La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

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Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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lunedì 18 giugno 2012

Promuovere o bocciare? Seconda parte. 314°


Nella Scuola dell'obbligo ritengo utile bocciare solo i ragazzi che hanno veramente (e non sulla carta) avuto effettive occasioni di recupero e non hanno voluto sfruttarle (ma anche questo, è un atteggiamento di cui sono pienamente responsabili?). Per gli altri ci vuole la promozione (con tante scuse per non aver saputo fare nulla per aiutarli).  Come ho scritto qui
Nella scuola post-obbligo il discorso è diverso, anche se con importanti punti in comune.
Prima di tutto: che cos’è la scuola post- obbligo?
“La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.”   secondo lo Statuto delle studentesse e degli studenti della Repubblica Italiana, art. 1 comma 1.
Fino ad un certo punto lo Stato ti obbliga ad andare a scuola. Poi ti lascia libero.
Libero di fare che cosa? Dove vai, se non prosegui gli studi? Sei libero di fare lavori precari. Libero di essere sfruttato, sottopagato o, più spesso, disoccupato. Perché il lavoro, in Italia, nella nostra “repubblica fondata sul lavoro”, non si trova. Non lo trovi neanche se sei bravo, se hai studiato; figuriamoci se non hai proseguito gli studi. Oppure lo trovi, ma bisogna vedere con quale sicurezza, con quale stipendio.
Pare che idraulici, falegnami, elettricisti, ecc. abbiano tanto lavoro. Non so. So che spesso non vengono pagati. Ma spesso non vengono pagati neppure gli avvocati, in realtà. E allora?
Oggi sarebbe bene proseguire gli studi. Sarebbe bene che lo Stato trovasse (e volesse trovare) il sistema di formare davvero i ragazzi e i giovani per fare al meglio il lavoro che li aspetta: ottimi elettricisti, ottimi meccanici, ottimi operai, ottimi medici, ottimi panettieri, sarti, idraulici, ecc. Così l’Italia sarebbe davvero competitiva. Ci sarebbe più lavoro, più denaro.
Invece niente. Ad ogni governo che arriva noi insegnanti speriamo che qualcosa cambi. E cambia, ma in peggio, quando possibile.
Un ragazzo che è stato bocciato alle medie (secondaria di primo grado), che non è stato aiutato a trovare la sua strada (non ci sono molte possibilità per farlo), e finalmente ha preso il diploma di terza media,poi viene obbligato a fare un pochino di superiori, senza limitazioni (secondaria di secondo grado). Di solito non è preparato e viene bocciato e lanciato sul mercato del lavoro (come un sacco di patate), senza preparazione, senza capacità, senza motivazione.  Se poi sta al bar tutto il giorno diciamo che non ha voglia di lavorare. Si poteva prevedere.
Lo Stato, attualmente, offre dei licei (per preparare lo studente per l’Università); degli istituti tecnici (che danno una preparazione teorico/pratica che forma dei tecnici o che apre le porte dell’università); e degli istituti professionali, che offrono una preparazione teorico/pratica, ma più specializzata, rispetto ai licei e agli istituti tecnici, e più rivolta all’inserimento nel mondo del lavoro.
Sembra che ce ne sia per tutti i gusti. Invece no. Perché chi si iscrive alle scuole superiori lo fa senza sapere che cosa lo aspetta, magari senza avere i requisiti giusti. Bisognerebbe che l’orientamento (che cerchiamo di fare meglio che possiamo alle medie) fosse molto più serio; bisognerebbe che ci fossero seri test di ingresso che valutassero, non solo la preparazione, ma, soprattutto, le potenzialità di ogni alunno. Bisognerebbe che si prendessero in considerazione tutti i tipi di intelligenza e non solo due o tre, come accade oggi.
Spesso l’orientamento consiste in un’informazione veloce sulle varie scuole, in qualche vista alla open school, e, ancora più spesso, nelle parole dei genitori “Tu devi fare il liceo scientifico perché ho letto che si trova più lavoro”. Se il ragazzo è in grado di frequentare un liceo scientifico o no, non importa. Ci può andare e ci va. E viene bocciato. O promosso a suon di spinte, e diventa una mezza calzetta, dal punto di vista lavorativo. Ma una mezza calzetta con diploma di maturità scientifica, che non trova decoroso fare un lavoro manuale. Un futuro sottoccupato o disoccupato.
Ecco, forse dobbiamo riflettere su questo: a che pro, iscrivere un ragazzo a una scuola che non riuscirà a portare a termine? Significa davvero dare a tutti le stesse opportunità? È un'opportunità permettere a uno alunno che non riesce in alcun modo a capire la matematica alle medie , o che fa dieci errori di ortografia in un tema, di iscriversi a un liceo? Crediamo nei miracoli o è solo una grande bufala? E perché mettere le cose in modo da costringere gli insegnanti a bocciare o a promuovere? 
Il problema delle superiori nasce alle elementari e alle medie.
Se si vuole un popolo italiano (comprensivo di alunni stranieri) più colto e più preparato, bisogna investire sulla Scuola. Prima di tutto sulla Scuola del primo ciclo (elementari e medie). Perché è lì che si formano gli studenti, i cittadini e i lavoratori di domani.
I bambini, come alunni, si dividono in bambini che vivono in un ambiente almeno sufficientemente ricco di sollecitazioni educative (libri, teatro, musica, anche classica; esperienze culturali, attività formative come danza, pianoforte; dialogo, conversazioni pacate, riflessioni, viaggi culturali, ecc.) e bambini che vivono in un ambiente povero di sollecitazioni educative (niente libri, mai stati in una libreria, mai visto un’opera teatrale, nessuno strumento musicale, nessun dialogo, nessuna riflessione, urla e litigi, ecc.)
Qui si apre un bivio: ritenere questo divario educativo e culturale come incolmabile e lasciare le cose come stanno; considerarlo colmabile, e adottare delle strategie per farlo.
Tutti quelli che tengono le redini dell’Italia dal punto di vista economico hanno studiato. Tutti i presidenti di società hanno studiato. Tutti quelli che tengono in mano le sorti della finanza hanno studiato. (Perché ci sia qualcuno presidente di qualcosa che forse non ha studiato dobbiamo cercare nella politica). Tutti i posti di potere economico, tutti i tipi di lavoro sicuro, con stipendi buoni sono in mano a persone che hanno studiato.
Chi non studia non può aspirare a lavori sicuri, stabili, ben pagati. Va bene se trova un lavoro faticoso, pericoloso, mal pagato, precario. Più studi e più hai probabilità di accaparrarti un buon lavoro. (A meno di non essere un campione di calcio. O una velina in televisione, o un concorrente del Grande Fratello di turno. Ma quanti  sono?)
È importante che si spieghi questo molto bene, ai ragazzi. Ed è importante che si rifletta bene tutti.
Se continuerà a prevalere l’egoismo (e la malafede) dei più ricchi, dei più potenti, di coloro che hanno interesse a mantenere la situazione com'è, ancora impostata sul binomio sfruttatore/sfruttato, lasciamo le cose come stanno. I ragazzi in difficoltà non verranno aiutati e si pretenderà che escano da soli dal buco nero dell’ignoranza. Si dirà che non dobbiamo motivarli noi insegnanti a studiare, perché devono capirlo da soli. Si dirà che vogliamo che un ragazzo che ha difficoltà a studiare latino, greco, matematica, filosofia, “possa felicemente lasciare la scuola per andar a fare l'idraulico o il playboy”. 
Se invece si pensa che il divario creatosi in partenza fra chi ha avuto le opportunità e chi non le ha avute si può colmare; se si pensa che chi non ha avuto stimoli culturali abbia il diritto di essere aiutato, di essere messo nelle condizioni di avere quello che non ha avuto, allora dobbiamo cambiare la Scuola. E smettere di pretendere che un ragazzo vissuto senza sollecitazioni educative trovi da solo la motivazione a studiare. E smettere di pronunciare espressioni come “deve impegnarsi”, o “se non capisce che deve impegnarsi”: sono ridicole.
Se durante il primo ciclo, si riuscisse davvero a tirar fuori da ogni bambino, e poi da ogni ragazzo, tutto quello può dare, ci sarebbero ragazzi che continuano, tutti, a studiare, frequentando scuole dove le loro potenzialità verrebbero coltivate. E non ci sarebbero più potenziali idraulici specializzati che si iscrivono al liceo scientifico, o potenziali architetti che si iscrivono all’istituto alberghiero.
Promuovere o bocciare, nella Scuola post-obbligo?
Prima di tutto, in attesa di una nuova Scuola, ci vorrebbero dei test d’ingresso.
Poi, nella Scuola post-obbligo attuale dovremmo almeno offrire insegnanti preparati e capaci di motivarli. E ritengo utile promuovere solo i ragazzi che hanno veramente la possibilità di entrare preparati nel mondo del lavoro.
Per gli altri, quelli che non riescono ad ottenere risultati in una scuola evidentemente sbagliata per loro, ci vuole la bocciatura (con tante scuse per non aver saputo fare nulla per aiutarli).  

