La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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giovedì 10 gennaio 2013

“CREPATE LAVORANDO FIGLI DI PUTTANA”. 344°

Un lettore, ovviamente anonimo, scrive:

“Mi soffermo sulla parte che interessa me e la maggior parte degli studenti delle ultime generazioni; non è lo stato, per quanto bastardo sia, a dire che siete un branco di stronzi apatici e pieni di problemi mentali, ma piuttosto sondaggi, genitori, altri professori e studenti stessi. Tutti ormai sono a conoscenza del fatto che questo mestiere non fa altro che procurare gravi problemi mentali, e spesso lo sfogo degli stessi insegnanti va a terminare sugli studenti. Perchè questo? Ma perchè siete un ammasso informe di teste di merda traviate dall'età, dalla mente malata e dallo stress eccessivo che procura questo insensato e ormai obsoleto mestiere. Ve lo siete scelto? Bene. CREPATE LAVORANDO FIGLI DI PUTTANA. E preoccupatevi di non trascinare dei poveri ragazzi che hanno ancora una vita davanti nella tomba con voi. Buona giornata.”
  
Ecco, questo è un esempio molto calzante di quello che intendo quando dico "ragazzi maleducati che non ne hanno colpa".  Il messaggio è stato scritto alle 15 del 26 dicembre: mentre la maggioranza di noi era insieme alla sua famiglia, agli amici, questa persona scriveva queste frasi. C’è di che riflettere. 
Appena uno lo legge,  viene voglia di pensare “Ecco un idiota”. Ma poi, ad una lettura successiva, ci si riflette e diventa interessante: se un ragazzo – ma probabilmente non è uno studente - si permette di rivolgersi così ad un insegnante che non conosce (certo, perché non ce l'ha davanti) qualche grosso problema ce l'ha.  Vediamo:
Mi soffermo sulla parte che interessa me e la maggior parte degli studenti delle ultime generazioni” : quindi non sembra essere uno studente, ma uno abbastanza giovane da sentirsi coinvolto.
“non è lo stato, per quanto bastardo sia, a dire che siete un branco di stronzi apatici e pieni di problemi mentali”: ecco, è già partita la violenza verbale, contro lo Stato, definito “bastardo” e contro tutti gli insegnanti “branco di stronzi apatici e pieni di problemi mentali”. I professori (tutti, quindi, ovviamente, anch'io)  sono “un branco”, come gli animali, sono “stronzi”, quindi cattivi, sono “apatici”, quindi indifferenti, e hanno anche “problemi mentali”, quindi fanno dei danni perché non ragionano. Perché, anch'io? Perché tutti noi? Evidentemente qualcuno deve averla fatta grossa a questo ragazzo/uomo. Ma che cosa può avergli fatto? Lo ha bocciato? Secondo me, no. Lo ha deriso? Lo ha umiliato?
Che i professori sono così - aggiunge - lo dicono “sondaggi, genitori, altri professori e studenti stessi”: giudizio condiviso da tutti, quindi.
“Tutti ormai sono a conoscenza del fatto che questo mestiere non fa altro che procurare gravi problemi mentali”: gli insegnanti dovrebbero essere vittime, dunque. E invece no.  Sono colpevoli, perché “spesso lo sfogo degli stessi insegnanti va a terminare sugli studenti”.  C’è un motivo? L’anonimo lettore lo sa “ perché siete un ammasso informe di teste di merda”. Un ammasso informe (neanche più la nostra individualità, ci lascia) di “teste di merda”. Senza speranza, proprio. E “traviate dall'età : ha avuto a che fare, evidentemente, con qualche insegnante un po’ avanti negli anni. Ma che cosa gli abbiamo fatto? Questo è odio puro contro tutti, nessuno escluso. Non ci sono “quasi”. Gli insegnanti hanno la “mente malata” e sono sottoposti a “stress eccessivo che procura questo insensato e ormai obsoleto mestiere.”: poveracci da compatire? No, colpevoli. Ma di che cosa? Di lamentarsi. Ed ecco la condanna che meritano: “Ve lo siete scelto? Bene. CREPATE LAVORANDO FIGLI DI PUTTANA. E preoccupatevi di non trascinare dei poveri ragazzi che hanno ancora una vita davanti nella tomba con voi.” A questo punto, urla, l’anonimo lettore. Il 26 di dicembre. Che cosa gli abbiamo fatto? A lui, direttamente, nulla. Secondo me, possiamo aver fatto qualcosa a suo figlio. Chissà...Qualcuno di noi gli ha bocciato il figlio, che ora non trova lavoro. A qualcuno deve dare la colpa. Lui la dà agli insegnanti di suo figlio. A tutti noi. Noi che abbiamo il lavoro e ci lamentiamo. Questo commento è stato fatto al post "Giovani, non diventate insegnanti!"
A questo punto, non lo approvo, ma capisco la disperazione e la rabbia che c’è dietro a questo commento. Come succede in classe, se si va al di là di quello che ci rispondono a volte gli alunni pieni di rabbia. Non dobbiamo accettare, non dobbiamo permetterlo, ma dobbiamo capire che cosa c'è dietro alla violenza verbale.

