Renato mi scrive:
“Professoressa buon giorno, mi chiamo Renato,papà di Mirko
che ha cinque anni e frequenta la prima elementare. L'alunno alle prime armi si
è già guadagnato il banco vicino alla maestra e un paio di note sul quale
vorrei un consiglio da lei prima di sollevare inutili questioni con la
maestra,visto che dovranno passare i prossimi anni assieme. Sono cosciente che
il bambino dovrà abituarsi alle innumerevoli e sicuramente giuste ma nuove
regole, forse sarebbe carino evitare di metterlo sul banco "dell'asino"al
quinto giorno di scuola e con una classe di 11 bambini??? Le note sono comunicazioni
scuola famiglia,ma la maestra mi ha scritto sul diario "Avviso il bambino
si comporta male” e “il bambino ha lanciato il quaderno”. Cosa ne pensa
professoressa? Non mi sento di firmarla...Dopo alcune richieste il bambino ci
ha raccontato che durante la lezione la maestra gli ha chiesto il diario per
scrivere i compiti ma dalla postazione "asino" non arrivava così lo
ha lanciato,a sua volta la maestra dopo averci scritto glielo ha rilanciato. Il
bambino ha sbagliato e doveva alzarsi come penso tutti gli altri bimbi avranno
fatto ma il comportamento e la nota sono corrette al fine di un buon
insegnamento???Forse sto esagerando ma solo lei potrà consigliarmi al meglio. Grazie
per avermi dedicato un poco del suo prezioso tempo,cordiali saluti Renato."
Caro Renato, direi che il comportamento della maestra
appare discutibile. Forse non riesce a gestirlo (è molto piccolo e non è
semplice gestire i bambini così piccoli in prima elementare) e finisce per fare
qualche errore. Non so. Bisognerebbe sentire quello che dice la maestra..
Giustamente lei dice che dovrà passare cinque anni con
quella maestra, perciò fa bene a mettercela tutta per non rovinare il rapporto
dall'inizio. Le suggerisco di andare a chiedere alla maestra che
cosa significano le note e che cosa dovreste fare voi genitori dopo aver letto la nota.
Poi le dica che il bambino viene a scuola anche per imparare
le regole di convivenza; voi insegnate le regole di casa e vi aspettate che a
scuola gliele insegni la maestra.
Però, Renato, prima di dare per scontato che la maestra ha
torto, chieda a lei direttamente come sono andate le cose, perché un
bambino di cinque anni non riesce a riferire tutto quello che è accaduto,
quello che ha fatto e detto la maestra. A volte i bambini rispondono quello che
credono che i genitori vogliano sentirsi dire. Soprattutto, eviti gli
interrogatori al bambino, perché gli trasmettono l'idea che voi
disapprovate la maestra.
Infine: a casa avete insegnato al bambino che gli oggetti
non si lanciano? Avete spiegato a lui che deve comportarsi bene e che le note
non sono una bella cosa?
Il banco vicino alla maestra non è necessariamente il
"banco dell'asino". A volte viene usato con i bambini che hanno
atteggiamenti che possono essere pericolosi, per gestirli meglio. Ci pensi: e
se il bambino lanciasse le penne? Da lontano sarebbe più difficile controllarlo.
E se lanciasse un oggetto e un bambino venisse ferito? La maestra sarebbe
ritenuta responsabile per non aver fatto di tutto per evitare l'incidente.
Concludendo, questi sono i miei consigli: parli con la
maestra, rifletta sul comportamento di suo figlio e si ricordi che non dovete
mai lasciare capire al bambino che disapprovate la maestra.
Se potessi parlare con la maestra, da collega, le
chiederei a che cosa può servire il suo approccio repressivo. Le direi che in
prima elementare (al quinto giorno di lezione poi!) mettere delle note mi
sembra poco professionale: per chi sono le note? Per il bambino? Perché pensa
che il bambino capisca a suon di note? Per i genitori, perché “gli insegnino l’educazione”?
Direi che la maestra dovrebbe studiarsi bene il caso e trovare come far capire
al bambino che quando lancia un oggetto può fare del male. Con le spiegazioni,
i giochi, le canzoni, i disegni. Con quello che vuole, ma non con le note.