Concludo, per ora, questo argomento, anche se, ovviamente, quello che ho scritto è solo la punta dell’iceberg di un discorso davvero complesso e sempre in evoluzione. 


prima parte qui

47 commenti:

  1. Gentile professoressa,

    lavoro in un centro di formazione professionale e nella mia regione il sistema di istruzione e formazione professionale è molto sviluppato. Da noi arrivano i ragazzi che non riescono a sostenere nemmeno un istituto professionale e vediamo i frutti di una scuola che li ha letteralmente "massacrati" nel tempo. Mi rendo conto della pesantezza del termine usato, ma non voglio ricorrere ad eufemismi in un momento storico in cui anche la nitidezza del linguaggio può aiutare a rimuovere incrostazioni che danneggiano i nostri bambini e adolescenti. Sono pienamente d'accordo con la sua analisi e sul bisogno di un cambiamento radicale della scuola. Non pochi dei nostri ragazzi ce li ritroviamo dopo alcuni anni a capo di loro attività artigianali e imprenditoriali di successo. E' la prova provata che la scuola aveva sbagliato a valutarli.
    Un caro saluto e buon lavoro,
    Roberto

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    1. Grazie, Roberto. Buon lavoro anche a te :-)

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    2. Salve professoressa Isabella,sono uno studente di 14 anni sto per andare all'esame di 3 media..

