La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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sabato 26 gennaio 2013

Certi insegnanti dovrebbero studiare, o è molto meglio che cambino lavoro. 347°

Questa volta il post è più lungo del solito, ma mi è sembrato utile condividere alcune lettere che ho ricevuto, riguardanti la scuola elementare.
Due mamme e una nonna mi chiedono consigli, ma non ci sono molti consigli da dare. Il problema lo possono risolvere soltanto gli insegnanti, purtroppo!

Marilena, Lilli, Nonna Pina mi scrivono:


“Professoressa buongiorno,
mi chiamo Marilena, sono mamma di un bambino di 8 anni che frequenta la terza elementare.
Da quando ha iniziato la scuola elementare ho dovuto affrontare tanti problemi.
Premesso che mio figlio non è un bambino dedito alla scuola, in questi tre anni ho dovuto lottare perché a mio figlio venisse garantito un insegnamento "decente". Ora mi spiego. In prima elementare a parte l'insegnante di italiano, capace e severa quando necessario, mi sono imbattuta in insegnanti senza polso, capaci solo di colpevolizzare i bambini, agitati e immaturi (cosa normale a sei anni se non anche 5 e mezzo), senza chiedersi perché non avessero praticamente tutti e venticinque i bambini rispetto di loro! L'insegnante di matematica faceva lezione mentre i bambini correvano per la classe; inizialmente li riprendeva in maniera blanda, poi urlando, poi dando note solo ad alcuni quando erano tutti a fare confusione, dopodiché il giorno dopo non si ricordava nemmeno i nomi dei bambini e cui aveva dato la nota (in un anno un bambino ha avuto più di 60 note).
Io a mio figlio ho sempre detto che chi si comportava male a scuola poi sarebbe stato bocciato o comunque "punito" in un qualche modo, ma alla fine della prima elementare non succedendo niente ai più "bischeri" mio figlio non ha più dato importanza al comportamento che aveva in classe ("tanto non mi succede niente!"). Oltre a tutto questo il programma di matematica era come non svolto.
In seconda elementare grazie a interventi di noi genitori e ad un'ammissione da parte del dirigente che l'insegnante era conosciuta come un'insegnante non capace, questa viene messa a insegnare "solo" storia geografia e scienze, mentre matematica passa a un'insegnante capace e severa.
Risultato a fine anno la matematica per lo più recuperata, ma le altre materie un disastro, conigli che diventavano carnivori, coccinelle erbivore ecc...
Ora in terza dopo ulteriore intervento di noi mamma e ammissione dell'insegnante di non essere in grado di gestire la classe, sono stati spostati in un'altra classe (dove i problemi continuano) e noi abbiamo cambiato per la terza volta insegnante di matematica.
Ora la matematica recuperata in seconda si sta perdendo, e se non fosse per il lavoro che faccio io ogni giorno con mio figlio, a sua richiesta, perché si sente trattato come un "bebè", parole sue, saremmo a livelli di bambini che hanno appena cominciato la seconda.
Io non sono un'insegnante e ammetto anche di essere una mamma nervosa e forse troppo assillante, ma per me la scuola ha due doveri principali nei confronti dei bambini: insegnargli come ci si comporta a scuola e insegnargli le basi per poter andare avanti negli studi.
Io so che l'educazione è al 90% nostra responsabilità ma sono convinta che l'insegnamento dell'educazione che si deve avere in un ambiente come la scuola sia al 90% compito delle insegnanti.
Ora si chiederà perché le sto scrivendo, semplicemente vorrei un consiglio su come comportarmi perché sono stanca ogni anno di farmi un quattro per garantire a mio figlio ciò che è suo diritto avere: un insegnamento. Come me si sono stancate anche le altre mamme e molte si sono arrese dicendo che manderanno i figli a ripetizione (circa 15 o più bambini su 25), questo a me non sembra giusto anche perché i nostri figli hanno cominciato il loro percorso scolastico non imparando le regole di vita in una comunità perché molte insegnanti non sono in grado di essere ferme e decise sui comportamenti sbagliati.
Come posso intervenire, come posso esporre la mia ragione a  questa terza insegnante senza offenderla, è una brava donna, ma a mio parere non una brava insegnante. Non sa la matematica, gli argomenti che affronta li affronta oralmente, come dice lei, senza farli scrivere (da settembre a oggi mio figlio ha usato in matematica solo un quaderno e mezzo).  Grazie, cordiali saluti, Marilena”

