Cristiana mi scrive:
“Buongiorno Professoressa ,
le scrivo per chiederle un consiglio sul
da farsi per un episodio che ha vissuto ieri mio figlio di 6 anni in prima
elementare.
Siccome disturbava la maestra lo ha messo in
corridoio da solo con tutto il banco e cosa ancora più grave io l’ho saputo
dal bambino.
La signora si e’ affrettata a dirmi che vedeva
il bambino (mettendo le mani avanti in caso di accusa di mancata tutela).
In ogni caso mi sembra un sistema molto
punitivo e molto poco educativo esponendo il bambino anche alla derisione
degli altri alunni.
Le sarei grata se mi desse un suo parere.
Cordiali saluti. Cristiana”
E Carlotta mi scrive:
“Gentile
professoressa, mia figlia è stata abbandonata in classe, dalla maestra che è
uscita con tutti gli altri bambini, sola ed incustodita perché non aveva finito
di scrivere i compiti per casa. Dopo due settimane si è bagnata facendo pipì ed
è stata tenuta in classe, senza mutande di fronte a tutti e senza che le
maestre si facessero neanche venire in mente di chiamarmi per portare un
cambio. Quest'ultimo episodio si è ripetuto due volte in una settimana, per
cui, di fronte all'evidente disagio della bambina che iniziava a dare segni di
insofferenza e nervosismo tali da doverci rivolgere allo psicologo, io e mio
marito abbiamo deciso di cambiare scuola tempestivamente. Premetto che ci
eravamo rivolti alla dirigente, con la quale abbiamo avuto ben tre incontri da
allora, di cui uno alla presenza delle due maestre in questione, purtroppo
senza nessun successo visto che l'unica risposta che ci ha dato è stata di "pazientare
e dare alle maestre il tempo di abituarsi al passaggio dalla classe quinta alla
prima". Adesso mia figlia frequenta un'altra scuola, con maestre che in
pochi giorni hanno dimostrato una professionalità e una competenza che le
precedenti, in circa sette mesi, non avevano mai neanche lontanamente palesato.
Stiamo cercando tutti quanti di rimettere insieme i pezzi, soprattutto di
ricostruire nella bambina un rapporto di fiducia verso le insegnanti. Le scrivo
perché penso che sia molto importante per i genitori e per i bravi insegnanti
conoscere fatti così vergognosi. A presto. Carlotta”
Cara
Cristiana e cara Carlotta,
ho
già detto che un insegnante non deve buttare fuori dalla classe un alunno,
prima di tutto perché non può sorvegliarlo, come è suo dovere fare.
Ma
non è solo questo il problema. L'insegnante ha altri doveri.
Il
bambino di Cristiana e la bambina di Carlotta sono in prima elementare.
Prima
di tutto visualizziamo un bambino di sei anni. Sono solo sei anni che è al
mondo e con ogni probabilità viene tenuto in grande considerazione a casa. Poi
arriva a scuola e invece di trovare un ambiente accogliente viene buttato fuori
dalla classe, da solo, nel corridoio, banco e tutto. Non so capacitarmi del
fatto che a una maestra venga in mente di fare una cosa così diseducativa. Non
mi dite che forse il bambino è
terribile. Non so che cosa faccia per essere allontanato dalla classe e non mi
interessa. A un bambino di sei anni la maestra deve insegnare come ci si
comporta in classe. Metterlo fuori dalla porta della classe, esposto alla
canzonatura degli altri bambini, sicuramente incapace di capire dove ha
sbagliato, è un gesto che certifica l’incapacità di trovare strategie
costruttive per educare ad un comportamento corretto. Non significa dire al
bambino “il comportamento che hai tenuto non va bene”, ma “non ti voglio come
sei”, “non mi piaci”, “non sei come gli altri e perciò non puoi stare con loro”. In pratica, l'unica strategia seguita è quella di tentare di farlo smettere umiliandolo, mettendolo in ridicolo, facendolo sentire rifiutato.
Lasciare
una bambina sola in classe (e, cosa gravissima, senza sorveglianza) significa
le stesse cose. E – aggiungo- il fatto di punirla “perché non aveva finito di
scrivere i compiti per casa”, oltre a lasciarmi perplessa al pensiero di questi
“compiti per casa” in prima elementare, mi fa sperare che la maestra abbia già
escluso i possibili disturbi specifici dell’apprendimento (non so come, visto
che una diagnosi si può fare non prima della fine del secondo anno di scuola
elementare).
La
bambina che si bagna facendo pipì, “tenuta in classe, senza mutande di fronte a
tutti”, senza che alle maestre sia venuta l’idea di chiamare la mamma, poi, mi
stupisce anche di più. Siamo d’accordo che le insegnanti (o gli insegnanti) di
scuola primaria hanno molti bambini da guardare e quasi nessun aiuto, ma nulla
può giustificare questa mancanza di attenzione.
Chiedere
ai genitori che si sono rivolti alla dirigente di "pazientare e dare alle
maestre il tempo di abituarsi al passaggio dalla classe quinta alla prima"
ha dell’inverosimile. Una maestra non sa abituarsi al passaggio dalla quinta alla
prima? Ha bisogno di tempo? E quanto tempo? Ma dove siamo? E come fanno tutte
le altre insegnanti?
So
che è faticoso gestire i bambini, trovare delle strategie utili a educare e a
insegnare. Ma non si può dimenticare che il nostro dovere di insegnanti è
quello che aiutare i bambini e i ragazzi a crescere, e di accoglierli, di proteggerli
e farli sentire al sicuro, quando sono a scuola.