domanda: domani? Comincio il mio ripasso come?
    Ho pensato di prevenire la scusa del "non ho il libro" portando io per ognuno di loro delle fotocopie e ricordando, mentre le distribuisco che MI SONO FATTA CARICO DEL DISAGIO DI MOLTI DEL NON AVERE IL LIBRO e mi sono premurata di provvedere. COSA DICE, PUò ANDARE?
    INOLTRE, per la faccenda dei nomi e dell'ordine della classe.. in attesa che il coordinatore stabilisca dei posti a sedere, vorrei dare a colui che ha l'incarico da "segratario" il compito di farmi una piantina provvisoria con i nomi (sperando che li metta giusti).
    Io credo che tutto sommato niente è ancora perduto considerando l'ambiente in cui sono. Sono una nuova insegnante..della mia materia ne hanno cambiate tre in due anni... sono abbastanza abituati a far confusione e ad averla vinta. Insomma, loro mi stanno mettendo alla prova... a farmi, magari, paura e io sto capendo con chi ho a che fare.
    c'è una ragazzina, per esempio, che tende a sfidarmi... stamattina le ho detto: scusa c'è un altro che parla... aspetta che finisca e lei ha risposto: anche io adesso sto parlando e loro parlano sopra. Insomma cosa faccio con questi ragazzi? PER ORA sono stata pacata e gentile, ma secondo me adesso ci devo andare giù più dura e, magari, dire anche Un come ti permetti di quelli che dice lei, PROF MILANI, NO?
    LA PREGHEREI DI RISPONDERMI...sono 7 anni che insegno ed è l prima volta che sono in un ambiente difficile. . ma voglio fare qualcosa finchè sono in tempo.
    Grazie molte Sara

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  4. Mi sembra che l'approccio debba dare i suoi frutti. PER CARITA', LE FOTOCOPIE NO!!! Scherziamo? Sembreresti la fessa di turno, Se pensi che non abbiamo il libro, per ora non lo chiedere. D'altra parte, se avevano un altro insegnante era compito suo spiegare che non dovevano vendere il libro. Fingi di nulla e fai un'attività per la quale non serva il libro. Ricomincia tutto come hai fatto oggi.
    Fai l'appello e osservali bene: è impossibile che siano tutti uguali. Se percepisci che stanno mentendo e qualcuno ride, chiedi a quello che ride perché sta ridendo. Se non ti risponde, mettigli una nota sul diario "Manca di rispetto all'insegnante". Se protesta scrivi una nota sul registro con il nome che ti ha dato (mentendo" lo spiritoso. "Bianchi si comporta in modo maleducato" e così via. E' impossibile che il vero bianchi non protesti.A questo punto cambi la nota "Bianchi permette ad un compagno di usare il suo nome per prendere in giro l'insegnante". Poi ti rivolgi a Rossi e urli la famosa "Come ti permetti!" e scrivi sul registro: "Rossi offende gravemente l'insegnante dando un nome sbagliato". Ignora eventuali proteste. Afferma con sicurezza: "Vi informo che non ho nessuna intenzione di permettere che mi si manchi di rispetto. Se voi siete spiritosi, vi assicuro che io so essere molto più spiritosa di voi". Fai di nuovo l'appello e combatti!
    Spero di averti aiutato. Fammi sapere, Sara.

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  5. Buonasera da Sara. Grazie molte per i consigli. Stamattina sono entrata in clsse pensando:"cavolo..io sono l'insegnante e loro devono capirlo".
    Così mi sono fermata sulla porta aspettando che fossero in piedi tutti e così poi ho detto di sedersi e ho aggiunto 2ora mi siedo anche io".
    Ho cominciato dicendo che ero contenta che fossero seduti in modo ordinato e ho cominciato a parlare del lavoro che volevo proporgli.
    C'era uno che ridacchiava e allora mi sono fermata e con voce calma e quasi stupita gli ho detto:" scusa ma tu perchè ridi?" E lui: "no prof.. è lui che mi fa ridere" e io:" lui chi?" e il ragazzo ha indicato il compagno di banco. A questo punto ho detto: Bene allora diamo una nota a "lui" che ti ridere e una a te che glielo permetti?" E il "lui" della situazione:" no prof..." E allora ho esclamato: ALLORA PIANTATELA SUBITO, STO PARLANDO ANCHE PER VOI.. E QUANDO PARLERETE VOI...non riderò mai io. Da questo episodio le cose sono cambiate e ho fatto lezione regolarmente. SPERIAMO BENE E GRAZIE ANCORA