“Buonasera Gentile Professoressa Milani, mia figlia frequenta la prima elementare. Pochi giorni dopo l’inizio della scuola la maestra, mi ha fatto presente che non rispetta le regole ed è troppo chiacchierona, consigliandomi di punirla . Due giorni dopo, all'uscita da scuola, la maestra non mi ha nemmeno dato il tempo di arrivare che mi dice "Signora, voi andate a fare la passeggiata la domenica? bene, per punizione Isa non deve uscire!",  e mi dice questo in presenza degli altri genitori, tanto che qualcuno si è ritenuto in diritto di dire al proprio figlio di non sedersi vicino a mia figlia.
Sono andata via da scuola con una mortificazione immensa. Ora mi chiedo.... Una maestra, può dire ad un genitore come punire il proprio figlio? Può farlo in presenza degli altri genitori? Come comportarmi?
La ringrazio anticipatamente se ha voglia di rispondermi e le invio cordiali saluti. Lilli.”
“Buongiorno prof.ssa Milani,
vorrei un Suo consiglio sul come comportarsi in un caso così delicato.
Premesso che il mio nipotino è un bambino tranquillo e amorevole, e non solo per me che sono la nonna.
Frequenta la quarta elementare in un Istituto privato. E' adorato dalla sua maestra ma inviso da quella di inglese.
Una volta gli ha strappato la pagina di un disegno ritenendolo brutto. Quando sono andata a parlarle , prima ha negato e poi si è giustificata sostenendo che il bambino è poco attento.
Ogni volta che dà un compito a casa, che svolgiamo insieme anche servendoci di siti internet, lo rigetta sostenendo che è malfatto e che "fa schifo". Il bambino non vuole che torni a parlare con l'insegnante perché teme che la situazione peggiori.
In linea di massima penso di averLe esposto il problema. Cosa mi consiglia? La prego di rispondermi al più presto. Grazie.  Nonna Pina”

Ho scelto queste lettere riguardanti i bambini delle elementari, fra le tante che ricevo su questo argomento, perché mi sembra che salti agli occhi un concetto importante: certi insegnanti dovrebbero studiare, o è molto meglio che cambino  lavoro.  Specialmente quelli che insegnano nella scuola primaria, che è quella che deve fornire le basi della carriera  scolastica dei bambini.
Sappiamo tutti che i genitori danno sempre la colpa agli insegnanti, che dicono che il loro figlio è “così bravo”, che “studia sempre”, che “eppure a casa la sapeva”, ecc.
Ma qui ci sono dei fatti, che parlano: chi mi ha scritto ha descritto da parte degli insegnanti comportamenti che mi sembrano davvero scorretti. Diamo per scontato che sia tutto vero, e che con si tratti dell’ennesima visione protettiva di genitori e nonne. Sappiamo tutti che sono cose che possono succedere.
La prima maestra non sa tenere la classe e non è preparata sulla sua materia.
La seconda ha suggerito alla mamma di una bambina di prima elementare (sei anni) "Signora, voi andate a fare la passeggiata la domenica? Bene, per punizione Isa non deve uscire!".
La terza maestra ha strappato ad un bambino di nove anni, di quarta elementare un disegno venuto male, usando espressioni come “è malfatto”, “è brutto” e “fa schifo”.
Care maestre e maestri che vi riconoscete in questi comportamenti, non ci siamo!
Ci sono maestre che danno 4 a bambini di 6 anni.
Non si accolgono bambini di prima elementare con note e punizioni! Sono piccolissimi! Vengono a scuola per imparare! Il voto, in prima elementare, non ha senso! Che cosa capisce un bambino di sei anni del valore di un 6, di un 4, di un 8? Capisce quello che vede nel vostro sguardo o in quello dei suoi genitori, che è uno sguardo di disapprovazione o di preoccupazione. Ha senso? Servirà alla sua autostima?
Care colleghe e cari colleghi della scuola primaria, pensateci, prima di valutare. Studiate un po’ più di psicologia. Non si dà 3, 4, 5 a una bambina di sei anni! Non si dà, per nessun motivo, perché è umiliante e corrode sul nascere la sua autostima!
Se il bambino non sa stare fermo nel banco, se picchia, se non ha imparato la poesia a memoria siete voi quelli che devono insegnargli come fare. Viene a scuola per questo. Se vi stupite perché chiacchiera, io mio stupisco del fatto che voi vi stupiate. Studiate! Ci sono tante cose che potete leggere su come insegnare le tabelline, o le poesie. Ci sono tanti libri che possono spiegarvi quello che un bambino di sei anni può o non può fare. Studiando, non vi stupirete più, ed eviterete di urlare al bambino perché non sta attento. Tutti possiamo sbagliare. Ma dobbiamo rendercene conto e cercare di riparare.
Se  “i conigli diventavano carnivori e le coccinelle erbivore”, se la luna diventa un pianeta, studiate! State vendendo fumo, e state facendo dei danni. Non c’è giustificazione all'ignoranza della materia che insegnate.
Cari colleghi e colleghe, non si punisce. Semmai si premia. L’assenza del premio è già la punizione. E, oltretutto, non si punisce una bambina la domenica per un comportamento tenuto il martedì! Il bambino piccolo vive nel presente, e se viene punito dopo giorni non ricorda più il motivo della punizione e vivrà la punizione come un’ingiustizia. Queste cose si studiano.
Non si strappa il disegno o il compito di un bambino. Neanche se è in quinta elementare, o alle medie, o al liceo. È un gesto violento. Non si può fare. Non si corregge con rabbia. Non si punisce con i voti, accompagnando il 4 con “Ecco! Questo è il voto che ti meriti! Così impari!”. Un voto insufficiente deve essere dato con dispiacere, non con godimento!
Le note, soprattutto quelle date a casaccio, per disperazione e per rabbia, non servono e sono dannose, perché rappresentano un’ingiustizia che poi sarà difficile dimenticare.
Ha pienamente ragione, Marilena, quando dice che “la scuola ha due doveri principali nei confronti dei bambini: insegnargli come ci si comporta a scuola e insegnargli le basi per poter andare avanti negli studi”.
Se non riuscite a tenere la classe tanto da non riuscire a far lezione, studiate! Leggete tutto quello che esiste sulle strategie per essere interessanti, per coinvolgere i bambini. Nella vostra scuola ci sono sicuramente colleghe e colleghi in gamba: non esitate a chiedere consiglio a loro! E se anche dopo aver letto e riletto tutti i libri, compreso il mio, e ascoltato tutti i suggerimenti, non riuscite a tenere la classe, prendete in seria considerazione il fatto di cambiare lavoro. I bambini devono imparare! Non possono perdere anni della loro vita perché voi, a suo tempo, ma anche adesso, non avete studiato abbastanza, o non riuscite ad imparare a tenere la classe. D'altra parte, per molti tipi di lavoro ci sono persone non adatte. Come può diventare medico o infermiere uno che sviene alla vista del sangue?
Care maestre e maestri che vi riconoscete in questi comportamenti, dovreste rifletterci bene sopra e valutare se non sarebbe meglio per voi cambiare lavoro. Risparmiereste a voi, ai bambini, ai genitori e ai colleghi tanti problemi.