      Ma a me mancano delle tavole di tecnologia ovvero 15 tavole...non le ho fatte....ho probabilità di essere bocciato o partire molto svantaggiato per questo?grazie della mia attenzione un saluto :)

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    3. Caro ragazzo (non hai messo il tuo nome), direi che non avere 15 tavole non è certo una bella cosa. Non credi che sarebbe strano se questo non ti penalizzasse? Non puoi farne almeno una parte?
      Spero che almeno studierai bene!
      Fammi sapere

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  2. Gentile Professoressa,
    concordo pienamente con Roberto. La bocciatura oggi è solo sulle spalle dello studente. Gli insegnanti non si sognano nemmeno di porsi qualche domanda.
    Barbara

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    1. Qualcuno che si pone le domande c'è, Barbara :-)

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    2. Gentile Barbara, ti assicuro che molti docenti non bocciano a cuor leggero. È vero che il peso delle bocciature ricade sui ragazzi, ma è anche vero che in alcuni casi è il peso delle conseguenze. Se un ragazzino decide, malgrado corsi di recupero, lezioni di metodo, modalità di lezione varie e interessanti, di NON studiare perché a casa la play è più stimolante, perché i compiti assegnati non sono divertenti, perché studiare significa "dare una letta".... allora non c'è docente che tenga. La scuola fallisce ogni volta che non ammette un ragazzo all'anno successivo ma ti garantisco che se si boccia non è perché se ne frega. Come madre ho visto mio figlio andar bene fino a quando 16nne la sua testa ha pensato di smettere di stdire con la scusa"tanto poi mi riprendo", dedicandosi ad altre attività, sptto amici, ore passate davanti ai video.... provato di tutto: recuperi organizzati a scuola, controllo a vista quando possibile, lezioni private. Esito: bocciatura con 4 materie. Dare la colpa ai docenti? Forse il loro metodo di spiega x mesi e poi interroga tutti insieme nell'arco di due settimane nonnfunziona x mio figlio, ma ritengo che nella vita sia necessario avere capacità di adattarsi e imparare a gestire modalità di lavoro che prevedano controlli non sistematici, quindi impegno costante nel tempo. Lui ha deciso di non studiare come "si deve", posso incolpare i docenti un 10%, ma il 90% è stata una scelta consapevole di mio figlio. A lui ripetere l'anno sperando che capisca

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  3. cari anonimi....io da insegnate mi pongo molte, moltissime e forse troppo domande. purtroppo il sistema scuola, dove tu sei un goccia nel mare, non aiutata minimamente lo sviluppo dei ragazzi, come tanti genitori che, come dice la Prof. mandano i figli a liceo un po' per riempirsi la bocca e un po' perché hanno delle aspettative folli per i loro figli che potrebbero avere un dignitosissimo futuro con una scuola professionale ma che sono destinata a perdersi nel liceo. con tutta una serie di conseguenze anche sul sistema scuola da non trascurare!

    ultimo commento sugli esami: ma quanto sono assurdi (e io li chiamo ancora così) gli esami di terza media?

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  4. cara Paola per come è organizzata la scuola oggi, gli esami di terza media sono un'assurdità totale... Hai ragione....

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  5. Cari Docenti che leggete questo blog..........perchè non influenzate tutti i Vostri colleghi a farlo?
    Siete gli unci che si pongono domande cara Isabella!!
    Io penso che in ogni "mestiere" sia la persona che fa la differenza.... faccio un piccolo esempio per spiegarmi meglio, anche se forse non è in tema...non datemi il voto però!!;)
    Ho dovuto ricoverare il mio papà in una rsa nei suoi ultimi 45 giorni di vita. Era ammalato di alzheimer, alla fine era stremato, e noi non eravamo più in grado di curarlo a casa.
    Ho scelto un'istituto vicino a casa mia e trascorrevo più ore con mio papà che a casa, ho visto un'altra dimensione di vita, per me è stato traumatico vedere come potrebbe consumarsi la vita. Al cambio del turno, poteva cambiare tutto... dipendeva dal personale , c'erano donne allegre che canticchiavano che sorridevano e anche se il loro compito era umile lo svolgevano con professionalità regalavano serenità ai nonni, l'igiene diventava un momento piacevole di contatto di carezza. Per noi familiari avevano parole di conforto e di incoraggiamento. Poi capitava il personale scontroso, senza sorriso, frustrato, forse per il compito ingrato che dovevano assolvere....in quei momenti l'istituto diventava insopportabile, lugubre, tetro. Questo per dire che tutto dipende dalla Persona!!!!
    Se i docenti non sono persone che amano la professione che hanno scelto saranno sempre dei mediocri.....come il medico, il fioraio, l'idraulico, il conducente, l'avvocato.....e gli studenti che sbagliano indirizzo perchè mal consigliati o lasciati a se stessi.
    Grazie dello spazio Isabella.
    Barbara

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  6. cara Barbara!
    la realtà credo che sia anche un'altra: se ognuno facesse bene il suo lavoro sarebbe un altro mondo il nostro. però siamo tutti umani e con i nostri problemi...e non per giustificare nessuno, ma il "mondo scuola" è una realtà a parte che difficilmente da fuori si riesce a capire nella sua totalità! detto questo ti assicuro che si prova sempre a parlare con i colleghi ma sono spesso gocce nel mare!l'unica speranza è che le gocce possano aumentare ogni anno....

