Ma che cosa sta succedendo in
Italia? Parlo delle alluvioni. Quella di Carrara, per esempio. Un'alluvione è
un fatto ineluttabile? Che cos'è? Sfortuna? Destino? La Natura che si
ribella? È il clima che è cambiato? È un’alluvione assassina?
Se un’alluvione è un fatto ineluttabile
allora non ci resta che pregare se siamo credenti in un Dio, o fare gli
scongiuri se non lo siamo.
Ma non credo che sia un fatto
ineluttabile. A Carrara ci sono state quattro alluvioni in undici anni.
Significa che c’è stata gente che ha perso tutto e ha ricostruito. Ma, dopo
nove anni, ha perso di nuovo tutto, e ha ricostruito; dopo due settimane ha
perso di nuovo tutto, e ha di nuovo ricostruito. E ora, dopo due anni, ha perso
di nuovo tutto. C’è di che fiaccare anche un leone. Invece questo popolo di
gente forte, fiera, irriducibile, resiliente è partito subito all’attacco del
disastro e sta ripulendo tutto, buttando via, salvando il salvabile. Come hanno
fatto i genovesi, i chiavaresi, i modenesi, gli aquilani e tutti gli altri. È i
momenti come questi che si vede di che pasta sono fatte le persone. Chi non è
stato colpito dall’alluvione si è precipitato ad Avenza e a Marina di Carrara
ad aiutare gli amici, i parenti, ma anche gli sconosciuti. Ragazzi meravigliosi sono accorsi in aiuto hanno
spalato, spostato, lavato per dieci ore al giorno senza perdere il sorriso. Tutti si stanno aiutando
fra loro. E si riprenderanno, anche se Carrara è una città già sofferente,
perché la sua economia è basata sul marmo e il marmo, a Carrara, non è di
tutti, come sarebbe giusto perché le montagne dovrebbero essere di tutti. Il
marmo è di pochi, ricchissimi, che non lo mollano per nessun motivo. Perché
hanno il potere dei soldi, che vince tutti i poteri, e nessuno può farcela
contro il potere dei soldi. E se è vero che una parte della colpa
dell’alluvione è dei detriti, dei massi e degli scarti di lavorazione del marmo
che vengono lasciati ai lati delle cave, rotolano a valle e finiscono nel letto
del Carrione, allora la colpa non è solo della natura e del clima, ma è anche
di quei ricchissimi proprietari di cave, e del Comune di Carrara che per
decenni ha permesso che le cose continuassero così.
Il Carrione, che è un
torrente, per qualche motivo ogni tanto esce dal suo letto e provoca disastri.
Un torrente è un torrente si sa. Ma arrivare ad allagare la città! È colpa sua?
Se quando piove tanto si rompe un argine perché è stato costruito male, la
colpa è del Carrione o sarà di qualcun altro?
E se sì, di chi? Di chi ha costruito l’argine? Di chi ha scelto la
ditta? Di chi non ha fatto i dovuti controlli? Di chi non ha dato retta alle
segnalazioni di infiltrazioni e di allagamenti della strada formalmente inviate
a tutti quelli che sono preposti a occuparsi della sicurezza dei cittadini? La
gente di Carrara vuole, questa volta, trovare i colpevoli e fare in modo che
non ci sia più fango da spalare. Forse questa volta ce la farà. E forse il suo
esempio sarà seguito da altre città, da altri italiani.
Un’alluvione, un terremoto,
significano dolore, paura, rovina. La tua casa, tutte le tue cose, le foto di
quando eri piccola, la tua poltrona così comoda, i libri e i quaderni di tuo figlio, che ora ti tocca comprare di nuovo, con quello che costano, il divano appena comperato, i
dentini del tuo bambino, che avevi conservato perché volevi farli vedere ai
tuoi nipotini, la tua automobile ancora da pagare, i giocattoli del tuo bambino, il vaso che ti aveva
regalato la zia Luisa per il matrimonio, il tuo cellulare, il tuo cane che non
è riuscito a salvarsi non ci sono più. E non c’è più il tuo negozio, che ora
forse si stava riprendendo, che ora c’era il Natale e la gente poteva comperare
di più e forse ce la facevi anche quest’anno a non chiudere. E non c’è più il
tuo lavoro, perché non c’è più il negozio, non c’è più l’ufficio, le strade
sono chiuse, la gente non ha più un soldo.
Gli Italiani non ne possono
più di rimboccarsi le maniche per ricostruire dopo alluvioni, frane e
terremoti. I carraresi, i genovesi, i chiavaresi, i modenesi, gli aquilani e
tutti gli altri. Perché tutte le volte si parla di responsabilità e si spera
che qualcuno paghi per aver sbagliato, perché non accada più. Ma non succede
mai. Perché in questo Paese chi ha il potere
si unisce a chi ha i soldi e aggiusta tutto con gli insabbiamenti e gli avvocati. E per quanto noi –
la gente comune – possiamo mettere uno, due, tre, cinque avvocati, loro ne
metteranno cinquanta, cento, duecento. E per un giornalista che difenderà i
deboli, ce ne saranno tanti altri che difenderanno i ricchi, i potenti, i politici. E
vinceranno.
Ma questa volta Carrara
sembra intenzionata a non mollare. E ai carraresi forse si uniranno i genovesi, i chiavaresi, i modenesi, gli aquilani e tutti gli altri. Speriamo. Quando la gente capirà che l'unione fa la forza, forse le cose cambieranno.