20 commenti:

  1. Sì, però in teoria è possibile che ad esempio se un insegnante in passato abbia avuto problemi nel relazionarsi con gli alunni successivamente pur migliorando non ci riesca lo stesso, perchè ha una cattiva reputazione ed i genitori la additano come un'insegnante incapace anche se di fatto non lo è più.
    Credo che comunque la reputazione conti, se in un contesto si è conosciuti in modo negativo poi si ha come un marchio di infamia che non si riesce più a togliere, oppure ci vogliono anni.
    Questo potrebbe essere il caso della prima insegnante,o sbaglio?

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    1. No, Alessio. La prima insegnante non è preparata. Ai genitori interessano i risultati. Se i bambini sono contenti e progrediscono nell'apprendimento, i genitori, anche se la reputazione iniziale fosse pessima, cambiano idea.
      Il fatto è che nella scuola ci sono tanti insegnanti che non fanno nulla per migliorare. Molti scrivono per chiedere consigli. Ma quanti sono quelli che non chiedono consigli perché non li sfiora neanche l'idea di cambiare? Ho scritto il libro e scrivo questo blog per aiutare chi ha difficoltà. Penso, perciò, che migliorare sia possibile. Bisogna volerlo, però.

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  2. Cara prof.ssa Milani, apprezzo sempre ciò che scrive ma stavolta non sono d'accordo. Questi genitori, in particolare la prima, sono saccenti e presuntuosi. Come fanno a giudicare la preparazione di un' insegnante da quanto riportato dal loro bambino? Sono forse i genitori adesso che giudicano gli insegnanti? Beh allora perché al concorso farli giudicare da una commissione di esperti? Trovo ingiusto dare seguito alle lamentele di genitori ansiosi e pretenziosi , che credono che un presente roseo debba vivere il proprio figlio, non capendo che la scuola non funziona più , che per gli insegnanti é ormai una sorta di missione perché sono malpagati e sempre denigrati.