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  7. Cara Paola,
    come dici tu il mare è formato da tante gocce, speriamo che aumentino quelle buone!!!
    Nel frattempo nel mio piccolo cerco di far capire alla mia figliola che ognuno di noi può fare la differenza, almeno per se stessi in modo che a fine giornata ci si possa dire: "ho fatto del mio meglio" e essere in pace con se stessi ed è una gran cosa.
    Auguro a tutti voi Insegnanti che la situazione scuola migliori, che vi siano dati gli strumenti, per "allevare" la società di domani.
    Con stima....a quelli che si pongono domande! ;))
    Barbara

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  8. Ciao!! Sono mamma di un ragazzo que fa la prima media e sono disperata!!!! Sempre sono estata con lui ad aiutarlo a capire a estudiare a fare tutto, per che ho capito che faceva fatica a tenersi soprattutto le cose che estudia, il peso é grande perché sono 4-6 ore che si dedica a fare compiti ed a studiare al giorno e io sono lì ma nella scuola mi chiedono, non ce nessuno che lo aiuta in casa!!!! e io sono quasi al punto della disperazione già che in pagella non vedo che in quasi tutte le materie dei brutti 5 , sono straniera soltanto diplomata però mi impegno forte per aiutare mio figlio in questo percorso, da quando è intrato in prima elementare, nel quale non vedo tante vie d'uscita perché io ci sono, mio figlio si impegna oltre il dovuto e la scuola soltanto fa il triste dovere di andare avanti senza aiutarlo veramente perché è lui secondo loro che deve trovare un metodo di studio ed io in tanto sento già il profumo di una bocciatura e mio figlio che studia senza fermarsi per non esserlo a me viene da pensare, ma veramente uno che ce la mette tutta merita questo???? Grazie

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  9. salve a tutti.
    lavoro da anni nella didattica, sia scolastica che extrascolastica, anche come "ripetizioni"
    ma mi pongo delle domande da un pò di tempo, a causa del proliferare di centri studi e università online.
    non è detto che tutti debbano avere un diploma o una laurea.
    ma se si autorizzano questi tipi di "istruzione", si lancia un messaggio chiaro ai ragazzi: perchè studiare? tanto poi vai in queste scuole e ti compri quello che ti serve, e ottieni quello che vuoi!

    se ci fossero esami seri nelle scuole pubbliche, forse queste scuole non riuscirebbero a sopravvivere!

    e non è una vergogna se non tutti riescono.
    mentre lo è se per ottenerlo usi metodi, anche se legalizzati, che sono discutibilissimi!

    anche con le ripetizioni ho avuto esperienze assurde... ok aiutare i figli, ma ad una certa, devono riuscir da soli!

    ciao
    sara

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  10. Per mia figlia e per tutta la famiglia la scuola è stata un inferno. Già a partire dalla prima elementare. Insegnanti con nessuna preparazione pedagogica, persone frustrate e, si, maleducati. Non si erano accorti che mia figlia era disortografica e che aveva una discalculia. Ma pretendevano il maestro di sostegno. Noi eravamo contro perchè non xe la sentivamo di farle diagnosticare una patologia organica che non sussiste. E l'abbiamo pagato cara........Ora nella prima media fanno finta di capire le problematiche di mia figlia e dopo ore e ore di compiti mi ritrovo con voti negativi. Io sono cresciuta in Germania e ho frequentato le scuole tedesche.Non c'è paragone.....sono sicura che questi insegnanti che ha mia figlia sarebbero stati già da un pezzo licenziati. Si non sono degni di stare e penalizzare queste creature. L'Italia ha bisogno di personale qualificato, preparato e non persone frustrati ed esauriti.

