La professoressa Isabella Milani è online

La professoressa Isabella Milani è online
"ISABELLA MILANI" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy dei miei alunni, dei loro genitori e dei miei colleghi. In questo modo ciò che descrivo nel blog e nel libro non può essere ricondotto a nessuno.

visite al blog di Isabella Milani dal 1 giugno 2010. Grazie a chi si ferma a leggere!

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all'indirizzo

professoressamilani@alice.it

ed esponi il tuo problema. Scrivi tranquillamente, e metti sempre un nome perché il tuo nome vero non comparirà assolutamente. Comparirà un nome fittizio e, se occorre, modificherò tutti i dati che possono renderti riconoscibile. Per questo motivo, mandandomi una lettera, accetti che io la pubblichi. Se i particolari cambiano, la sostanza no e quello che ti sembra che si verifichi solo a te capita a molti e perciò mi sembra giusto condividere sul blog la risposta. IMPORTANTE: se scrivi un commento sul BLOG, NON FIRMARE CON IL TUO NOME E COGNOME VERI se non vuoi essere riconosciuto, perché io non posso modificare i commenti.

Non mi scrivere sulla chat di Facebook, perché non posso rispondere da lì.

Ricevo molte mail e perciò capirai che purtroppo non posso più assicurare a tutti una risposta. Comunque, cerco di rispondere a tutti, e se vedi che non lo faccio, dopo un po' scrivimi di nuovo, perché può capitare che mi sfugga qualche messaggio.

Proprio perché ricevo molte lettere, ti prego, prima di chiedermi un parere, di leggere i post arretrati (ce ne sono moltissimi sulla scuola), usando la stringa di ricerca; capisco che è più lungo, ma devi capire anche che se ho già spiegato più volte un concetto mi sembra inutile farlo di nuovo, per fare risparmiare tempo a te :-)).

INFORMAZIONI PERSONALI

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La professoressa Milani, toscana, è un’insegnante, una scrittrice e una blogger. Ha un’esperienza di insegnamento alle medie inferiori e superiori più che trentennale. Oggi si dedica a studiare, a scrivere e a dare consigli a insegnanti e genitori. "Isabella Milani" è uno pseudonimo, scelto per tutelare la privacy degli alunni, dei loro genitori e dei colleghi.È l'autrice di "L'ARTE DI INSEGNARE. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi", e di "Maleducati o educati male. Consigli pratici di un'insegnante per una nuova intesa fra scuola e famiglia", e "L'uovo di Colombo", Metodo per capire bene" tutti per Vallardi. Ed è autrice di un romanzo, "Nei suoi panni", che trovate su AMAZON. Potete seguirla sul sito professoressamilani.it e su Instagram e su Facebook.

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Visualizzazione post con etichetta mio figlio è stato bocciato. Mostra tutti i post
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martedì 1 luglio 2014

"Bocciature ingiuste". Prima Parte. 466° post

Ho ricevuto una grande quantità di lettere di ragazzi bocciati e di genitori di ragazzi bocciati. Visto che non ce la faccio a rispondere a tutti singolarmente, lo faccio a tutti contemporaneamente, sul blog. Ho fatto una scelta delle lettere, rappresentative un po' di tutte le altre. Ecco come viene vissuta una bocciatura, non solo dagli alunni, ma anche dai genitori.