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    1. Cara Mara, proprio per questo ho scritto "Diamo per scontato che sia tutto vero, e che con si tratti dell’ennesima visione protettiva di genitori e nonne. Sappiamo tutti che sono cose che possono succedere.".
      Diamolo per scontato: nella Scuola ci sono insegnanti che non sanno insegnare e non se ne preoccupano, ci sono insegnanti che trattano malissimo i bambini e i ragazzi, che non conoscono la loro materia. E' riferito a loro. Come sai, difendo sempre gli insegnanti e protesto per l'ignoranza della gente che non sa nulla di ciò che significa insegnare e ci offende. Ma questi insegnanti non li difendo. I gesti riferiti sono ben precisi. Non si può neanche partire sempre dal presupposto che i genitori siano "ansiosi e pretenziosi". Altrimenti facciamo anche noi di ogni erba un fascio.
      Ricevo moltissime lamentele. Non sempre rispondo così. Anche nel blog, avrai visto che non sempre "do seguito alle lamentele". Ma a volte è impossibile non farlo. Cara Mara, ho conosciuto (e conosco) personalmente insegnanti incapaci, ignoranti e presuntuosi.Non è ora di smettere di coprirli? Fanno sfigurare anche noi.

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    2. Cara Mara, sarà pur vero che esistono degli insegnanti bravissimi, altri meno, altri addirittura dannosi. In ogni categoria di professioni ci sono le eccellenze e i disastri.
      Da mamma posso dire che NON porto le figlie a scuola per "mollarle" da qualche parte, ma considero che è un loro diritto fondamentale (delle mie figlie) quello allo studio, alla formazione. Se poi ci si trova davanti a persone che non sono tagliate per fare (o che non hanno niente a che fare con ) questo particolare lavoro, concordo con la professoressa Milani che è meglio cambiare lavoro e che i genitori possano intervenire qualora i problemi riscontrati sono oggettivi (dimostrabili).
      Lei si farebbe operare a cuore aperto da un chirurgo di cui non sa niente, o che non ha una bella reputazione? Immagino di no. Quando si tratta della vita di una persona bisogna vedere anche le sfumature, non soltanto il bianco e il nero. Questo esempio, pur forzato, può essere valido anche per i bambini, per la loro vita a venire. Dipende da noi adulti come gli aiutiamo a proporsi nella vita e che strumenti mettiamo loro a disposizione. Viviamo una vita che non ci permette di essere frustrati.
      E sacrosanto che gli interventi devono essere dosati, né le maestre devono imporre punizioni da infliggere a casa, né i genitori si devono permettere di spiegare come si tiene una lezione e come farsi seguire dai bambini. I paletti si devono mettere da entrambi le parti, qualora vengono superati certi confini, come anche si deve ritornare ad essere umani, immedesimarsi nell'altro per capire dove si sbaglia (sia nel caso dei genitori che nel caso degli insegnanti). I colloqui dovrebbero servire ad ascoltarsi non a sentirsi.
      Concludo scusandomi per eventuali errori (sono di origine straniera) e augurandomi che ci sia una maggiore apertura a sentire l'altro.

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  3. Io trovo scorretto denigrare qualcuno senza aver ascoltato cosa abbia da dire. Ci manca solo che vengano scritti nome e cognome delle maestre in questione e poi l’opera di discredito sarebbe completa! Ma intanto si è comunque gettato fango per l’ennesima volta sulla categoria docenti , vere o no che siano le testimonianze delle sedicenti e premurose mammine. Se poi una di queste si autodefinisce nervosa e assillante, come minimo era tutti i giorni a scuola a lamentarsi con le maestre per i motivi più disparati; è una tipologia di genitore ben conosciuta e chi insegna lo sa.
    Io mi chiedo: per quale motivo alcuni insegnanti italiani venti anni fa erano "decenti" ed ora non lo sono più?
    Nelle mie frequenti visite in scuole estere inglesi, finlandesi e norvegesi (3+3 anni di Comenius) ho tristemente osservato che all'estero la situazione è completamente diversa. In classi di 25-30 alunni non si sentiva alcun rumore,né penne, voci, banchi, niente di niente. Era incredibile il silenzio che regnava sovrano, sembrava di essere di notte nel deserto, ogni volta ci stupivamo ed ogni volta ci siamo riposati le orecchie per una settimana. Ricordo in particolare un episodio: un alunno si era permesso di voltarsi a guardare indietro durante l'assemblea giornaliera (400 alunni seduti sul pavimento ad ascoltare in religioso silenzio). Un prof lo ha guardato, gli ha fatto un cenno con il capo senza dire una parola, il bimbo si è alzato e da solo senza protestare è andato a mettersi in castigo fuori dall'aula magna piangendo!!!
    Scene dell'altro mondo per noi docenti italiani...
    Merito di super professori? Assolutamente no, alcuni prof erano supplenti sbarbatelli poco più che ventenni ugualmente rispettati. Lezioni ben studiate? No di certo, anzi era facile accorgersi di errori grossolani nell'organizzazione.
    Allora come era possibile un tale, assoluto rispetto delle regole? Semplice, un chiarissimo regolamento in pochi punti consegnato all'iscrizione alle famiglie e applicato senza sconti alla lettera da tutti i prof:
    1 infrazione dell’alunno: rimprovero verbale.
    2 infrazione: rimprovero scritto.
    3 infrazione: telefonata del preside a casa.
    4 infrazione: lettera del preside a casa.
    5 infrazione: sospensione temporanea dalle lezioni .
    6 infrazione: divieto di rimettere piede in quella scuola. Ti iscrivi altrove, pazienza se abiti a 100 metri dalla scuola.

