La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

INFORMAZIONI PERSONALI

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi. È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", entrambi per Vallardi.

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domenica 10 marzo 2013

“Può la scuola chiamare un genitore e spedire a casa gli alunni?” 358° post

Vittorio mi scrive:
“Buongiorno Professoressa Milani, sono il padre di Igor, 12 anni frequentante la 2° media.
La questione è questa: ieri sono stato chiamato sul cellulare dalla segreteria della scuola, una voce mi diceva che dovevo immediatamente recarmi a scuola per prendere mio figlio. Ero al lavoro a 20 km di distanza e di tutta fretta sono arrivato a scuola scoprendo che mio figlio non stava male, come avevo pensato, ma che, insieme ad altri quattro compagni, facevano baccano nonostante gli ammonimenti dell'insegnante (supplente).
Io ero incredulo, non potevo immaginare che la scuola sia ridotta in queste condizioni. Io mi sono rifiutato di portare a casa mio figlio dicendo al vice preside che secondo me era un fallimento per scuola, era come dire ai ragazzi "state zitti o chiamo la mamma".La scuola questo non se lo può permettere, è un'agenzia educativa...io così sapevo. Io non ho scusato mio figlio, anzi ho detto al vice preside che se ci fossero state le condizioni di una sospensione che lo facesse pure (ma le condizioni non c'erano) ma non mi può chiamare sul lavoro solo perché una prof. non è in grado di tenere la classe. Io penso che un docente deve saper insegnare la sua materia ma deve pure essere in grado di tenere la classe, altrimenti non è un insegnante, non crede? Bene, ora la domanda è questa: può la scuola chiamare un genitore e spedire a casa cinque alunni solo perché una professoressa non riesce a gestirli? C'è un regolamento ministeriale che disciplina questi casi? mi dice dove trovarlo?
La ringrazio in anticipo per il tempo che mi dedicherà...grazie di cuore e buon lavoro. Saluti. Vittorio


E Luisa mi scrive:

“Buona sera, mi trovo nella mia camera a scrivere ad ora tarda tra le lacrime che cadono sulla tastiera. sono disperata e quasi all'esaurimento. Ho trovato il suo blog facendo una ricerca per capire come muovermi su una questione nata questa sera. Spero che con la sua esperienza mi possa aiutare. Le faccio una domanda diretta perché per raccontare la mia storia ci metterei troppo. La scuola (nello specifico dirigente scolastico e/o insegnati) possono in caso il bambino disturbi la classe con urla, buttandosi per terra ecc. chiamare i genitori per portarlo via? e nel caso i genitori si rifiutassero di andarlo a
prendere possono chiamare gli assistenti sociali dichiarando che il genitore è disinteressato al figlio? In questo caso il bambino viene tolto ai genitori? Questo è quello che ci hanno detto. Ora sono perplessa. Può la scuola lavarsene le mani? Abbiamo portato Luca da dottori e anche loro non hanno trovato nulla di "strano” nel bambino e il comportamento avviene solo a scuola. Cosa possiamo fare noi genitori? grazie mille per qualsiasi aiuto possa darmi. Luisa"
                          
