Emilia mi scrive:
“Gentile professoressa Milani, è
la prima volta che seguo un blog con tanta attenzione ed interesse ed è la
prima volta che mi rivolgo ad una persona che conosco solo virtualmente per
chiedere un consiglio. Sono una supplente di lettere non proprio giovanissima
(ho 29 anni e tra poco ne compirò 30) ma alle primissime armi. Le racconto
brevemente il mio breve percorso da insegnante. Dopo quasi 2 anni di iscrizione
alle graduatorie finalmente a marzo sono stata chiamata per la mia prima
supplenza che è durata inizialmente un mese ma che da pochi giorni è
ricominciata. Sull'onda dell'entusiasmo, visto che l'insegnamento è sempre
stato il lavoro dei miei sogni, ho lasciato un lavoro di ufficio "sicuro"
per gettarmi in quest'avventura. Mi sono state assegnate una prima e una terza
media e devo ammettere che i primi giorni sono stati durissimi (e purtroppo a
marzo non conoscevo ancora il suo blog!). La prima media a detta di tutti i
miei colleghi era un'ottima classe ma con me all'inizio si è rivelata
completamente diversa e molto turbolenta. Ho cercato di non perdermi mai
d'animo e di chiedere consiglio ai miei colleghi e alla fine anche grazie
all'aiuto dell'insegnante di sostegno che si è rivelata un'ottima
collaboratrice, sono riuscita a riportare la calma e a creare un clima sereno e
abbastanza tranquillo. Con la terza media il discorso è stato completamente
diverso. Mi avevano parlato di una classe molto turbolenta e difficilissima da
tenere ma fin da subito ho riscontrato anche un'altra serie di problemi di
difficile risoluzione. La prima cosa è la costante mancanza di attenzione e
disinteresse verso qualsiasi cosa spieghi. Ho provato sia ad attenermi al libro
che a spaziare ma il risultato è stato sempre lo stesso: disinteresse totale.
Mai una domanda, un'osservazione niente di niente... in classe sono 22 e di
questi più di un terzo è a rischio bocciatura. Imporre la disciplina è molto
difficile; con me non hanno dei comportamenti "eccessivi" ma chiacchierano
moltissimo e quando riesco a riportare il silenzio si limitano ad essere
apatici e comunque continuano a non ascoltare. Mi hanno detto più volte che il
programma scolastico a loro non interessa e quello che al momento mi sta
mancando è un modo per renderlo interessante! Ricordo che anch'io a scuola ero
spesso annoiata dalle spiegazioni dei professori ma ero una ragazza
coscienziosa e studiavo lo stesso. Sono una ragazza molto calma e pacata,
dall'aspetto rassicurante e mite e ho sempre paura che questo mi possa
svantaggiare. Un mio "punto di forza" è sicuramente l'empatia ma di
contro sono anche molto insicura e autocritica. Con la terza media ho
instaurato un rapporto strano, ho dimostrato più volte di saperli comprendere e
per questo mi sono guadagnata la loro stima sul piano umano ma non su quello
professionale. Mi ripagano stando abbastanza tranquilli e confidandosi con me
ma questo non appaga il mio senso di frustrazione perché giorno dopo giorno mi
rendo sempre più conto che sul piano prettamente didattico non sto lasciando
loro nulla... tra poco avranno gli esami e le loro mappe concettuali sono
povere di idee e tristemente uguali, provo a lanciare degli input ma cadono
tutti nel vuoto.. cosa mi consiglia per rendere le lezioni più stimolanti?
Il libro è arrivato! Lo sto
leggendo con grande interesse e vorrei averlo ricevuto prima di iniziare ad
insegnare! Userò l'estate per cercare di fare tesoro dei consigli presenti nel
libro e nel blog! Un'altra cosa che le volevo chiedere è se ha da consigliarmi
qualche testo con attività da far fare ai ragazzi durante le supplenze di uno o
due giorni... quando mi è capitato li ho lasciati liberi di svolgere i compiti
per le ore successive e ovviamente mi sono trovata precisamente nella
situazione da lei descritta: "un bovaro di fronte ad una mandria
imbizzarrita!!". La ringrazio ancora per il libro, per la passione che
trasmette nel suo blog e per il tempo che dedica a noi colleghi! Io ogni giorno
sono piena di dubbi e di paure ma anche di voglia di imparare! Un caro saluto,
Emilia”
Cara Emilia,
hai solo trent’anni e mi sembra che tu
sia sulla buona strada. Intendo dire che hai chiesto aiuto a colleghi più
esperti. Vedo che hai già individuato qualche tuo errore. Sei a metà dell’opera.
Ora leggerai il libro e vedrai che ti sembrerà tutto più chiaro.
La prima media che con te si è rivelata
turbolenta è l’esempio di quello che accade quando lasci cadere le redini: hai
perso il controllo forse perché hai preso sottogamba la classe che ti era stata
definita come “ottima”. Ma leggo che poi hai risolto il problema.
Per la terza: probabilmente l’insegnante
che ti ha preceduto ha abituato i ragazzi a non intervenire. La classe diventa
come viene educata: gli insegnanti che parlano molto con gli alunni, quelli che
li sollecitano ad intervenire hanno classi attive. Gli insegnanti che intendono
la lezione come qualcosa che va a senso unico, hanno classi noiose e poco
collaborative. Sono sicura che quando avrai una classe per l’anno intero e per
i tre anni, la farai diventare una classe interessante e interessata.
Vuoi sapere come rendere le
lezioni più stimolanti? Studia! Leggi! Pensa! Prova! Tutto può diventare una
lezione interessante. Basta che tu ti abitui a guardare tutto come una
possibile lezione!
Leggi anche questo post "Tutto può diventare una lezione coinvolgente".
Quando avrai finito il libro,
fammi sapere!
Buona estate!