    Vogliamo cacciare i docenti incapaci dalla scuola italiana? Mi sta bene.
    Vogliamo licenziare i docenti fannulloni? Mi sta benissimo.
    Ma PRIMA pretendo il rispetto di poche elementari regole di convivenza.
    Anna Maria

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    1. Anna Maria, mi sembra che tu sia entrata nel blog e abbia letto e deciso subito che le "poche elementari regole di convivenza non siano state rispettate. Prova a leggere tutto il resto, prima di scrivere parole offensive nei miei confronti. Il post l'ho scritto io e non accetto che tu scriva che è "scorretto denigrare qualcuno senza aver ascoltato cosa abbia da dire. Ci manca solo che vengano scritti nome e cognome delle maestre in questione e poi l’opera di discredito sarebbe completa! Ma intanto si è comunque gettato fango per l’ennesima volta sulla categoria docenti". Mi hai offeso. Ma per chi mi prendi? Gettare fango sulla categoria dei docenti? Mettere nome e cognome delle maestre? Ma come ti permetti? Parti dal presupposto che io sia una persona scorretta? Entri in un blog per la prima volta (perché se tu avessi letto sempre non avresti scritto queste parole) e mi accusi di aver scritto parole denigratorie; hai offeso le mamme che mi hanno scritto (i nomi sono tutti cambiati, ma loro si riconoscono) e hai opposto a quello che ho scritto scuole estere inglesi, finlandesi e norvegesi dove "in classi di 25-30 alunni non si sentiva alcun rumore,né penne, voci, banchi, niente di niente. Era incredibile il silenzio che regnava sovrano, sembrava di essere di notte nel deserto...Merito di super professori?". Ma scherzi? E ti sembra bella una scuola dove, invece di esserci fermento di idee, c'è il silenzio di tomba? E' un merito, quello di avere il silenzio di tomba con il regime del terrore? Far piangere un alunno con uno sguardo?
      Che cosa ti sei detta, Anna Maria? "Questa, ora, la metto a posto io!"?.
      Ti rispondo eccezionalmente perché sei stata offensiva. Ma questo blog non è un forum.

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    2. sono Marilena e mi permetto di rispondere per chiarire.
      Sono figlia di un insegnante e so bene quanto noi genitori possiamo essere arroganti e presuntuosi! Ma non credo sia il mio caso. Sono un mamma severa e esigente, seguo mio figlio TUTTI I giorni nei compiti valutando le difficoltà che incontra (anche io sono laureata!) e vedo che le difficoltà che ha sono dovute a uno scarso esercizio e ad una scarsa attenzione a scuola; perciò mio figlio è il primo a subire il mio "ATTACCO", lo aiuto, ma lo rimprovero anche se vedo che la difficoltà che ha è dovuta a una sua scarsa attenzione o non voglia!
      Ma mi rendo conto anche che in una classe dove regna confusione e maleducazione non è possibile svolgere una lezione!!
      I bambini sono maleducati, ok! Ma la maestra deve essere in grado di insegnargli come stare in classe e se c'è confusione non può mettersi di fare lezione finchè non torna l'ordine.
      Non si può pensare di spigare mentre i bambini chiacchierano, si alzano ecc...
      Io come genitore rimprovero mio figlio se mi sento dire che chiacchiera e non segue la lezione, ma in classe non ci sono e non posso fare niente se l'insegnante non è in grado di contenere una classe intera di alunni.
      La classe di mio figlio è additata come la classe più agitata del plesso, quindi ci sarà sicuramente qualche elemento che scatena tutta la classe ma sta all'insegnante provvedere a mantenere prima l'ordine poi a svolgere il programma!