Rispondo a tutti e due.
Secondo l’art. 1 dello lo “Statuto delle Studentesse e degli Studenti”, “ La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze, delle competenze e della coscienza critica “.
La Scuola deve accogliere, deve essere educativa. Gli insegnanti, verso gli alunni, devono adottare “la diligenza del buon padre di famiglia”. Non lo dico io, lo dice il codice civile.
Non riesco ad immaginare un padre di famiglia che cerca di mandare via il figlio perché è difficile da gestire. Mi sembra, da parte della scuola, un comportamento assurdo. Mi chiedo come possa il dirigente (che è responsabile) avvallare una richiesta del genere.
È vero che a volte è davvero difficile gestire la classe, ed è ovvio che urge trovare delle soluzioni, quando ci sono casi davvero difficili, ma se la scuola, come soluzione, sceglie il rifiuto non è educativa.
Che cosa può fare un ragazzo di scuola media che non giustifichi una sospensione, ma giustifichi la convocazione urgente di un genitore perché lo venga a prendere? Non riesco ad immaginarlo. Se un insegnante non riesce a gestire cinque ragazzi (maleducatissimi? rumorosissimi?) quale messaggio si dà a loro, ai compagni, alla famiglia, se si telefona per chiedere, in sostanza “Aiuto! Venite a salvarmi! Non riesco a contenere l’esuberanza di cinque alunni! Portatemeli via, vi prego!”. Tutti noi ci troviamo in difficoltà se non riusciamo a contenere l’esuberanza o la maleducazione degli alunni. Ne sono consapevole, e questo blog lo prova. Ma credevo che non venisse in mente a nessuno di rimandare i pacchi indesiderati al mittente.
Hanno detto a Vittorio che non ci sono le condizioni per sospendere Igor. E allora?
Nel caso di Luca la situazione è un po’ diversa: il bambino urla, si butta per terra e potrebbe farsi male. Non conosco bene la situazione, ovviamente. Ma faccio due ipotesi: è un bambino che ha dei  problemi? Gli insegnanti sospettano disturbi del comportamento? Devono convocare i genitori, informarsi sul comportamento del bambino a casa, spiegare al genitore come si comporta in classe, chiedere che cosa ne pensa, suggerire una visita specialistica.
È un bambino viziato che fa i capricci? Devono convocare i genitori, informarsi sul comportamento del bambino a casa, spiegare al genitore come si comporta in classe, chiedere che cosa ne pensa, suggerire di rivolgersi a uno psicologo,  per cercare di capire quali errori possono essere stati commessi dal punto educativo da parte di chi si cura del bambino a casa (genitori? Nonni? Baby sitter?). 
Certo, non possono minacciare una madre di farle togliere il bambino, come sembra di capire dal racconto di Luisa. E se anche non avessero usato quelle parole, questo è il messaggio che è passato. Ed è grave.
Il rapporto genitori/insegnanti deve essere di fiducia e di collaborazione, non di diffidenza e di antagonismo.
Detto questo, cari Vittorio e Luisa, vi suggerisco di prendere in seria considerazione il comportamento dei vostri figli. Secondo me non avrebbero dovuto chiamarvi, ma dovete anche capire che a volte gli insegnanti non riescono a gestire gli alunni, anche perché lavorano in condizioni difficili. Il comportamento che tengono i vostri figli non è quello che ci vuole per vivere serenamente in una classe, e siete voi - per primi- quelli che devono trovare delle soluzioni. A casa, prima di mandarli a scuola. 
Fatemi sapere!

13 commenti:

  1. Ricevo una lettera da "Nonna Pina", che non pubblico perché la trovo aggressiva nei confronti di Vittorio e Luisa.
    Però desidero rispondere alla frase che riguarda me:
    "Professoressa Milani NON deve sempre mandarla calda a tutti i suoi utenti. Tiri, PESANTEMENTE, loro le orecchie. (...). Nonna Pina"
    Prima di tutto, non mi sembra che io giustifichi tutti. Anzi, In secondo luogo: credo di essere io quella che deve decidere che cosa risponde a chi mi scrive. Terzo, ho più volte chiesto di non essere offensivi nei confronti di chi mi scrive. Quarto: ho chiesto di NON URLARE COSI'.
    Quinto: come ho detto cento volte, questo non è un forum e se ci si rivolge a qualcuno che ha scritto a me, lo si fa solo se con gentilezza.
    Infine, si saluta. Così: saluti!

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  2. Concordo pienamente con quanto detto anche se io sfiderei uno di quei genitori a passare qualche giorno in una classe da soli con i ragazzi senza poterli nemmeno sfiorare (nel reale senso del termine).
    Mi è capitato spesso che nelle classi difficili per accompagnare gentilmente un ragazzino al suo posto, per evitare che nuocia a se stesso e agli altri, di sentirmi dire "toglimi le mani di dosso!". Questo perchè i ragazzi spesso si sentono coperti e compresi dai loro genitori.
    Chiederei a tutti genitori che i ragazzi non siano mai scusati davanti agli insegnanti e che in caso di motivate obiezioni e chiarimenti questi vengano fatti in assenza degli alunni.