    Ciao e scusa per lo sfogo ma purtroppo non ci sono parole abbastanza per spiegare tutto il male che ci hanno e continuano a farci

    Rosy

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  11. Gentile professoressa, ha idea di cosa succederebbe se qualcuno proponesse di fare dei test d'ingresso per l'accesso alle scuole post-obbligo (anche considerando di non fare solo test nozionistici ma anche attitudinali)? Quel qualcuno verrebbe immediatamente accusato di violare il diritto allo studio, di essere un classista perchè "con i test andranno avanti solo i ricchi" (?), di non capire i ragazzi (povero bambino -di 13 anni- se il test non darà il risultato sperato rimarrà traumatizzato!). Perfino i test d'ingresso all'università scatenano polemiche infinite. Una volta ho scritto su facebook che un aspirante "letterato" scrive "c'è ne" al posto di "ce n'è" magari dovrebbe lasciar stare la facoltà di lettere e mi sono sentita dare della nazista.
    Vera

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  12. Complimenti! soprattutto per la prima parte!

    una studentessa

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  13. La bocciatura è giusta e legittima se non sono bastatti tentativi di recupero (le lacune spesso riguardano competenze e conoscenze elementarie non c'è il tempo nè a volte i mezzialmeno per ridurle) o riorientamento (del resto, se manca la voglia di impegnarsi e le difficoltà sono generali, dove mandarli?), avvisate le famiglie nei tempi opportuni. Altrimenti si penalizzano docenti e studenti che hanno voglia di lavorare. I risultati si vedranno prima o poi al di là di malcontenti e rogne momentanee.Lucia

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    1. Cara Lucia, il problema è diffondere l'idea che si boccia (giustamente) solo dopo aver fatto di tutto per tentare un recupero (con i mezzi a sisposizione a volte non è possibile, ma bisogna tentare). Dipende anche dall'ordine di scuola, è ovvio. Ma ci sono insegnanti che si credono nel giusto sostenendo che sia giusto bocciare comunque chi non studia e non sa, senza essersi dati la pena di fare qualcosa. Tu hai ragione, perché hai premesso l'esistenza di tentativi di recupero o di riorientamento.
      Grazie del commento :-)

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    2. Io penso che la scuola abbia perso molto della disciplina e del potere educativo che aveva. Anche 30 anni fa c'erano bambini difficili che vivevano in situazioni familiari molto brutte. La scuola però riusciva a motivare anche quei ragazzi soprattutto nelle scuole medie, se non riuscivano bene in inglese potevano togliersi qualche soddisfazione in musica o applicazioni tecniche, invece adesso uno studente quando va male va male in tutte le materie e questo dovrebbe fare riflettere. La colpa di questo depotenziamento è stato anche per colpa di noi genitori che a causa delle nostre rimostranze abbiamo anche tolto i voti per qualche tempo nelle valutazioni dei nostri figli. Ora abbiamo dei ragazzi privi di senso di sacrificio senza disciplina che tirano a campare come il nostro paese.

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    3. Anonimo, hai dimenticato di mettere una firma.

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  14. Gentilissima collega,
    condivido pienamente ciò che hai scritto (oso darti del "tu"). In questo momento mi ritrovo nel doppio ruolo di madre insegnante, infatti mio figlio deve scegliere la scuola Superiore. Ed è, a tutt'oggi, ancora indeciso. Io , dal canto mio, cerco di non influenzarlo e, comunque, anche mettendomi nei suoi panni, faccio fatica a dargli dei consigli....
    Se ripenso a quando io dovetti fare la mia scelta, ricordo un momento di emozione misto a tanto timore di sbagliare il mio percorso futuro. E infatti....io avrei voluto frequentare il Liceo Linguistico ma i miei genitori non vollero poiché l'Istituto era privato. Optai per lo Scientifico e all'Università feci fatica nell'affrontare la seconda lingua straniera durante il mio percorso per diventare insegnante di lingue.
    Per concludere, è stato difficile scegliere più di 30 anni fa e ,purtroppo, non sembra facile neanche ora.
    Silvia

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    1. Il momento della scelta della scuola superiore è difficile per tutti i ragazzi, anche per quelli che sembrano più menefreghisti. Ed è un momento difficile anche per i genitori.
      E' essenziale non forzare i figli: una scelta forzata che si rivelasse sbagliata potrebbe esserci rinfacciata per tutta la vita.
      In bocca al lupo a tuo figlio, Silvia :-)

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    2. Salve,credo che a 13 anni sia impossibile avere le idee chiare.. mi chiedo: se l'obbligo scolastico è stato giustamente a mio parere portato a dieci anni, nn sarebbe più produttivo spostare questa scelta a 16 anni?
      Ho conosciuto oggi per caso questo blog, condivido molti post che ho letto, lo seguirò con piacere. Daniela

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    3. Certo, Daniela, sarebbe più giusto, ma dovrebbe cambiare tutta la Scuola italiana. Il traguardo mi sembra esageratamente lontano!

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  15. Cari professori.
    Sono un ragazzo del 1 anno di superiori di un industriale. Ho scelto questa scuola perché mi piaceva, ma sfortunatamente ho cominciato col piede sbagliato. Adesso ho dei 5 e dei 4. Ma mi impegno con tutto me stesso per recuperare. Secondo voi, che siete professori i vostri 'colleghi' mi promuoveranno? Aspetto una vostra risposta. Cordiali saluti.

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    1. Caro ragazzo (metti un nome!), se studi e fai vedere che ce la metti tutta ti possono promuovere perché riuscirai ad avere le sufficienze che ti servono. Dipende da te, non da loro.
      Forza! Studia!
      Ciao e buon lavoro! :-)

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  16. Cara professoressa Ma se un ragazzo e' affetto da dsa per esempio e disgrafico e obbligatorio promuoverlo ?

