Carmen mi scrive (ho "mescolato" due sue lettere):
"Gentilissima prof. Milani, sono un'insegnante di scuola
media superiore di 40 anni. Dopo aver lavorato per 10 anni in aziende
private e avendo sempre avuto nel cuore l'insegnamento, ho deciso 3 anni fa di
diventare insegnante. Non sono abilitata ma, essendo laureata in ingegneria,
tutti gli anni riesco ad ottenere una supplenza di matematica o di fisica. Ho
avuto sempre supplenze in istituti tecnici o professionali (nelle classi prime
e seconde), dove i ragazzi solitamente sono più turbolenti rispetto ai
licei (forse anche per questo mi trovo in difficoltà), ma non ce la faccio più
e devo trovare il modo di risolvere il problema del rispetto.
In pratica durante le mie lezioni
accade questo: i ragazzi nel migliore dei casi non stanno attenti,
chiacchierano tra di loro e giocano col cellulare, non mi considerano proprio
anche se li richiamo, è come se non fossi presente il aula. Nel peggiore dei
casi invece prendono in giro (anche volgarmente), urlano, tirano sedie per
terra facendo un fracasso tremendo, corrono in aula e così via; tant'è che
qualche volta sono intervenuti i colleghi delle classi adiacenti perché
non riuscivano a far lezione a causa del rumore (s'immagini il mio imbarazzo,
anzi la vergogna; stamani ho mandato uno dei rappresentanti di classe a
chiamare la vicepreside ma non è servito a nulla: appena se n'è andata tutto è
ricominciato...
Con altri colleghi invece sono
agnellini, si alzano in piedi quando entrano in classe e non si sente volare
una mosca... invece quando entro io in aula sembra che arrivi la scema del
villaggio, con la quale si può fare ciò che si vuole.
Mi sono chiesta il perché di tale
comportamento: forse dipende dal mio aspetto fisico che li irrita (sembro
molto più giovane, sono bruttina e vesto sempre in jeans e maglione); oppure le
mie lezioni non sono ritenute interessanti, oppure sono antipatica come persona, non
lo so... so solo che in questi anni ho provato varie strategie: essere
severa, essere disponibile, minacciare, essere accondiscendente, parlare dei
loro problemi, mostrarmi interessata al loro futuro, dirgli che non me ne frega
nulla di loro e della loro vita, zittirmi quando parlano loro, urlare a
squarciagola, chiamare in classe il preside, fare lezione al muro facendo finta
che loro seguissero mentre invece parlavano tra di loro, rispondere per le rime
alle offese, far finta di non sentire quando mi urlano improperi, parlare coi
genitori, dare il debito, e chi più ne ha più ne metta.... Ho avuto soltanto
pochissime soddisfazioni da qualche alunno motivato che, nonostante tutto
il marasma, è riuscito a seguire le lezioni ed a conseguire la sufficienza.
Che devo fare secondo lei? Di
rinunciare all'insegnamento non me la sento, anche perché non voglio rinunciare
ad un lavoro solo perché una massa di maleducati che non ha voglia di studiare
si comporta così!
Non so più che fare; forse ho avuto
sfortuna a capitare in un istituto professionale perché magari al liceo i
ragazzi sono più educati e si riesce a fare lezione; però quest'anno è così, e
quindi devo trovare un modo per sopravvivere fino a giugno. A me basterebbe che
stessero buoni, perché ho paura che mi licenzino dato che non so tenerli e non
posso permettermelo perché ho una bimba piccola da crescere... non ho
intenzione di cambiare lavoro per colpa di ragazzi maleducati, e poi a 40 anni
chi mi prenderebbe a lavorare???
Voglio insegnare perché mi piace e
perché so di poter trasmettere qualcosa; ma se hai sfortuna di avere classi
così che devi fare?
Ma perché fin dalle elementari la
scuola non li mette in riga questi maleducati?
Mi potrebbe dare qualche suggerimento?
Gliene sarei davvero grata!!!
La saluto cordialmente
Carmen"
Cara Carmen, nell'attesa di
risponderti, vorrei che tu leggessi il post
Subito dopo, leggi queste tue
parole:
- non ce la faccio più
- non mi considerano proprio
anche se li richiamo, è come se non fossi presente il aula
- qualche volta sono
intervenuti i colleghi delle classi adiacenti perché non riuscivano a far
lezione a causa del rumore
- stamani ho mandato uno
dei rappresentanti di classe a chiamare la vicepreside
- appena se n'è andata
tutto è ricominciato...
- quando entro io
in aula sembra che arrivi la
scema del villaggio
- forse dipende
dal mio aspetto fisico che li
irrita (sembro molto più giovane, sono bruttina e vesto sempre in
jeans e maglione);
- oppure le mie lezioni non sono ritenute
interessanti,
- oppure
sono antipatica come persona, non lo so...
- essere accondiscendente
- chiamare in classe il
preside
- fare
lezione al muro facendo finta che loro seguissero mentre invece parlavano tra
di loro,
- far finta di non sentire quando
mi urlano improperi
Intanto,
facciamo un po’ di verifica dell’apprendimento :-))) : vediamo, se fra i lettori
che mi seguono da più tempo e che hanno letto anche il libro c’è qualcuno che immagina come risponderò. Che
cosa ne dite? Volete provare?