12 commenti:

  1. Eh, Isabella, ma non pèuò essere anche peggio, cioè un ex-insegnante magari pessimo che è stato ritenuto giustamente inidoneo ed ora odia con una forza mortale la sua stessa categoria? Confesso che mi spaventa.

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    1. Tutto può essere, ma quello che importa che questi attacchi sul web sono molto comuni....

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  2. Sono molto comuni, ma non lasciano indifferenti, al punto tale che l'attacco è diventato pretesto per un post con tanto di commenti.
    Insomma "dal letame nascono i fior", proprio come dice la canzone.
    Il post era del 26 dicembre (ed effettivamente questa data offre motivi per riflettere), ma la professoressa Isabella lo trasforma in un post solo il 10 gennaio.
    In classe è necessario essere più tempestivi, in modo tale da trasformare seduta stante "il letame" in "fior". Ovviamente non sempre ci si riesce e comunque non subito si vedono i fior. E' un lavorio di coltura (o cultura? scrivo e sorrido...) lungo e sfibrante.
    Intender non lo può chi non lo prova.
    Chiara.

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  3. Cara Chiara, "la professoressa Isabella lo trasforma in un post solo il 10 gennaio" perché fino all'8 ha avuto la febbre.
    Me lo dai qualche momento libero, Chiara? :-)

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  4. Io, molto sbrigativamente, penso che siamo di fronte ad una manica di gran maleducati, stop. Ed essendone stanca, non soltanto non giustifico un bel niente, ma rispedisco, e volentieri, al mittente tali aberranti accuse

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    1. Cara prof.ssa Isabella ,
      Non condivido il modo con cui l'anonimo si esprime con parole pungenti e volgari, ma vorrei scorgere dietro tutta questa rabbia una disperazione che non è in grado di gestire. Sento sempre più spesso casi di insegnanti spietati e pieni di rabbia verso alunni e genitori , in questo periodo devo iscrivere mia figlia alle medie ed avendo amici che già hanno figli che le frequentano ascolto con interesse ciò che accade. Prof. che dispensano voti insufficienti come 4 o 2 a tutti gli alunni, arrabbiati perché questi ultimi non hanno metodo di studio. Ma chi deve insegnare ad amarlo, chi deve insegnare a studiare, gli insegnanti o i genitori a casa? Non tutti hanno la fortuna di essere seguiti a casa . Non è la scuola che deve essere luogo e ambiente di apprendimento? Certo lo Stato non aiuta gli insegnanti a credere nel loro lavoro ma questo non vuol dire che debbano sfogare le loro frustrazioni sugli alunni. Io insegno alla primaria e già l'anno scorso ho acquistato il suo libro on line perché continuamente mi metto in discussione per migliorare , è dura fare i conti con se stessi . Comunque vedo insegnanti preparati nella loro materia specifica ma senza basi pedagogiche senza sensibilità i ragazzi che passano dalla V elementare alla I media sono comunque bambini e hanno bisogno di imparare non arrivano già pronti ad affrontare La mole di lavoro propria di tre anni che secondo me andrebbero ripensati .
      Intanto grazie . Antonella