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    3. Gent.ma prof. Milani, non mi sembra di essere stata offensiva, non ho insultato nessuno. Ho espresso la mia opinione, che può piacere o no ed è effettivamente molto diversa dalla sua. O devo pensare che chi non si allinea agli "Osanna" generali non merita risposta?
      Nella scuola inglese di cui ho citato l’episodio non ho colto affatto un clima di terrore. C'erano alunni premiati in vari modi per il buon comportamento, ampi momenti di gioco, di laboratorio, di lezioni all'aria aperta, di discussione ma mai mai mai nessun alunno si permetteva di interrompere un docente mentre parlava. Qui da noi basta guardare su scuola zoo o leggere sui forum scolastici i thread dedicati alla disciplina per cogliere cosa è diventata la scuola.
      Ma quello che mi intristisce realmente è la diffusione dell'idea, peraltro da lei avvallata, che la scuola funzioni male a causa dell'incapacità di alcuni docenti nel gestire le classi. Ho visto personalmente docenti eccezionali fare un lavoro meraviglioso ed essere messe alla gogna il successivo anno scolastico in altre scuole per non aver saputo gestire la classe. Possibile che nel giro di un'estate avevano dimenticato come si gestisce una classe? Accettare che sia il sistema ad essere sbagliato e non il docente è così improbabile?
      Posso capire che un docente che balbetti forse non sia adatto (eppure chissà, magari sarebbe eccezionalmente bravo nell’ascoltare e capire i ragazzi) ma la maggior parte dei docenti sono persone normali, preparate, attente, sensibili, realmente desiderose di fare un buon lavoro e aiutare i ragazzi. Invece qui si vuol fare passare il messaggio che una persona con tali caratteristiche non sia adatta all’insegnamento e che le brave docenti siano quelle di polso, forti di carattere, carismatiche in grado di tenere la disciplina, magari istrioniche. Proprio come lei. Non la prenda come una critica, io sono più che sicura che lei sia un’insegnante eccellente ma questo significa ribaltare il problema e diffondere un’idea sbagliata dell’insegnante. Un po’ come quelli che vorrebbero Benigni in classe perché lui sì che saprebbe interessare i nostri figli, altro che quei rammolliti dei prof!
      Nella mia esperienza (decimo anno di ruolo) i docenti maggiormente fannulloni sono proprio quelli che sanno tenere meglio la classe. Ricordo una collega che, per non occupare spazio a casa, aveva a scuola il suo armadio personale pieno zeppo di libri: da decenni non preparava una lezione che fosse una. Correggeva e preparava tutto in classe perché nelle sue ore gli alunni non fiatavano. Buon per lei che aveva queste caratteristiche ma farne una discriminante positiva è un’assurdità.
      Ho letto il suo libro. Ci sono spunti interessanti ma la maggior parte delle strategie sono adatte solo al tipo di docente da lei idealizzato: creativo, leader, carismatico, dalla pronta risposta. E chi è normale? Che si arrangi o cambi lavoro. No prof. Milani, sono proprio i presupposti ad essere errati. Mettano prima gli insegnanti nelle condizioni di lavorare e poi cacciamo pure a pedate gli incapaci.
      Buona giornata
      Anna Maria

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    4. Gentile Anna Maria, in questo commento il tono non è stato offensivo. Nell’altro sì. Ho avuto già modo di rispondere a qualcuno che esprimeva delle riserve. Lo metto in conto, quando scrivo.
      Hai letto il libro (ti do del “tu” come si fa fra colleghi), ma dici “Accettare che sia il sistema ad essere sbagliato e non il docente è così improbabile?”. Forse non hai notato abbastanza il concetto da me espresso, che “la colpa” della situazione è del sistema che non offre al docente le condizioni per lavorare. Diciamo che questo concetto è sparso dappertutto, nel blog, e nel libro.
      Il fatto, poi, che a te sembri che “la maggior parte delle strategie sono adatte solo al tipo di docente da lei idealizzato: creativo, leader, carismatico, dalla pronta risposta” non significa che io dica questo, né che sia vero. Forse significa che lo devo sottolineare di più. Se pensassi che solo un insegnante “creativo, leader, carismatico, dalla pronta risposta” è degno di fare l’insegnante, non scriverei il blog né avrei scritto il libro. I consigli che do nel libro vengono seguiti da tanti insegnanti che (come ho molte volte raccomandato nel blog e nel libro) ottengono dei risultati anche se sono “normali”, come dici tu, adattando quello che scrivo al loro carattere e al loro background culturale. Capisco che a te il libro non è stato utile. Anche questo può capitare, no?
      Vedi, Anna Maria, io consiglio di cambiare lavoro solo a chi non riesce in alcun modo, e mai, a fare lezione. Lo ribadisco. Insegnare è difficile. Non basta entrare in classe. Comunque hai ragione e l’ho già detto molte volte: il sistema è sbagliato. Il modo di reclutare è sbagliato. Le esperienze di altri Paesi sono difficilimente paragonabili. Noi, qui, paghiamo decenni di mala-educazione, di incitamento alla stupidità, alla superficialità, al consumismo, ecc. Tutte cose che ho già scritto e che non voglio qui ripetere.
      Sono convinta del fatto che nella Scuola ci siano insegnanti eccezionali. Ci sono tutti, sia nel blog che nel libro. Ma nel libro ci sono più insegnanti di quelli “normali”, che hanno bisogno di un aiuto, di consigli. E io posso offrire la mia trentennale esperienza, i miei studi e la mia continua sperimentazione. Tu non hai bisogno di aiuto, evidentemente. Insegni da dieci anni. Io insegno dal triplo di anni. Mi sembra che qualcosina potrei condividere anche con te, se tu volessi ascoltare. Non mi aspetto che tu mi ringrazi per il tempo che dedico al blog. Mi aspetto, però, che tu abbia il tono di chi capisce che sto cercando di dare un aiuto a chi me lo chiede.
      È il tono del tuo primo commento, ad essere stato sbagliato. Questo, invece, mi è utile: quando scriverò un altro libro, terrò conto anche delle tue osservazioni, delle quali ti ringrazio.
      Ora però, vorrei pregarti di scrivermi in privato, se ti fa piacere, perché, come ho già chiarito, non desidero che questo blog diventi un forum. Solo per questioni di tempo, che non ho.
      Buona giornata anche a te.

