Continuazione del post n° 483 “Il coraggio di cambiare (per genitori).
Terza parte. “
…
6. Non parlate mai male degli
insegnanti davanti ai vostri figli. Per nessun motivo. Neanche se vi sembrano i
peggiori insegnanti del mondo. “Ma veramente ti ha dato 10 esercizi? Ma è
matto?”, “Ma cosa vuole quella lì da te?”, “La nota non te la firmo perché non
è giusta”, “Che cosa gliene frega a lei di quello che tu mangi a casa?”, “Ce
l’ha con te?” “Digli che sono affari tuoi!”, “Vieni qui che te la spiego io,
perché quella non sa neanche spiegare”, “Ma che cosa sono tutte queste note? Quella
lì ora mi sta proprio rompendo le palle” “Lascia perdere. Domani ci vado io a
sentire e la metto a posto una volta per tutte.” “Ti ha dato 5? Ma se te l’ho
sentita io e la sai benissimo!”. Frasi come queste sono assolutamente
controproducenti, dannosissime, per il rapporto fra alunno e insegnante. E
anche per quello fra genitore e insegnante.
7. Abituate i vostri figli (bambini
o ragazzi che siano) ad andare a letto presto. Se dormono poco, a scuola
dormicchiano o si comportano male. Dire “io glielo dico, ma loro non mi
ascoltano” non è una giustificazione. Se non riuscite voi a farvi ascoltare, perché
dovrebbero riuscirci gli insegnanti?
8. Abituateli a preparare i
libri la sera prima. Se non hanno tutti i libri e i quaderni non possono
lavorare e non hanno il compito svolto.
9. Abituateli a fare
colazione a casa. La colazione deve essere sana: venti centimetri di pizza
comperata all’alimentari all’ultimo momento non sono una buona colazione. Li
abitua a spendere di più e spesso li fa entrare a scuola in ritardo.
10. Se dimenticano un libro a
casa, non glielo portate. Devono imparare a pensare da soli al materiale da
portare. E devono subire l conseguenze dei loro errori.
11. Collaborate con gli
insegnanti: se rimproverano vostro figlio, rimproveratelo anche voi. Non
cercate di giustificarlo per giustificare voi stessi. A volte, per esempio
quando non firmate una comunicazione, il rimprovero è per voi, prima che per
lui. Siate sinceri con voi stessi: è giusto, e per questo dovete accettarlo.
Altre volte il rimprovero è
per lui. Non tentate di risparmiarglielo. Non lo aiutate. E, soprattutto, non
lo consolate con frasi come “Ma non ti preoccupare. Non importa se il maestro
ti ha rimproverato. Sei bravissimo!” I bambini e i ragazzi non sono fragili
come credete. Ma lo diventeranno, se eviterete loro ogni problema.
12. Non fate mai i compiti a
vostro figlio, neanche se è piccolo. I compiti sono suoi e li deve fare lui, da
solo. Se glieli fate voi non lo aiutate a crescere.
13. La lezione la deve
spiegare l’insegnante. Voi non siete insegnanti e non dovete sostituirvi a lui.
14. Se l’insegnante dà tre
esercizi e a voi sembrano pochi, non aggiungetene altri due. Non siete voi gli
insegnanti.
15. Se l’insegnante dà otto
esercizi e a voi sembrano tanti, non fate commenti. Se vostro figlio, pur
impegnandosi, non riesce a finirli, lasciatelo andare a scuola con il compito
incompleto. Se il bambino è piccolo dite alla maestra “ha provato a farlo, ma
non ci è riuscito”. Se il bambino non impara, l’insegnante se ne deve accorgere,
per programmare le sue lezioni.
16. Se vostro figlio non ha
capito come si fa un esercizio, non lo aiutate spiegandogli voi come si fa.
L’insegnante deve accorgersi del fatto che non ha capito, altrimenti va avanti.
E’ tollerato solo un aiutino, da parte vostra.
17. Se vostra figlia litiga
con una compagna non vi intromettete e, soprattutto, non cercate di manovrare
le cose a favore di vostra figlia. Niente “E lei che cosa ha detto? E tu che
cosa hai risposto? E perché non ti ha invitato?”, ecc. Devono imparare a
gestire i problemi da sole.
18. Se un bambino prende le
matite di vostro figlio non piombate subito dalla maestra per protestare. La
maestra ha ben altro da fare che tenere il conto delle matite di ciascuno.
Siete voi che dovete insegnare a vostro figlio che può prestare le sue cose, ma
che deve controllare che non gliele prendano. E dovete insegnargli che se
qualcuno gli fa del male deve dirlo subito all’insegnante. E se vostro figlio
dice alla maestra che un compagno gli ha rubato una penna non vi aspettate che
chiami i carabinieri o si improvvisi detective o giudice. Lasciate fare a lei.
19. Se vostro figlio si
stanca presto di fare i compiti e di studiare, controllate che non abbia
problemi di salute o di vista. Se tutto va bene, non vi impietosite. Faticare
gli insegna ad affrontare le fatiche della vita.
20. Non portate voi il suo
zaino, se non ha problemi fisici particolari. Un po’ di fatica fisica gli fa
bene.
21. Insegnategli che deve
rispettare le regole e deve tenere sempre un comportamento corretto. Fategli
notare spesso che anche voi rispettate le regole. Bisogna dare il buon esempio.
22. Non mandate a scuola
vostro figlio come se andasse a una sfilata di moda. E non gli date l’ultimo
modello di iPhone. Così facendo gli insegnate a considerare importanti gli
oggetti costosi. E gli insegnate che l’apparenza è più importante della
sostanza.
23. Cari genitori, dovete
avere la voglia e il coraggio di cambiare. Se la società consumistica vuole
educare i nostri figli a diventare persone incapaci di affrontare le difficoltà
della vita, noi possiamo opporci. Prima di tutto come genitori. I genitori sono
quelli che possono fare di più.
Subito dopo vengono gli
insegnanti. E non viceversa.
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