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  5. La rabbia che gronda il post è la stessa di tutti, genitori e alunni, davanti a docenti che ha ben descritto Antonella nel suo post.
    Il problema è che la maggioranza non sono educatori ma semplici "impiegati" che la pedagogia e la psicologia non sanno dov'è di casa.
    Io , personalmente, dopo anni di scontri, ho scremato: prof. capaci e che stimo, incompetenti che nemmeno prendo in considerazione, anzi le loro materie gliele rispiego io o gliele faccio rispiegare da chi dico io, ché sono più tranquilla.
    Oggi come oggi adotto la resistenza passiva.
    E mi riallaccio al post dopo di questo:" Ho la voce da papera ", dove ho postato un commento, perchè ancora non mi capacito come una giovane tirocinante possa inalberare tanta spocchia. Per me non dovrebbe assolutamente insegnare perché disprezzerebbe certe categorie di alunni. Forse le si attaglierebbe un Club inglese....
    Saluti a tutti.

    Paola

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  6. Cara Paola e cara Antonella,
    la rabbia, anche dettata da disperazione, non si può accettare. Non quando è rivolta a tutti indistintamente. E' la stessa rabbia "di tutti, genitori e alunni, davanti a docenti che ha ben descritto Antonella nel suo post".Così giustifichi la rabbia, e anche gli insulti. E la rabbia dei docenti che si trovano davanti alunni maleducatissimi (educati malissimo da genitori assenti o inadeguati) e devono fare i salti mortali per gestirli, dove la mettiamo? Sapete tutto quello che dico sull'opportunità che ogni insegnante cerchi di capire gli alunni svogliati e maleducati (non è colpa loro, ma dei genitori, spesso, sì). Ma da qui a giustificare gli insulti rivolti agli insegnanti (tutti), mi sembra che ce ne corra. E non mi sembra giusto neppure giustificare in qualche modo questi insulti. Ho citato il commento dell'utente maleducato e aggressivo solo per far capire che, come succede con i ragazzi difficili, evidentemente aveva avuto qualche esperienza negativa. Ma non lo giustifico neanche in minima parte.
    Gli insegnanti non danno 2 e 4 a tutti. Dobbiamo essere informati e precisi, quando citiamo qualcosa. Se lo facessero, proverebbero la loro incapacità. Gli insegnanti sono buttati in classi numerose piene di problemi, senza aiuti, con genitori pronti a piombare a scuola per difendere a spada tratta anche i ragazzi maleducatissimi (male- educatissimi), in scuole troppo fredde o troppo calde, con programmi da finire e poco tempo, considerati dalla società come fannulloni che si lamentano. Gli insegnanti sfiniti, stanchi (e stufi), se alla fine scoppiano, avrebbero potuto davvero evitare di scoppiare? Io dico di no. Tutto quello che scrivo e tutto quello che mi scrivono dovrebbe servire a far capire quanto sia difficile insegnare, quanta energia serva, quanta fatica comporti. Gli insegnanti dovrebbero avere "basi pedagogiche". E chi gliele ha date? Per insegnare come si dovrebbe dovremmo vivere a scuola e per la Scuola. Dovremmo essere pagati molto di più e fare solo otto ore al giorno, ma ognuno con il nostro piccolo ufficio, con il nostro (fornito dalla scuola)computer, con la nostra scrivania, la nostra libreria. Ma non c'è niente, a scuola.
    L'insegnamento non è una missione. E' un lavoro. In base a che cosa la gente pensa che fare l'insegnante debba essere una missione? Per pagarli poco.
    Per quanto riguarda la giovane tirocinante, Paola, ha soltanto fotografato la sua situazione: ragazza giovane, abituata a vivere in un ambiente culturalmente e socialmente alto, buttata in una classe difficile, dove gli alunni provengono da classi sociali basse e da ambienti culturali degradati. Sono dati di fatto. Voleva far capire la sua difficoltà: quella di essere disarmata. Credo che se tu fossi un'insegnante avresti capito perché lo ha spiegato. Non ha disprezzato i ragazzi, Paola. Per lo stesso motivo credo che tu abbia definito "senza sensibilità" gli insegnanti che pretendono che i ragazzi si adeguino ad un modo di lavorare diverso quando arrivano alle medie.
    E se fosse giusto?
    Spero di aver chiarito qualche aspetto, evidentemente poco chiaro.