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    5. Buongiorno a tutti, vorrei rispondere in merito a questa discussione. Io sono una delle mamme che hanno scritto una mail alla professoressa Milani. Forse è vero che noi mamme siamo molto apprensive ma è anche vero che non si giudica un genitore dopo 3 giorni di scuola. Sopratutto alla prima elementare, che è una novità sia per i bambini che per i genitori, cambia tutto: adesso non si trascorre il tempo solo a giocare, imparare le poesie, colorare.... MA bisogna imparare a scrivere, leggere, contare e imparare anche a "scolarizzarsi".
      Ebbene, io ho scritto questa mail proprio a inizio anno scolastico, perchè mi sono sentita giudicata come madre, visto che dopo SOLO 3 GIORNI DI SCUOLA , l'insegnante mi aveva detto che mia figlia non aveva regole e avrei dovuto punirla...
      Adesso sono trascorsi quasi 6 mesi, io ho imparato a conoscere la maestra e la maestra a conoscere me e si è instaurato un bel rapporto di stima e collaborazione.
      Perchè in fondo,credo che questo è il nostro compito: collaborare insieme per la crescita serena dei nostri figli!
      Purtroppo, le varie notizie che sentiamo in tv, portano noi genitori ad essere un pò più "attenti". Ma essere "attenti" non significa necessariamente essere "prevenuti" nei confronti dell'insegnante.Buona giornata!

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  4. la scuola italiana andrebbe cambiata!punto e stop!ci vogliono investimenti di idee, tempo, denaro per poter risanare una situazione che fa acqua da tutte le parti!!e lo dico dall'interno... si deve cambiare il reclutamento e la formazione degli insegnanti, gli stabili delle scuole, ripensare all'organizzazione dell'obbligo scolastico... la realtà ora è anche quella descritta nel post della prof e continuando così chi fa il proprio lavoro verrà veramente sommerso dai fannulloni!!
    sbaglio o i presidi (o dirigenti che dir si voglia) hanno poco potere contro i fannulloni? possono far qualcosa contro di loro?

    grazie

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  5. E invece purtroppo esistono eccome docenti assolutamente non in grado di gestire la classe! Io stesso fino a qualche anno fa, lo ammetto sinceramente, avevo notevoli difficoltà ad imporre la disciplina, ma in realtà tali difficoltà dipendevano dal fatto che avrei dovuto capire meglio le caratteristiche psicologiche di ogni singolo alunno ed orientare quindi il mio modo di agire.
    Purtroppo è così, si commettono errori di cui molto spesso non siamo neanche consapevoli e questi errori portano a rovinare il rapporto con la classe fino ad un punto di quasi non-ritorno, in cui è difficile giungere ad una soluzione.
    E' comodo dare la colpa agli alunni, se una classe intera non ci rispetta evidentemente è perchè nella relazione qualcosa non funziona e molto spesso è la rigidità metodologica a rovinare tutto, il non conoscere chi realmente abbiamo di fronte, la storia dei nostri alunni, le loro caratteristiche;perfino una frase può ahimè rovinare per sempre il rapporto con una classe.
    In tutto uqesto hanno una grande responsabilità coloro che formano i futuri insegnanti, perchè non li preparano davvero, in due anni di SSIS (Scuola di specializzazione all'insegnamento) mi hanno fatto ripassare le cose che avevo già straimparato all'Università, pochissimi esami di pedagogia evolutiva, che è la disciplina che più conta.
    La conseguenza è che ho dovuto imparare pian piano tutto faticosamente sul campo, a tentoni, propio come un medico inesperto che impara a diagnosticare le malattie tramite l'osservazione.