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    1. Caro Anonimo (perché non ha messo una firma?). No, non è obbligatorio promuoverlo,

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  17. Salve Professoressa,
    sono la mamma di un ragazzo quasi 17enne, un pò fragile, molto sensibile e timido, ma per certi aspetti molto profondo, molto più maturo della sua età. La sua storia scolastica non è stata delle più facili, il suo carattere molto riflessivo e introverso non lo ha aiutato a sopportare villanie di insegnanti despoti, che tutto sanno fare fuorchè l'insegnante, e di compagni bulli. In qualche modo, soffrendo molto, è arrivato in seconda superiore di un istituto tecnico, il suo profitto è sempre stato altalenante, in certe materie molto bene e in altre arrivava alla sufficienza con fatica. Comunque nei primi due anni è riuscito con facilità a conseguire il Patentino ECDL che la scuola offriva nel suo Pof. e per lui è stata una grande soddisfazione poichè amante sin da piccolo dell'informatica. Purtroppo al momento della scelta di indirizzo, il corso di grafica e comunicazione che lui voleva scegliere non è stato istituito per la carenza di iscrizioni, è stato pertanto costretto a sceglierne un altro non di suo gradimento e da li il crollo nello studio in generale che lo ha portato alla bocciatura. Per il ragazzo sono stati veri momenti di disperazione e noi genitori lo abbiamo sostenuto e incoraggiato in tutti modi ma lui non ha più voluto tornare in quella scuola sia per i professori e sia per i tanti compagni che lo deridevano. Allora ci siamo rivolti ad un'altra scuola di recente istituzione: un liceo artistico multimediale, dove nel settembre 2013 ha sostenuto gli esami integrativi per alcune materie di indirizzo, per entrare nella seconda classe. Ovviamente non superati, pur avendo studiato discretamente direi ma la "comprensione" di professori e Dirigenti di una scuola capofila per l'orientamento è stata proprio scarsa. Da li, questo succedeva la sera prima dell'inizio delle lezioni, la scelta di iscriverlo, con il suo consenso ovviamente, ad un istituto alberghiero vicino a casa mia. Anche qui i soliti esami integrativi, che ha superato, e ha cosi frequentato serenamente, con buoni risultati quest'anno scolastico. E' sorto anche qui il problema verificatosi all'istituto tecnico, al momento della scelta di indirizzo, il corso di accoglienza turistica che lui voleva seguire non è stato istituito, sempre per mancanza di iscrizioni. Sicchè ha dovuto scegliere indirizzo cucina e da qui si sta verificando per lui un'altra grossa difficoltà. Ma le chiedo, è giusto che le scuole mettano nella loro offerta formativa determinati indirizzi, attirino i ragazzi e poi li tolgano? Penso proprio di no! Vorrei sentire il suo parere. Grazie LISA

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  18. mi chiamo fabio e sono il padre di una ragazza che ha frequentato la seconda liceo linguistico. quest'anno per la nostra famiglia è stato abbastanza difficile e questa situazione si è riflessa anche sul rendimento scolastico. è stata rimandata in tre materie: matematica 5,5, francese 5 e latino 4,5. ha frequentato i corsi di recupero messi a disposizione dalla scuola ma non hanno finito i programmi svolti durante l'anno e abbiamo deciso di mandarla a lezioni private per tutte le materie. latino e francese le ha recuperate, mentre matematica il voto e' stato negativo. puo' il consiglio di classe essendo cmq l'unica insufficienza, considerando l'impegno assoluto a farcela, a promuoverla? grazie fabio.

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  19. Salve,
    io ho da chiederle un consiglio sulla correttezza o meno della modifica di questa frase:
    "Non saprai mai quanto tu sia forte, fino a quando essere forte non diventerà l'unica scelta che avrai a disposizione"
    in questa frase:
    "......., fino a quando l'essere forte non diventerà ...."
    Volevo chiedervi se fosse corretto cambiare "essere" in "l'essere".
    Grazie mille e scusate il disturbo.

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    Risposte
    1. Caro Matteo, la tua domanda non c'entra nulla con il post, ma ti rispondo: personalmente userei senz'altro "l'essere forte", che è un infinito sostantivato (con l'articolo).