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    1. AHAHAH!! Perfetto! Proprio così. Brava :-)

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  6. Gent.ma prof.sa Milani,
    sono una giovane insegnante alle prese con un paio di classi "difficili" della scuola "media". Oggi sento di aver sbagliato: sono entrata in aula con sicurezza e con le migliori intenzioni, cercando di mettere in pratica i suoi consigli (libro e blog), ma qualcosa poi è andato storto! La situazione infatti mi è sfuggita di mano, nonostante l'inizio sia stato positivo. Ho proposto di correggere il compito e alcuni alunni (alcuni dei quali facevano parte di una "baby gang" alle elementari) hanno iniziato a canticchiare. Ho individuato il primo e gli ho chiesto di cantare davanti a tutti, si è vergognato e ha smesso; a questo punto ha iniziato un altro, ho fatto la stessa cosa e lui, più spavaldo, ha cantato. Per un po' si sono "fatti vedere" alcuni compagni, cercando di attirare l'attenzione. Si alzavano dalla sedia e li richiamavo.
    Un altro ha fatto una battuta, dicendo che sapeva imitare l'andatura della tartaruga. L'ho assecondato e si è reso ridicolo, un altro però ha proposto di fare il serpente. Gli ho detto che alla fine dell'ora mi avrebbe mostrato quanto era bravo. Un alunno poi ha alzato la mano, ma solo per prendere in giro un compagno, che si è molto offeso. Ho spiegato che aveva esagerato, ma il compagno offeso l'ha minacciato. Praticamente tutta l'ora si è svolta così, la materia è andata all'ultimo posto, con rammarico da parte dei pochi che volevano seguire. Suonata la campana, all'intervallo ho parlato personalmente con alcuni di loro e ho cercato di far chiarire la situazione ai due litiganti.
    Sono molto amareggiata...
    L'impressione è che si siano approfittati del fatto che li ascoltavo per fare i buffoni o perdere l'ora.
    Cosa avrei dovuto fare?
    Grazie di cuore.
    Martina

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    1. Cara Martina, la materia non è andata all'ultimo posto. La classe è difficile e hai usato l'ora per trovare il modo per gestirla. Hai fatto quello che dovevi. Soltanto, se ti accorgi di non farcela, devi passare alle maniere forti e diventare per qualche minuto non autorevole ma autoritaria. Un sonoro e improvviso urlo tipo " ADESSO BASTA!" , che li faccia sobbalzare non è male, come idea...Un paio di votacci a qualcuno che ride compiaciuto delle buffonata degli alunni più difficili, possono servire.
      Domani entra già furibonda e serissima. Ricomincia così ogni mattina. Si stancano prima loro.
      Prova!
      ciao

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    2. Grazie mille per questo e per tutti gli altri consigli che ho letto: sono un prezioso aiuto per noi giovani prof e non solo!

      Io però faccio un po' fatica a capire quale tono e quali sguardi fare esattamente: e se facesse qualche video esplicativo, professoressa Milani? Sarebbe conosciuta da ancor più persone come il punto di riferimento per i migliori insegnanti italiani... e chissà, magari prossimo ministro dell'istruzione! ;-)) Noi di sicuro saremmo degli educatori più efficaci.
      Comunque grazie ancora,
      Un caro saluto
      Martina

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    3. ahahah!! Cara Martina, non sei la prima a chiedermelo. Ti ricordo, però, che "Isabella Milani" è uno pseudonimo! Se mettessi il video la mia identità non potrebbe più rimanere segreta.
      Però, Martina, guardati allo specchio e pensa a una frase precisa che vorresti trasmettere con lo sguardo (non necessariamente qualcosa che vorresti "trasmettere a scuola". Per esempio "Mi dispiace" a una tua amica o "Ti amo" alla persona che ami o "Ti considero una persona violenta! a un uomo che picchia un bambino, "Ti disapprovo" a una signora che non raccoglie la cacca del cane.
      Prova! :-)
      Fammi sapere!.