“Salve professoressa Isabella,mi chiamo Amir e ho 18 anni, sono venuto in Italia nel 2008, nel mio paese avevo finito la 5 elementare ed ero stato promosso, quando sono venuto in Italia invece di iniziare la prima media i miei avevo preferito che io rifacessi la quinta elementare cosi riesco ad acquisire un po' di italiano..
Quindi questo episodio ha fatto si che io perdessi un anno.. ma in realtà mi è servito e da li non sono stato piu bocciato fino a quest' anno dove ingiustamente ho perduto un anno.. E vorrei raccontare a lei la storia ovvero come sono successe le cose per sentire le sue parole e i suoi consigli..Quest'anno cioè la terza superiore nella ragioneria..ho iniziato bene l'anno dandomi da fare e alla fine del prima trimestre, ho avuto 2 materie sotto ( italiano e storia ) con una professoressa a cui non le sto molto simpatico.. durante il secondo periodo ovvero la prof mi fa svolgere due verifiche di recupero una per italiano e una per storia.. e ho avuto dei buoni risultati 7+ di storia e 6 di italiano.. sempre nel secondo periodo ho iniziato bene ma verso la fine tutto andava male.. e quindi mi sono ritrovato 3 materie a rischio.. ho lottato per togliermele e non ce la facevo.. quelle 3 materie erano: Italiano, economia e matematica.. Un giorno quella prof a cui le stavo antipatico disse " io faccio la media del primo trimestre e il secondo" e io nel secondo periodo di storia ho avuto 5 di storia e facendo la media con il primo 5+7 diviso 2 fa 6.. e un giorno davanti a tutti i miei compagni le avevo parlato e le ho chiesto prof ma se la mia media del primo e il secondo io ho 6 , e lei mi rispose cosi " eh ma io ti metto 5 "
con tutti ha fatto la media e tutto tranne che con me...
E' per questo ho perso un'altro anno.. ho perso un'altro anno cosi ingiusto in questo modo.. doloroso e inspiegabile..
Mi ha ferito troppo prof.. troppo mi hanno lasciato un fosso qui dentro.. non me la aspettavo ma sono stati ingiusti..
quando hanno chiamato a casa per comunicare ai miei genitori che non sono stato ammesso, hanno detto lo abbiamo fermato per farlo maturare, ma non in questo modo. Ma la scuola è in questo modo che fa maturare i ragazzi.. in questo modo ingiusto.. poi a me..
(vedo altri miei compagni che sono stati rimandati nonostante le loro assenze ecc.. e io che ho fatto 12 assenze durante l'anno ecc.. fanno cosi con me.. )E' ingiusto .. tutto questo è ingiusto..
Grazie mille professoressa. In attesa di una vostra risposta, Cordiali saluti. Amir.”

“Salve, sono la mamma di una bambina di nome Federica, Premesso che condivido le sue opinioni, ma di fronte a delle situazioni alcune cose vanno valutate le spiego: mia figlia è stata in un certo qual modo sempre perseguitata dalla sfortuna, perché l'insegnante di italiano all'elementari aveva come alunna anche la nipote, un bel tipetto, essendo che mia figlia è ancora immatura a certe cose è minuta non riesce ad avere quel carattere forte, questa le faceva i dispetti - portando la pasta a scuola la metteva nello zaino dei compagni, oppure scarabocchiava i quaderni dei compagni, oppure faceva sparire oggettistica ai compagni e, in tutto questo la maestra colpevolizzava sempre Federica senza averne le prove. Le mie risposte con la bambina oltre a dirle vabbè non pensare passaci sopra, non piangere se ti offendono, pensavo di far bene; invece oggi facendomi aiutare da un psicologo perché Federica a manifestato carenze in tutto, mi sento dire di aver sbagliato che dovevo immediatamente far cambiare istituto alla bambina.
Quando è stata ammessa alle scuole medie purtroppo di tre sezioni è capitata l'unica da sola a differenza di altri che sono stati accoppiati a 5 della stessa classe precedente: vabbè.
Cosa è successo, essendo molto chiusa è timida alcuni ragazzi bulletti, tra l'altro con un casino di rapporti, l'hanno cominciata a prenderla in giro e offendere con parole pesanti strappandole i disegni e, nessun professore fino al mio arrivo, tra l'altro fatto presente da una ragazza di 3 media, era al corrente della situazione o meglio fingevano di non sapere.
Vado in breve che lascio a lei immaginare tutto il resto.
La conclusione, nonostante ho detto aiutatela per quest'anno perché la mandavo a recupero ed in più stiamo seguendo un percorso dallo psicologo, e alcuni mi dicevano tranquilla, me la trovo "bocciata" e gli altri 3 ragazzi promossi, posso garantirvi che a scuola non andavano bene. lo dicono tutti è di più sono pieni di rapporti. Oggi su fb mi pubblicano i nomi dei bocciati, tra l'altro lei su fb non ce, con un commento: k culo k ho, di uno dei bambini che vi stavo parlando.
QUESTA E' PURA INGIUSTIZIA cosa mi risponde? cordiali saluti Antonella