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  20. Cara professoressa, la questione è seria e delicata ma prendersela con gli insegnanti perché i ragazzi vanno male a scuola non va bene. L insegnante non dovrebbe stare troppo addosso aiutando anche quando non è necessario, ma dare ai ragazzi gli strumenti per muoversi con le loro gambe puntando maggiormente sul metodo oppure riducendo gli obiettivi ed evitando di essere fiscale nella valutazione. E poi soprattutto fare diverse verifiche magari con obbiettivi diversi in modo da compensare pregi e difetti. Insomma fare di tutto per migliorare la situazione. Dopodiché al momento di decidere si dovrebbero prendere in considerazione due questioni: anzitutto accertarsi che l alunno sia in grado di affrontare l anno successivo, poi tener conto dell impegno. Ora aggiungo qualcosa a proposito dell effetto psicologico della bocciatura. Secondo me la cosa migliore da fare in questi casi è sdrammatizzare e far capire che nella vita non sempre si può vincere e che se è andata male una volta non è detto che debba sempre essere così. A patto ovviamente che si impegni. Personalmente ho visto studenti ripetenti migliorare notevolmente l anno successivo anche sul piano comportamentale o per lo meno dell impegno e dell attenzione in classe. E veniamo ora agli studenti refrattari a qualsiasi insegnamento. Per rispetto degli altri l ideale è che non prendessero neppure la licenza media ma capisco che è troppo riduttivo. Allora fare un patto con queste persone, in genere più mature, riducendo completamente gli obiettivi e assicurando loro la promozione in cambio di un minimo di impegno. Se poi neanche così si ottiene qualcosa pazienza. Neanche noi insegnanti possiamo sempre vincere.

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  21. Gentile collega,
    Promuovere o bocciare è un problema, ma io vivo una scissione in me già prima dei famosi scrutini. Infatti sono stata assegnata ad una classe seconda che accoglie bambini che, tranne per un sesto, non fanno i compiti, non studiano a casa in modo sistematico. Il problema esisteva l'anno scorso ma la classe visto il livello basso di tutti i suoi componenti è stata admota in toto

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  22. Gentile Prof Milani,
    mi chiamo Daria e questo è il mio primo (e temo ultimo, visti gli ultimi sviluppi per le GI) anno di supplenza presso una scuola pubblica, una scuola media, insegno spagnolo. Mi piace insegnare, mi piace il contatto coi ragazzi, anche quelli più "difficili" (sono capitata in una scuola con utenza a rischio, a ridosso di un quartiere tristemente famoso) che, paradossalmente, sono quelli a cui tengo particolarmente e dei cui progressi gioisco maggiormente. Mi piace farli divertire e giocare in classe, insomma, mi piace questo lavoro. Sono stata un po' giù perché avevo l'impressione di non sapere gestire in particolare un paio di classi, e avevo l'impressione che i colleghi avessero sempre tutto sotto controllo, salvo poi scoprire durante un consiglio straordinario che sotto controllo non hanno proprio un fico secco, anzi. Allora li ho visti tutti più umani e ho cominciato a mettere in discussione non solo me stessa, ma anche loro. Ora la mia domanda è: nelle classi in esame ci sono dei ragazzi con serie, serissime problematiche. Queste si traducono in atteggiamento violento, minaccioso, menefreghista, nell'intento di disturbare la serenità e la sicurezza degli altri in classe, prof compresi (hanno spintonato una giovane insegnante di sostegno fino a farla cadere e sono stati perciò sospesi) di impedire lo svolgimento delle lezioni... i genitori, debitamente coinvolti, hanno risposto che a loro non gliene frega niente e che sta tutto a noi che stiamo a scuola con loro tenerli a freno, loro non sanno che farci; peggio ancora, hanno reagito con violenza con noi insegnanti o coi loro figli. In passato, la filosofia della preside è stata quella di non bocciare perché non serve e alzare pertanto i voti fino alla sufficienza anche davanti a insufficienze molto gravi. Ora, quello che a me preoccupa è: gli altri compagni stanno cominciando a studiare meno perché è passato negli anni il messaggio che "tanto si va avanti lo stesso". Lei mi ha in parte risposto dicendo che questi sarebbero poi gli alunni da bocciare davvero, perché pur avendo la possibilità non l'hanno sfruttata. Ma gli altri docenti non la pensano così e io sarei in minoranza se portassi avanti questa tesi, e a maggior ragione non sarei sostenuta dalla preside. Ho la possibilità di farci qualcosa? Lo so che sono solo una supplente temporanea e presto me ne andrò... ma non riesco a fare a meno di pensarci.
    Grazie dell'attenzione!
    Daria

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    1. Cara Daria, chi decide è il Consiglio di classe. Il consiglio di classe è fatto di insegnanti e tutti hanno la stessa importanza, e perciò la maggioranza vince. Capita spesso che la maggioranza voglia bocciare o promuovere per ragioni come "tanto è lo stesso", "togliamocelo" "non possiamo fargli rovinare la classe", "poverina, ha una stuazione così brutta a casa!" ecc. Se la maggioranza decide non puoi farci nulla.
      La cosa più importante è quello che fai durante l'anno per aiutare i ragazzi. Metticela tutta! :-)

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    2. Non ne dubiti! :)
      Grazie della sua risposta. E grazie dei consigli che dà sul suo blog, mi stanno tornando molto utili e torno a casa sempre più soddisfatta del comportamento dei ragazzi. Ho così tanto da imparare! :)

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    3. Mi fa piacere, Daria! Non hai letto il libro??? :-)

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  23. Io sono stato ingiustamente bocciato alle superiori (e avevo una sola insufficenza, senza possibilità di essere rimandato a settembre!).
    Prima e dopo la bocciatura ho sempre avuto un'ottima media di voti. Il problema è che adesso pur avendo conseguito una laurea in ingegneria sono fortemente penalizzato nei colloqui di lavoro, praticamente sono trattato peggio di un pregiudicato e sono disoccupato. Mi hanno rovinato la vita professionale per cosa? Per una verifica di latino, che potevo benissimo superare a settembre se ne avevo la possibilità



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    1. Caro Massimo, mi sembri Andrea.
      Leggi la risposta che ho dato ad Andrea, dunque.