    P.S. mi fa molto ridere “la diligenza del buon padre di famiglia” ma di quali padri si parla? Di quelli totalmente assenti o inadeguati? Uno dei problemi secondo me è proprio che i ragazzi non hanno più dei genitori e non credo che gli insegnanti debbano o possano sotituire le figure genitoriali, eppure ci viene continuamente chiesto di farlo!

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  3. salve vorrei un informazione,premetto che non ho nulla daridire sulle ns insegnanti,pero' e' successo un caso che voglio raccontarvi,mio figlio 7 anni va a scuola prima elementare..piu' volte ovvero 7 le insegnanti ci hanno tel per andare alla scuola a pulire il bambino che si era sporcato di cacca...secondo loro molto sporco e puzzolente...siamo andati subito e sempre a cambiarlo per poi scoprire che era solo una striscettina di data dal fatto che a quell'eta' nn si puliscono bene bene...pero' si era ormai e li e quindi si cambiava la mutandina...d'accordo con le maestre per evitare sempre la tirintera metto nello zaino il cambio mutandina...dopo qualche tempo succede che il bimbo si sporca veramente tanto,noientrambi al lavoro,e io quel giorno avevo dimenticato il cell a casa...insommail bimbo e' rimasto sporco dalla1 alle 3 circa...noi per vari impedimenti non siamo corsi come sempre pensando anche che fosse la solita striscetta...comunque sia mio marito appena arrivato la e' stato accusato di malcuranza e lui purtroppo sentendosi per piu' volte a distanza di minuti,un padre menefreghista,ha risposto alle maestre purtroppo urlando che noi eravamo al lavoro e nn in giro,inoltre era la prima volta che succedeva questo disguido..ora loro ci faranno una lettera per malcuranza,solo per questo fatto,fino a qualche giorno prima per la scuola era tutto ok...lei che ne pensa....grazie salve

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    1. Prima di tutto: per favore, metti una firma.
      Vorrei qualche dato in più: come mai il bambino a sette anni è in prima? è stato fermato un po' di più alla materna? Il bambino si sporca anche a casa? hai parlato con le bidelle? è accaduto anche ad altri bambini?
      Attendo...

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  4. Cara professoressa Milani,
    sono una docente, ancora precaria, di lingua straniera. Mi chiedo, le chiedo: è fattibile, nell'attuale scuola italiana, l'accondiscndenza da parte dell'insegnante verso gli alunni (gli stessi alunni che minacciano di fare un video di nascosto all'insegnante e pubblicarlo su internet, che prendono l'insegnante a sberleffi e quasi diventano bulli con lui o lei). E, andando su tutt'altro versante, è fattibile l'integrazione degli alunni stranieri (quelli che non conoscono una parola di italiano, perché arrivati qui da noi da poco, e però sistemati in classi dove, almeno sulla carta, il programma scolastico è già avanzato)?
    Certo, non pretendo soluzioni a questi interrogativi, fondamentali, converrà con me, perché riguardano la base stessa su cui poggia il sistema scolastico nostrano. Ma mi permetta, quanta ipocrisia! E poi, io non ho ancora la fortuna di essere madre, ma non penso che una buona madre sia quella che dà sempre e comunque ragione al figlio. La famiglia è il primo fulcro della società, laddove essa sia carente (e oggi - dico quello che penso e vedo tutti i giorni - è carente spesso) la scuola debba dare una risposta chiara e forte. Quindi sì, se è necessario il genitore o chi per lui va a riprendersi il figlio che col suo comportamento sta compromettendo il regolare andamento delle lezioni, precludendo agli altri le possibilità a cui hanno diritto e preparando a se stesso una strada non buona. La durezza viene dalla verità.
    Alessia da Potenza