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  7. Non giustifico nè la rabbia nè il modo maleducato e scorretto , anzi sembrava più che l'avesse giustificato lei. Come lei voleva paragonare l'atteggiamento di alcuni ragazzi , che dietro può nascondere altre situazioni, così io ho voluto ,pur essendo un'insegnante evidenziare alcuni comportamenti che purtroppo si verificano, soprattutto alle medie . La storia dei 2 e dei 4 purtroppo è successa veramente dettata da un prof. Troppo arrabbiato. Purtroppo siamo noi adulti che dobbiamo incanalare la rabbia che spesso si verifica proprio a scuola davanti a classi difficili e sembra quasi che questo sia l'atteggiamento giustificato. Ne sto sentendo davvero tante ultimamente, è certo che il metodo di studio e la mole di lavoro cambi alle medie, ma chi deve instradare i ragazzi? È normale dare 20 esercizi di matematica come compito a casa? Io non generalizzo ma ci sono insegnanti che lo fanno. L'atteggiamento di punizione verso la maleducazione a scuola è generalizzato e ci rimettono anche quei bambini che invece hanno voglia di studiare e di impegnarsi , il problema che perdono anche essi la voglia di studiare , mi dispiace prof ,ma è quello che penso e spero solo che gli insegnanti così siano una minoranza anche se io a mia figlia non criticherò mai un insegnante perché lei dovrà fare solo il suo dovere.
    Grazie prof. A presto Antonella

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    1. Cara Antonella, certe cose è meglio precisarle. Come ho scritto "Spero di aver chiarito qualche aspetto, evidentemente poco chiaro". Se è sembrato a qualcuno che io giustifichi la maleducazione, credo che adesso il mio pensiero sarà più chiaro. Mi sembrava abbastanza chiara la frase "Non dobbiamo accettare, non dobbiamo permetterlo, ma dobbiamo capire che cosa c'è dietro alla violenza verbale.".
      Ora è più chiaro.
      Sono d'accordo sul fatto che ci siano insegnanti che non lavorano come dovrebbero, che danno voti "come tira il vento", e che, oltretutto, vanno a dire in giro che lavorano poco. E' per questo che scrivo.
      Grazie a te, Antonella

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    2. Buongiorno: cito la sig.ra Antonella:"Io non generalizzo ma ci sono insegnanti che lo fanno. L'atteggiamento di punizione verso la maleducazione a scuola è generalizzato e ci rimettono anche quei bambini che invece hanno voglia di studiare e di impegnarsi , il problema che perdono anche essi la voglia di studiare". Come genitore di un alunno di 2° media, che ha sempre ottenuto buonissimi risultati scolastici, mi trovo di fronte a situazioni che difficilmente posso spiegare al ragazzo. L'ultimo episodio della scorsa settimana: nessuno ha fatto i compiti a casa di una materia, tranne cinque (definiti sfigati dall'insegnante stessa !!!), risultato della sfuriata: compito di castigo (consistente) a tutti indistintamente e nota di classe sul registro (ovviamente senza specificare che invece qualcuno i compiti li ha fatti). Come reagire? Cosa spiegare ai ragazzi? L'insegnante se minimamente criticata, peggiora il comportamento e in classe il clima diventa insostenibile. Quelli che hanno voglia di studiare e si comportano educatamente sono i più penalizzati. E la voglia di studiare diminuisce... Che peccato... Lili

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  8. Grazie prof. È tutto chiaro a questo punto non resta che continuare a dare il meglio ,per noi per gli alunni e per i nostri figli. Grazie dell'opportunità del blog
    A presto e buon lavoro a tutti Antonella

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