Sara mi scrive:
"Gentilissima Professoressa Milani, vorrei sottoporle alla sua
attenzione il problema di mio figlio Simone, dodicenne che frequenta la 2°
media.
Premetto che sono una mamma di 4 figli, la più grande ha già
conseguito la Laurea di primo livello , la seconda frequenta il 2° anno di università,
la terza il 3° anno di liceo, e che le mie figlie maggiori non hanno mai avuto
problemi a scuola, anzi hanno concluso le superiori con il massimo dei voti. Io
lavoro, ma per i miei figli ho avuto l’aiuto di mia madre ( ex Insegnante ) che
ha cresciuto i miei figli come una seconda mamma.
Premesso tutto ciò le spiego la situazione di mio figlio Simone:
Ieri sono andata a scuola a ritirare la scheda di valutazione
di mio figlio e la Professoressa di Italiano mi dice con arroganza che mio
figlio non studia e che ha preso 5 nelle materie di italiano e storia e 4 in
geografia perché a suo dire non è mai stato interrogato. Nelle altre materie i
voti sono di 6 e 7 con Distinto in religione e
9 nel comportamento, 5 in matematica e alla voce
approfondimento.
Ho ritirato la scheda
dicendo che prenderò i provvedimenti necessari.
Mio figlio è un bambino educato, rispettoso, buono e con le
altre persone anche adulte che suoi coetanei, comunica con eloquenza, tanto da
ricevere sempre elogi per il modo di esprimersi e di dialogare ed è un bambino
saggio.
L’unico suo difetto che si trascina dalle elementari è la
scrittura, perché ha un modo particolare di scrivere, praticamente quando mio
figlio scrive sul rigo inizia dal basso verso l’alto, così che alcune volte quello
che scrive diventa difficile da leggere. Mio figlio in 1° elementare aveva
difficoltà a scrivere e la maestra e i suoi compagni di classe lo deridevano
chiamandolo lumacone e alcune volte mi chiamavano perché faceva la pipì addosso,
quando andavo al colloquio, mi diceva di non preoccuparmi perché col tempo
sarebbe migliorato senza prendere nessun provvedimento e se non arrivava a
finire le consegne non era importante, ( mi diceva testualmente : se non riesce
a finire i compiti non glieli faccia fare non fa niente col tempo riuscirà a
farli) , col risultato che mio figlio non voleva andare a scuola e ogni giorno
prima di partire a scuola piangeva, così ho parlato al dirigente e lo abbiamo
cambiato di classe in 2° elementare.
Con le nuove maestre, i compagni e con il mio personale
impegno Simone si è inserito nella nuova classe e riprendeva con più entusiasmo
le lezioni. Certo ho fatto presente alle insegnanti se questo modo di scrivere
avesse a che fare con la disgrafia o altro disturbo dell’apprendimento, ma dai
test e dalla visita eseguita a mio figlio da parte della psicologa e della
pedagogista, mi è stato riferito che non aveva nessun disturbo perché leggeva
benissimo e non faceva errori di ortografia, era solo un modo di scrivere che
col tempo poteva cambiare.
In 1° media ho fatto presente al primo colloquio le
difficoltà di mio figlio con tutti i professori ed in particolare con quella di
lettere, considerato che aveva il numero di ore maggiore durante l’orario
settimanale scolastico, chiedendole di prestare più attenzione e di assegnargli
meno consegne scritte in considerazione che mio figlio si stancava e non
riusciva a completare le altre materie (a volte fino alle 10 di sera eravamo a
fare i compiti), ma lei mi rispondeva che doveva portare avanti il programma e
che se gli altri alunni riuscivano a fare di più, lei doveva aumentare le
consegne scritte e valutare mio figlio di conseguenza.
Certo non condividevo questa risoluzione della professoressa
e mi sono impegnata di più ad aiutare mio figlio nelle consegne scolastiche.
Chiedevo inoltre in colloqui successivi se era possibile fare delle ore di
recupero per migliorare la scrittura e mi rispondeva che lei non poteva
occuparsi di questo perché avrebbe bloccato il suo programma scolastico. Più
tardi quando la scuola era finita ho saputo invece che sono stati fatti questi
corsi di recupero ma ne io ne mio figlio
siamo stati informati.
Con gli altri professori c’era il problema della scrittura
però mi riferivano che era attento
educato e andava bene.
Siamo arrivati in 2° media e si ripete per me nuovamente
questo problema perché mio figlio ha paura della professoressa di lettere mi
riferisce che quando lo interroga lo guarda fissandolo e incutendogli paura, non vuole andare a scuola e frequentemente mi
dice di cambiare classe, ho anche il sospetto che in classe ci sia bullismo,
perché ieri la professoressa di inglese mi ha riferito che la classe è caotica
e che alcuni alunni disturbano , mentre mio figlio si chiude , lo vede molto
timido e pauroso e anche perché ultimamente mio figlio non esce con i suoi
compagni come prima , rimanendo a casa da solo.
Cosa mi consiglia di fare? Mi può dare qualche consiglio?
Glielo chiedo come una mamma che vuole vedere suo figlio
allegro, contento e spensierato vivendo senza timore e paura.
Ringraziandola anticipatamente per i suoi consigli, la saluto affettuosamente. Sara"
continua