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  5. BUON GIORNO
    QUESTA MATTINA MI HANNO CHIAMATO DA SCUOLA CONVOCANDOMI PER MIO FIGLIO E ALTRI RAGAZZI, IO PARLO PER MIO FIGLIO E' UN RAGAZZO MOLTO IRREQUIETO E NON RIESCE A STARE FERMO FACENDOSI TRASPORTARE, IO LE HO PARLATO CON TRANQUILLITA' NELLA PRIMA PAGELLA PER IL VOTO DEL COMPORTAMENTO, LA MIA DOMANDA E' PUO' ESSERE RESPINTO? A SCUOLA L'HANNO PURE INSULTATO DA PARTE DI INSEGNANTI E UNO A DATO UN PACCA DIETRO LA NUCA, IO SONO MOLTO PACIFICA E NON VORREI ARRIVARE A PROVVEDIMENTI FORTI. GRAZIE ANTICIPAMENTE DELL'AIUTO E SPERO DI ESSERE IN TEMPO PERCHE' MIO FIGLIO NON PERDA L'ANNO.

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    1. Buongiorno. Non ha messo la firma, ma le rispondo lo stesso. Lei scrive: "IO SONO MOLTO PACIFICA E NON VORREI ARRIVARE A PROVVEDIMENTI FORTI." Ma quale provvedimenti forti vuole prendere? Lei signora deve concentrarsi sul comportamento di suo figlio. Già nella pagella del primo quadrimestre (non so di che scuola perché non me lo ha scritto) suo figlio aveva preso un brutto voto di condotta. Lei gli ha parlato tranquillamente? Doveva parlargli molto severamente, invece. Perché gli ha parlato tranquillamente? Lei dice che suo figlio si fa trasportare. E questo secondo lei lo giustifica? A me sembra proprio di no. E poi: lo sa che molte mamme danno la colpa ai figli degli altri? Ed è per questo che i figli diventano sempre peggio. Guardi signora, il mio consiglio è questo:
      non parli di "provvedimenti forti" perché non è nella posizione di farlo: la colpa è di suo figlio. La pacca dietro la nuca non va data, ma (a parte il fatto che bisogna vedere bene come sono andate le cose e io non posso saperlo) bisogna vedere perché l'insegnante ha perso le staffe. Magari suo figlio lo ha mandato a quel paese, chissà. L'insegnante avrebbe potuto sporgere denuncia, così prendeva lui un provvedimento forte". Se prende 5 di condotta viene bocciato (e fanno benissimo a bocciarlo). Di solito gli insegnanti evitano di darlo. Se lo danno vuol dire che si comporta in modo pessimo e in quel caso lei dovrebbe essere la prima a volere che venga bocciato. Lei scrive: "Spero di essere in tempo perché mio figlio non perda l'anno" : si comporta così male e lei vuole aiutarlo? Non lo faccia. Suo figlio deve comportarsi bene e lei deve lasciare fare ai professori.
      Spero che questi miei consigli le siano utili. Un saluto

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  6. Gentile professoressa Milani,
    Le scrivo per raccontarle di una situazione tremenda che sto vivendo. Sono una supplente di Lettere al mio primo incarico, una terza media di 30 alunni. La classe è difficilissima da gestire, tutti i professori hanno problemi con i ragazzi, ma in particolar modo io. Sono arrivata da poco e i ragazzi se ne approfittano perché mi vedono troppo giovane e con me si sentono liberi di esprimersi (parole pronunciate dagli stessi alunni). I ragazzi sono irrispettosi nei miei confronti, mettono continuamente in discussione le mie valutazioni,pretendono di raggiungere ottimi risultati con il minimo sforzo, mi rispondono come se fossi la loro sorella maggiore, non seguono le spiegazioni e parlano anzi urlano di continuo. I casi limite sono tre e si tratta di veri e propri bulli: minacciano i compagni con coltelli, mi rispondono con parolacce, nei momenti di silenzio iniziano a creare confusione, si alzano di continuo, cantano, ballano etc....io e gli atri insegnanti abbiamo segnalato questa situazione al preside che però ha deciso di non prendere nessun provvedimento disciplinare. Qualche giorno fa sono venuta a sapere dai colleghi che alcuni genitori hanno convocato il preside e tra le proposte avanzate dagli stessi genitori per risolvere il problema di questa classe c'è quella di mandarmi via perché io non so tenere gli alunni. Ma siamo alla scuola materna dove bisogna saper tenere i bambini con i disegni e i giochi?E soprattutto il preside può prendere un provvedimento simile nei miei confronti?
    Anna