Buongiorno sono capitata sul suo blog e mi rivolgo a lei per un parere tecnico.
Premetto che sono rappresentante di classe e di Istituto, e ho buoni rapporti con gli insegnanti, che sono sempre stati disponibili. Questo per farle capire che conosco la realtà scolastica e sono sempre stata al fianco degli insegnanti e della dirigente.
Mio figlio ha frequentato la quarta liceo scientifico con esito non ammissione alla classe successiva. Era già stato bocciato in seconda, agli esami di settembre per sito negativo di due materie su tre. In quel momento la bocciatura aveva una valenza educativa e didattica (in realtà nel tempo e visti i risultati non abbastanza!)
Oggi io non intendo difenderlo e riconosco le sue mancanze. Ho combattuto con lui tutto l'inverno per spingerlo ad impegnarsi di più: è in crisi e il suo modo di ribellarsi è questo autolesionismo scolastico.
Ora è stato bocciato per una insufficienza grave di mate (3) e 3 insufficienze con il cinque di cui inglese e disegno erano in realtà 5,5.
A detta degli insegnanti, hanno ritenuto di non doverlo più aiutare come in passato, credo che lui abbia tirato troppo la corda (per esempio non consegnando le tavole quando doveva). A mio avviso però questa bocciatura potrebbe interrompere un processo di recupero di autostima e impegno avviato nell'ultimo periodo. Temo che questa nuova bocciatura metta a rischio la sua stabilità emotiva, già provata da altre situazioni che potrò approfondire se necessario.
Inoltre essendo l'unico bocciato della classe si sente trattato in modo non equo, sia rispetto al trattamento che lui stesso ha ricevuto nel passato (perchè finora si e ora no, per un diciottenne può essere difficile capire che "proprio perchè l'ho fatto finora ora non sono più disposto") sia guardando a situazioni dei compagni, pur riconoscendo le sue colpe durante l'anno scolastico e aver capito di avere sbagliato.
Le chiedo un parere tecnico sulla possibilità che possa fare la maturità con i compagni l'anno prossimo: quali sono tecnicamente le possibilità? Nel suo ruolo di insegnante posso condividere la sua prevedibile disapprovazione per l'accorciamento di un percorso che nelle intenzioni degli insegnanti dovrebbe aiutarlo a conseguire gli obiettivi formativi mancati, a organizzare lo studio e a preparare un proficuo inserimento nella classe successiva. Sono tutti obiettivi sacrosanti e diventerebbero parte del percorso di recupero accelerato, se così posso dire.
Sono preoccupata per un crollo emotivo che potrebbe spingerlo all'abbandono scolastico. Grazie per la sua attenzione
Paola.”

“Salve,mi chiamo Pietro. le premetto che non ci aspettavamo la bocciatura di nostro figlio perchè sapevamo (ma non per comunicazione della scuola) delle 3 gravi insufficenze, quindi ci aspettavamo i tre debiti, invece dopo lo scrutinio la scuola ci ha comunicato la bocciatura perchè si è aggiunta una quarta materia. 
Ascoltato il ragazzo lui ci diceva che alla prof di inglese gli aveva chiesto di essere interrogato perchè la somma dei voti (5+6+6.5) non dava la sufficenza piena e visto le tre che aveva si preoccupava. La prof lo tranquillizzava dicendogli di avere sei e di stare tranquillo. La mia domanda è questa la scuola non aveva l'obbligo di comunicarci che rischiava la bocciatura perchè aveva le tre insufficienze gravi e quasi 6? Spero in una sua risposta giusto per capire ed eventuale norma. Grazie. Pietro”

“Buongiorno Professoressa Milani, mio figlio quindicenne che frequenta il secondo anno di un istituto tecnico per geometri è stato bocciato.
Dopo una partenza disastrosa dove si è lasciato andare completamente ai giochi e non allo studio, ha cercato di rimediare nel secondo quadrimestre impegnandosi seriamente. Anche i professori si sono accorti di questo  cambiamento positivo. Intorno a metà maggio le famiglie di alcuni suoi compagni di classe sono state avvisate che il proprio figlio andava incontro ad una bocciatura. Noi non abbiamo avuto alcuna telefonata o messaggio in merito e ben speravamo per la sorte di Flavio.... sapevamo con certezza che tre materie gliele avrebbero date. Il 13 giugno 2014 con un sms sono stata avvisata che mio figlio era stato bocciato.
Vorrei sapere qual è la prassi per un ragazzo bocciato, se comunque dovevo essere avvisata prima (tenendo conto che io sapevo della sua situazione) o meno.