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  7. Ciao Isabella anche io insegno matematica in una scuola media, oggi è stato il mio quarto giorno nella mia classe, una terza.Una classe molto difficile da quello che mi hanno annunciato i colleghi,turbolenta, rumorosa,con 2 ripetenti, 25 alunni, i cui 4dsa certificati e altri non certificati. Le prime tre lezioni sono andate piu o meno bene, mi sono fermata di fronte all'aula e li ho fatti alzare, poi mi sono presentata, ho parlato loro delle regole, del rispetto e mi hanno ascoltato. I due ripetenti non hano fatto niente di che. Anche le volte successive sono andate bene, ho fatto alcune compresenze e quindi eravamo in due a gestire la classe e sebbene ci fosse sempre un po' di brusio abbiamo lavorato. Però mi sono subito resa conto che la classe era molto distratta e rumorosa. Oggi, di sabato ho fatto le ultime due ore..ed è stata una lotta. I 2 ripetenti piano piano si stanno svegliando dal loro torpore e stanno cominciando a disturbare. All'ingresso tutti si sono alzati tranne loro, nemmeno dietro il mio rimprovero per la mancanza di rispetto. Per tutto il tempo hanno fatto versi distraendo i compagni che comunque chiacchieravano tra di loro. Sono stati in silenzio solo quando stavo dettando qualche appunto. Ad un certo punto, infastidita dai loro versi mi sono fermata e ho sfidato uno di loro due a mettersi al centro della classe e ripetere quei versi a voce alta di fronte alla classe. 'Dai' gli ho detto 'mettiti di fronte a tutti qui al centro e rifai i versi, però falli bene a voce alta cosi dopo ti facciamo l'applauso e sarai contento' Purtroppo non sono stata molto gentile nè calma quando gli e l'ho detto, anzi ero arrabbiata, comunque lui ovviamente si è vergognato e non è andato al centro della classe, hanno smesso per un po' ma poi hanno ripreso a fare rumori. Dopo un po che continuavano di nuovo allora mi sono fermata e ho fatto un discorso generale sul rispetto, ho detto che ero molto delusa per il comportamento della classe comunque distratta e in particolare di alcuni compagni che stavano mostrando di non avere rispetto. Ho detto che una cosa che era molto importnte nella vita e nella scuola per stare bene era il rispetto per i compagni e verso l'insegnante e che si poteva anche non conoscere la matematica ma le regole del rispetto bisognava conoscerle. Poi le ore sono finite e io non ho concluso quasi nulla..
    Sono molto demoralizzata, non so dve ho sbagliato, i primi giorni sembravano più gestibili, oggi invece ...aiuto cosa posso fare??

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    1. Cara Silvia, come ho già scritto a qualche collega (leggi sopra) il tempo che dedichi a "domare" i ragazzi difficili non è tempo perso. Non è vero che "non hai concluso quasi nulla".
      Ti sei arrabbiata? E' normale che scappi la pazienza. Se fosse facile non direi continuamente che il nostro lavoro è difficile. Quello che devi avere chiaramente in mente è il concetto che se non riesci a gestire i ragazzi difficili è inutile che tu ti metta in mente di metterti a fare la tua lezione di matematica. Cerca di fare in modo che la lezione non diventi divertente per quello che fanno i due ripetenti. Ripeti continuamente che per quanto loro tentino di farsi bocciare una seconda volta tu non glielo permetterai e farai di tutto per fare in modo che studino e vengano promossi. Diglielo pure da arrabbiata ma senza lasciar trasparire astio nei loro confronti. Per riuscirci non devi provare astio. Devi convincerti del fatto che sono ragazzi che hanno dei problemi e tu sei lì per aiutarli. Prima di tutto chiediti perché si comportano in modo così autolesionista. Poi chiamali fuori, uno alla volta in momenti diversi e parla loro a tu per tu (in corridoio, durante una tua ora libera). Fallo solo quando ti sarai convinta DAVVERO che vuoi aiutarli. Poi lascia trasparire quanto tu tenga ad aiutarli.
      Cara Silvia, ci vuole tempo. Non crederete che a me riesca tutto perfettamente e subito, eh? Anche a me ci vuole tempo. Ripeto: è difficile, ma si può fare, con la costanza, con l'impegno e senza lasciarsi abbattere.
      Fammi sapere!