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  7. SALVE PROFESSORESSA MILANI,
    LE SCRIVO PER RACCONTARLE UNA VICENDA ACCADUTA IN QUESTI GIORNI NELLA CLASSE DEL MIO BIMBO (TERZA ELEMENTARE, IERI LA MAMMA DI UN COMPAGNO DI CLASSE DI MIO FIGLIO è STATA CHIAMATA DALLA DIRIGENTE PER AVVISARLA (A 10 GG DALL'INIZIO DELLA SCUOLA) CHE SUO FIGLIO (ALBANESE) (CHE è DISLESSICO CON TANTO DI CERTIFICATO) NON POTRA' PIU' RIENTRARE NELLA SUA CLASSE, PERCHE CI SONO GIà 2 BIMBI CHE USUFRUISCONO DELLA MAESTRA DI SOSTEGNO E CON LUI SAREBBERO 3!!!
    DANDOGLI L'OPORTUNITA' DI SCEGLIERE TRA UNA CLASSE DELLO STESSO ISTITUTO O UNA CLASSE DI UN ALTRA SCUOLA (MA DELLO STESSO CIRCOLO!!!)
    PREMETTO CHE IN CLASSE SONO SOLO 20 BAMBINI E LE MAESTRE E TANTO MENO I GENITORI NOO SI SONO MAI LAMENTATI DELLE TROPPE MAESTRE DI SOSTEGNO.
    ECCO IO MI CHEIDO PUO' UNA DIRIGENTE FARE UNA COSA DEL GENERE?
    SPOSTARE DI PUNTO IN BIANCO UN BAMBINO CHE GIà HA LE SUE DIFICOLTà, A QUESTO AGGIUNGIGLI IL CAMBIARE MAESTRE, COMPAGNI DI CLASSE....ECC
    E POI PERCHE' SCEGLIERE LUI E NON UN'ALTRO BAMBINO (E PREMETTO CHE NON SAREBBE STATO GIUSTO LO STESSO!!!)
    MA PER LEGGE SI PUO' FARE UNA COSA DEL GENERE??
    UN GENITORE SI PUO' OPPORRE A QUESTA DECISIONE O LA DEVE ACCETTARE RASSEGNATA?

    GRAZIE IN ANTICIPO PER UNA SUA RISPOSTA.
    SALUTI

    TIZIANA

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    1. Gentile Tiziana, direi che la Dirigente può farlo, e concordo sul fatto che tre maestre di sostegno in una classe di venti alunni sono troppe, perché ci possono essere dei momenti in cui ci sono quattro maestre e 20 alunni. Non sono i genitori quelli che possono decidere se didatticamente sia o no un bene. Nelle scuole capita che ci siano degli spostamenti e sono sempre per il bene della classe e dei bambini. Perché scegliere lui e non un altro? Non posso saperlo perché non conosco nulla della situazione della classe. Immagino, però, che la scelta sia stata fatta dalla dirigente e dagli insegnanti, che sicuramente sono stati in qualche modo consultati.
      Spero che questo possa aiutare lei e la mamma del bambino Saluti