La ringrazio infinitamente. Lidia.”

martedì 10 giugno 2014

“Come si fa a non far vivere come una sconfitta la bocciatura?”. 462° post

Marianna mi scrive:

“Gentile Professoressa,
come si fa a non far vivere come una sconfitta la bocciatura?
Sono la mamma di un ragazzo di 15 anni che è stato bocciato in terza media. Era già stato bocciato in prima media, bocciatura un po' a sorpresa, perché pensavamo che avrebbe avuto dei "debiti" ma sarebbe stato ammesso alla classe successiva.
 Durante l'anno avevo più volte chiesto agli insegnanti che mi aiutassero a seguire il bambino a casa, perché il più delle volte, quando lui tornava a casa e io chiedevo "cosa avete fatto a scuola?" la risposta era "niente", quindi con tanta fatica (mia, ma anche del bambino) recuperavamo i compiti da fare e studiavamo a casa, ma gli insegnanti dopo avermi detto "si, si può fare" in effetti non mutarono nulla nel loro modo di procedere. Avevo chiesto nello specifico che stessero un pochino attenti che Mirko scrivesse sul diario di scuola i compiti e che cosa si era fatto il giorno a scuola. Nulla di più.
Mirko soffrì tantissimo della bocciatura, oltretutto inaspettata fino alla visione dei quadri.
L'anno successivo lo tolsi dal tempo prolungato e lo cambiai di sezione, cambiando tutto il corpo docente. Il primo anno, sempre fra alti e bassi andò benino e fu ammesso in seconda.
In seconda ancora una volta si ripresentarono gli stessi problemi: il riuscire a capire che cosa mio figlio facesse a scuola, che lezioni venissero fatte giorno per giorno e i compiti assegnati. Ogni sera dovevamo chiamare vari compagni di classe (perché uno non bastava: alcuni non sapevano nemmeno loro cosa era stato assegnato, oppure avevano indicazioni sbagliate). Ogni sera studiava con me o con mia madre (insegnante della scuola primaria, in pensione) e seppure con tantissimi debiti, fu ammesso alla terza.
Quest'anno mi ha chiesto di poter studiare da solo. Durante l'estate non ha fatto i compiti richiesti per poter recuperare le insufficienze. Premetto che le insufficienze erano in materie anche di differenti aree: matematica, geografia, musica, tecnica, storia...
Durante l'estate abbiamo anche fatto controlli specialistici perché abbiamo pensato che avesse un qualche disturbo dell'apprendimento, quello che ne scaturì dall'indagine è che il ragazzo soffre di assenza di autostima e ansia da prestazione. Parlai con gli insegnanti di questo e almeno con la professoressa di italiano storia e geografia si riuscì a penetrare dentro la corazza di Mirko, da lei veniva interrogato a tu per tu alla cattedra, senza esposizione davanti al resto della classe, gli venivano "spezzettate" le interrogazioni in più volte e qualche risultato si è ottenuto.
Per alcuni mesi ogni settimana andavo a scuola a chiedere copia del registro di classe, per sapere che cosa veniva fatto, cosa che serviva a ben poco visto che gli insegnanti non sempre scrivevano i compiti assegnati o gli argomenti trattati. Ancora una volta chiesi di seguire Mirko più nello specifico per aiutarmi a seguirlo a casa e mi fu risposto che "il ragazzo deve diventare autonomo".
Sono subentrati anche dei problemi familiari, e Mirko è diventato nei riguardi della scuola completamente indifferente. Un mese fa si è anche ammalato di bronchite, è mancato da scuola per 20 giorni e in questo periodo non c'è stata nessuna preoccupazione né dalla scuola né dai singoli insegnanti sul motivo per cui mio figlio mancasse così a lungo.
Ora quindi dopo aver letto tanti dei suoi articoli le chiedo come faccio a far capire a mio figlio che la bocciatura non è una cosa di cui vergognarsi? Non è una punizione, non è un fallimento suo quando invece questo è esattamente quello che gli è stato ripetuto dall'inizio dell'anno (e in quelli precedenti)?
La ringrazio tantissimo e mi scuso se mi sono dilungata oltremodo. Ma sono decisamente disgustata da quello che è diventato il sistema -scuola...o per non fare di tutta l'erba un fascio, della scuola che purtroppo mio figlio ha frequentato.  Marianna”