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  8. Grazie, ti terrò aggiornata :)

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    1. Ciao Isabella, volevo tenerti aggiornata sugli sviluppi che ci sono stati nella classe di cui ti ho parlato l'altro giorno e chiederti se secondo te sto procedendo bene. Oggi avevo ore di compresenza con un collega di tecnologia. Nella classe i 2 ripetenti continuano a comportarsi in modo scoretto e a disturbare, con versi e altro. Ad un certo punto un altro alunno ha detto al collega che stava facendo lezione' prof, Tizio e Caio (i ripetenti)mi stanno disturbando, perchè non fate niente?' Il collega allora ha detto che sarebbero stati presi provvedimenti disciplinari. A quel punto mi è sembrato il momento opportuno per portare i 2 ripetenti fuori dall'aula per permettere al collega di fare lezione con tranquillità e anche per fare u discorso ai due. Li ho prtati quindi fuori e una volta seduti ho fatto loro un discorso, gentile, chiedendo perchè si comportavano così, dicendo che era chiaro che si annoiavano se non seguivano la lezione e che il tempo a scuola passa piu velocemente se ci si impegna.Ho cercato di interessarmi a loro e a quelli che soo i loro interessi per capire quale strategia adottare per interessarli. Loro rispondevano a monosillabi, sono molto chiusi e diffidenti, anche se io mi interessavo a loro, loro rimanevano chiusi. Ho detto anche che non è giusto impedire, ai compagni che vogliono seguire, di fare lezione. Insomma ho dato loro interesse e disponibilità di aiutarli. Poi siamo rienrati in classe dopo quasi 40 minuti. Adesso temo di aver sbagliato, perchè ho dato loro attenzione nel momento in cui disturbavano e non vorrei che loro sentendosi gratificati per questo, continuassero a disturbare per ottenere nuove attenzioni. Che dici, ho fatto male? C'è il rischio che abbiano frainteso la mia disponibilità e il mio interesse nei loro confronti?Grazie Silvia

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    2. Hai fatto benissimo. Bisogna insistere! :-)

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  9. Carissima Prof. Isabella Milani,
    oggi la situazione nella classe difficile di cui le parlavo (scuola media) mi è ancora sfuggita di mano. Alla fine della mattinata infatti, prima di uscire, un alunno ha scherzato un compagno, anche se non in modo grave: l'ho rimproverato brevemente, poi è suonata la campana. Mentre uscivamo, i due sono rimasti in fondo e hanno deciso di chiarirsi. Visto che non li vedevo sono tornata indietro: erano passati alle mani! Credo vivano proprio nella violenza quotidiana, per loro era quasi normale, ma non per me. Urlavano e non è stato facile fermarli. Ho fatto uscire tutti tranne loro due, ho detto che dovevano chiarirsi e che quello non era il modo, che tutti e due avevano sbagliato e che ero obbligata a mettere una nota (per ora l'ho messa sul diario). Poi siamo usciti. Ora non so se riportare la nota anche sul registro, domani mattina (col rischio di fare la figura di quella che non sa gestire la classe, cosa peraltro vera) e non so nemmeno come fare lezione domani: di solito cerco di trovare argomenti e attività stimolanti, ma la classe è ingestibile e non abituata a fare lezioni in cui partecipa. Cosa mi consiglia?
    Grazie mille ancora di tutto.
    Martina

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    1. Sul registro (alla data del giorno in cui è avvenuto il fatto): "Tizio e Caio, all'uscita,invece di uscire con i compagni si sono attardati in classe e hanno discusso in modo violento":
      Domani dedica tutto il tempo alla gestione della disciplina. Non si può fare lezione se non si convincono i ragazzi a comportarsi in modo corretto. Spiega mille volte gli stessi concetti (correttezza, rispetto, responsabilità, ecc.) finché non lo capiscono. Porta esempi tratti dalla vita pratica perché i discorsi teorici servono a poco.
      Per farlo devi pensarci molto prima di entrare in classe.
      Dai! Non ti demoralizzare. :-)

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  10. Cara Prof.ssa Milani,
    sono un'insegnante precaria d'inglese negli istituti superiori di secondo grado. Sono anni che insegno e non è la prima volta che mi capita di trovarmi in una classe particolarmente difficile. Ma passare da un liceo ad un tecnico non è semplice. Cambiare non solo programma, ma anche modalità d'insegnamento, dato che il tecnico dove lavoro ha un'utenza che non è delle migliori. La mia prima è una classe piuttosto turbolenta, sia perchè si sa che arrivando dalle medie il passaggio provoca comunque dei disagi, ma anche perchè ci sono almeno quattro ragazzi, già bocciati, che presentano un carattere alquanto turbolento, nonchè delinquenziale.
    Ora, visto che nel corso degli anni non sempre sono riuscita ad ottenere buoni risultati con classi del genere, in quanto, essendo alquanto impulsiva, a volte tendo a perdere il controllo, urlo, minaccio di mandare dal preside, metto rapporti e così via, ho paura che con questo tipo di alunni rischierei solo ad intascare dei fallimenti non riuscendo a controllare nemmeno il resto della classe che verrebbe così penalizzata. Oltretutto non le nascondo che avere a che fare con certi soggetti a volte mi fa anche un pò paura, perchè minacciano e hanno atteggiamenti alquanto delinquenziali, quasi da riformatorio.
    Se potesse darmi qualche consiglio gliene sarei grata.
    Rosaria