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  8. buonasera gentile professoressa. le voglio presentare la difficile situazione che si sta verificando in classe di mia figlia che frequenta la III media. dall'anno scorso è stato inserito nella sua classe un ragazzo difficle, di un anno più grande perchè ripetente, proveniente da un'altra classe dello stesso istituto di un altro plesso. il ragazzo con evidenti disturbi di comportamento era stato allontanato dopo aver cagionato danni ad alunni e professori. i genitori hanno sempre rifiutato di sottoporlo a visite specialistiche, imputando gli atteggiamenti del ragazzo a traumi acquisiti durante il percorso scolastico. qualsiasi tentativo di trovare intesa con la famiglia è fallito. il ragazzo è bullo, disturba la classe, fuma dovunque, importuna i ragazzi ed i professori, distrugge scarpe vestiti e corredi scolastici. inoltre subisce evidenti violenze domestiche. già quando frequentava l'altra classe, si richiese l'inrervento dell'assistente sociale, che per motivi nn chiari, ritenne nn necessario il suo intervento. ora i nostri ragazzi sono esausti. dopo aver tentato in ogni modo di coinvolgerlo ed integrarlo, si trovano a nn voler più andare a scuola. rimpiangono i tempi in cui in classe si faceva lezione in tranquillità (ovviamente sono indietro col programma in quanto nn è possibile fare leione in nessun modo). se sospeso, i genitori lo portano comunque a scuola xchè nn è in grado di stare a casa da solo quando loro lavorano (il ragazzo ha tre gemelli ed un fratello di un anno più piccolo, è nato con asfissia cerebrale e per lui i genitori hanno sempre rifiutato il sotegno). l'altro ieri si è ferito a sangue in classe. per fortuna nella scuola c'eravamo noi genitori a parlare con la preside e abbiamo appurato da vicino l'assurdità della situazione. è stato sospeso per 7 giorni. ora pensiamo a quando tornerà. perchè se umanamente ci dispiace, dall'altro lato nn ci sentiamo tutelati. il comune nn ha l 'assistente sociale, i carabinieri ci dicono che loro nn possono fare niente e la dirigente è esausta. come possiamo muoverci? tra l'altro la scuola è in un'area a rischio. anche le relazioni e le interelazioni sono difficili da gestire.
    mi perdoni se sono stata confusa, lunga ecc..ma è davvero difficile scrivere tutto quello che si è passato in questo anno e mezzo
    rosanna

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    1. Cara Rosanna, capisco benissimo la situazione.Personalmente, sia come madre che come insegnante, scriverei una lettera (da far protocollare facendosi dare il numero di protocollo, o mandandola come raccomandata con ricevuta di ritorno) nella quale si dice che si vuole INFORMARE FORMALMENTE di quello che accade in classe, e si descrive la situazione, nel modo più obiettivo possibile (cioè senza trarre conclusioni e senza esprimere giudizi o raccontare dei "sentito dire") COME SE FOSSE NUOVA, senza fare riferimento a quello che avete già fatto senza ottenere aiuto; chiedete che vengano svolte indagini ed eventualmente presi provvedimenti che tutelino la salute psicologica, l'incolumità dei ragazzi (compreso il ragazzo che si è ferito) e degli insegnanti, e che garantiscano il diritto allo studio, che in quella situazione evidentemente non può essere esercitato.
      Concludete la lettera dicendo che, nel caso in cui accada qualunque incidente, i destinatari della lettera verranno considerati responsabili, perché né i ragazzi né gli insegnanti hanno il potere di intervenire e perché con questa lettera sono stati tutti avvertiti. Mandate la lettera al dirigente della scuola, al dirigente dell'Ambito Territoriale per la provincia di ......../ Ufficio Scolastico Regionale (MIUR), al Comandante dei Carabinieri, all'Asl di riferimento (ufficio Minori), al sindaco, all'Ufficio minori del Comune, ecc. e a tutti quelli che le vengono in mente. Il discorso è questo: che cosa ce ne importa se non c'è l'assistente sociale? Che ne assumano uno! Non hanno i soldi? Che li chiedano allo Stato. Quando qualcuno si fa male che cosa dicono "Oh! Non lo sapevamo!"
      Bisogna cominciare a pretendere. Una cosa è certa: gli insegnanti non hanno possibilità di fare nulla, altrimenti lo avrebbero già fatto. E il dirigente, se ha già chiamato tutti, lo stesso.
      Credo che così facendo non potranno lavarsene le mani e fare a scarica barile tanto facilmente.
      Aggiungo: sono tutti obbligati a rispondere per iscritto entro trenta giorni.
      Mi faccia sapere!

      Elimina
    2. gentile professoressa,
      intanto grazie mille per l'attenzione posta al nostro caso. intanto,dopo l'accaduto il ragazzo ha disertato la scuola per diversi giorni(circa 15)per poi tornare come se nulla fosse.vani i tentativi di mediazione con la famiglia.ora faremo come lei mi dice. invieremo lettere a tutti!!!grazie mille. la aggiornerò

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