Gentile Marianna, capisco quello che prova e perciò cercherò di spiegarle il punto di vista degli insegnanti.
Se lei ha letto alcuni miei post, per esempio l’ultimo, vedrà che i problemi che gli insegnanti devono affrontare sono molti.
Lei e molti genitori che mi scrivono in questi giorni vorreste che l’insegnante seguisse ogni singolo alunno. In una classe ci sono di solito dai 20 ai 30 alunni. Vorreste che l’insegnasse, alla fine della lezione, controllasse che tutti i ragazzi abbiano scritto. Operativamente questo significherebbe concludere la lezione almeno venti minuti prima: dieci per assegnare i compiti, rispondere alle domande di chi non ha capito a che pagina, per quando, su che libro, ecc. E altri dieci, almeno, per  passare tra i banchi e controllare a uno a uno i diari, correggere eventuali errori, nel caos che si svilupperebbe nel frattempo. L’alternativa sarebbe controllare solo quello di suo figlio, ma sarebbe come dirgli “Controllo il tuo perché non sei capace di fare da solo”. E certo la sua autostima non aumenterebbe. Gentile Signora, non si può fare. Sarebbe possibile se ogni classe avesse un insegnante di appoggio (non di sostegno) che per esempio potesse portare fuori dalla classe l’alunno per aiutarlo a organizzarsi.
Ma anche se si potesse, sarebbe sbagliato farlo. Quello che le è stato detto – che il ragazzo deve diventare autonomo – è vero. Se avesse me come insegnante sarei ancora più esigente. Il ragazzo deve capire che deve studiare e deve fare da solo. La mancanza di autostima è un problema che nasce fuori dalla scuola. Lei pensa di aiutarlo, ma non lo aiuta:
<< L'anno successivo lo tolsi dal tempo prolungato e lo cambiai di sezione, cambiando tutto il corpo docente.>>
<< Con tanta fatica (mia, ma anche del bambino) recuperavamo i compiti da fare e studiavamo a casa >>
<< Ogni sera dovevamo chiamare vari compagni di classe (perché uno non bastava: alcuni non sapevano nemmeno loro cosa era stato assegnato, oppure avevano indicazioni sbagliate). Ogni sera studiava con me o con mia madre (insegnante della scuola primaria, in pensione)>>
Abbiamo un quindicenne che ogni giorno viene seguito a casa non da una ma da due persone. È come dirgli “Non sei capace di fare da solo”. Da dove dovrebbe nascere la sua autostima? Lo so che lei e sua madre lo fate per aiutarlo, ma traspare chiaramente che non lo credete in grado di fare da solo quello che – tra l’altro – fanno tutti gli altri.
Immagino quello che pensano gli insegnanti di una mamma che  << per alcuni mesi ogni settimana va a scuola a chiedere copia del registro di classe, per sapere che cosa veniva fatto, cosa che serviva a ben poco visto che gli insegnanti non sempre scrivevano i compiti assegnati o gli argomenti trattati.>>
È lui che a quindici anni deve informarsi, non la mamma. E sappia che moltissimi insegnanti non scrivono sul registro quello che assegnano per casa, compresa me. Sul registro di classe c’è una sola riga: come potrei scrivere tutto quello che assegno? E a che cosa serve, in realtà? Perché perdere tempo a scrivere? Eppure a lei sembra assurdo.
<< Come si fa a non far vivere come una sconfitta la bocciatura?>>
Credo che la bocciatura sia una sconfitta prima di tutto per lei. Lei dice << Mirko è diventato nei riguardi della scuola completamente indifferente>>
Probabilmente suo figlio ha finito per considerarsi fuori dal gioco, visto che se ne occupa lei. Se fossi in lei gli direi: <>
Credo che ammetterà di non aver studiato. E allora lei continui: <da solo
, più che puoi. È meglio che ti lasci fare da solo. Magari fai meglio. Ricorda che se ti impegni verrai promosso. È una decisione tua.>> Gli parli, lo lasci parlare, senza rimproverarlo e senza fare dei ricatti affettivi né di altro genere.
Poi lo lasci studiare (o non studiare) da solo. Soffra in silenzio, ma lo lasci fare quello che decide di fare. Se non studia, pazienza. È compito degli insegnanti quello di cercare di motivarlo allo studio. Compito suo è quello di farlo diventare sicuro di sé. Cosa che non avverrà, se continuerà a fare lei quello che dovrebbe fare lui. Probabilmente, gli trasmette (con le migliori intenzioni, lo so) l’idea che deve studiare per fare contenta lei. Si sforzi di non farlo. Lo apprezzi per quello che sa fare a casa, e gli faccia capire che a lei interessa lui, anche se non riesce a studiare, ma che lo studio gli serve per la vita ed è suo dovere impegnarsi.
La bocciatura è il risultato di molti fattori. Non dia la colpa agli insegnanti, perché da quello che mi dice non ne hanno. Non dia la colpa né a suo figlio né a se stessa. Se suo figlio fosse stato capace di impegnarsi lo avrebbe fatto. Evidentemente non ne è capace. E non era compito suo quello di far promuovere suo figlio. Cerchi di rifletterci sopra. Mi faccia sapere!