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    2. salve..gradirei un suo consiglio..mi chiamo Marta..io ho frequentato dopo un insuccesso in un istituto professionale un CFP due anni fa..che accoglie appunto anche ragazzi con delle difficoltà.. i primi due anni sono andati bene, ma al terzo anno sono stata bocciata per una situazione alquanto strana che si era creata: un insegnante all'ultima settimana di scuola si era decisa di dare i voti dopo molte richieste da parte di tutti..e a mia sorpresa arrivata al mio turno mi ritrovo con tutte le sue tre materie sotto col 50 cosa che non corrispondeva alla realtà perchè prendevo voti belli, cosi le ho parlato e lei mi ha risposto che mi aveva abbassato i voti APPOSTA per farmi ripetere l'anno, infatti aveva fatto sparire un 80 . Secondo lei dovevo venir bocciata perchè troppo timida e insicura senza dare troppe spiegazioni.. io le chiedo è giusta questa cosa? ABBASSARE I VOTI APPOSTA PER FAR RIPETERE UN ANNO OLTRETUTTO IN UNA SCUOLA PROFESSIONALE? che non rilascia neanche un diploma ma un attestato? premetto che nelle altre materie avevo voti eccezzionali ( 95 in italiano, 80 informatica etc..)

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    3. Cara Marta, non posso giudicare senza avere tutti i dati. L'80 che ha fatto sparire che voto era? di orale? di scritto? di una attività pratica? Perché avrebbe dovuto abbassarti i voti apposta? Hai parlato con qualche altro insegnante? Con il dirigente? Perché mi scrivi oggi, che ormai è troppo tardi? Spiegati meglio. O fai tesoro di quello che è accaduto e pensaci per tempo.Fammi sapere

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  24. Buonasera, complimenti per il suo blog. Non ho ancora potuto leggere tutto ma da alcune sezioni, mi sembra tutto molto ben ponderato. Ho fiducia nell'esporre il mio pensiero. Sono la mamma sconfortata di due figlie nella scuola dell'obbligo. Ragazze sane, senza grandi problemi, che frequentano regolarmente, ben inserite, ben educate .. Ricordo con quanto entusiasmo affrontarono i primi gg di scuola. Poi un lento declino, di anno in anno, i loro voti decrescono sempre più, sinceramente, meritandoli. Come mai ho l'impressione che stiano diventando sempre più analfabete e disinteressate? So che gli insegnanti stanno facendo del loro meglio e anche noi a casa cerchiamo di seguirle e sostenerle, ma sembra di assistere ad una frana continua. Non riescono a trattenere neanche i concetti base dello scrivere, leggere e ragionare. Sono convinta che non arriveremo alla terza media senza almeno una bocciatura ed anche per il futuro non saprei bene con quale tipo di formazione artigianale farle proseguire. In casa sono autonome e molto affidabili, devo pensare che sono portate per una vita casalinga e che questo sarà il bene per loro? Almeno potrei farmene una ragione.

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  25. Salve professoressa, avrei una domanda da farle:mio figlio è stato bocciato in secondo liceo scientifico, ci sarebbe la possibilità di prepararsi privatamente, fare gli esami a settembre e riprendere dal terzo?

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    Risposte
    1. Buongiorno, Simona. Mi risulta che per l'accesso all’esame di idoneità, i riferimenti normativi sono questi:
      O.M. scrutini ed esami 21 maggio 2001 n. 90 art. 18-19-21
      Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione D.L.vo n. 297/1994 Artt.192 e 193 (modificato dal D.L. 28 giugno 1995 n. 253 convertito con modificazioni dalla Legge 8 agosto 1995 n. 352)

      Nel suo caso, lo studente che si ritiri entro il 15 marzo dell’anno scolastico in corso può sostenere gli esami di idoneità presso il proprio o altri istituti per accedere all’anno successivo a quello frequentato. Ma credo che anche lo studente bocciato possa richiedere di sostenere l'esame di idoneità alla classe successiva. Dovrà portare a settembre, prima dell'inizio delle lezioni, tutto il programma di tutte le materie. Dovrebbe presentare la domanda entro il 30 Giugno, ma è meglio che chieda questa informazione in segreteria.
      Cara Simona, mi riesce difficile pensare che quello che suo figlio non è riuscito a fare in nove mesi gli riesca in poco più di due mesi. E mi riesce ancora più difficile immaginare che insegnanti di una scuola privata riescano dove i suoi insegnanti non sono riusciti. E penso, che ci riesca o no, a quanto suo figlio sarebbe stanco all'inizio della scuola.
      Perché le sembra così importante che non ripeta l'anno?
      Mi faccia sapere.
      Saluti

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