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    Risposte
    1. Cara Rosaria, se hai letto il blog e il libro sai già che non bisogna mai perdere il controllo, urlare, minacciare e mettere rapporti. E' questo il mio consiglio: rivedi il tuo modo di porti verso le difficoltà e ricomincia tutto dall'inizio. Fammi sapere!

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  11. Carissima collega,
    sono Sara e sono demoralizzata. Oggi sono di nuovo entrata in quella terza. C'era confusione... si parlavano addosso. Ho aspettato che andassero a posto e poi sono entrata. Hanno subito cominciato a fare di tutto. Uno dei soliti difficili si è alzato e girava per la classe. Gli ho detto di sedersi. Poi ha cominciato un'altra a fare la stessa cosa. Le ho detto. dove vai? Siediti..ti aspetto.
    Loro, fregandosene di quello che dicevo, mi ignoravano e allora ho attacato col discorso che non era giusto il loro comportamento... che io li volevo aiutare..ma loro reagivano proprio comunicandomi: ma che ci frega di quello che dici!.. Allora, arrabbiandomi ho battuto la mano sulla cattadra in modo forte e ho detto BASTAAAAA. A questo punto uno dei difficili di turno ha fatto un salto sulla sedia, fingendo uno spavento. Così gli ho scritto sul diario L'alunno Tizio, reagisce in maniera spropositata all'insegnante che richiama un compagno, mancandole di rispetto!. Lui si è calmato.. ha seguito e ho approfittao per dirgli. vedi che quando segui sei bravo.
    Alla classe ho cercato di chiedere spiegazione del loro atteggiamento e hanno detto: ma perchè lei è troppo severa, vogliamo la prof dell'anno scorso (con la quale non facevano niente e della quale un collega si è espresso in questo modo: dovrebbe fare tutto tranne insegnare, se c'era un'attaccapanni al suo posto era la stessa cosa e loro non facevano niente). A queste cose ho detto loro che mi sembravano tutte delle scuse..per lamentarsi visto che non ascoltavano nemmeno le mie risposte ma che li avrei ascoltati volentieri se avessero parlato uno per volta.
    Insomma, per fortuna è finita la lezione. Ho chiamato da parte quello della nota e gli ho detto: ma che ti viene in mente? Sei contento di aver preso una nota?Vuoi far pagare a me qualche colpa che non ho?o ritieni che io ne abbia?
    Lui è stato zitto e dimesso..gli ho detto: domani fai firmare la nota e ora fai l'intervallo con gli altri, per oggi non mi sei piaciuto.
    Poi ho chiesto agli altri due di accompagnarmi in un'altra classe e darmi una mano per favore con delle cartelline che avevo in mano.
    Ho chiesto come mai si alzano e perchè si comportano così. Uno dei due mi ha detto: ma perchè prof, io non c'ho testa della scuola, sono stanco. E io:" e perchè senti il bisogno di alzarti?" Lui ha risposto che quando si sente nervoso è così. Allora gli ho detto: allora, io ti capisco in parte, lo vedo che non stai bene in classe in certi momenti e voglio aiutarti. Allora tu quando è così me lo dici e io appena ho occasione ti coinvolgo in qualcosa che ti faccia muovere: ti do una cartellina da portare ad un collega, per esempio. Ma non esiste che ti alzi e giri per la classe. Poi l'ho rimandato in classe dicendogli che avremmo riparlato dal momento che dovevo fare lezione in un'altra classe.
    Ecco.. non sono sicura che questa linea dia qualche frutto. Non so ho percepito un vero e proprio rifiuto da parte loro. Mi dia qualche speranza che la cosa si può ancora migliorare. Sinceramente una nno così non lo reggo in questo momento della mia vita già delicato per motivi personali. Sto anche meditando di lasciare l'incarico, non posso rimetterci la salute oltre a tutto quello che sto perdendo già in questo momento.
    Grazie infinite.

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