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  6. Certo, sicuramente il libro mi ha aiutato davvvero molto.......

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  7. Se noi avalliamo la visione secondo la quale quando gli alunni fanno gli asini, per non dir di peggio, la colpa è sempre e comunque dell'insegnante che non è riuscito a rendere interessante la materia / entrare in sintonia / capire le esigenze educative etc. etc., allora è ovvio che tutti gli studenti faranno sempre gli... sciocchi, sapendo che la responsabilità non sarà comunque attribuita a loro. Tutti gli alunni, anzi tutti gli esseri umani, tendono ad avere questo atteggiamento da para.... lumi, para.... fulmini, para.... dossali, insomma ad attribuire ad altri le proprie colpe. Non riesco poi a capire questa storia dell'insegnante che deve guadagnarsi la stima degli alunni. L'insegnante svolge un servizio pubblico. In nessun caso gli studenti sono autorizzati a rumoreggiare per impedirgli di parlare. I passeggeri di un autobus non possono legare un autista impedendogli di guidare con la motivazione che non si è guadagnato la loro stima. E' interruzione di pubblico servizio. Devono lasciarlo guidare, e semmai, dopo, sporgere civilmemte reclamo per come ha guidato.

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    1. Caro lettore, mi sarebbe piaciuto , come ho chiesto molte volte un po' dappertutto, che tu ti firmassi e che salutassi in qualche modo, ma evidentemente non mi sono guadagnata la tua stima e non hai giudicato corretto farlo. Dato che non sei un mio alunno avrei potuto non risponderti, ma lo faccio.
      Tu scrivi partendo dal presupposto che tutto quello che c'è scritto in questo blog (in questo momento ci sono 472 post e 1464 commenti), tutti i ragionamenti, tutte le strategie, significhino avallare "la visione secondo la quale quando gli alunni fanno gli asini, per non dir di peggio, la colpa è sempre e comunque dell'insegnante che non è riuscito a rendere interessante la materia / entrare in sintonia / capire le esigenze educative etc. etc".
      Ti sbagli. Forse questo è quello che sembra a te che evidentemente parti dal presupposto che l'alunno è semplicemente lo spettatore di una lezione nella quale l'insegnante non deve fare altro che esporre un argomento. E forse pensi che, se non capisce, se non si impegna, se non studia, sia, semplicemente, colpa sua, o, comunque, non nostra.
      Non ho scritto più di 400 post per sentire banalizzare tutto come se avessimo tutti (i lettori del blog e io) scritto che i ragazzi sono autorizzati a rumoreggiare per impedire all'insegnante di parlare. O come se io avessi suggerito di permettere tutto, di non pretendere nulla e di spiegare agli alunni che se si comportano male non è affatto colpa loro, precisando che la colpa è dell'insegnante.
      Caro anonimo, sarebbe bello che quando una persona entra in un blog (che non è un forum) si desse la pena di leggere il resto,- se non altro per rispetto, prima di fare affermazioni che non tengono in alcun conto il pensiero dell'autore del blog.
      L'esempio dell'autista dell'autobus, poi, non c'entra nulla, essendo il rapporto fra l'autista e i passeggeri non di tipo educativo.
      Ti saluto.

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  8. Salve io sono una mamma che ha un figlio che fa prima media ma sto avendo dei problemi cn due prof di musica e di matematica e scienze tutte le altre ha dei voti dal 7/8/9/10 i problemi li ho fatti presente alla dirigente.... Ma le cose continuano a chi mi devo rivolgere???? X far allontanare questa prof oltretutto e una coordinatrice e precaria

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    1. Gentile Signora, lei non mi spiega nulla e mi chiede a chi deve rivolgersi per "X far allontanare questa prof oltretutto e una coordinatrice e precaria".
      Prima di tutto se è precaria non c'entra nulla. Poi, chi le fa pensare di avere il diritto di "allontanare" due insegnanti perché lei ha "dei problemi" con loro? Inoltre: e se fosse lei quella che sta creando dei problemi? Da quello che lei mi scrive, non si capisce.
      Saluti

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  9. Buona sera professoressa mi chiamo Domenico,mio figlio da quando è entrato alle medie non vuole fare i compiti e a scuola disturba la lezione. In seconda media ultimamente ci hanno mandato un ulteriore richiamo nel quale gli insegnati si lamentavano che disturbava la lezione e poi cancella le note che ci inviano. Come punizione gli abbiamo tolto telefono e ipad ,per una settimana non potrà uscire con i suoi amici e potrà andare solo a scuola. Questo tipo di punizione pensa che sarà sufficiente per risolvere la questione?

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