venerdì 14 giugno 2013

"Mio figlio è stato bocciato". 383° post

Sonia mi scrive:
“Gentile  professoressa Le scrivo questa lettera perché vorrei una sua opinione riguardante la bocciatura di mia figlia che ha frequentato il primo anno di liceo linguistico. Non è stata ammessa alla classe successiva con 4 in latino e 4 in francese. I professori hanno sempre elogiato il grande impegno di Margherita, la sua buona educazione e l'impegno costante avuto durante tutto l'anno scolastico. Malgrado questo hanno ritenuto opportuno bocciarla perché pensano che non sia in grado di recuperare le due materie. Margherita è disperata e piange da venerdì perché crede sia un suo diritto provare a recuperare le due materie e, dato che lo studio non l'ha mai spaventata, è convinta di poterlo fare. Oggi ho parlato con il CdC e con la preside chiedendo se fosse possibile rivedere la decisione presa nei confronti di Margherita proprio in virtù  del suo costante impegno, ma mi è stato risposto che non è possibile. Ora mi domando se è giusto non dare questa opportunità a una ragazza che ha sempre dato il massimo e che credeva che l'impegno costante sarebbe stato premiato. Ma con 2 materie insufficienti si può bocciare e rovinare l'autostima di un'adolescente già  precaria? Aspetto una sua risposta e colgo l'occasione per esprimere la mia stima nei suoi confronti.”

E Francesco mi scrive:

“Salve. Mio figlio ha 14 anni , è stato l'unico a non essere stato ammesso all'esame di terza media, dopo che è stato bocciato in seconda media. Premesso che sono consapevole che non ha problemi di apprendimento (confermato da due Psicologi) e che purtroppo è indisciplinato e svogliato, sono rimasto molto deluso per il comportamento dei docenti più che della non ammissione in se:
1) Se è vero che la bocciatura serve per migliorare, questo non è avvenuto per mio figlio e le assicuro che noi genitori abbiamo fatto di tutto (forse troppo) per stimolarlo.
2) Quattro volte a settimana andava al doposcuola, possibile che non è servito a niente?
3) al ragazzo era stato detto di migliorare la condotta, è passato dalle 24 note del 1^quadrimestre alle 4 del secondo, inoltre Il Preside lo ha stimolato fino alla fine e lui ha preso 3 sei nell'ultima settimana, tutto inutile.
Sulla comunicazione era scritto che i genitori dei non ammessi venivano avvertiti il giorno prima delle ammissioni, non avendo avuto comunicazione (immagini lo stato d'ansia) ci siamo illusi, invece la telefonata è arrivata qualche ora prima della pubblicazione dei quadri "Mi dispiace, suo figlio non è stato ammesso", Mio figlio mi telefona e mi dice Papà sono stato ammesso, guarda che ti sbagli, felicissimo assieme ai suoi amici. Chiamo la Scuola speranzoso e loro con una freddezza che non ha niente di umano (mi dispiace, ci siamo sbagliati ma sa abbiamo telefonato...), prendono il foglio affisso (firmato dai docenti), sbianchettano il nome di mio figlio e lo rimettono fuori la Scuola come nulla fosse aggiungendo "non" all'ammesso. Mi sembra troppo .”

Rispondo:

Cari Sonia e Francesco, in questi giorni non faccio che ricevere lettere come la vostra. Bisognerebbe studiare un sistema per preparare alunni e genitori alle bocciature.

Cara Sonia, secondo la Gelmini, noi dovremmo bocciare con UNA SOLA insufficienza. Ma siccome non siamo matti, ci diamo delle regole: probabilmente loro (e guarda che io sono di solito d'accordo quando si tratta di scuola superiore) hanno deciso di bocciare chi aveva due  4. La bocciatura non è una punizione. Spesso gli insegnanti bocciano con molto dispiacere.  Margherita è disperata perché percepisce che lo sei tu. Prova a dirle: "Pensandoci bene, è meglio così. Se non ripari bene, ti trascini il problema per tutti gli anni successivi. Invece così, il prossimo anno sarai brava in tutto".
Vedrai come cambia, se sai recitare bene. Credo che sia stato meglio così: i 4 sono un'insufficienza pesante.
Prova e fammi sapere.

Caro Francesco, direi che dovrebbe concentrarsi su un concetto: suo figlio meritava di essere promosso? Lei mi scrive “ è passato dalle 24 note del 1^quadrimestre alle 4 del secondo, inoltre Il Preside lo ha stimolato fino alla fine e lui ha preso 3 sei nell'ultima settimana, tutto inutile”. Io dietro alle sue parole capisco: si comporta molto male; nel secondo quadrimestre gli insegnanti hanno evitato le note (come facciamo tutti, proprio per evitare le bocciature); è stato necessario perfino l’intervento del preside che ha cercato di convincerlo a studiare ( questo lo ha sicuramente fatto per evitare la bocciatura).
Ma lei, in sostanza, invece di rivolgersi a suo figlio, chiedendogli (furibondo) conto del suo comportamento, addossa la colpa agli insegnanti. Non è migliorato dopo la bocciatura? Colpa degli insegnanti. Va al doposcuola quattro volte alla settimana e non è servito a niente? Colpa degli insegnanti.
Caro Francesco, come insegnante le assicuro che se nel primo quadrimestre gli hanno dato ventiquattro note (è un numero pazzesco!) significa che ce ne sono state almeno altrettante che gli sono state risparmiate. Ma lei si rende conto del fatto che gli insegnanti devono lavorare con un alunno che disturba continuamente? E quando le note calano, secondo lei, dovrebbero inchinarsi a tanta gentilezza e riempirlo di complimenti?
Secondo me lei dimentica le colpe di suo figlio. Le suggerisco di esigere da lui un cambiamento nel suo comportamento.
Riguardo ai quadri affissi, concordo con lei che avrebbero dovuto fare più attenzione. Ma definire l’atteggiamento come “una freddezza che non ha niente di umano” mi sembra eccessivo. Hanno sbagliato, e non hanno potuto fare altro che correggere l’errore materiale.  Si sarebbe aspettato che dicessero "Oh! abbiamo sbagliato a scrivere e perciò ormai è promosso"? Giustamente, lei e anche suo figlio, avreste dovuto capire che non poteva essere vero, visto che eravate stati chiamati qualche ora prima.
Gentile signor Francesco, per aiutarla, credo che sia meglio che qualcuno le parli chiaramente, come ho fatto.  Spero che possa servirle, anche se non era quello che si aspettava!

Saluti a tutti e due!


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